pescivendola

Le incredibili peripezie di Hermann l'Aragosta

C’era una volta Hermann l’Aragosta.

Hermann si sentiva molto solo, perchè abitava in un luogo sperduto nel mare, nella zona centrale del Triangolo delle Bermuda, proprio vicino al nido di Squali-Calamaro, una rara specie in via di estinzione che ama collezionare oggetti trovati nei relitti perduti dei fondali.

Hermann un giorno decise di lasciare il suo quartiere, alla ricerca di altri crostacei come lui, visto che fino ad allora non ne aveva visto neanche uno, apparte la sua immagine riflessa nell’unico specchietto che aveva con se; uno specchietto particolare, situato all’interno di un cuore d’oro zecchino attaccato a un ciondolo che gli aveva regalato la sua ex fidanzata Squala-Calamara, poco prima di lasciarlo definitivamente.

Quello del regalo fu un giorno che Hermann non dimenticò mai, perchè Giuditta, così si chiamava la Squala, si vergognava a causa della loro biodiversità.

Uno era un crostaceo e l’altra una nobile pescia rispettata da tutti!

Per questo gli regalò lo specchio, visto che a quanto pare lei era l’unica in tutto il Triangolo delle Bermuda ad averne uno. Glielo donò come ultimo scambio d’amore, tanto per fargli capire quanto fossero differenti.

Prima di allora infatti, Hermann era convinto di appartenere alla nobile stirpe degli Squali-Calamaro e non credeva alle parole dei parenti e degli amici di Giuditta che non facevano altro che prenderli in giro!

Così, il nostro protagonista esoscheletrico fece un bel fagottino, nel quale mise un paio di panini e il ciondolo con lo specchio e si diresse verso la terra più vicina.

Sapeva, per sentito dire, che i terrestri erano pericolosi e che per loro Hermann rappresentava un pasto delizioso, ma era deciso a trovare un posto nuovo, dato che ogni villaggio di aragoste era ormai stato spazzato via e gli unici posti più vicini dove poteva trovare i suoi simili erano gli allevamenti artificiali costruiti dagli umani.

Con grande sorpresa però scoprì proprio in quel momento di non essere un’aragosta, perchè il suo volto somigliava incredibilmente a quello degli umani del luogo!

Dedusse quindi che non era mai stato un crostaceo vero, ma un uomo nato nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Così entrò in quello che sembrava un negozio del mare e trovò una donna di grandi dimensioni, unta e sporca di sangue di pesci.

A quanto pare quella donna vendeva carne delle creature marine agli altri  esseri umani, ma la cosa non lo disturbava affatto perchè ormai aveva capito che non apparteneva più alla specie che popola il mare, anzi era ben deciso ad omologarsi tra gli uomini.

La visione di quella donna lo eccitò a tal punto da innamorarsi e decise così di attirare la sua attenzione, facendo una danza dell’amore.

La donna lo notò, aggirò il bancone dei pesci, si avvicinò a lui e gli prese il ciondolo a forma di cuore che sbucava dal fagottino che aveva attaccato al carapace, quello con all’interno anche i due panini per il viaggio.

La donna, dopo aver aperto il cuore d’oro zecchino, sganciò un urlo e cadde a terra per lo svenimento e nel frattempo la luce si fece buia.

Hermann si ritrovò sballottolato dentro quello che sembrava essere un sacco nero e l’aria gli venne a mancare tanto da svenire anche lui.

Si risvegliò poco tempo dopo su un freddo pezzo di legno bagnato e sporco di sangue di pesci che riconobbe subito perchè aveva più volte assistito al periodo di ciclo di Giuditta.

Non sapeva dove si trovava e si sentiva come bloccato sulla parte posteriore del corpo da qualcosa che non riusciva a vedere, perchè non era in grado di spostare la testa all’indietro.

Provò a divincolarsi ma era tutto inutile.

Decise così di guardarsi un po meglio attorno e riuscì a vedere una cosa che lo sconvolse.

Attorno a lui, appesi alle mura che lo circondavano, c’erano tre grandi specchi.

Ma erano specchi strani perchè rispecchiavano lui stesso pur non avendoli esattamente difronte e lo raffiguravano in posizioni e vesti diverse che non stava né assumendo né vestendo in quel momento.

C’era uno specchio che lo rappresentava vestito di grigio con dei pesci in mano e uno con un cucciolo umano mentre lo faceva saltare per aria.

Infine ne vide uno in cui era vestito elegante accanto alla donna del bancone dei pesci che trovò poco prima di svenire, la quale però era vestita di bianco, mentre altre persone gli tiravano i pallini che servono per fare il sushi, quasi che sembrava un matrimonio.

Capì quindi cosa stava succedendo… aveva trovato una stanza magica che gli mostrava il suo futuro negli specchi.

Non c’era altra spiegazione, perchè aveva appena sedotto la donna che era rappresentata come sua moglie nello specchio, e non aveva ancora deposto le uova con lei, quindi quel bambino che lanciava in aria non era altri che uno dei sui figli del futuro!

Finalmente una forza superiore lo rivoltò a pancia all’aria e riuscì a vedere anche il resto della stanza, che però in quel momento era coperto dalla donna che aveva visto prima di svenire, quella che sarebbe diventata sua sposa!

Era felicissimo e prima di farci l’amore voleva raccontargli ciò che gli specchi incantati gli avevano appena mostrato ma… ‘zack!’

La donna tranciò di netto la testa di Hermann con un’accetta, ponendo fine alla sua vita da crostaceo.

Così una volta reincarnato in Squalo-Calamaro, tornò da Giuditta e la uccise per avergli mentito.

Perchè quello che gli aveva dato in dono non era uno specchio, bensì il portagioie contenente una foto ricordo del defunto marito della pescivendola che aveva ucciso Hermann durante la sua vita precedente da Aragosta.

FINE.