persone dimenticate

  • Snape: 21 y.o. man doesn't give a single shit that James and Harry (AN INFANT BABY) could die in Voldemort's hands as long as his crush is ok.
  • James Potter: 15 y.o. saves Snape from Lupin endangering his own life because it's the right thing to do.
  • Snape's defenders: James Potter is such an a-hole. He showed snape's panties to the whole school!! What a terrible person!
Smettetela con sta cazzata del “se è stato bene con me ritornerà” no. Non è vero. Smettetela di illudervi. Se se ne sono andati è perchè non ci stavano bene con voi. Ma non è colpa vostra. Sono tutti delle gran teste di cazzo. Quindi smettetela di illudervi, dimenticate ste persone e cominciate a vivere
—  Stefania Consonni ( Via stefaniaconsonni )
Ritratto #3: ovvero ritratto di una persona passata.

Sei una tela molto piccola, con una cornice spessa. Quasi massiccia.

Una stazione. Una di quelle piccole, collocata in paesini sperduti da cui passano solo le persone che appartengono a luoghi come quelli. Persone dimenticate da tutti.
Una ragazza attende di spalle un treno che non passerà mai più. Ha scarpe rosse e un cappello di paglia a tesa larga. Contempla immobile la natura incolta davanti a lei, al di là delle rotaie, che nasconde tutto il sottobosco invisibile a chi non fa mai domande.
È estate, fa caldo. Anche i tuoi colori sono caldi. Hai tratti sottili, tesi e precisi. Matite colorate. L'ambiente è avvolto da un'aurea di giallo, come una patina stesa leggera alla fine di tutto, vòlta a dare una connotazione antica.
Nemmeno una brezza, dentro di te. Tutto è fermo. Anche l'orologio che segna il tempo, sulla destra.
27 Luglio, ore 15.00
Non si sposterà da lì.

L'universo della tua tela è impenetrabile. Chiunque volesse passare dovrebbe farsi spazio attraverso la tua cornice dura, che tieni chiusa come la porta di una stanza segreta. Chiunque volesse apettare quel treno dovrebbe trovare il coraggio di attraversare i tuoi binari pericolosi. Chiunque volesse respirare quell'aria dorata dovrebbe farsi strada nei tuoi rami fitti, da cui si intravede solo un grande, intricato, misterioso buio.

Scrivo queste parole consapevole del fatto che non le leggerai mai… Forse proprio per questo ti scriverò tutto ciò che non ho potuto (saputo) dirti.
È passato del tempo, ed io sono ancora qui a scrivere di te. Per te.
Ci pensi? Che cosa strana. Tu che non ci pensi neppure a me, a noi; ed io che sto impazzendo perché non riesco a non vederci in ogni cosa.
Mi stupisce il fatto che io non riesca a dimenticarti. Che poi di persone ne ho dimenticate tante; ma perché con te non riesco?
Mi rispondo con la teoria che forse tu sia la mia persona, quella giusta, quella cosiddetta “gemella”; anche se di uguale non abbiamo niente, o forse abbiamo davvero tutto.
Un tutto che ci impedisce di stare insieme, probabilmente.
Però se è vero che gli opposti si attraggono, io per te perderei pure tutti i miei pregi e acquisirei tutti i peggiori difetti possibili al mondo, anche se ne ho già tanti.
Così i tuoi pregi si oppongono ai miei difetti, e solo così possiamo essere perfettamente combaciabili.
Tra tutte le parole che ti ho dedicato, quella che non dimenticherò mai è quella della nostra prima sera insieme, quando la mia bocca era cucita ed i miei occhi ti urlavano “scatenami ‘ste labbra”.
Che poi le labbra me le hai lasciate cucite, però mi hai dato le mani.
Insieme abbiamo aspettato il domani e visto l'alba crescere insieme ai nostri sguardi che si incatenavano, incastravano e crescevano come alberi fioriti. Spettacolo stupendo, noi.
E le parole che ti ha detto il mio cuore il giorno del nostro primo bacio.
Che poi, se ci penso bene, probabilmente il tuo quella sera non era collegato al mio, altrimenti l'avrebbe sentito.
Eppure noi eravamo incastrati in qualche modo. Ma tu il tuo nodo l'hai saputo sciogliere. Io da incapace l'ho stretto sempre più.
Io che sono sempre stato bravo con le parole, tu che me le hai fatte sempre perdere tutte.
Tu che ti avvicinavi di uno e te ne allontanavi di due, io che ti allontanavo di uno, ma ti riprendevo l'attimo dopo, e ti amavo sempre più.
E potrei dirti ancora di tutte le cose apparentemente insignificanti che, invece, sono state meravigliose, perché le ho condivise con te.
Ma sai, piccola mia, certe cose vanno guardate con gli occhi del cuore, perché se te le lasci sfuggire -per quante parole tu possa usare- non renderanno mai allo stesso modo.
E forse per questo tu non sfuggirai mai da me, perché ti ho guardata così, e così nel cuore resterai. Per sempre.
—  Arturo Sarli | romanticismotossico

Restare da soli è la cosa che ci spaventa maggiormente, perché non crediamo di essere abbastanza forti da riuscire a coabitare con la solitudine, a vedere un solo spazzolino nel bagno o un solo paio di ciabatte nella scarpiera. Vorremmo sempre avere qualcuno che ci scaldi la metà del letto, che ci prepari il caffè al mattino, che ci dia tanti motivi per continuare a credere che questa vita è meravigliosa, se condivisa in due. E allora tremiamo al solo pensiero di essere destinati a non incontrare l'anima gemella, di non essere capaci a trovare una persona che stia bene al nostro fianco, che sopporti i nostri capricci, che accetti i nostri innumerevoli difetti.
Infondo, però, non abbiamo paura a restare da soli, ma a scoprire che in realtà stiamo anche bene in quella solitudine. Perché pensare che una canzone possa piacerci, anche se nessuno ce l'abbia mai dedicata, o strappare i fiori senza fare m'ama-non m'ama, ci rende tristi. Quella tristezza che è frutto di una felicità che continuiamo a privarci solo per sforzarci di non dimenticare persone che con il passare del tempo abbiamo archiviato e non perché non amavamo, ma perché cosa ci resta se non andare avanti? Eppure fingiamo il contrario, perché accettare di essere andati avanti è infrangere una promessa a tutti coloro che avevamo detto “non ti dimenticherò mai”.
Abbiamo paura che il sole ci scaldi anche quando siamo tristi, che alla fine i ricordi diminuiscono e una giornata indimenticabile diventi soltanto una giornata come un'altra, da rottamare. Perché noi inguaribili romantici non sopportiamo l'idea che anche l'amore possa finire, che le persone possano essere dimenticate prima o poi anche contro tutti i “no, non lo farò”.
(Viviana V.)

Hai presente quando la sabbia scotta ma te ne freghi perché tanto stai correndo verso il mare?
Ecco, é con la stessa velocità che andrebbero dimenticate certe persone.
—  Eliana

“Amo le scritte sui muri della scuola. Dove trovi nomi incisi con la punta del compasso con date anche del 2002, lettere seguite dalla sigla "4ever” scritte coi pennarelli indelebili. E magari quelle persone le avranno pure dimenticate, avranno dimenticato quei piccoli amori adolescenziali che sono serviti a crescere e a diventare sempre piu’ forti. O magari alcuni li ricordano ancora, o non è cambiato ancora nulla da quel giorno e magari stanno ancora insieme. Fatto sta che quelle scritte rimarranno li per sempre, anche se le cose cambieranno. E secondo me non c'è niente di piu’ bello.“

—Queldiciassettegennaio

Nel cassetto delle piccole cose
Metterei il fiore che ieri ho piantato in giardino,
Le stagioni che hanno il valore di una vita intera
E torte di compleanno grandi come la solitudine
Nel cassetto dei minimi particolari
Ci sono la goccia di rugiada che si è depositata
Sul fiore del balcone del vicino
E la stretta di mano che ho donato a uno sconosciuto
Del quale non ricordo il nome
Ci sono gli antichi sapori del pane appena sfornato
Come a volerci annunciare una fragranza che nasce dal cuore
Poi l’albero di ciliegie che rimane ancora li
A ricordarmi la mia infanzia anni dopo anni
Colorandosi di mille colori ogni primavera,
Ci sono la mia prima pagella in prima elementare
E l’orsetto che mi fa compagnia da ormai una vita
Ci sono il biglietto del treno che ho preso
La prima volta che sono partito da Lei
E le lettere di mille notti insonni
Passate a scrivere e poi abbandonate in un angolo
Per pura di soffrire più di quanto non facessi
E poi c’è l’alfabeto del dolore
appreso con lezioni di vita mai dimenticate
Nel cassetto del dolore
Ripongo i miei ricordi più belli
I volti di persone mai dimenticate
E la voglia di realizzare ogni giorno i sogni
che tanto conservo dentro di me.
—  Ishak Alioui