personal luciacl

Quando penso alle persone che non fanno più parte della mia vita poi penso a quelle che veramente contavano tutto per me e mi mancano ogni giorno. E preferisco pensare a loro, a lei, stare male per lei, invece che per gente che non conta nulla.

Che risate oggi al cimitero. Tre ore ad aspettare qualche anima viva che salisse sulla scala per mettere un fiore alla nonna sulla tomba più alta e non c'era nessuno. Mamma stava per andare via ma non potevo lasciare che il giorno del suo compleanno la nonna fosse senza un fiore. Le signore della tomba di fronte bassa hanno cominciato a fare il tifo, mi mantenevano la scala e mi rassicuravano. Sono salita con la scala traballante sotto i piedi e con le donne che escalamano “Vai Lucia, a noi gli uomini non servono!”
Che momento indimenticabile.
Cià nonnì.

Questi giorni senza mio fratello mi ricordano il periodo del liceo, quando lui ancora andava a mangiare dalla nonna e restava lì mentre io me ne tornavo a casa a studiare e a fare i fatti miei. Avevo bisogno di questo ritorno all’isolamento ma allo stesso tempo mi pesa. Mio fratello non mi disturbava, anzi era una compagnia, ogni tanto ci urlavamo le tenerezze e le stupidaggini come tutti i fratelli fanno, da una stanza a un’altra, ci mettevamo nello stesso letto, mangiavamo insieme, guardavamo i nostri programmi preferiti, ripetevamo a memoria le battute delle commedie e non ci davamo fastidio. Lui è una delle poche persone al mondo che non mi crea fastidio. Adesso che sono tornata alla solitudine fisica è tutto così sovrabbondante. Stamattina quando mi sono svegliata nel silenzio assoluto non mi sembrava vero, non succedeva non so neanche io da quanto tempo e infatti ho dormito più ore del solito, senza ansia, senza il nervosismo abituale di quando mi sveglio con le urla che provengono dalla cucina.
Ma dopo? Dov’è il saluto che vado a fare a mio fratello mentre gioca a play station? Demy sta sempre nella cuccia della sua stanza dove era abituata a dormire di notte, adesso sta sempre da me perché non vuole stare da sola, tenera pure lei. Credo che tra poco mi accascerò pure io, come lei, a terra, a pensare ai mali della vita.
E se lui si stancherà? E se non mi vorrà? E se capisce che è stato tutto un abbaglio iniziale? E se ne trova un’altra migliore di me? E se poi se ne va a lavorare fuori? Tanto tutti se ne vanno. E se non si innamorerà mai? Ecco, la paura più grande.

Quando hai raggiunto una certa consapevolezza di te stessa è ancora più difficile per chi ti sta vicino raggiungerti. La prima cosa più complicata è cercare di capire cosa hai in testa, a cosa pensi, se sei presente o meno. Se gli stai dando la stessa importanza che lui dà a te. È difficile abituarsi ai momenti belli e alle attenzioni che fino ad ora avevi visto solo negli altri e pensare che tutto questo sia vero e stia accadendo proprio a te. È altrettanto complicato starti vicino quando ritorni nella tua solitudine, nella costante sensazione che conosci benissimo, che ti porti dentro da sempre e che non sparirà mai. È plausibile prendere una persona che ha convissuto con questa strana amica tutta la vita, separarla da lei e farla tua? Io non voglio rendere la vita degli altri impossibile, e il rapporto con me stessa lo è. Forse ciò che devo fare è imparare proprio a separarmi da me, smettere con questa sorta di egocentrismo e cominciare a pensare a lui. E lui mi sembra talmente perfetto che ancora devo trovargli un difetto. Forse dovrei smettere di essere insicura e cominciare a essere convinta che lui c’è. Ed ecco un’altra cosa difficile.

Non è vero che le cose arrivano quando meno te lo aspetti.
L'amore che passa dietro l'angolo mentre stai facendo la spesa al supermercato e sei in tuta, quello che ti salva la vita mentre stai attraversando la strada, o l'avvocato che ti aiuta nella causa con tuo padre e te ne innamori. Questi sono i film di Julia Roberts.
Le cose devi cercarle, perseguirle, volerle.