perlomeno

E si brucia un’altra notte
dopo aver vagato per le strade
e sentito parole di sempre
bevuto birre e whisky
e fatto mattino
e riempitomi di rabbia
mentre il sonno s’è involato fra qualche illusione
e ora sono qui
davanti alla tv che non dice niente
e la spengo
vado a vedere dentro al frigo
e trovo un’altra birra
l’ultima
e la bevo
ma so che non sarà abbastanza
e guardo un po’ le pareti
la luce entrare dalla porta aperta sul balcone
e poi me né vado a letto
anche se fa un caldo oppressivo
e guardo nel buio
e vedo entrare la luce dalla finestra
e mi viene da pensare
anche se non voglio farlo
e sprofondo
fra quelle cose che vorrei
ma che non ho.
Poi mi addormento
sogno le cose che si sognano nei sogni
o perlomeno le mie
e poi è già il giorno
un altro mio giorno
e ricomincio daccapo
a rincorrere quello che non ho.
Dovrebbe essere illegale.
O perlomeno dovrebbe essere punibile. Si. Ci dovrebbe essere una punizione esemplare, che sia da esempio a molti.
Uno scotto da pagare per tutti quelli che entrano nella tua vita e ci fanno la rivoluzione.
Si hai capito bene la rivoluzione.
Perché si tratta di quello.
Tu sei quello che sei. Ti sei tenuta al riparo, per non soffrire, per non cadere a pezzi e sei così da una vita e ti vai bene.
E poi sai che succede? Succede che arriva quel qualcuno e baam! Rivoluzione!
Lotta, guerra civile, sangue e violenza. La tua testa e il tuo cuore sono in guerra.
Una di quelle guerre sanguinarie dove non si fanno prigionieri e i morti non si contano.
E tu lo sai già chi vincerà. Insomma sei lì da fuori che guardi quel combattimento e pensi che la tua testa sta solo facendo resistenza ma è inutile. Vano. E stupido.
Il cuore ha vinto. Rivoluzione cazzo!
Ti svegli e sei un'altra.
Sei cambiata. Sei esattamente quello che vuoi essere ma assolutamente diversa da quello che eri prima.
E a volte ti domandi che cosa stai facendo! Solo che non ci pensi. Non pensi a cosa potrà rimanere di te se chi ha fatto la rivoluzione dovesse decidere di andarsene. Perché ti ha dimostrato che non se ne andrà! Ha voluto cambiare tutto.
E proprio quando tutto cambia, quando non puoi più tornare indietro ecco che tutto comincia a vacillare.
Un cazzo di colpo di stato. Potere al popolo e poi il popolo non Sa che fare e la libertà diventa un miraggio.
Il rivoluzionario diventa un uomo che forse non sa ciò che vuole e tu ti ritrovi a rimettere in piedi il gran casino che è rimasto.
Il rivoluzionario forse ha sbagliato, esagerato, ci ha creduto troppo e ora se ne va.
Rivoluzione un cazzo.
Se vuoi fare la rivoluzione, se vuoi entrare nella vita di qualcuno bè devi fare piano. E devi fare attenzione.
Devi essere silenzioso e parlare solo quando sei sicuro di stare dicendo una cosa in cui credi.
Il cuore è come una folla! Ti osanna! Ci crede a ciò che dici, lui!
Vive per ciò che dici.
E se cambi idea, se te ne vai, se fai lo stronzo… Bè il cuore si spacca. Si sente perso e urla il tuo nome.
Arrestate il rivoluzionario e mostrargli che non si gioca con il popolo cazzo!

È fantastico lo spirito di sacrificio delle donne. Quando nonostante si disperino e sperino di essere apprezzate ed amate da un uomo, soprattutto e principalmente per la loro bellezza interiore, le loro qualità, la loro personalità, si dannano l'anima, soffrono, sudano e lottano per perdere una taglia, per acquistare un abito nuovo, esibire un nuovo taglio di capelli, per ridere alle loro battute e per interessarsi ai loro interessi. E sperano. E hanno fiducia. Fiducia che nel tempo, l'uomo le amerà comunque e nonostante gli abiti saranno sempre gli stessi, i capelli disordinati, il trucco un pò affrettato, anche se le maglie tireranno un tantino sull'addome e magari i reggiseni avranno meno trasparenze e qualche rinforzo in più. Spereranno e si fideranno che nonostante al mondo molte donne saranno più belle di loro, per lui, loro lo saranno comunque di più. Gli uomini invece, o la maggior parte di essi perlomeno, non sente il bisogno di migliorarsi interiormente, in fondo la conquista è il punto di arrivo, come se la compagna fosse un trofeo di caccia da esibire sulla parete. Anche gli abiti nuovi sembreranno sempre gli stessi, ogni cambiamento verrà visto con sospetto, un sorriso di troppo chissà cosa può nascondere; come se la vita di coppia sia regolare solamente se grigia e piatta. Un consiglio alle donne: amatevi come vorreste essere amate. Se l'amore si misurasse col numero delle taglie o di quante volte siete disponibili si chiamerebbe in un altro modo. Se vi amano, vi ameranno anche con gli stessi vestiti, senza trucco, e soprattutto quando sapranno capire che l'unico tocco che vorreste, sempre, può essere ricevuto anche in mezzo alla folla. Un consiglio agli uomini: ricordatevi che ogni giorno potrebbe essere quello in cui un altro uomo saprà apprezzare la vostra donna come merita e desidera, probabilmente non succederà nulla se accade, e nulla cambierà, ma lei saprà e capirà che è possibile ottenerlo. Ed in fondo è questo l'unico vostro impegno, donarle ciò di cui ha bisogno, quando le serve, e soprattutto, soprattutto quando non ve lo chiede.

anonymous asked:

ci parli di superer0efallito???

Superer0efallito è un ragazzo (capitan ovvio). 
Lui è sensibile, ma fa l’acido. Lui è forte, anche se non sa di esserlo o non vuole capirlo. Lui è gentile, romantico e stupido. Mi ha fatta ridere quando nessuno mi accettava. Mi ha fatta piangere tante volte, ma poi i sorrisi che mi ha procurato hanno asciugato tutte le lacrime e rimarginato ogni ferita. Mi ha fatta spaventare tante volte, mi ha fatta disperare, sia in senso buono che in senso cattivo. Lui è stato il primo che mi ha fatta sentire realmente importante, il primo che per davvero mi ha accettata, il primo che davvero mi ha amata per quella che ero. Senza di lui non esiste una vita, non la mia perlomeno. Si è capito che è essenziale, vero?

vivo-di-sogni-14 asked:

Il nome del tuo blog e del mio vanno d'accordo ahaha

Hahahaha oddio è vero!!! ❤️sono contenta perché vuol dire che qualcuno sta realmente vivendo il proprio sogno, o perlomeno ci sta provando…

anonymous asked:

Ma se peserai 10 kg minchia, mettila di andare in cerca d'attenzioni, se il tuo peso ti facesse realmente così schifo neanche metteresti le tue foto qua. Ma vai va.

MA CHE CAZZO STAI DICENDO. IO NON METTO NESSUNA FOTO QUI,TANTOMENO MIA. ASSOLUTAMENTE.

Se non sai le cose,non parlare,o perlomeno toglilo l'anonimo così posso vedere l'ignorante a cui sto rispondendo.
Che cazzo ne sai di me,eh? Che cazzo ne sai della mia vita e dei miei problemi. Quello che scrivo qua dentro per sfogarmi,è solo un quarto di tutta la merda,quindi dimmi te che cazzo di diritto hai di parlare e giudicare.
Non sei nessuno,e che io pesi 10 o 400 chili te non devi permetterti di dirmi certe cose. Io non devo rendere conto ne a te,né a nessun altro. Quindi vattene a fanculo te e la tua ignoranza.

anonymous asked:

Ne tagli ne cicatrici? Bene sono felice Non ti conosco e sinceramente non conosco la tua situazione.. Ho qualche anno in più di te e sono piena di cicatrici e ora sta arrivando il caldo e non so cosa fare.. Cerca di star bene o perlomeno di guarire o farti aiutare Un bacio tesoro

Non mi sono spiegata bene perdonami… ho cicatrici… sul polso destro e sulla gamba destra e sulle costole perchè ho diviso il mio corpo a metà.. la parte ‘’buona’’ e quella ‘’cattiva’’ perchè anch’io sono così. Onestamente io l’anno scorso sono andata a mare solo con una mia amica.. ho dovuto rinunciare a parecchie cose.. un bacio a te

Riflessioniadocchipersiinsulsebanaliescrittemale:
Da qualunque prospettiva lo si addolcisca il mondo non si addolcisce.
Anche quissù le ragazze hanno astinenza di affetto
e i ragazzi fanno i don Giovanni duri.
I duri hanno due cuori di cui uno è quello della ragazza.
La ragazza è spaccata in mille e prova a ricomporsi spaccando in due le gambe.
I duri continuano a collezionare mille cuori tranne il loro.
Le ragazze sono sempre più frantumate
ma i loro pezzettini sempre più robusti.
Loro ahimè non se ne accorgono,
e i duri non lo ammettono.
Questa è la realtà del mondo reale.
Un esposto di verità.
Qui si nascondono volti e
si sfoderano anime.
Eppure nulla cambia.
Una anima sfoderata è solo
più esposta ad altre anime virili
col fioretto in mano.
E allora superiore è la vita,
dove ci si cela,
così ci si protegge,
e perlomeno si tace.

Ci si autoproclama.
Ma cosa?
Ma chi?

Sfamate la vostra fame di fama.
Affamatevi di voi,
e poi,
Sbranatevi.

Cose e cose a caso

● Non sono morto, sono solo pigro;

● Aver percepito la Pasqua talmente tanto da aver desiderato di entrare dentro un uovo al cioccolato per non vedere nessuno;

● Voglio cercare le stelle nel cielo d’Irlanda;

● Cose da vedere prima dei quaranta: personal trainer molto personal che predicano cosa non mangiare e poi si fanno portare caffè e brioches grandi quanto i loro bicipiti. Ce l'ho;

● Vorrei correre lontano. Anche se intanto mi accontenterei perlomeno di saper restare fermo;

● Un personaggio televisivo mediamente poco conosciuto mi ha messo una stellina su twitter e sono stato contento. Poi sono stato triste perchè ne sono stato contento;

● Non ci sono le luci spente, non è buio, non è chiuso. Hai solo gli occhiali da sole. Fila a lezione;

● Formato Europeo o non formato Europeo. Questo è il problema. Decidi come vuoi essere cestinato;

● Il Servizio Civile. Le procedure di selezione per il Servizio Civile. Il Servizio Civile per le procedure di selezione per il Servizio Civile;

● L'importante è evitare sport di contrasto e contrasti. Mettere male il piede e cadere. Cadere e mettere male il piede. Il discorso è sempre quello, insomma: se lo metti male, poi si mette male.

anonymous asked:

Sennò fai una bella cosa: disattiva l'anonimo, così perlomeno sti rompicoglioni che provano a confonderti, lo fanno avendo le palle di metterci la faccia.

Lo farei, ma poi tutti quelli che hanno bisogno di una mano?

La merda delle 4:40

E’ finito l’effetto credo, perlomeno son più lucido di 1 ora fa.

Quel pensiero mi tormenta, trapana le tempie e spappola il mio cervello fino a squagliarlo, facendolo diventare come del vomito in un qualsiasi sporco marciapiede di una qualsiasi città grigia e degradata. Ho sonno ma non riesco a chiudere occhio, son stanco. 

Disseto la bocca secca di lacrime torbide acide, corrodendo la pelle, trasformandomi in futile fumo. 

Affogo.

anonymous asked:

Elisa ci racconti il tuo esame di maturità?

Al mio esame di maturità ho fatto schifo. Non me lo ricordo neanche tanto bene, sono eventi così tremendi che il mio inconscio penso abbia in gran parte rimosso. L’unica cosa che credo di aver portato a termine in una maniera perlomeno decente è il tema di italiano, ma visto il voto preso non ne sono poi tanto sicura. Immagino saprai come va, ti capita il commissario esterno e il modo di scrivere che piaceva così tanto alla tua professoressa può suscitare emozioni contrarie, al quinto anno racimolai sfilze di 14/15 e il giorno dell’esame: 12. O un voto del genere, forse anche 13, forse 12.5, non ci voglio nemmeno pensare, ci rimasi malissimo perché le mie compagne che non sapevano scrivere per un cavolo presero svariati 14, io che ero convinta di cavarmela un voto mediocre schifoso che veramente, non mi diedi tregua e piansi due pomeriggi. Invece in seconda prova avevo spagnolo (stendiamo un velo pietoso), in terza inglese (bene), filosofia (bene) e matematica (malissimo, penso proprio consegnai in bianco). Le lingue erano interne, e le professoresse di lingue mi odiavano tutte indistintamente. All’orale cercarono di fregarmi in ogni modo, quella di inglese mi chiese addirittura di spiegarle l’argomento più temuto da tutte le classi: cos’è il “darkness” in the Heart of Darkness di Conrad. Robe inimmaginabili che non sapeva nemmeno lei, robe su cui passammo venti minuti di lezione. Non poteva chiedermi che ne penso del giovane Holden? No, macché, adesso arriva l’Elisa e la freghiamo. L’esterno di matematica troppo carino mi disse Va beh dai, la mia materia neanche la chiedo, vedo che vai bene di italiano. Che significa Nel compito hai fatto cagare, ti risparmio ulteriori umiliazioni. Di italiano mi chiese Svevo, Pirandello, Kafka, gli argomenti della mia tesina. Ero così agitata che per quanto avessi studiato dovetti riformulare frasi e parafrasi che avevo imparato a memoria sul momento. Il titolo del mio bellissimo lavorone era “La scrittura come metodo di sopravvivenza” o qualcosa del genere, poi non so, che altro c’è da sapere. Al liceo ero una scema e prendevo tutto poco sul serio, tornassi indietro mi impegnerei il triplo, vivevo tutto così alla leggera che adesso ho rimpianti grossi quanto il condominio che vedo dalla finestra

mili-lv17 asked:

Bhe perlomeno sai che ci tiene davvero tanto, visto che siete uniti nonostante la distanza❤

Si, siamo molto uniti e la distanza non è un ostacolo o un limite per noi, ma cerchiamo di fare di essa un punto di forza. ♥

anonymous asked:

Il problema è questo sto seguendo una dieta da 5 mesi ed ho perso 13 kg ma a volte durante la settimana capita che esagero e mi sento in colpa così vomito perché perlomeno so che facendolo ho accontentato il mio bisogno di cibo però non ho messo su chili... Non so cosa fare perché veramente non posso parlarne con nessuno i tuoi consigli sono davvero ottimi ma a volte non riesco a trovare la forza di non farlo

Io di diete ne ho fatte, anche le più idiote, e ti posso assicurare che almeno un giorno devi uscire dai ranghi, mangiare quel che vuoi (naturalmente con moderazione) perché il fisico ne risente, vuole una pizza il sabato sera, una fetta di torta, una caramella. L’importante è non farlo con abitudine e soprattutto non sentirsi in colpa, stai facendo solo un piacere a te stessa.
Prendi il sabato, sgarra uno/due pasti (io sgarravo la cena perché sapevo che andavo sempre fuori a mangiare) poi da domenica riprendi normalmente. Dieta non significa morire di fame ma vivere un nuovo stile di vita. Complimenti per i 13kg persi✌️

Perché abbiamo tutti la necessità di appartenere a qualcuno, sentirci protetti, spendere i nostri giorni con una persona che in fin dei conti non conosciamo affatto? Non si potrebbe semplicemente appartenere a se stessi, senza legami, o che perlomeno non durino tutta una vita? Restare soli a casa la sera senza sentire il bisogno incombente di dividere le lenzuola con qualcun altro. Liberarci di tutte le regole: cresci, conosci qualcuno, lo sposi, figli, invecchi, lui muore e cosa ti rimane? Il dolore per aver perso qualcosa di speciale, qualcosa che TU hai reso speciale, che fino a ieri era solo un’altra persona tra la folla. 

Giorno due e tre

Ok, qua sono le 11 del mattino di un quarto giorno piovoso e freddino che mi vedrà indossare un poncho verde per visitare il kiyomizu dera, ma questa è un'altra storia; infatti in questo post farò un veloce resoconto del secondo e del terzo giorno od almeno veloce per quanto la regina della prolissità possa esserlo.

La mattina del secondo giorno è iniziata con il test d'ingresso che è andato sorprendentemente bene (l'orale un po’ meno visto che i miei due fratelli si sono trasformati in una sorella maggiore -non mi ricordavo la parola giusta- ma ho perlomeno capito tutte le domande che mi faceva, e non è poco), ci hanno poi offerto un bento con riso, pesce ed una serie di cose dalla consistenza ed il colore improbabili ma molto buoni.

(Mentre scrivo ho in sottofondo la voce urlante di un giapponese che passa con un camioncino, non mi è ben chiaro cosa facciano ma passano ad ogni ora e stamani mi hanno svegliata)

Ho conosciuto gli altri studenti e guardato nuovamente i fiori di ciliegio e poi abbiamo assistito alla cerimonia di apertura in cui il preside ci ha fatto cantare una canzone sui sakura, cercato di spiegare senza successo come funziona la raccolta differenziata
e fatto presentare di fronte a tutti gli studenti, dopo quest'esperienza traumatica -la presentazione che no, non è stata poi così traumatica- abbiamo deciso di andare a fare la spesa al negozio a 100 yen, dove ho comprato una serie di cose improponibili ed il tè freddo più buono che abbia mai bevuto,
alla pesca ed alla rosa -Avrei capito che era rosa soltanto due giorni dopo- e poi alla zona con i negozi vicino al fiume Kamogawa, quartiere in cui il Giappone si avvicina un po’ di più al'idea di paese ultra moderno a cui siamo abituati anche se pieno di occidentali
mentre il resto della città è molto più tradizionale, là assaggiamo i taiyaki, delle specie di dolci fritti a forma di pesce con all'interno patate dolci o fagioli rossi, io ho preso quello con le patate dolci che non avevo mai provato, inutile dire che è buono.

Il terzo giorno iniziano le lezioni vere e scopro quanto può essere faticosa una lezione di giapponese di 3 ore visto che siamo in 3 e non c'è possibilità di deconcentrarsi un attimo.
Dopo la lezione da bravi studentelli bisognosi di fare amicizia decidiamo di andare tutti
insieme a pranzo ed il nostro sensei ci indica un ramen shop dove assaggio finalmente per
la prima volta il vero ramen, poi ci avviamo verso un castello che si scopre essere chiuso e ci avviamo
sfidando la nostra ignoranza dei mezzi (E la totale assenza di cartine e mappe per la città) verso il fiume,
dove i sakura sono ancora in fiore ed i giapponesi divise scolastiche sedono sulla riva o tornano a casa in bici
dopo circa un'ora riesco a capire parlando con una signora in uno strano giappoinglese come tornare a casa dove mi aspetta un onigiri e soprattutto il tè, che sto chiaramente bevendo in quantità imbarazzanti.

L’amore a vent’anni

Oggi ho scoperto alcune sfumature dell’amore che fino ad ora avevo ignorato, e che possono sembrare stupide ma che mi riempiono davvero il cuore fino a farmi lacrimare se ci penso.

Beh, tralasciando che non ho passato l’esame di chimica. Il professore stava facendo di tutto, davvero di tutto per regalarmi un 18, ma neanche con tutti i mezzi che aveva ha potuto concedermelo e sembrava più dispiaciuto lui di me. Mi ha fatto quasi tenerezza, si vedeva che non voleva proprio bocciarmi ma non poteva altrimenti di fronte ad una impreparata, e amareggiato mi ha detto che ci rivediamo a giugno. Io amareggiata sì, ma neanche troppo. Telefono ai miei genitori e al mio ragazzo per comunicare loro i miei esiti e inizialmente si sono tutti e tre detti dispiaciuti, rassicurandomi.

La rassicurazione dopo un fallimento è amore (fallimento è una semplificazione, perché metterci più tempo degli altri ed inciampare non significa fallire. Perlomeno per me)

E la sfumatura più bella è sentirsi lodare nonostante la sconfitta. Sentirsi lodare, rincuorare e confortare per 10 minuti pieni di telefonata da persone che ti apprezzano sempre: che tu vinca o cada, che tu sia nel giusto o nel torto, che tu faccia una cattiveria o una buona azione. Amore incondizionato. Certo, corredato da rimproveri e critiche, ma mai sui punti dolenti. Mai sulle ferite aperte, mai, se non per accelerarne la seguente guarigione: come i punti per chiudere un taglio.