perlomeno

Non è vero che tutti tornano. Perlomeno, a me non è mai successo. Credo sia più corretto dire che tutti se ne vanno.
—  Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?
E si brucia un’altra notte
dopo aver vagato per le strade
e sentito parole di sempre
bevuto birre e whisky
e fatto mattino
e riempitomi di rabbia
mentre il sonno s’è involato fra qualche illusione
e ora sono qui
davanti alla tv che non dice niente
e la spengo
vado a vedere dentro al frigo
e trovo un’altra birra
l’ultima
e la bevo
ma so che non sarà abbastanza
e guardo un po’ le pareti
la luce entrare dalla porta aperta sul balcone
e poi me né vado a letto
anche se fa un caldo oppressivo
e guardo nel buio
e vedo entrare la luce dalla finestra
e mi viene da pensare
anche se non voglio farlo
e sprofondo
fra quelle cose che vorrei
ma che non ho.
Poi mi addormento
sogno le cose che si sognano nei sogni
o perlomeno le mie
e poi è già il giorno
un altro mio giorno
e ricomincio daccapo
a rincorrere quello che non ho.
Tautologia teologica

Ogni tanto mi arriva puntuale un ask in cui mi si chiede con stizza perché io me ne esca saltuariamente con una bestemmia.

Intanto sono Toscano, in particolare di Viareggio e questo sarebbe sufficiente a chiudere il contenzioso ma visto che mi piace dare un nome al moto delle cose vi dirò che la ragione per cui uso questi apostrofi tra le parole ‘mondo cane’ è una sola.

La nostalgia.

Nostalgia dei tempi andati in cui i porchiddii il signore te li cavava fuori per una catena della bicicletta uscita e che tu con mani sudate e sporche di grasso ti affannavi a rimettere a posto, salvo aggiustarti il ciuffo di capelli alla MacGyver che ti era caduto davanti agli occhi e realizzare che ora assomigliavi a Renato Zero.

Momenti di sconforto adolescenzial-giovanile, quando quelle splendide ragazze con le spalline e i capelli alla Samanta Fox facevano le disinibite alcoliche ma tu scivolavi sui dadi di D&D che ti erano caduti di tasca e quando ti rialzavi se l’erano già trombate tutti tranne te (o perlomeno questa era la sensazione).

Io non bestemmio. Io rievoco momenti che non torneranno mai più.

E ora, nel faticoso arrancare della sopravvivenza quotidiana, tutte le volte che ho la sensazione di essere solo un parassita sul dorso di una creatura mostruosa che balbetta demente nelle vastità siderali, quando tutto ciò che conta sembra essere perduto come lacrime nella pioggia, allora ritorno col pensiero al momento in cui un mio caro amico viareggino stava pulendo la coda e le zampe del suo cane, così vecchio da non riuscire più a defecare accucciandosi. La madre arrivò e vedendolo chinato gli disse: – Filippo, che fai in ginocchio?! – E lui rispose – NIENTE, STO SOLO PREGANDO IL CANE DI DIO!

anonymous asked:

Essere felici è come uscire da un buco nero, finalmente dopo tanto tempo. È una sensazione di pienezza, sì, ma per i primi tempi. I giorni passano con lentezza, perché la felicità ti fa assaporare ogni momento. Poi, così come alla tristezza, ci si abitua. Si continua a vivere come sempre, con l'unica (e non da poco) differenza che le crisi, i pianti, le insicurezze eccetera quasi non si presentano più. Penso che la felicità in fondo sia sopravvalutata, ma perlomeno si sta bene, ecco.

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Oggi di fronte a me c'era una coppia, in spiaggia, sdraiata proprio come me sulla sabbia, due teli e un ombrellone, poche cose.
Ma anche due libri. Uno a testa.
Si sono messi a leggere per conto proprio ma uno di fianco all'altro, entrambi di fronte alle onde ostinate del mare che, oggi, non si voleva far toccare da nessuno.
Qualche ora dopo lei ha smesso, lui no. Le dava le spalle, tenendo per aria il libro e lo sguardo fisso sulle pagine, ma, se avessi osservato una delle sue mani, ti saresti accorto che il rispettivo braccio si sarebbe allungato alla ricerca della mano di lei, per tenergliela nonostante gli occhi fossero fissi su altro.
Lui era con gli occhi sul libro e con le mani su di lei. Le teneva la mano tra le dita e l'accarezzava lentamente, con dolcezza.
Probabilmente lei avrebbe voluto che lui posasse il libro per girarsi di fronte a lei e dopodiché l'abbracciasse, o che, perlomeno, potesse posare il suo sguardo su di lei ed incrociare il suo.
Ma lui ha continuato a leggere e lei ad ammirare il mare che, ostinato, non si voleva far toccare da nessuno.

Posso dirti una cosa?
Sei una bella persona.
Nonostante tu sia incompreso e incomprensibile perfino a te stesso.
Scisso e insicuro.
Diffidente e lunatico.
Hai il nero dentro di te e spesso ti rinchiudi nel silenzio.
Forse in questo si nasconde il motivo per cui subisci il fascino dei fulmini.
Facile innervosirti, annoiarti,
difficile ti è confidarti, svelarti.
Se è facile ferirti non ne ho la sicurezza,
non mostri mai niente di te,
perlomeno a me non più.
Ma suppongo che sia facile ferirti, si.
Non sei insensibile.
Nonostante i tuoi momenti di apatia.
Dici di odiare il romanticismo, ma non so se crederti.
Osservi molto, nulla ti sfugge.
Perciò riesci a leggere negli animi della gente. Quando ti sei allontanato da me, e smesso di sorridermi, cessando di farmi intendere che nutri stima e affetto nei miei confronti..sei stato tu a ferire me.
Troppo.
Vorrei solo una cosa adesso.
Che mi guardassi negli occhi,
e che tra i tuoi immensi sorrisi e con la tua voce lieve, mi dicessi..
che non sono una brutta persona.
Perché se me lo dicessi tu..
io, ti giuro, ci crederei.

anonymous asked:

Doc ma io che me ne sto dall'altra parte dell'Italia cosa posso fare? ho donato alla CRI, mi sono assicurato che i miei amici del centro stiano bene e ho condiviso link per le donazioni, che altro?

Domani al bar rovescia il contenuto della tazzina da caffè in faccia a chiunque cominci un discorso ‘E allora gli immigrati in albergo…’ o ‘Le trivellazioni hanno…’.  

Pensa, oggi volevo andarmi a tagliare i capelli dalla mia parrucchiera e invece vado dai cinesi che perlomeno stanno zitti e non dicono stronzate.

L'altro giorno ero fuori con una mia amica, R, e parlavamo dei 18esimi che stiamo affrontando ultimamente e dei cartelloni che stiamo facendo per i nostri amici.
Quando io ho fatto 18 anni loro mi hanno fatto un cartellone senza foto (giuro, sembra strano visto che le foto ormai le mettono ovunque). Il mio aveva disegni (un T-Rex che fa kung fu ad esempio, ma sarebbe troppo difficile spiegarvi perché, forse un giorno lo farò) e frasi mie tipiche, frasi che ho detto oppure dico spesso.
Allora R mi raccontava di come è stato difficile finire il mio cartellone perché ogni volta che trovavano una nuova frase da scrivere ridevano fino alle lacrime per 10 minuti buoni e non riuscivano a smettere.
È stata una tra le cose più belle che mi abbiano mai detto.
Forse non posso considerarmi una luce nella vita delle persone a me care ma perlomeno una risata, a me basta.

Sto rileggendo i miei testi vecchi e mi rendo sempre più conto che scrivo, o perlomeno, scrivevo tanto, così tanto da non ricordarmi minimante alcuni testi, ma a rileggerli mi rendo conto di come io possa condividere i miei stessi pensieri.
Mi stupisco di ciò che ero, di ciò che facevo. Scrivevo, senza pensare, mentre forse ora penso troppo, e mi chiedo quale metodo comporta la mia migliore espressione.

3

- Playground via Monfalcone -

La parola degrado viene usata troppo a sproposito.

Andrebbe contestualizzata, come nel caso di questo Playground in via Monfalcone.

La zona è adiacente alla stazione ferroviaria di Lambrate, vero melting-pot culturale e generazionale.

Il campetto è nel mezzo di una zona degradata, perlomeno urbanamente.

Poco ordine, case popolari costruite negli anni ‘60, e il Parco Lambro poco distante rendono l'ambiente circostante al campetto poco attraente.

Di contro il campo è isolato, lontano dal grande passaggio delle auto di via Palmanova o via Crescenzago, e parzialmente in ombra.

Le linee sono un antico ricordo ormai, ma i canestri tengono bene pur avendo due ferri totalmente opposti.

Uno sottile, di ferro malandato e l'altro recentemente sostituito.

Dettagli, qua si può giocare tranquillamente.

Frens

mauroonida ha risposto al tuo post “trans e omosessuali possono donare il sangue?”

Ma in che senso i protocolli? Dove dono io (Bergamo) non mi hanno mai chiesto il mio orientamento sessuale. Vedi: http://www.avisbergamo.it/index.php/widgetkit/questionario

Alcune realtà locali hanno seguito le indicazioni del 2001 che sostituivano quelle precedenti (Omosessuali –> no donazione) e aggiustato il tiro facendo domande un po’ più dettagliate e specifiche (partner occasionali, più partner etc) e perlomeno sulla carta queste sono discriminanti più corrette e più scientifiche ma ciò non toglie che è il medico del centro ad avere l’ultima parola legale e la mia esperienza in merito è che soprattutto in certe realtà si tenda ancora a discriminare a priori gli omosessuali.

anonymous asked:

Doc mi perdoni per la domanda imbarazzante, ma è normale che la mia vagina secerni quantità industriali di muco (giallino e trasparente)? E non intendo solo in determinati giorni, è sempre così.

Ecco, io non accosterei mai alla vagina il concetto di ‘normale’.

Non solo per la forma (in all shape and size, ricordi?) ma proprio perché Madre Gea ha fornito le Figlie di Eva di una cavità senza sbocco dove ogni schifezza può finire dentro (nella bocca perlomeno le cose prendono il via dal basso) e quindi è stata costretta ad attuare tutta una serie di meccanismi di difesa per proteggerla dalle aggressioni.

Il discharge è una di queste (scusa, non mi viene il termine tecnico in italiano).

Evidentemente la tua flora microbica vaginale è alterata o comunque la tua vagina sta reagendo a qualcosa, per cui non so dirti se queste secrezioni siano fisiologiche o patologiche e quindi mi tocca riproporti la solfa della visita dal tuo ginecologo.

anonymous asked:

Buongiorno Kon, stamattina mi sono svegliata a causa di un dolore (tipo campo) persistente nella pancia, qualche 3-4 cm sopra l'ombelico a destra. Cosa potrebbe essere? Non è la prima volta che la mattina mi sveglio avendo questi dolori

Perlomeno 27 cose.

Se domani non sei morto/a intanto ne escludiamo 13.