pericolante

Ecco, io sono vivo, io respiro. Qual è la sostanza della mia vita? Ed in balia di quali forze? Sotto l'impero di quali leggi? Io non mi posseggo, io sfuggo a me stesso, il senso che io ho del mio essere è simile a quello che può avere un uomo il quale, condannato a restare su un piano di continuo ondeggiante e pericolante, senta di continuo a mancargli l'appoggio, dovunque egli posi il piede. Io sono perpetuamente ansioso e neanche la mia ansietà è ben definita. Io non so se sia l'ansietà del fuggiasco inseguito alla calcagna o di chi insegue senza mai raggiungere. Forse l'una e l'altra insieme.
—  G. D'Annunzio, Il trionfo della morte
La strada che gli resta aperta è questa: si dedicherà d'ora in poi alla conoscenza di se stesso, esplorerà la propria geografia interiore, traccerà il diagramma dei moti del suo animo, ne ricaverà le formule e i teoremi, punterà il suo telescopio sulle orbite tracciate dal corso della sua vita anziché su quelle delle costellazioni. «Non possiamo conoscere nulla d'esterno a noi scavalcando noi stessi, - egli pensa ora, - l'universo è lo specchio in cui possiamo contemplare solo ciò che abbiamo imparato a conoscere in noi.»
Ed ecco che anche questa nuova fase del suo itinerario alla ricerca della saggezza si compie. Finalmente egli potrà spaziare con lo sguardo dentro di sé. Cosa vedrà? Gli apparirà il suo mondo interiore come un calmo immenso ruotare d'una spirale luminosa? Vedrà navigare in silenzio stelle e pianeti sulle parabole e le ellissi che determinano il carattere e il destino? Contemplerà una sfera di circonferenza infinita che ha l'io per centro e il centro in ogni punto?
[…] In fondo, il cielo stellato sprizza bagliori intermittenti come un meccanismo inceppato, che sussulta e cigola in tutte le sue giunture non oliate, avamposti d'un universo pericolante, contorto, senza requie come lui.
—  Italo Calvino, Palomar

anonymous asked:

Doc per caso sai cosa può fare chi no è della zona per dare una mano a chi è stato colpito dal terremoto?

Se non sei della zona, senza dubbio di usare prima la testa e poi il cuore, lasciando la pancia fuori dalla porta.

Pancia –> adesso scrivo cento post sui ritardi nei soccorsi perché il governo di Renzi etc!

Cuore –> pubblico 100.000 link di aiuto senza verificare la fonte e poi prendo la macchina per andare ad aiutare!

Testa –> se sono donatore telefono all’AVIS e chiedo se è utile una mia donazione di sangue, poi pubblico sui social pochi link verificati ed evito roba inutile di cordoglio 2.0 ed infine scanserò come la peste tutte le polemiche pretestuose che stanno già montando.

Se invece sei in zona limitrofa, dopo aver donato il sangue all’ospedale di Rieti, apri la tua porta di casa (se non è danneggiata o pericolante) e accogli le persone, anche solo in giardino ché è più sicuro per tutti, togli la password al tuo wifi, tiri una prolunga in strada con una ciabatta per far ricaricare i cellulari e porti acqua e sedie per i più anziani e i bambini. Se sei in zona sismica, chiudi tutto e se stai bene vai a dare una mano alle centinaia di persone che stanno là fuori, senza intralciare i soccorsi.