per selfie

Credo che la vera bellezza sia in quelle ragazze acqua e sapone, che prediligono le ciglia leggere, simili alle ali delle farfalle, invece di appesantirle con strati di mascara.
Quelle coi capelli ribelli e le ciocche sul volto.
Quelle che non hanno bisogno di tacchi per sentirsi all'altezza.
Che non fanno a gara per avere più like di tutti ai loro selfie per sentirsi belle.
Credo che la vera bellezza sia in quelle ragazze dalla pelle morbida e le labbra screpolate dal freddo, e dalla mancanza di baci.
Quelle non hanno bisogno di mettersi in mostra per farsi notare, perché le persone faranno caso a loro grazie al loro carattere, invece che al loro modo di vestirsi.
Quelle che preferiscono i libri alle discoteche, la tranquillità e il silenzio del mare d'inverno invece del caos delle spiagge in estate.
Che invece di far sapere a tutto Facebook le discussioni col loro ragazzo, vanno da lui e assieme trovano una soluzione.
La vera bellezza non è in quelle ragazze che non danno importanza alla loro dignità, al primo bacio, al primo appuntamento.
Che perdono la loro verginità una notte da ubriache, o peggio ancora, che fanno a gara a chi la perde per prima.
No.
La vera bellezza è in quelle ragazze con le guance rosse e il cuore che batte all'impazzata, perché le loro mani si sono sfiorate con quelle della persona che gli ha rubato il sonno.
Quelle che tremano ancora se ricevono un messaggio dolce e che se gli sorridi gli rimani incastrato nella mente e fra le costole per settimane.
Che credono ancora nel vero amore, nell'amicizia, nel futuro, nel buono e nel giusto.
La vera bellezza è in quelle ragazze timide, di poche parole ma di grande cuore.
Quelle che sentono le tue urla attraverso i tuoi silenzi.
Che ti perdi nei loro abbracci e che ti asciugano le lacrime, dandoti la loro forza per poterti rialzare, più forte di prima.
Quelle che sono sempre le ultime; nell'ultimo banco, nell'ultimo posto del tram, nel cinema, nella fila… Ma che meritano il primo posto nella tua vita.
Perché queste ragazze non sono solo belle, sono da vivere.

-Alessia Alpi

—  Volevoimparareavolare (scritta da me)

Siamo la generazione ribelle: quella dei capelli blu, rossi o verdi; dei ragazzi con i dilatatori e delle ore passate nelle stazioni. Siamo la generazione delle amicizie a distanza, di Colpa Delle Stelle e di Lorenzo Fragola. Siamo la generazione delle sfide senza senso e chissà se è meglio un Samsung o un Iphone. Siamo la generazione delle Dr.Martens e delle ore passate su Twitter o Ask, quella dei messaggi chilometrici su WhatsApp e del bastone per i selfie. Siamo la generazione dei ragazzi con i pantaloni a vita bassa e dei libri dimenticati a casa. Siamo la generazione della sfida tra chi ha più amici su Facebook e lettori su Tumblr. Siamo la generazione dei Crookids e di Greta Menchi, di chi ascolta Emis Killa e chi gli One Direction, di chi ascolta pop, il rap, ma soprattutto, il rock n’roll, ma che non riuscirebbe ad andare a letto senza prima ascoltare la sua canzone d’amore preferita. Siamo la generazione del motorino a quattordici anni e del primo bacio a dodici. Siamo la generazione di chi vuole andare a Londra, chi a New York e chi a Los Angeles. Siamo la generazione dei selfie postati su Instagram e delle foto condivise su Facebook. Siamo la generazione degli insulti su Ask, delle bimbominchia su Youtube, di Fast and Furious e i Simpson. Siamo la generazione dei finti depressi, delle magliette dei Nirvana e degli album dei nostri artisti preferiti. Siamo la generazione che ha ballato Gangam Style e Happy, quella che ha amato Harry Potter, che ha inventato la parola ”selfie” e che odia se stessi. Siamo la generazione ribelle, quella che non cambierà mai, che dice parolacce e non vuole andare a scuola. Siamo la generazione di merda o forse meravigliosamente stupenda.

La nostra generazione.

Siamo la generazione ribelle: quella dei capelli blu, rossi o verdi; dei ragazzi con i dilatatori e delle ore passate nelle stazioni. Siamo la generazione delle amicizie a distanza, di Colpa delle Stelle e di Mattia Briga. Siamo la generazione delle sfide senza senso e chissà se è meglio un Samsung o un iPhone. Siamo la generazione delle Dr. Martens e delle ore passate su Twitter o Viber, quella dei messaggi chilometrici su WhatsApp e del bastone per i selfie. Siamo la generazione dei ragazzi con i pantaloni a vita bassa e dei libri o quaderni dimenticati a casa. Siamo la generazione della sfida tra chi ha più amici su Facebook e lettori su Tumblr. Siamo la generazione dei Crookids e di Greta Menchi, di chi ascolta Emis Killa e chi gli One Direction, di chi ascolta il pop, il rap, ma soprattutto, il rock n’roll, ma che non riuscirebbe ad andare a letto senza prima ascoltare la sua canzone d’amore preferita. Siamo la generazione del motorino a quattordici anni e del primo bacio a dodici. Siamo la generazione di chi vuole andare a Londra, chi a New York e chi a Los Angeles. Siamo la generazione dei selfie postati su Instagram e delle foto condivise su Facebook. Siamo la generazione degli insulti su Ask, delle bimbominchia su YouTube, di Fast and Furious e di Cattivissimo Me. Siamo la generazione dei finti depressi, delle magliette dei Nirvana e degli album dei nostri artisti preferiti. Siamo la generazione che ha ballato Gangam Style ed Happy, quella che ha amato Harry Potter, che ha inventato la parola “selfie” e che odia se stessi. Siamo la generazione ribelle, quella che non cambierà mai, che dice parolacce e non vuole andare a scuola. Siamo la generazione di merda o forse meravigliosamente stupenda.

- lesztomania.

Siamo la generazione ribelle: quella dei capelli blu, rossi o verdi; dei ragazzi con i dilatatori e delle ore passate nelle stazioni. Siamo la generazione delle amicizie a distanza. Siamo la generazione delle sfide senza senso e chissà se è meglio un Samsung o un Iphone. Siamo la generazione delle Dr.Martens e delle ore passate su Twitter, quella dei messaggi chilometrici su WhatsApp e del bastone per i selfie. Siamo la generazione dei ragazzi con i pantaloni a vita alta e dei libri dimenticati a casa. Siamo la generazione della sfida tra chi ha più amici su Facebook e lettori su Tumblr. Siamo la generazione di chi ascolta pop, il rap, ma soprattutto, il rock n’roll, ma che non riuscirebbe ad andare a letto senza prima ascoltare la propria canzone d’amore preferita. Siamo la generazione del motorino a quattordici anni e del primo bacio a dodici. Siamo la generazione di chi vuole andare a Londra, chi a New York e chi a Los Angeles. Siamo la generazione delle foto e dei video condivisi su tutti i social. Siamo la generazione di Fast and Furious e i Simpson. Siamo la generazione dei finti depressi, delle magliette dei Nirvana e degli album dei nostri artisti preferiti. Siamo la generazione che ha ballato Gangam Style e Happy, quella che ha amato Harry Potter, che ha inventato la parola ”selfie” e che odia se stessi. Siamo la generazione ribelle, quella che non cambierà mai.
Siamo quella generazione “strana” o forse meravigliosamente stupenda.  

MBTI types: Please, stop it.

ISFJ: Please, stop worrying so much.

ISFP: Please, stop making 200 photos per hour.

ISTJ: Please, stop saying “we can’t do that” always.

ISTP: Please, stop thinking that everybody else is either evil or stupid (or both).

INFJ: Please, stop psychoanalyzing me.

INFP: Please, stop thinking that nobody understands you.

INTJ: Please, stop having superiority complex.

INTP: Please, stop unconsciously making others feel stupid.

ESFJ: Please, stop being friendly even with people you hate.

ESFP: Please, stop making 300 selfies per hour.

ESTJ: Please, stop hating everybody who doesn’t follow your rules.

ESTP: Please, stop saying “we can do that” always.

ENFJ: Please, stop alternating between being so dramatic and so cold.

ENFP: Please, stop being always late.

ENTJ: Please, stop planning other’s life. 

ENTP: Please, stop questioning everything.


Please, don’t actually stop it. Follow being the wonderful disastrous beings you’re ;)