per giorni interi

Non mi concedevo mai di pensare a lui. In questo cercavo di essere molto rigida. Ovviamente, ogni tanto cedevo, infondo ero un essere umano. Ma pian piano ci avevo fatto il callo, tanto da riuscire a evitare il dolore per giorni interi. Il prezzo da pagare era un interminabile annebbiamento. Tra il dolore e il nulla, avevo scelto il nulla.
—  Stephenie Meyer
Perchè noi siamo così, noi litighiamo e ci insultiamo,non ci parliamo per giorni interi a volte, facciamo a gara a chi è più orgoglioso.
Facciamo gli stronzi,ci fingiamo indifferenti e menefreghisti.
Ci arrabbiamo e non vogliamo più saperne, e a volte sembriamo quasi seri quando lo diciamo.
Poi però ci scriviamo,ci guardiamo,ridiamo, facciamo gli stupidi e torniamo al punto di partenza.
Litighiamo un giorno sì e uno no.
Ma ci vogliamo bene un giorno sì e un giorno sì.
Sempre.
—  cieloblucomeilmare.
Ti vuoi uccidere? Immagina questo. 
Un giorno torni a casa da scuola. Hai avuto ancora un’altra giornata orribile. Sei pronta per mollare tutto. Così vai nella tua stanza, chiudi la porta, e prendi la lettera che hai scritto e riscritto riguardo il tuo suicidio. Tiri fuori la lametta, e ti tagli per la vera ultima volta. Apri la bottiglietta delle pillole e le prendi tutte. Ti distendi sul letto, stringendo la lettera al tuo petto, e chiudi gli occhi per l’ultima volta. 
Qualche ora dopo, il tuo fratellino bussa alla tua porta per dirti che la cena è pronta. Non rispondi, così lui entra. Tutto ciò che vede sei tu che giaci sul letto, così pensa che tu stia dormendo. Lo dice a vostra madre. Lei entra nella tua stanza per svegliarti e nota subito qualcosa di strano. Prende il foglio di carta tra le tue mani e legge parola per parola. Singhiozzando, prova a svegliarti. Sta urlando il tuo nome. Il tuo fratellino, così confuso, corre a dire a vostro padre che la mamma sta urlando e che tu non ti svegli. Vostro padre corre nella tua stanza. Guarda tua madre, che piange e tiene la lettera stretta al petto, sedere vicino al tuo corpo senza vita. Ciò che sta succedendo lo colpisce, così inizia ad urlare. Urla e tira verso le pareti tutto ciò che trova. E poi, cadendo in ginocchio, inizia a piangere. Tua madre va al suo fianco e si siedono a terra, stretti l’uno all’altra, piangendo. 
Il giorno dopo a scuola, c’è un annuncio. Il preside racconta a tutti del tuo suicidio. La notizia impiega solo qualche secondo a colpire tutti e, una volta fatto, regna il silenzio. Tutti incolpano se stessi. I tuoi insegnanti pensano che sono stati troppo duri con te. Le ragazze più popolari della scuola, pensano a tutte le cose che hanno detto su di te. Il ragazzo che era solito prenderti in giro, non può aiutare in alcun modo ma odia se stesso per non averti mai detto quanto bellissima tu fossi in realtà. Il tuo ex ragazzo, l’unico a cui avevi detto tutto, che poi aveva rotto con te.. Non può sopportarlo. Si scompone e inizia a piangere, poi corre fuori da scuola. I tuoi amici? Anche loro stanno singhiozzando, domandandosi come non avessero mai notato che qualcosa non andasse per il verso giusto, sperando di averti aiutato almeno un po’ prima che fosse troppo tardi. E la tua migliore amica? Lei è traumatizzata. Non riesce a crederci. Lei sapeva cosa stavi attraversando, ma non avrebbe mai pensato che saresti andata così in là.. Così in là abbastanza per mettere fine a tutto. Non può piangere, non sente nulla. Sta in piedi, cammina fuori dalla classe, poi si butta a terra. Scuotendosi, urlando, ma nessuna lacrima esce dai suoi occhi.
Qualche giorno dopo c’è il tuo funerale. Accorre l’intera città. Tutti ti conoscevano, eri la ragazza col sorriso luminoso e una personalità unica. C’eri sempre per loro, eri la spalla su cui piangere. Un bel po’ di persone parla dei bei ricordi avuti con te, e ce ne sono molti. Tutti stanno piangendo, il tuo fratellino ancora non sa che ti sei uccisa, è troppo piccolo. I tuoi genitori gli hanno semplicemente detto che sei morta. E l’ha ferito ciò, molto. Tu eri la sua sorella maggiore, tu avresti dovuto esserci sempre per lui. La tua migliore amica sta restando forte per l’intera cerimonia, ma nello stesso momento in cui iniziano a calare la tua bara nella terra, non lo è più. Piange e piange e non smette per giorni interi.
Due anni dopo. L’intera scuola parla ad uno psicologo almeno una volta a settimana. I tuoi insegnanti hanno quasi tutti lasciato il lavoro. Quelle ragazze popolari e cattive ora hanno disordini alimentari. Il ragazzo che ti prendeva in giro ora si taglia. Il tuo ex fidanzato non è più in grado di amare, e non esce più con nessuna. I tuoi amici sono tutti finiti in depressione. La tua migliore amica? Ha provato ad uccidersi. Non c’è riuscita, al contrario tuo, ma ci ha provato.. Tuo fratello? Ha finalmente saputo la verità riguardo la tua morte. Ora si taglia, piange ogni notte, fa esattamente ciò che tu hai fatto per anni. Ciò che ti ha portato al suicidio. I tuoi genitori? Hanno divorziato. Tuo padre è dipendente dal lavoro, per distrarsi a non pensare alla tua morte. A tua madre è stata diagnosticata la depressione e passa i giorni al letto.
Le persone ci tengono. Magari non ne sei convinta, ma è così. Le tue scelte non hanno solo effetto su di te. Hanno effetto su di tutti. 
Non mettere fine alla tua vita, hai molto per cui vivere. Le cose non possono andare bene, se ti arrendi.

Questa è la leggenda più affascinante sul girasole…

“Clizia era una giovane ninfa, innamorata persa del Sole, pertanto lo seguiva tutto il giorno mentre lui guidava il suo carro di fuoco per tutto l'arco del cielo. Il sole, dapprima fu lusingato e un pochino intenerito da quella devozione… credette di esserne a sua volta innamorato e decise di sedurla cosa non difficile per lui! Ma ben presto il Sole si stancò dell'amore di Clizia e le diede, come suol dirsi… il benservito rivolgendo altrove le sue attenzioni. La povera ninfa pianse ininterrottamente per nove giorni interi. Immobile in mezzo a un campo, osservava il suo amore attraversare il cielo sul suo carro di fuoco. Così, pian piano, il suo corpo si irrigidì, trasformandosi in uno stelo sottile ma resistente, i suoi piedi si conficcarono nella terra mentre i suoi capelli diventarono una gialla corolla; si era trasformata in un fiore bellissimo color dell'oro… Il girasole… Ma anche nella sua nuova forma la piccola ninfa innamorata continua tuttora a seguire il suo amore durante il giro nel cielo”.

Volete sapere perché amo così tanto i girasoli? Beh, facile. Il girasole è un fiore vitale, un fiore che sprigiona forza e potenza, un …fiore dallo stelo forte e robusto… capace di superare anche i due metri di altezza. Un fiore che si contraddistingue per la sua semplicità disarmante… è lui il fiore che guarda in faccia il sole. Non ha paura, è fiero di sé, ama senza pregiudizi, senza vergogna, con tenacia va avanti anche se non si sente sempre apprezzato. Piange per amore se necessario ma non abbandona il sole, non lo tradisce anche se viene tradito dal sole stesso perché di notte scompare dietro un orizzonte impalpabile. Il sole non ama quando c'è la nebbia, quando c'è foschia, quando piove, ma il girasole sì. È un fiore dalle origini misteriose, legate a tradizioni millenarie, ma soprattutto è il simbolo della bella stagione e dell'estate: sarà per i suoi colori accesi ed estivi, sarà per la sua misteriosa vocazione a seguire sempre il sole, volgendo magicamente la corolla in una posizione di rispetto e venerazione.

Ora io dico… la persona giusta saprà cosa fare al momento giusto… saprà che le rose, sì, sono belle… romantiche, ma il girasole, il girasole aspetta il momento giusto per mostrare la sua bellezza!

E ci perderemo ancora altre dieci, cento, mille volte. E ci ignoreremo per giorni interi, con mille incomprensioni, odiandoci a vicenda e tenendoci il broncio. Ma poi in un momento ci ritroveremo, in mezzo alla folla i nostri occhi si incroceranno, si cercheranno in silenzio. E saremo ancora noi. Sempre a un passo dal distruggerci e a due dal ricomporci.

  • pezzidicuorestrappati
In questo periodo è difficile alzarsi al mattino, vorrei dormire per giorni interi, non ho entusiasmo nel fare nulla, mi sembra che non ne valga mai la pena. Non so con chi parlarne e mi rinchiudo nel mio mondo fatto su misura che diventa ogni giorno più grande e concreto.
—  Esco a fare due passi, Fabio Volo.

anonymous asked:

Come posso porre fine alla mia esistenza?

Ti vuoi uccidere? Immagina questo.
Un giorno torni a casa da scuola. Hai avuto ancora un’altra giornata orribile. Sei pronta per mollare tutto. Così vai nella tua stanza, chiudi la porta, e prendi la lettera che hai scritto e riscritto riguardo il tuo suicidio. Tiri fuori la lametta, e ti tagli per la vera e ultima volta. Apri la bottiglietta delle pillole e le prendi tutte. Ti distendi sul letto, stringendo la lettera al tuo petto, e chiudi gli occhi per l’ultima volta.
Qualche ora dopo, il tuo fratellino bussa alla tua porta per dirti che la cena è pronta. Non rispondi, così lui entra. Tutto ciò che vede sei tu che giaci sul letto, così pensa che tu stia dormendo. Lo dice a vostra madre. Lei entra nella tua stanza per svegliarti e nota subito qualcosa di strano. Prende il foglio di carta tra le tue mani e legge parola per parola. Singhiozzando, prova a svegliarti. Sta urlando il tuo nome. Il tuo fratellino, così confuso, corre a dire a vostro padre che la mamma sta urlando e che tu non ti svegli. Vostro padre corre nella tua stanza. Guarda tua madre, che piange e tiene la lettera stretta al petto, seduta vicino al tuo corpo senza vita. Ciò che sta succedendo lo colpisce, così inizia ad urlare. Urla e tira verso le pareti tutto ciò che trova. E poi, cadendo in ginocchio, inizia a piangere. Tua madre va al suo fianco e si siedono a terra, stretti l’uno all’altra, piangendo.
Il giorno dopo a scuola, c’è un annuncio. Il preside racconta a tutti del tuo suicidio. La notizia impiega solo qualche secondo a colpire tutti e, una volta fatto, regna il silenzio. Tutti incolpano se stessi. I tuoi insegnanti pensano che sono stati troppo duri con te. Le ragazze più popolari della scuola, pensano a tutte le cose che hanno detto su di te. Il ragazzo che era solito prenderti in giro, non può aiutare in alcun modo ma odia se stesso per non averti mai detto quanto bellissima tu fossi in realtà. Il tuo ex ragazzo, l’unico a cui avevi detto tutto, che poi aveva rotto con te.. Non può sopportarlo. Si scompone e inizia a piangere, poi corre fuori da scuola. I tuoi amici? Anche loro stanno singhiozzando, domandandosi come non avessero mai notato che qualcosa non andasse per il verso giusto, sperando di averti aiutato almeno un po’ prima che fosse troppo tardi. E la tua migliore amica? Lei è traumatizzata. Non riesce a crederci. Lei sapeva cosa stavi attraversando, ma non avrebbe mai pensato che saresti andata così in là.. Così in là abbastanza per mettere fine a tutto. Non può piangere, non sente nulla. Sta in piedi, cammina fuori dalla classe, poi si butta a terra. Scuotendosi, urlando, ma nessuna lacrima esce dai suoi occhi.
Qualche giorno dopo c’è il tuo funerale. Accorre l’intera città. Tutti ti conoscevano, eri la ragazza col sorriso luminoso e una personalità unica. C’eri sempre per loro, eri la spalla su cui piangere. Un bel po’ di persone parla dei bei ricordi avuti con te, e ce ne sono molti. Tutti stanno piangendo, il tuo fratellino ancora non sa che ti sei uccisa, è troppo piccolo. I tuoi genitori gli hanno semplicemente detto che sei morta. E l’ha ferito ciò, molto. Tu eri la sua sorella maggiore, tu avresti dovuto esserci sempre per lui. La tua migliore amica sta restando forte per l’intera cerimonia, ma nello stesso momento in cui iniziano a calare la tua bara nella terra, non lo è più. Piange e piange e non smette per giorni interi.
Due anni dopo. L’intera scuola parla ad uno psicologo almeno una volta a settimana. I tuoi insegnanti hanno quasi tutti lasciato il lavoro. Quelle ragazze popolari e cattive ora hanno disordini alimentari. Il ragazzo che ti prendeva in giro ora si taglia. Il tuo ex fidanzato non è più in grado di amare, e non esce più con nessuna. I tuoi amici sono tutti finiti in depressione. La tua migliore amica? Ha provato ad uccidersi. Non c’è riuscita, al contrario tuo, ma ci ha provato.. Tuo fratello? Ha finalmente saputo la verità riguardo la tua morte. Ora si taglia, piange ogni notte, fa esattamente ciò che tu hai fatto per anni. Ciò che ti ha portato al suicidio. I tuoi genitori? Hanno divorziato. Tuo padre è dipendente dal lavoro, per distrarsi e non pensare alla tua morte. A tua madre è stata diagnosticata la depressione e passa i giorni al letto.
Le persone ci tengono. Magari non ne sei convinta, ma è così. Le tue scelte non hanno solo effetto su di te. Hanno effetto su di tutti.
Non mettere fine alla tua vita, hai molto per cui vivere. Le cose non possono andare bene, se ti arrendi.

Sono quella persona che aspetta qualcosa che sa già che non arriverà mai.
Sono quella persona che dice di non aver mai amato, che non ne è capace, e che poi invece sa perfettamente qual è la sua idea di amore e come ‘vorrebbe che andassero le cose’.
Sono quel tipo di persona che si tiene dentro tutto, che è capace di farlo per giorni, mesi interi, ma che poi ad un solo ‘che ti succede?’ detto con sincerità vede ogni sua convinzione sbriciolarsi.
Sono quel tipo di persona che da consigli a tutti, ma che puntualmente non sa darli a se stessa.
Sono quel tipo di persona che è dannatamente orgogliosa, ma che se sa che la persona che ha davanti ne vale la pena, ma la vale davvero, quell'orgoglio è capace di scioglierlo in un secondo.
Sono questo tipo di persona, quella che si ricorda delle canzoni che gli dedichi, delle frasi dei libri, delle foto appese alla parete della stanza che la ritraggono con qualcuno che ama, quella che non sa reggere i silenzi, quella che ha la testa sommersa di viaggi e pensieri ogni sera prima d'addormentarsi.
Sono una persona complicata, che spesso non sa accettarsi e che per questo si stupisce quando lo fanno gli altri, tanto da arrivare a respingerli perché non ci crede più a certe cose.
Sono questo. Sono casino, confusione, sono risate a voce alta e giornate al mare sugli scogli, sono quella che rilegge i vecchi messaggi di quella determinata persona solo perché mi manca e perché non ho più il coraggio di scrivergli.
Sono questo, e 'questo’ forse è troppo incompatibile con tutto.
—  summerlightss
Noi litigavamo, ci menavamo e non ci parlavamo per giorni interi,peró anche da arrabbiati non ci staccavamo mai. E io non la sopportavo,ma quando non c'era mi succedeva una cosa strana, trovavo sempre un motivo per cercarla
—  Alfredo (via @prendimilamanocomeieri )
Ti vuoi uccidere? Immagina questo.
Un giorno torni a casa da scuola. Hai avuto ancora un’altra giornata orribile. Sei pronta per mollare tutto. Così vai nella tua stanza, chiudi la porta, e prendi la lettera che hai scritto e riscritto riguardo il tuo suicidio. Tiri fuori la lametta, e ti tagli per la vera ultima volta. Apri la bottiglietta delle pillole e le prendi tutte. Ti distendi sul letto, stringendo la lettera al tuo petto, e chiudi gli occhi per l’ultima volta.
Qualche ora dopo, il tuo fratellino bussa alla tua porta per dirti che la cena è pronta. Non rispondi, così lui entra. Tutto ciò che vede sei tu che giaci sul letto, così pensa che tu stia dormendo. Lo dice a vostra madre. Lei entra nella tua stanza per svegliarti e nota subito qualcosa di strano. Prende il foglio di carta tra le tue mani e legge parola per parola. Singhiozzando, prova a svegliarti. Sta urlando il tuo nome. Il tuo fratellino, così confuso, corre a dire a vostro padre che la mamma sta urlando e che tu non ti svegli. Vostro padre corre nella tua stanza. Guarda tua madre, che piange e tiene la lettera stretta al petto, sedere vicino al tuo corpo senza vita. Ciò che sta succedendo lo colpisce, così inizia ad urlare. Urla e tira verso le pareti tutto ciò che trova. E poi, cadendo in ginocchio, inizia a piangere. Tua madre va al suo fianco e si siedono a terra, stretti l’uno all’altra, piangendo.
Il giorno dopo a scuola, c’è un annuncio. Il preside racconta a tutti del tuo suicidio. La notizia impiega solo qualche secondo a colpire tutti e, una volta fatto, regna il silenzio. Tutti incolpano se stessi. I tuoi insegnanti pensano che sono stati troppo duri con te. Le ragazze più popolari della scuola, pensano a tutte le cose che hanno detto su di te. Il ragazzo che era solito prenderti in giro, non può aiutare in alcun modo ma odia se stesso per non averti mai detto quanto bellissima tu fossi in realtà. Il tuo ex ragazzo, l’unico a cui avevi detto tutto, che poi aveva rotto con te.. Non può sopportarlo. Si scompone e inizia a piangere, poi corre fuori da scuola. I tuoi amici? Anche loro stanno singhiozzando, domandandosi come non avessero mai notato che qualcosa non andasse per il verso giusto, sperando di averti aiutato almeno un po’ prima che fosse troppo tardi. E la tua migliore amica? Lei è traumatizzata. Non riesce a crederci. Lei sapeva cosa stavi attraversando, ma non avrebbe mai pensato che saresti andata così in là.. Così in là abbastanza per mettere fine a tutto. Non può piangere, non sente nulla. Sta in piedi, cammina fuori dalla classe, poi si butta a terra. Scuotendosi, urlando, ma nessuna lacrima esce dai suoi occhi.
Qualche giorno dopo c’è il tuo funerale. Accorre l’intera città. Tutti ti conoscevano, eri la ragazza col sorriso luminoso e una personalità unica. C’eri sempre per loro, eri la spalla su cui piangere. Un bel po’ di persone parla dei bei ricordi avuti con te, e ce ne sono molti. Tutti stanno piangendo, il tuo fratellino ancora non sa che ti sei uccisa, è troppo piccolo. I tuoi genitori gli hanno semplicemente detto che sei morta. E l’ha ferito ciò, molto. Tu eri la sua sorella maggiore, tu avresti dovuto esserci sempre per lui. La tua migliore amica sta restando forte per l’intera cerimonia, ma nello stesso momento in cui iniziano a calare la tua bara nella terra, non lo è più. Piange e piange e non smette per giorni interi.
Due anni dopo. L’intera scuola parla ad uno psicologo almeno una volta a settimana. I tuoi insegnanti hanno quasi tutti lasciato il lavoro. Quelle ragazze popolari e cattive ora hanno disordini alimentari. Il ragazzo che ti prendeva in giro ora si taglia. Il tuo ex fidanzato non è più in grado di amare, e non esce più con nessuna. I tuoi amici sono tutti finiti in depressione. La tua migliore amica? Ha provato ad uccidersi. Non c’è riuscita, al contrario tuo, ma ci ha provato.. Tuo fratello? Ha finalmente saputo la verità riguardo la tua morte. Ora si taglia, piange ogni notte, fa esattamente ciò che tu hai fatto per anni. Ciò che ti ha portato al suicidio. I tuoi genitori? Hanno divorziato. Tuo padre è dipendente dal lavoro, per distrarsi a non pensare alla tua morte. A tua madre è stata diagnosticata la depressione e passa i giorni al letto.
Le persone ci tengono. Magari non ne sei convinta, ma è così. Le tue scelte non hanno solo effetto su di te. Hanno effetto su di tutti.
Non mettere fine alla tua vita, hai molto per cui vivere. Le cose non possono andare bene, se ti arrendi.
«Voglio raccontarvi la mia storia, so che magari a qualcuno non importerà e dirà “ma cosa cazzo ce ne frega? Ma vai a dormire!” e non biasimo nessuno perché neanche io avrei voglia di ascoltarla, ma voglio farlo per me stessa e voglio farlo qui perché il mio blog è il mio diario segreto.
Inizio con il presentarmi,
Mi chiamo nancy, ad ottobre compio 16 anni e sono di napoli. E ora inizia la mia storia.
Da piccola non sono mai stata una bambina tranquilla, dormivo molto poco e piangevo tutto il tempo, la passione per il cibo no c’ é mai stata infatti ero molto piccola e ossuta.
All'età di 2 anni, per un mio piccolo e innocuo sbaglio da bambina mi sentì dire da mia madre che dovevo morire, che ero uno sbaglio e che non avrei mai dovuto nascere. Ingenuamente me ne andai sorridendo credendo che mi avesse fatto dei complimenti ma non era così, e questo me lo raccontò mia nonna. Voglio molto bene a mia nonna, sono cresciuta con lei e non mi hai fatto desiderare nulla, mi ha sempre ascoltata e mi ha sempre dato ottimi consigli.
All'età di 4 anni, mia madre tagliò la testa ai miei bambolotti gettandoli poi dal balcone, non so ancora per quale motivo l'abbia fatto e piansi per giorni interi. Ero una bambina infelice, o almeno credevo, a quell'età non sapevo cosa significasse essere infelici.
Andando avanti col tempo all'età di 7-8 anni iniziai ad ingrassare, prendevo sempre più peso. All'inizio mi piaceva perché quando dovevano strizzarmi la guancia, mi dicevano sempre di avere delle belle guance rotondette e paffute, ma iniziata la scuola.. i miei compagni iniziarono a sparlare di me, ridevano di me, dicevano che io ero troppo grassa per stare con loro e allora mi tenevano in disparte. Non sono mai stata accanto ad un mio compagno o compagna, sempre accanto alle maestre o qualunque adulto della mia classe. Non mi piacevano quei bambini, erano davvero cattivi con me. Iniziarono anche gli insulti di mia madre “sei una botte, guardati tra poco scoppi, ti rendi conto di quanto sei grassa? Nessuno ti amerà così” e allora iniziai a non mangiare più, il mio stomaco rifiutava sempre di più il cibo e iniziavo a perdere peso. Pensavo che così sarei stata accettata, ma invece no, gli insulti di mia madre iniziarono a diventare schiaffi e calci fino ai lividi. Forse me lo merito pensavo e ringraziavo mia madre.
Crescendo ho iniziato a prendere di nuovo peso, iniziai le medie e all'inizio sembrava andare tutti bene.. Ero felice o almeno pensavo di esserlo. Sorridevo di più, mangiavo di più e le mie guance iniziarono a prendere di nuovo colore.
C'era un solo particolare però, non mi piacevo. I capelli troppo lunghi e spettinati, gli occhi di un azzurro spento, le guance troppo rotonde e il viso troppo paffuto, la pancia, le gambe… Mi iscrissi a facebook e iniziai a postare mie foto, le mie compagne di classe di iniziarono a ridere di me, mi prendevano in giro e ancora una volta io rimasi sola.
A 13 anni e mezzo provai la mia prima sigaretta e da lì non smisi più. Iniziai a tagliarmi le braccia e poi le gambe e poi la pancia.. Non so esattamente come iniziai ma si sa una volta che ci sei dentro non ne esci più o almeno non facilmente. I miei scoprirono i tagli, mia madre iniziò di nuovo col dirmi che sono un disastro, che porto solo delusioni e non so fare altro che questo. 1 taglio, 2, 3 e poi tutto il braccio e poi entrambi.. Speravo di colpire una vena ma nulla, allora smisi.
Iniziai a dimagrire ancora, arrivando a 37kg che il mio corpo non poteva permettersi essendo senza forze e senza cibo.. Mangiavo, correvo in bagno, mettevo due dita in gola e vomitavo anche l'anima.
Ho smesso per un periodo fin quando quasi due anni fa non ho perso mio padre, avevo perso un sostegno, un migliore amico, avevo perso me stessa. Allora iniziai a tagliarmi ancora, fino a quando qualche tempo fa non feci l'ultimo taglio aprendomi quasi il polso, il sangue non di fermava e continuava a scendere. Piangevo a singhiozzi, avevo paura o forse era solo la vista del sangue. Avrei dovuto mettere almeno 4 punti ma con la paura che c'ho degli ospedali mi rifiutai.
Ho perso molti amici, molti conoscenti, persone a cui ho voluto veramente bene e anche persone a cui avrei dato il mondo. Per la mia famiglia sono sempre stata quella sbagliata, sono sempre stata una delusione fin quando quest'anno non sono stata bocciata a scuola. La mia pagella erano solo 1-2-3, facevo casino nei corridoi e rispondevo male ai professori. Portai a limite mia nonna che pianse ai miei piedi chiedendomi cosa mi avesse fatto di male. Non seppi cosa rispondere, piansi con lei e in quel momento mi chiedevo Dio dove fosse.»
—  Tieniduropiccolasoldatessablr.
Non chiedermi cos'ho.
Perché la risposta saresti tu.
La risposta sei sempre tu.
Lo sei nel bene e nel male.
Lo sei quando mi fai stare tre metri da terra e quando mi fai domandare sul perché ti ho incontrato.
Lo sei quando mi dici che ti manco e persino quando mi ignori per giorni interi.
Lo sei sempre.
Dunque non chiedermi cos'ho, perché ti guarderei e direi “Non ho te.”
Voglio che tu mi dica che sei geloso, che ti incazzi se ce n'è bisogno, voglio che mi guardi negli occhi e mi dici “nessuno ti porterà via da me”. Voglio fare l'amore con te fino ad avere i lividi, quell'amore che ti lascia i segni per giorni interi, non solo a letto ma ovunque tu voglia. Voglio che mi urli contro se ti faccio impazzire e voglio poter fare lo stesso ma poi dopo voglio che ci baciamo fino a consumarci. Voglio combattere insieme a te i miei demoni, voglio che mi stringi forte quando mi avvicino perché è quello di cui ho più bisogno. Voglio poter avere la certezza che quando ti incazzi, ti prendi il tuo tempo e poi torni da me perché se il mio cuore ha ripreso a battere, l'ha fatto per te.

“Hey mamma.Devi sapere una cosa.
Tu mi vedi sempre triste.Sempre pensierosa.Sempre troppo nel mio mondo.
Dici che non sto bene,che non vado bene a scuola e che con le persone mi comporto male.
Beh,è proprio così.
Ma cara mamma,devi sapere che c'è sempre un momento in ogni mia giornata in cui sono felice.Ma veramente felice.
Quel momento in cui vado a letto,metto le cuffiette e premo play.
Li sono felice.
Li sono veramente e finalmente felice.
Si,perché sento la sua voce,e quella degli altri quattro suoi compagni.
Tu dici che ho un'ossessione per loro,ma non è così.Si chiama passione,ammirazione,amore,cara mamma.
E si,sono felice quando li ascolto,sono felice quando ascolto lui.
Lui è il mio tutto.È la mia canzone preferita,è la persona che vorrei accanto,è la persona che più di tutte vorrei poter conoscere.
Si mamma,io con lui ci potrei parlare per ore,giorni interi,sempre e a non finire.
E non puoi capire quanto vorrei poterlo fare.
Lui è il classico “principe azzurro”.
Lo vedi tutti i giorni in tv,nel mio pc,nel mio telefono,nelle pareti della mia stanza.
È proprio lui mamma,sai benissimo di chi sto parlando.
Mai avrei pensato di poter provare una cosa così forte per una persona così lontana.
Non è solo l'aspetto fisico o la fama,lui mi piace in tutto e per tutto.
Dovresti sentire la sua risata mamma,e vedere il suo sorriso,e li sono sicura,te ne innamoreresti anche tu.
Chi non lo farebbe?Come si può non innamorarsi di lui?
Non sai quanto vorrei abbracciarlo,non avrei nemmeno bisogno di una foto con lui,avrei già la sua essenza addosso,mi entrerebbe sotto pelle.Un suo abbraccio sarebbe il paradiso.È la cosa che più desidero.
Vorrei sapere cosa si prova guardandolo negli occhi.
So che è strano,un amore platonico è sempre strano,ma credo sia il più vero del mondo.
Mamma da quando c'è lui io sto bene,sono finalmente felice.
E te lo giuro,se solo potessi averlo solo per me non lo lascerei andare mai.
Dovresti sentire la sua voce.
Hai presente la magia? La poesia?Un'emozione fortissima?
Beh,la sua voce è centomila volte meglio.
Lui e la sua voce sono tutto quello che ho e che non ho.
Io credo di amarlo mamma.
Non posso fare a meno di pensarlo sempre,costantemente.
Non posso non pensare al suo meraviglioso sorriso.Mamma non puoi capire quanto è bello.
A lui devo tutto.Mamma,a lui devi tutto.Quando mi vedi stare bene,devi solo ringraziare lui. Nessuno mai riuscirà a superarlo. Chiunque troverò,sarà sempre un gradino sotto di lui.
E ora gli parlo con il cuore in mano.
Caro Niall,grazie d'esistere.
“Io non posso prometterti che ti salverò,ma giuro,puoi scommetterci,che ci proverò.Sono un perdente e tu sei tutto quello che ho,comunque vada,non aver paura,io ci sarò”.
Ricordalo sempre.
Cara mamma,io lo amo.
Caro Niall,io ti amo.”

-larryisthetruelove
Ti vuoi uccudere? Immagina questo.

Un giorno torni a casa da scuola. Hai avuto ancora un'altra giornata orribile. Sei pronta per mollare tutto.Così vai nella tua stanza, chiudi la porta, e prendi la lettera che hai scritto e riscritto riguardo al tuo suicido. Tiri fuori la lametta, e ti tagli per la vera ultima volta. Apri la bottiglietta delle pillole e le prendi tutte. Ti distendi sul letto, stringendo la lettera sul tuo petto, e chiudi gli occhi per l'ultima volta. Qualche ora dopo, il tuo fratellino bussa alla porta per dirti che la cena è pronta. Non rispondi, così lui entra. Tutto cio che vede sei tu che giaci sul letto, così pensa che tu stia dormendo. Lo dice a vostra madre. Lei entra nella tua stanza per svegliarti e nota subito qualcosa di strano. Prende subito il foglio di carta tra le tue mani e legge parola per parola. Singhiozzando, prova a svegliarti.
Sta urlando il tuo nome. Il tuo fratellino, così confuso, corre a dire a vostro padre che la mamma sta urlando e che tu non ti svegli. Vostro padre corre nella tua stanza. Guarda tua madre, che piange e tiene la lettera stretta al petto, e si siede vicino al tuo corpo senza vita. Cio che sta succedendo lo colpisce, e così inizia ad urlare. Urla e tira verso le pareti tutto cio che trova. E poi cadendo in ginocchio, inizia a piangere. Tua madre va al suo fianco e si siedono per terra stretti l'uno all'altra, piangendo.
Il giorno dopo a scuola, c'è un annuncio. Il preside racconta a tutti del tuo suicidio. La notizia impiega solo qualche secondo a colpire tutti e, una volta fatto, regna il silenzio. Tutti incolpano se stessi. I tuoi insegnati pensano che sono stati troppo duri con te. Le ragazze piu popolari della scuola, pensano a tutte le cose che hanno detto su di te. Il ragazzo che era solito prenderti in giro, non puo aiutare in alcun modo ma odia se stesso per non averti mai detto quanto bellissima tu fossi in realta’. Il tuo ex ragazzo, l'unico a cui avevi detto tutto, che poi aveva rotto con te..Non puo sopportarlo.Si scompone e inizia a piangere, poi corre fuori da scuola. I tuoi amici? Anche loro stanno singhiozzando, domandandosi come non avessero
mai notato che qualcosa non andava per il verso giusto, sperando di averti aiutato almeno un po prima che fosse troppo tardi. E la tua migliore amica? Lei è traumatizzata.
Non riesce a crederci.Lei sapeva cosa stavi attraversando, ma non aveva mai pensato che saresti andata così in la.. Così in la abbastanza per mettere fine a tutto. Non puo piangere, non sente nulla. Sta in piedi, cammina fuori la classe, poi su butta a terra. Scuotendosi, urlando, ma nessuna lacrima esce dai suoi occhi.
Qualche giorni dopo c'è il tuo funerale. Accorre tutta la citta’. Tutti ti conoscevano, eri la ragazza col sorriso luminiso e da una personalita’ unica. C'eri sempre per loro, eri la spalla su cui piangere. Un bel po di persone parla dei bei ricordi avuti con te, e ce ne sono molti. Tutti stanno piangendo, il tuo fratellino ancora non sa che ti sei uccisa, è troppo piccolo. Tu eri la sua sorella maggiore, tu avresti divuto esserci sempre per lui. La tua migliore amica sta restando forte per l'intera cerimonia, ma nello stesso momento in cui iniziano a calare la tua bara nella terra, non lo è piu’. Piange e piange e non smette per giorni interi.
Due anni dopo. L'intera scuola parla ad un psicologo almeno una volta alla settimana. I tuoi insegnanti hanno quasi tutti lasciato il lavoro. Quelle ragazze popolari e cattive ira hanno disordini alimentari. Il ragazzo che ti prendeva in giro ora si taglia. Il tuo ex fidanzato non è piu in grado di amare, e non esce piu con nessuna. I tuoi amici sono finiti tutti in depressione. La tua migliore amica? Ha provato ad uccidersi. Non c'è riuscita, al contrario tuo, ma ci ha provato.. Tuo fratello? Ha saputo finalmente la verita riguardo tua morte. Ora si taglia, piange ogni notte, fa esattamente quello che hai fatto tu per anni.Cio che ti ha portato al suicidio. I tuoi genitori? Hanno divorziato. Tuo padre è dipendente dal lavoro, per distrarsi a non pensare alla tua morte. A tua madre è stata disiagnisticata la depressione e passa i giorni al letto.
Le persone ci tengono. Magari non ne sei convinta, ma è così. Le tue scelte non hanno solo effetto su di te. Hanno effetto su di tutti. Non mettere fine alla tua vita, hai molto per cui vivere. Le cose non possono andare bene, se ti arrendi.

Distesa, nella palude della mia mente, affiori giorno dopo giorno sempre meno. Ed io non so più dir chi tu sia o per quanto tempo sei rimasta qui, con me. Eppur, iddio, il tuo profumo risuona ancora come un pendolo nella mia stanza, di notte, quando mostri danzanti urlano il tuo nome. Mi sforzo nell‘immaginare le tue gote, i tuoi polsi sottili, il biancore del tuo petto, ma tutto si sfoca nei miei ricordi e passando una mano su quel disegno tutto si distorce. Ormai non ho altro che uno scarabocchio di te e, ahimè, lo appendo ogni notte sul soffitto con la promessa di buttarlo il giorno dopo. Ricordi: le promesse non sono mai state il mio forte – in verità, non sono mai stato forte in niente – ma ora che le distanze s’allargano, neanche la penna mi aiuta a costruire ponti per raggiungerti. Ho bruciato giorni interi, come biglietti d’amore, aspettando treni. Ho cercato invano il tuo sospiro in mezzo a mille maschere, in ogni dove; ma non c’è stato nulla da fare, i fantasmi non provano amore.
Mi hanno ripetuto più volte che la morte non è una sola.
Mi hanno guardata negli occhi e hanno avuto il coraggio di mentirmi.
Mi hanno preso per mano le stesse mani che mi hanno piantato un coltello nel cuore.
Mi hanno vista sola gli stessi amici che dicevano di proteggermi, e m'hanno lasciata lì, sola, come un cane.
Mi hanno fatto sorridere le stesse voci che mi hanno urlato contro d'essere un disastro.
Mi hanno vista crollare e nessuno si è preoccupato di mettermi accanto un sostegno per non cadere.
Mi hanno ripetuto più volte di saper fare solo danni.
Mi hanno ringraziata d'esserci stata per loro, mentre loro non c'erano per me.
Mi hanno usata. Mi hanno spezzato il cuore. Ho pianto per giorni interi. Son stata male, e non l'ho fatto pesare a nessuno. Piangevo in bagno e uscivo col sorriso sulla faccia. Come che quella fosse una piccola ferita di guerra. Quando la guerra io ce l'avevo dentro.
Mi hanno ripetuto più volte quanto fossi importante per loro e hanno permesso che mi distruggessi con le mie stesse mani.
Mi avevano detto che non sarei morta solo una volta.
Mi hanno uccisa. Hanno distrutto i miei sogni. Mi hanno fatto diventare la persona che non sarei mai voluta essere. Ed io sono sempre stata in silenzio ad insaccare colpi.
—  bubbbu