pensierinelvento

Come se ci fossero due me, e due te…una me ha incontrato uno dei due di te…incontro del caso, del destino, di un disegno divino, un ritrovato incontro, due soffioni che lasciano volare insieme nel vento i loro piccoli semi, per posarsi in un posto nuovo, lontano e solitario ma insieme…
Gli altri due non sapranno mai della bellezza dell'altro…

Lei.

Lei era la ragazza che tutti definivano “strana”.
Era “strana” perchè si isolava dal mondo, con le sue cuffie e la sua musica. Preferiva restare seduta su una panchina, da sola, in un parco, magari sotto la pioggia. Il suo mondo nelle cuffie e i pensieri nella testa.
Lei non era popolare, non aveva infiniti amici ne nella vita reale ne tanto meno su Facebook. Non era una ragazza che si può definire “bella”, una di quelle ragazze che se passa per strada ti stende con uno sguardo. Lei camminava a testa bassa fra la folla, evitando gli sguardi della gente, pensando a cosa potesse pensare la gente vedendola. 
Lei che amava l'inverno, la fotografia, la musica lenta e le giornate di pioggia, i felponi enormi, le coperte calde, una matita appoggiata su un foglio o un libro poggiato sul letto. Lei era questo. Era il freddo che ti congela le ossa o il calore che ti scioglie l'anima. Lei nelle persone non guarda l'aspetto fisico, ma solo gli occhi. Era convinta che gli occhi non potessero mentire anche se la bocca lo faceva.
Sembrava sicura di se, ma nessuno conosceva i suoi pensieri più tristi o i suoi abissi interiori o le tempeste che aveva in testa. Nessuno la conosceva fino in fondo. Lei, che si chiudeva in camera e lasciava il mondo fuori, odiava se stessa. 
Aveva chiuso i suoi sogni nel cassetto ma erano così tanti che stava per esplodere. Aveva la testa piena di pensieri e confusione e questi sfondavano il soffitto. 
Una volta lei aveva un cuore grande, davvero. Poi piano piano decise di chiuderlo alla gente. Si chiuse in se stessa.
Lei era quella “strana”. Quella che la gente non capisce. Lei era..era lei. Lei con i suoi pianti. 
Lei con il suo dolore.
Lei con la sua perenne scia di tristezza e di malinconia.
Lei e i suoi sorrisi rari.
Lei era lei.
Lei era quella “strana” che la gente non si sofferma a conoscere.
Lei sono io.

La faccia stanca e negli occhi scritto “BASTA”.

Quegli occhi consumati dalle lacrime sono stanchi. 
Quelle lacrime le causavi tu eppure tu amavi i miei occhi.
Hanno detto basta. Basta al dolore. Basta lacrime. Basta notti insonne. Ora vogliono tornare a sorridere e rivoglio la luce che brillava al loro interno tempo fa.

Questi occhi torneranno belli come prima, come quando ti ho conosciuto la prima volta e il dolore non li aveva contaminati.