parole da dedicarti

Stavo affogando.

Lentamente, il tuo amore tossico mi stava trascinando giù con te. Stavo affogando tra le tue bugie, i tuoi sorrisi di plastica, i tuoi sguardi vuoti.
Sempre più giù, sempre più a fondo.
La tua presenza era come un veleno strisciante che giorno dopo giorno mi stava intossicando l'anima. E il cuore. E le parole, le idee. La mia mente era immersa in uno stato di vuota apatia, l'oblio si stava impossessando di me e noi due insieme scendevamo sempre più giù, verso il nero, verso il nulla.
E la tua mano stretta alla mia non era più un conforto per me: era come una morsa di morte che mi toglieva il respiro. Sentivo la vita scivolarmi tra le dita come acqua sporca, senza riuscire a fermarla. Con i tuoi baci risucchiavi via da me la mia linfa vitale, i colori dai miei occhi, lasciandomi sola nel freddo di una scena in bianco e nero di un vecchio film muto.
E ora che ne sono uscita, ora che le mie palpebre si sono dischiuse e le mie pupille toccano di nuovo i colori del giorno, ora che le mie notti sono tornate di nuovo leggere e serene come le stelle che brillano in questo cielo estivo, ora che riesco a camminare sulle nuvole, invece di sprofondarci dentro, io ora ti ringrazio.
Ti ringrazio perché sono stati i tuoi sbagli a farmi capire cosa nella vita si può accettare e cosa no.
Perché sono state le tue bugie a rendermi più forte nel sopportare le intemperie della vita.
Perché è stato quel tuo finto amore, a mostrarmi cosa fosse veramente, la libertà.

Nessuno parla più di te; sembra essere arrivato quel momento in cui tutti pensano che non valga più la pena affrontare l'argomento con me. Nessuno mi chiede più “l'hai sentito?” o “l'hai più visto?” perché tutti danno per scontato che non sia così e forse è meglio, perché forse sarebbe imbarazzante dimostrare a tutti che a volte ti amo ancora. A volte, dico, solo a volte. Però mi dispiace, anche se mi piace la sensazione che si prova a essere obbligata a non pronunciare il tuo nome. Mi dispiace che il mondo abbia deciso che non sia più il mio momento di piangere per te. Io di lacrime da sprecare ne avevo ancora un po’ e di parole da dedicarti ne avevo ancora parecchie, non tutte gentili, certo, ma tutte per te.
—  La sola e unica Susanna Casciani

Mi verrai a cercare
quando non avrò più parole
da dedicarti
e non ci saranno sguardi
attenti ad ogni tuo dettaglio.
Mi verrai a cercare e
sarà troppo tardi.
Solo allora capirai
cos’è l’amore.

“Nessuno parla più di te; sembra essere arrivato quel momento in cui tutti pensano che non valga più la pena affrontare l'argomento con me. Nessuno mi chiede più "l'hai sentito?” o “l'hai più visto?” perché tutti danno per scontato che non sia così e forse è meglio, perché forse sarebbe imbarazzante dimostrare a tutti che a volte ti amo ancora. A volte, dico, solo a volte. Però mi dispiace, anche se mi piace la sensazione che si prova a essere obbligata a non pronunciare il tuo nome. Mi dispiace che il mondo abbia deciso che non sia più il mio momento di piangere per te. Io di lacrime da sprecare ne avevo ancora un po’ e di parole da dedicarti ne avevo ancora parecchie, non tutte gentili, certo, ma tutte per te. “

Nessuno parla più di te; sembra essere arrivato quel momento in cui non vale più la pena affrontare l’argomento con me. Nessuno mi chiede più “l’hai sentito?” o “l’hai più visto?” perché tutti danno per scontato che non sia così e forse è meglio, perché forse sarebbe imbarazzante dimostrare a tutti che a volte ti amo ancora. A volte, dico, solo a volte. Però mi dispiace, anche se mi piace la sensazione che si prova a essere obbligata a non pronunciare il tuo nome. Mi dispiace che il mondo abbia deciso che non sia più il mio momento di piangere per te. Io di lacrime da sprecare ne avevo ancora un po’ e di parole da dedicarti ne avevo ancora parecchie, non tutte gentili, certo, ma tutte per te.
Nessuno parla più di te; sembra essere arrivato quel momento in cui tutti pensano che non valga più la pena affrontare l'argomento con me. Nessuno mi chiede più “l'hai sentito?” o “l'hai più visto?” perché tutti danno per scontato che non sia così e forse è meglio, perché forse sarebbe imbarazzante dimostrare a tutti che a volte ti amo ancora. A volte, dico, solo a volte. Però mi dispiace, anche se mi piace la sensazione che si prova a essere obbligata a non pronunciare il tuo nome. Mi dispiace che il mondo abbia deciso che non sia più il mio momento di piangere per te. Io di lacrime da sprecare ne avevo ancora un po’ e di parole da dedicarti ne avevo ancora parecchie, non tutte gentili, certo, ma tutte per te.
—  Susanna Casciani
Nessuno parla più di te; sembra essere arrivato quel momento in cui tutti pensano che non valga più la pena affrontare l'argomento con me. Nessuno mi chiede più “l'hai sentito?” o “l'hai più visto?” perché tutti danno per scontato che non sia così e forse è meglio, perché forse sarebbe imbarazzante dimostrare a tutti che a volte ti amo ancora. A volte, dico, solo a volte. Però mi dispiace, anche se mi piace la sensazione che si prova a essere obbligata a non pronunciare il tuo nome. Mi dispiace che il mondo abbia deciso che non sia più il mio momento di piangere per te. Io di lacrime da sprecare ne avevo ancora un po’ e di parole da dedicarti ne avevo ancora parecchie, non tutte gentili, certo, ma tutte per te.
—  Susanna Casciani.