paolo & isabella

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endless movie listthe lizzie mcguire movie (2003)

You know this Paolo and Isabella CD isn’t so bad. I mean if you’re into the Alanis Morissette-y alternative, dark, like brooding, I-never-go-out-into-the-sunshine-and-my-life’s-a-miserable-black-hole-of-depression kinda thing, then you’d think they stink. But I mean for a like driving-around-in-the-car-with-the-top-down-putting-on-your-lip-gloss-loving-life kinda thing, they’re good!

all-time-jalex-321  asked:

YOUR BLOG IS AMAZING CAN I GET ANY FACTS ABOUT ITALY

I DON’T HAVE ANY OFF THE TOP OF MY HEAD, BUT THERE IS SOMETHING ABOUT ITALY THAT’S BEEN BOTHERING ME LATELY.

SO, IN THE LIZZIE MCGUIRE MOVIE, LIZZIE IS POSING AS AN ITALIAN POP STAR, ISABELLA, WHO LOOKS JUST LIKE HER IN ORDER TO SING WITH ISABELLA’S FORMER PARTNER, PAOLO. I’VE ACCEPTED THAT PREMISE. 

AT THE END OF THE MOVIE, AFTER PAOLO’S EVIL PLAN WAS DEFEATED, LIZZIE IS SINGING ONSTAGE AND THE REAL ISABELLA STEPS OUT AND THEY DO A DUET. THE ENTIRE STADIUM CHEERS, BUT LIKE, THE ITALIAN POPULATION HASN’T BEEN WATCHING THIS MOVIE UP TO THIS POINT. 

THEY DON’T KNOW THAT LIZZIE IS AN IMPOSTOR ISABELLA, AND THEY DIDN’T SEE THE SCENE WHERE THE REAL ISABELLA AND GORDO FIX THE MIC LEVELS SO PAOLO IS EXPOSED AS A LIP-SYNCHER. 

FROM THEIR POINT-OF-VIEW, PAOLO’S VOICE BECAME TERRIBLE FOR NO DISCERNIBLE REASON AND HE RUNS OFF STAGE, THEN INSTEAD OF PAOLO AND ISABELLA, THERE’S TWO ISABELLAS, AND THEY JUST ROLL WITH IT. LIKE, “OH, AWESOME, ISABELLA IS FINALLY GOING TO DO A LIVE DUET WITH HERSELF.” 

WAS THE POPULATION OF ROME JUST SHARP ENOUGH TO PIECE TOGETHER THE REST OF THE MOVIE FROM CONTEXT CLUES WHEN THE REAL ISABELLA TOOK THE STAGE, OR WERE THEY JUST CHILL ENOUGH THAT THEY ACCEPTED THERE WERE TWO ISABELLAS WITHOUT NEEDING TO KNOW WHY OR HOW?

What Dreams Are Made Of (Ballad Version)
Paolo & Isabella
What Dreams Are Made Of (Ballad Version)

Paolo & Isabella | What Dreams Are Made Of (Ballad Version)

Raye’s Outdoors Mix

My cousin Thao sent me this song on MSN years ago… when people still used MSN. Hilary Duff had made it big with her role as Lizzie McGuire so they decided to capitalise on it and make a movie. I have no recollection of the movie besides it involves classic character swap scenario whilst being set in Rome. Plus the Paolo character being an absolute douche.

It’s such a sweet little ballad so you can imagine my reaction when the finale came about and they performed this dance pop version of this tune instead. WHY LIZZIE WHY?!

Siamo i ragazzi del laboratorio di epigenetica dell’Università dell’Insubria.
Visto il dibattito apertosi in seguito alle vicende riguardanti la raccolta fondi destinata a Pro-Rett ricerca, che avrebbe dovuto tenersi durante la partita di pallavolo Unendo Yamamay Busto- Robur Tiboni Urbino, abbiamo pensato di dar voce ai nostri pensieri.
A noi sta a cuore la questione del rispetto degli animali: molti di noi hanno animali domestici ai quali siamo particolarmente affezionati; non siamo carnefici e non ci piace torturare gli animali.

Per questo motivo, ci terremmo a sottolineare alcuni aspetti:

  1. 1. Non torturiamo gli animali. Al contrario, gli animali vivono in condizioni invidiabili. Il termine invidiabile non è utilizzato a caso: infatti, i diritti di cui godono topi e ratti da sperimentazione sono decisamente più elevati rispetto a quelli degli stessi animali nelle nostre case o peggio ancora di molti esseri umani. Vengono tenuti in gabbiette idonee, adagiati su una lettiera che viene cambiata tutti i giorni. Acqua e cibo sono sempre in esubero. Vivono a una temperatura controllata di 21°C (le rilevazioni della temperatura vengono eseguite tutti i giorni compreso il fine settimana). Godono di assistenza sanitaria, infatti vengono periodicamente controllati da un veterinario. 
  2. Non pratichiamo la vivisezione. Il sito della LAV riporta: “non tutti gli esperimenti prevedono la dissezione dal vivo, ma tutti sono cruenti e invasivi nei confronti degli animali. Per questo e per ragioni giuridiche, il termine vivisezione si usa come sinonimo più efficace del generico “sperimentazione animale”. La vivisezione è una pratica illegale da svariati decenni, mentre la sperimentazione animale che pratichiamo nei nostri laboratori non lo è: per poterla praticare, abbiamo richiesto e ottenuto l’approvazione ministeriale, che viene concessa solo se vengono rispettati dei parametri tassativi imposti dalla normativa vigente. È chiaro che il termine vivisezione e le immagini di animali sofferenti siano più efficaci per smuovere l’opinione pubblica, ma ciò non deve trascendere l’uso corretto e obiettivo delle informazioni. Noi, volutamente, non utilizziamo immagini di bambine/i sofferenti, afflitti da terribili crisi epilettiche intrattabili farmacologicamente, per “sensibilizzare” l’opinione pubblica e non mostriamo la loro sofferenza e quella dei loro genitori, ma ci limitiamo a trattenerla nella nostra coscienza e nelle nostre mani, nella speranza che queste ultime, con il nostro lavoro, possano davvero essere utili.
  3.  Non guadagniamo dalla sperimentazione animale. Questo punto, per quanto riguarda la nostra piccola realtà, è totalmente privo di fondamento e addirittura offensivo. Chi ha mosso quest’accusa verso di noi dovrebbe anche spiegare in quale modo la sperimentazione animale all’interno di un Ente pubblico come l’Università possa costituire una fonte di guadagno.
  4.  L’importanza dell’Università. Senza la ricerca universitaria, spesso ritenuta “di base” e scollegata da quella farmaceutica, non ci sarebbero innovazioni e applicazioni. Per quanto l’utilizzo dell’animale possa essere considerato un sacrificio inutile, ci sentiamo di dire senza alcun timore che non lo è. Ad oggi non esiste alternativa, perché per quanto la ricerca stia facendo passi da gigante, non è possibile mimare la complessità di un sistema vivente in toto. Ribadiamo che questa è l’ultima fase della nostra ricerca di base, che per la stragrande maggioranza degli esperimenti si avvale di modelli non animali. Per la sindrome di Rett la sperimentazione animale non serve nemmeno a testare una cura, ma a cercare di comprendere il perché ci si ammala: se non si conoscono le cause di questa malattia, è impossibile pensare a una cura.
  5. 5. La delusione di non sentirsi appoggiati. La ricerca non deve suscitare indignazione ma speranza. A conclusione di quanto detto sino a qui, ci sentiamo di chiedere a Busto, ai suoi cittadini e alla sua amministrazione comunale, di essere fieri di dare ospitalità alla ricerca universitaria. Lo stesso invito lo rivolgiamo a tutte le istituzioni, al ministro dell’Università e della ricerca Stefania Giannini, al ministro della Sanità Beatrice Lorenzin e al premier Matteo Renzi. A loro chiediamo di difendere la ricerca universitaria, di tutelare la salute dei cittadini e la dignità di chi, in questo paese, ancora decide di fare ricerca.

Isabella, Laura, Paolo, Marco, Gilda, Marilena, Marta, Anna

The Lizzie McGuire Movie Summary:

Lizzie McGuire and her best friends Kate, Gordo, and Ethan have just graduated from middle school, and to celebrate, they’re taking part in a class trip to Rome, Italy. Eager to celebrate their new maturity as high school students, Lizzie and her pals hope to live it up in one of Europe’s most fabled cities, but fate has something more spectacular in store for Lizzie. Lizzie discovers that she bears a striking resemblance to Isabella, an Italian teen-pop idol famous for her duets with heart-throb Paolo – so much so that when Paolo and Isabella have a falling out, he asks Lizzie to take Isabella’s place for an upcoming concert. Lizzie, however, isn’t sure she feels comfortable stepping into the spotlight, and is even less sure about the way she feels about Paolo, who makes no secret of his infatuation with her. Things don’t get any simpler for Lizzie when her family gets wind of her newfound fame, and catch the next flight to Italy.