paolo & francesca

Paolo e Francesca (Dante, canto v)

Un drammatico esempio della pericolosità di un sentimento in sè positivo, umano e divino come l’amore: un sentimento che, se non è contenuto entro i limiti dell’onestà e della giustizia, diventa peccato e causa di morte e di dannazione eterna.

“ Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.”

Infinitamente esistette Beatrice per Dante. Dante pochissimo, forse nulla per Beatrice; tutti noi propendiamo per pietà, per venerazione, a dimenticare questa compassionevole discordia indimenticabile per Dante. Leggo e rileggo i casi del suo illusorio incontro e penso a due amanti che l'Alighieri sognò nell'uragano del secondo cerchio e che sono emblemi oscuri, anche se egli non lo comprese o non lo volle, di quella felicità che non ottenne. Penso a Francesca e Paolo, uniti per sempre nel suo Inferno (“Questi, che mai da me non fia diviso,…). Con spaventoso amore, con ansia, con ammirazione, con invidia.
—  Jorge Luis Borges, L’incontro di un sogno, estratto, da “Saggi danteschi”, 1982

I’ll be your wings even in the infernal hurricane that never rests…

Inktober 2017 - day 1 - Swift

“One day, to pass the time away, we read
of Lancelot - how love had overcome him.
We were alone, and we suspected nothing. And time and time again that reading led
our eyes to meet, and made our faces pale,
and yet one point alone defeated us.
When we had read how the desired smile
was kissed by one who was so true a lover,
this one, who never shall be parted from me,
while all his body trembled, kissed my mouth.
A Gallehault indeed, that book and he
who wrote it, too; that day we read no more.” - (Dante: Inferno, V, 127-138)

Auguste Rodin, Il bacio.

Quest’opera è nata come raffigurazione di Paolo e Francesca. Dante aveva fissato i due amanti nella loro punizione eterna, Rodin in un eterno bacio. Per lo scultore il loro amore diventa senza tempo come la pietra, marmoreo, e la passione che li anima è rappresentata nel pieno della sua tensione: i due corpi si stanno per avvicinare, ma ancora il movimento non è completo. Mentre Dante dà ai due innamorati un nome, un volto riconoscibili dalle persone del suo tempo, e persino per noi posteri, nelle persone di Francesca da Polenta e Paolo Malatesta, Rodin li ha raffigurati senza volto, o meglio con il volto nascosto, e se non fosse stato per il titolo originario dell’opera (Paolo e Francesca, poi divenuto Il bacio) nessuno li avrebbe riconosciuti. Anche per questo, Rodin, fa del loro caso un fatto umano, in cui ognuno di noi può riconoscersi. I volti dei due, inoltre, sono sul punto di scomparire anche perché la loro individualità sembra cedere il passo ad una fusione, fusione che sembra essere nel loro destino fin dalla loro stessa creazione: nascono da uno stesso blocco di marmo. Tutt’oggi sono ancora lì a baciarsi quei due, e piace pensare che, impegnati come sono, avvinghiati nel marmo per un tempo illimitato, saranno a riparo dalle intemperie infernali e dalla morale cattolica.