pantaloni a vita alta

Siamo la generazione ribelle: quella dei capelli blu, rossi o verdi; dei ragazzi con i dilatatori e delle ore passate nelle stazioni. Siamo la generazione delle amicizie a distanza. Siamo la generazione delle sfide senza senso e chissà se è meglio un Samsung o un Iphone. Siamo la generazione delle Dr.Martens e delle ore passate su Twitter, quella dei messaggi chilometrici su WhatsApp e del bastone per i selfie. Siamo la generazione dei ragazzi con i pantaloni a vita alta e dei libri dimenticati a casa. Siamo la generazione della sfida tra chi ha più amici su Facebook e lettori su Tumblr. Siamo la generazione di chi ascolta pop, il rap, ma soprattutto, il rock n’roll, ma che non riuscirebbe ad andare a letto senza prima ascoltare la propria canzone d’amore preferita. Siamo la generazione del motorino a quattordici anni e del primo bacio a dodici. Siamo la generazione di chi vuole andare a Londra, chi a New York e chi a Los Angeles. Siamo la generazione delle foto e dei video condivisi su tutti i social. Siamo la generazione di Fast and Furious e i Simpson. Siamo la generazione dei finti depressi, delle magliette dei Nirvana e degli album dei nostri artisti preferiti. Siamo la generazione che ha ballato Gangam Style e Happy, quella che ha amato Harry Potter, che ha inventato la parola ”selfie” e che odia se stessi. Siamo la generazione ribelle, quella che non cambierà mai.
Siamo quella generazione “strana” o forse meravigliosamente stupenda.  

Mi vedessi ora.
Ho tagliato i capelli, io che “voglio i capelli lunghi ”, “non li taglierò mai”, e ho preso a piastrare più spesso i miei ricci, ma tanto questa cosa durerà poco perché sai quanto sono pigra e queste cose mi urtano.
Mi sono operata.
Ho finalmente risolto quel piccolo (grande) problema che rendeva la mia vita praticamente invivibile.
Ho anche preso a mangiare più sano, ma no, tranquillo non sono vegana.
Ho anche riempito la libreria che ti avevo detto che avevo comprato tempo fa. Adesso ci sono fiori, disegni e tanti tanti libri.
Ho anche cambiato la mia camera, prima non c'era nemmeno un buco dove infilarsi, adesso c'è praticamente un sacco di spazio libero. br> Ho cambiato guardaroba, adesso il mio stile è di molto migliorato. Ho gettato quei cardigan che odiavi, e comprato pantaloni a vita alta, che sono molto più comodi a dirla tutta.
Ho iniziato a bere più spesso, ed ho anche fumato per un po’ di tempo, poi però ho smesso perché anche l'asma si è evoluta.
Perfino le mie malattie sono cambiate.
Ho cambiato la montatura degli occhiali, quelli viola che facevano schifo, adesso sono neri e più tondi, anche se conto di cambiarli ancora una volta in un marroncino che si abbini ai capelli.
Mi sono anche iscritta in palestra. Te lo saresti mai immaginato?
Ho anche cambiato lo stile di questo blog. Adesso è più colorato, con fiori e qualche volta mi lascio andare al romanticismo.
Quanto tempo è passato? Quattro anni?
Quanto tempo è che non ci vediamo?
Quanto tempo è che non parliamo?
Tanto.
Eppure io sono cambiata e ho fatto tutte le cose che ti dicevo che non avrei mai fatto.
E invece…
Sarà perché uno cresce, cambia modo di pensare, compagnia, amici, sarà perché mi hai fatto tanto soffrire e allora ho capito come agire.
Sarà perché semplicemente quella ragazzina che ti amava con ogni angolo del suo cuore, con il corpo, la mente e l'anima, è andata via tempo tempo fa ed ha lasciato spazio alla donna di adesso.
Qualche volta ritorna ancora quella ragazzina (come in questo momento) e mi ricorda com'ero prima.
Ed io la guardo quella ragazzina, e mi viene un sacco voglia di abbracciarla e di asciugarle le lacrime, ma poi non lo faccio.
La lascio piangere, la lascio crescere.
Diventerà una donna anche lei.

Mi sarebbe piaciuto nascere negli anni ‘90, che poi ci sono nata negli anni '90, certo alla fine, ma mi sarebbe piaciuto esserci nata negli anni '90. O meglio qualche anno prima, negli anni '80 magari, così da essere adolescente nel decennio a parer mio più bello.
Gli anni dei pantaloni a vita alta e delle maglie corte fin sopra l'ombelico; gli anni dei jeans a zampa di elefante e delle maglie uniche fatte ai ferri dalla nonna e dalla mamma.
Gli anni della musica bella, di 2pac e di Battisti; di Michael Jackson e di Madonna.
Gli anni delle giacche di jeans personalizzate con tutte le toppe che più ti piacevano.
Gli anni in cui se non avevi 17 anni non avevi l cellulare e quello che potevi avere era il nokia 3310 che quando ti cadeva non si faceva neanche un graffio, che quando aspettavi un messaggio passavi il tempo a giocare a snake oppure ad ascoltare la musica con il lettore CD portatile.
Quando per uscire con qualcuno dovevi andare sotto casa sua, citofonare e chiedere a sua madre se poteva scendere a giocare.
Quando nessuno si faceva problemi a fare lunghe passeggiate in bici o a piedi, a giocare a pallone per strada e a rotolare nel fango.
Gli anni delle vere emozioni. Gli anni della musica vera, dei poster in camera, delle videocassette disney, di Dirty dancing, di Ghost, di Johnny Depp e di Leonardo Di Caprio; di Amy Whinehouse e di Bob Marley. Gli anni di Julia Roberts e di Angelina Jolie, di Brad Pitt e di Richard Gere. Gli anni dei film belli come Pretty woman, dei primi film di fantascienza come Gremlins e Ritorno al futuro, di Karate kid e Titanic, del Silenzio degli innocenti e di Paura e rio a Las Vegas.
Gli anni più belli in assoluto dove nessuno ti controllava se non i tuoi vicini di casa, sempre in balcone a guardare ogni tua mossa.
Gli anni in cui si era più sinceri e più coraggiosi, perché tutto si doveva fare di presenza e non dietro lo schermo di un cellulare. Quando si faceva amicizia sul serio, si condivideva tutto quanto e non su di un social network ma nella vita reale!
Gli anni della sincerità e del coraggio.
Gli anni vissuti davvero, a pieno.
Gli anni adatti a me, che non ho potuto vivere.

Zodiac aesthetics
  • Ariete: sciarpe, rossetto rosso, lucine, candele al limone, libri antichi, palloncini, minimalismo
  • Toro: nebbia , architettura, camicie con colletto, fiori di ciliegio, lenzuola bianche, cupcake
  • Gemelli: parole a caso in lingue straniere, citazioni esistenziali, nero, piante grasse, tatuaggi
  • Cancro: lanterne di carta, calzini morbidi, motivi floreali, luoghi abbandonati, vestiti con tasche, messaggi affettuosi, abbracci
  • Leone: stelle, oggetti vintage, simmetria, vetro, polaroids, soffitti alti, vaniglia, salici
  • Vergine: acquerelli, nuvole, fotografie, tatuaggi, merletti, bianco e nero, calligrafia, tè
  • Bilancia: colori a pastello, eyeliner, tramonti, erba appena tagliata, l'impressionismo, minigonne
  • Scorpione: cioccolato caldo, testi di canzoni, capelli tinti, candele profumate, pioggia, legna
  • Sagittario: felpe oversize, carta millimetrata, burro cacao, corone di fiori, menta piperita, collages
  • Capricorno: tende vaporose, l'odore di cannella, pantaloni a vita alta, giardini, luce che entra dalla finestra
  • Acquario: caminetto, calze, pianoforte, occhi marroni, piante in vaso, cd in vinile
  • Pesci: spazio, penne nuove, fiocchi di neve, caffè, ortensie, musica rock

Per ricordare;voglio dimagrire perché:

  • Perché voglio entrare in un negozio e poter trovare la mia taglia
  • Perché voglio poter andare in spiaggia senza vergognarmi del mio corpo
  • Voglio poter mettere le maglie corte e i pantaloni a vita alta
  • Voglio potermi sedere sulle gambe di un ragazzo senza aver paura di pesargli troppo
  • Non voglio più soffrire

Mio fratello, diciotto anni da compiere a settembre, sta rimproverando la sua fidanzata di sedici anni per l'abbigliamento con cui lei ha deciso di uscire stasera per la festa del paese, senza di lui: pantaloni neri a vita alta e un top nero che le lascia scoperti cinque centimetri di ventre piatto, una collana dorata. Al di là del fatto che io la trovi carina ed elegante, adesso vado nella sua stanza e gli do un pugno sul naso bello forte, visto che rappresenta tutto quello contro cui combatto ogni giorno della mia vita.

Forever 76.

Ma a me non me fotte un cazzo di restare giovane per sempre, io voglio diventare vecchio subito, voglio passare il resto della mia vita da anziano. Lo dico, faccio ancora un paio di compleanni regolari e poi salto subito ai 76 e non è per fare l'alternativo di sta minchia o altro, io voglio passare settant'anni della mia vita da settantenne. Non me ne fotte di pensare a come vestirmi, voglio fare il vecchio e solo pantaloni comodi a vita alta e non me ne fotte di profumare o lavarmi, voglio odorare di naftalina e stare rinchiuso in un armadio. Non me ne fotte di uscire il fine settimana, non me ne fotte di uscire in generale e non voglio sentirmi in colpa perché non me ne fotte di farlo e voglio che la mia unica preoccupazione sia andare al supermercato, dove conosco tutti e sono incazzato con tutti e ci metto una vita a pagare con i centesimi ma non me ne fotte di fare presto perché quella è l'unica volta in cui esco quindi voglio che ognuno senta il peso della mia esistenza. Non voglio più dover pensare ad intrattenere rapporti umani, solo un paio di numeri di telefono che appartengono ad amici coetanei che non so nemmeno se ancora sono vivi. Non voglio dover pensare ai capelli e andare a tagliarli e stare dietro alla loro imprescindibile caduta, frega un cazzo, riporto e via, sempre quegli stessi quattro in testa e nessuno che mi deve dire niente. Voglio guardare lo strabordare della pancia ed essere orgoglioso di tutto quello che ho mangiato e voglio allo stesso tempo odiare il cibo così tanto che alla fine mi faccio sempre la stessa pappetta insapore perché ho già gustato abbastanza pietanze diverse. Voglio odiare le cose che non capisco e non sentirmi in dovere di doverle capire. Voglio essere un vecchio con la prostata talmente gonfia che devo allargare i passanti della cintura ma con così poco interesse nello svuotarla che preferisco le parole crociate. Voglio tossire senza mettere la mano davanti e tirare su col naso e provare gioia nel fare la fila. Mettermi da qualche parte solo per generare coda, senza neanche voler davvero ottenere qualcosa. Voglio andare a letto presto e svegliarmi per guardare l'alba, prendere le pillole e fare una pausa sonno di un'ora almeno ogni ora. Voglio poter saltare tutto quello che c'è da fare, voglio già essere davanti all'inevitabile, voglio aver già assistito al declino e averlo reso mio compagno. Voglio sputare sui giovani. Voglio sputare su quelli di mezza età. Voglio essere un soprammobile in una casa sempre chiusa che i vicini temono si apra perché oddio no ecco che esce quel vecchio di merda. Voglio fermare gli aggiornamenti. Voglio dimenticare quello che mi è appena stato detto e quello che ho appena scritto e ripetermi e voglio dimenticare quello che mi è appena stato detto e quello che ho appena scritto e ripetermi. Voglio essere un vecchio e neanche uno di quelli belli che raccontano storie. Vuoi una storia? Leggi un libro e non rompere il cazzo. Voglio essere un vecchio ed esserlo per il restante 70% della mia vita. Quello che c'è in mezzo non mi interessa, non fa per me. Sono sempre stato bravo ad iniziare le cose, lasciarle a metà e poi guardarle finire senza poterci fare nulla. Fin da bambino non ho mai voluto fare l'astronauta o il calciatore, io volevo fare il vecchio e fottermene.

Ma ora spiegatemi cosa c'é di bello in questi merda di anni zero!
Viviamo in una generazione di finti moralisti.
“Voglio la ragazza seria” e da chi vanno? Dalla troia.
“Voglio innamorarmi” e il giorno dopo ha più corna la ragazza che le renne di babbo natale.
“Le ragazze sono belle tutte” e poi scappano appena ne vedono una un pò più in carne.
Viviamo in una generazione dove i ragazzi di 16 anni non riescono ad uscire dal giro della droga.
Viviamo in una generazione in cui se non scopi entro i 14 anni sei uno\a sfigato\a.
Viviamo in una generazione in cui i like su fb e su ask contano più di qualsiasi altra cosa.
Viviamo in una generazione in cui le ragazze finiscono in ospedale perchè hanno tentato il suicidio,o hanno 4mm di profondità dei tagli.
Viviamo in una società di merda e allora fanculo al rap,ai capelli colorati e ai pantaloni a vita alta, non c'è niente di buono.
Non siamo niente di buono.
Che poi pensandoci bene, alla fine, io chi sono?
Sono Francesca, quella ragazzina bionda dagli occhi azzurri vivaci che quando la vedi ti viene da sorridere, che quando la abbracci ti senti a casa, che quando ti vede triste ti chiede cos'hai e poi ascolta persino la risposta. Francesca fa boxe, ma è fragile. Francesca sorride, ma a volte è triste.
Sono Teresa, sono ricci e capricci. Teresa è profumo di buono e rossetto rosso, è voglia di vivere, è fumare e nascondersi, è baciarsi e ridere. Teresa sorride, ma a volte è triste.
Sono Aurora, (da Ausel, una divinità solare. E forse è proprio questo. Aurora è sole.) quella ragazzina del secondo banco, intelligente forse troppo per vivere bene. Aurora è poco trucco, è semplicità e bellezza in una persona, è risata rumorosa. A volte mi chiedo come faccia la sua risata a fare tanto baccano mentre le sue lacrime le fanno casino solo dentro. Aurora sa far ridere tutti tranne sé stessa. Aurora sorride, ma a volte è triste.
Sono Marika, sono indescrivibile. Marika è quella ragazza che non noti mai, e non perché non sia bella, Dio se lo è. Non la noti perché se ne sta in disparte con la paura di disturbare e nasconde in quel leggins bucato la paura di non essere abbastanza, anche se non sa nasconderla bene e lo da a vedere quando tira le maniche dei suoi maglioni fino quasi a sguarcirli, come se si volesse coprire il più possibile, come se volesse scomparire. Lei crede di non essere bella, e io credo tenda alla pazzia. Marika sorride, ma a volte è triste.
Sono Giusy, quella ragazza insicura che si nasconde nei suoi maglioni larghi e nei suoi pantaloni a vita alta, che odia il proprio corpo e che a volte vorrebbe non esistere. Giusy scrive frasi d'amore sul banco, e quell'amore lo vorrebbe sul serio. Giusy si chiude nel suo mondo fatto di musica, mette le cuffiette nelle orecchie ed è come se mettesse un paio d'ali. Giusy sorride, ma a volte è triste.
Sono Cristina, quella ragazza confusionaria, sbadata, divertente al massimo. Lei è una di quelle che viene reputata strafottente dai migliori amici, che ‘viene presa in giro’ perché ride sempre. Forse avrà pianto troppo. Cristina sorride, ma a volte è triste.
Sono Angela, problemi e caos. Angela è maglie maschili ed eyeliner messo male. Angela non sa chi è, Angela mi chiede consigli. Io glielo dico che è bella, ma lei non mi crede. Angela non piange quasi mai, ma forse adesso lo fa spesso, e poi fuma tanto. Angela sorride, ma a volte è triste.
Sono Luisa, sono doppiavita. Luisa è quella ragazza che a vederla ti sembra un angelo: corporatura esile ma comunque ben formata, guance rosee, occhi azzurri, labbra carnose e pelle perfetta senza un filo di trucco. Luisa ascolta punk e metal, ha lo zaino con dei teschi disegnati e porta collane con borchie. Luisa sorride, ma a volte è triste.
Sono Rachele, sono occhi azzurri e capelli biondi, sono fisico da paura e cuore immenso. Ho scoperto che se togli la 'h’ al suo nome e poi ci fai un anagramma ti esce: 'celare’. Rachele è celare, è nascondere. Rachele nasconde tutto ciò che vorrebbe dire, che vorrebbe urlare ma che non dice e che non urla perché crede di non essere all'altezza delle persone, le stesse persone a cui dà il cuore ogni volta. Crede di non essere importante per nessuno, di non valere nulla, ma io un mondo senza lei non so immaginarlo. Rachele sorride, ma a volte è triste.
Sono Ines, quella ragazzina lentiggini e amore. Ines è libri da leggere, è MC Donald, è la sorpresa nell'uovo Kinder, è la domenica dopo una settimana di lavoro. Ines è il casino di mattina nel pullman, è chiacchiere a non finire. Però a volte Ines non parla, a volte resta in silenzio ad ascoltare la musica, forse Ed, forse i One, forse mette musica a caso dal suo cellulare e più che ascoltare le canzoni ne sente solo il suono perché è assente. Ines a volte si isola, e quando non c'è il pullman mi sembra così vuoto. Ines sorride, ma a volte è triste.
Sono Joe, sono bellezza senza saperlo. Joe è tagli, è pensieri suicidi, è un numero sulla bilancia. O almeno lei crede di esserlo. Non è così. Ricomincio. Joe è quella a cui dedicheresti poesie e scriveresti canzoni, è occhioni verdi e tristi, è voglia di abbracciare inspiegata, è bellezza da Tumblr. Joe non lo sa, non se ne rende conto. Joe fuma, Joe non vuole sentire freddo dentro. Joe sorride, ma a volte è triste.
Alla fine, io chi sono?
—  occhispentiesigaretteaccese