pannolone

Caro Doc,  entrambi i miei nonni sono stati colpiti da demenza senile. Mia nonna è morta qualche mese fa, era regredita tantissimo, non ci riconosceva più, si ricordava solo le preghiere e si faceva addosso come i marmocchietti. Era seguita in una struttura apposita, così come mio nonno, hanno fatto tutto quello che potevano per prendersene cura. Mio nonno, invece, l'anno scorso improvvisamente si è rotto il femore( mi hanno detto che è l'inizio della decadenza per gli anziani) e da quel giorno non cammina più, non mangia più. non parla più ed è come se quasi fosse capitato in un'altra dimensione, il suo corpo è presente, ma probabilmente il suo cervello è fermo a qualche epoca passata, perché l'unica parola che di tanto in tanto sussurra, quasi come un lieve lamento è “mamma”. Mi ricordo ancora quando fu ricoverato e mi chiamarono, arrivai nella sua stanza il giorno dopo la caduta. I suoi compagni di stanza, tanto giovani (come me), mi dissero che era “divertentissimo, come Nonno Simpson”. Io ho avuto una mezza crisi isterica, perché per loro era divertente, ma  per me non lo era affatto. Loro ridevano delle cose sconclusionate che diceva in quei giorni(che sono stati più o meno gli ultimi in cui ha parlato). Io pensavo a quelle volte in cui ho dovuto aiutare mia madre a prendermi cura di lui e della nonna e di quelle volte in cui, mi è capitato di farlo da sola. Pensavo alla prima volta in cui lui si era fatto addosso e si era chiuso in bagno dalla vergogna e dal tanto tempo che ci è voluto a convincerlo a uscire e a indossare il pannolone, che non era grave, che gli volevamo bene lo stesso. Pensavo anche a quando, a distanza di qualche settimana, sempre lui, mentre lo stavo aiutando a vestirsi, si era calato le mutande davanti a me ed io, trattenni a stento le lacrime, poiché pur sapendo che a causa della demenza aveva perso il pudore, sapevo che non avrebbe mai voluto fare una cosa del genere davanti a sua nipote in condizioni normali. Doc, tante volte penso che sarebbe stato molto meglio ricevere una telefonata che mi diceva che era morto, invece di vivere tutto questo. Nell'ultimo periodo mi sono distaccata dalla situazione e non riesco più ad andarlo a trovare, mi fa troppo male. Quando la nonna è morta, sono stata male, però poi, ragionandoci, ho capito che già da tempo lei non esisteva più e che semplicemente il suo corpo ha smesso di funzionare. Pensando a mio nonno, mi viene solo da pensare che si tratti di un volerlo tenere attaccato per forza alla vita, che anche lui già non c'è più. Mi domando allora, è giusto tenere in vita individui che ormai hanno perso da tempo ciò che li rendeva umani?  Mi rendo conto che magari i suoi figli (quindi mia madre compresa), vogliano assicurargli le cure migliori, però non riesco ad allontanare il pensiero che si tratti di egoismo, che si voglia ritardare la sua morte solo per paura di non soffrire, per privarlo poi della dignità.


Non è un dilemma da poco e dopo più di 20 anni di lavoro in questo campo ancora adesso faccio fatica a spiegare e ad accompagnare i parenti verso la comprensione e l’accettazione della cosa.

Quello non è più tuo nonno.

Tuo nonno vive nel tuo ricordo e in un piccolissimo e lontano angolo della sua coscienza, sempre meno accessibile e che quindi si presenterà sempre meno.

Tuo nonno sta tornando bambino, anzi, lo è già, quindi la sua unica necessità è essere accudito in maniera dolce e che si faccia di tutto per alleviare le paure quasi primordiali che popolano la mente di quella che a tutti gli effetti è una persona nella fase terminale del deterioramento cognitivo. E della vita.

Se non vuoi vederlo, non preoccuparti: lui si ricorda di te in quella parte oramai nascosta e dimenticata della sua mente, quindi non lo stai abbandonando… è lui che se ne sta andando.

Quello che ti invito a fare è essere consapevole dell’importanza di un ultimo saluto e di una tua presa di coscienza su come vivrai la cosa quando lui non ci sarà più, fisicamente. Magari cerca di andarlo a trovare in un momento in cui ti riferiscono essere particolarmente tranquillo e salutalo come si deve e con affetto. Poi vai per la tua strada ma accetta anche il fatto che non tutti riescono a vivere nel solo ricordo della persona che era e quindi cerca di aiutare tua mamma a cominciare ad accettarne il distacco.

Un abbraccio.

Dove sono le mie sigarettiii??

Stamattina ripensavo a quando era stata l’ultima volta che avevo visto un reality/talent show (li metto tutti nello stesso tinozzone). Bene, vi dico che c’era Filippo Nardi che sbraitava frasi del tipo “dove sono le mie sigaretti??? Voglio le mie sigaretti!!! Spacco tutto se non mi date le mie sigaretti etc etc!!!

Correva l’anno 2001, il primo del terzo millennio e Daria Bignardi sedeva ancora salda sul trono. Berlusconi pure.

Subito dopo ho realizzato che il 70% degli attuali utenti tumblr probabilmente non era ancora nata o si cagava comunque ancora addosso nel pannolone, Jobs lanciava il primo iPod, Bin Laden tirava giù mezza Manhattan, Valentino Rossi vinceva il primo mondiale 500, e iniziava la sua leggenda. Per scaricare un film ti ci volevano 9 settimane e mezzo, non esistevano lo streaming, l’iphone, netflix e i social network. Sarebbe stato l’ultimo anno di quella  cosina chiamata napster (nel suo essere veramente napster, non quello che è poi diventato) e le classifiche musicali italiane erano dominate nell'ordine da:

  1. Can’t get you out of my head - Kylie Minogue 
  2. Tre parole - Valeria Rossi 
  3. Xdono - Tiziano Ferro 

Ma soprattutto, io ero molto molto molto giovine.

Ti auguro una vecchiaia come quella di harrison ford in cui qualcuno ti costringa a fare con il pannolone tutte le cose che facevi da giovane con i brufoli nel viso

anonymous asked:

Salve doc, sono una ragazza di 25 anni che non ha mai fatto uso di droghe (apparte qualche cannetta saltuaria) e volevo provare l'MDMA, quali sono le controindicazioni? Grazie.

Prendila pure tranquillamente, tanto la scienza medica ha fatto passi da gigante nel trattamento di emorragie cerebrali e infarti del miocardio.
Pensa che fino a qualche anno fa i ragazzetti con un ictus da metanfetamina li lasciavano in un letto con piaghe da decubito e sondino naso-gastrico, invece oggi abbiamo materassini antidecubito di ultima generazione e il nutrimento, invece che da un tubo nel naso, viene infilato con una PEG direttamente in un'incisione chirurgica dello stomaco, così non ci sono più problemi di polmonite ab ingestis e di cerotti antiestetici da appiccicare la naso per fermare i tubi.
Rimane il problema del cagarsi e pisciarsi addosso mentre vieni portata in giro in carrozzina, ma con un catetere, un pannolone capiente e un'infermiera amorevole potrai vivere tranquillamente così anche 40 o 50 anni.