organiation

L'amore è una forma di pregiudizio.
Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo.
Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi?
Il fatto è che non le incontri.
—  Charles Bukowski

Una volta nella mia scuola media frequentata da criminali sono venuti quelli della polizia postale a parlare di cose brutte che accadono sull'internet e uno di loro disse: “Chi di voi scarica musica con e-mule?” e nessuno alzò la mano e le guardie, i professori e i criminali sono tutti scoppiati a ridere, ma ripensandoci altro che e-mule, quei tredicenni avevano probabilmente messo su un mercato nero di organi e armi da fuoco.

Vincent Van Gogh, tra le tante stranezze, mangiava anche pittura gialla, direttamente dai tubetti che acquistava, perché credeva che il giallo avrebbe portato la felicità dentro di lui.
Gli davano del pazzo, dello stupido a mangiare i colori, perché i colori erano tossici; per non parlare del fatto che mangiarli non aveva ovviamente nessuna influenza sulla felicità di una persona.
Ma io non sono mai stata d'accordo.
Sono sicura che se tu fossi così infelice da credere che persino l'idea più assurda potrebbe funzionare, come pitturarti le pareti interne degli organi di giallo, allora ci proveresti.
Non è molto diverso dall'innamorarsi o dall'assumere droghe. C'è un gran rischio di ritrovarsi col cuore a pezzi o di morire per overdose, eppure le persone continuano a farlo ogni giorno. Lo fanno perché c'è quella possibilità, seppur minima, che questo migliori le cose.
Ognuno ha la sua pittura gialla.
—  Citazione.
E allora vi dico che non è vero che l’amore passa, non è vero che dopo qualche mese si diventa tutti più forti, più simpatici e si torna a vivere perché l’amore quando finisce, che sia da una parte o dall'altra, segna e ti lascia certe cicatrici che non puoi assolutamente togliere perché il più delle volte non sono visibili, sono dentro tra gli organi, tra i pensieri, sul cuore e può davvero sembrare un pensiero fatto, io stessa mi stupisco nel pensare queste cose, ma purtroppo l’amore non passa così da un giorno all'altro, purtroppo ci vuole tempo e tanto tempo e diffidate da quelle persone che dicono “mi son appena lasciato e voglio qualcosa di nuovo” perché è solo un riempimento, è come quando improvvisamente si perde qualsiasi cosa e non si è abituati e allora la prima cosa che si fa è cercare rimedio, è cercare qualcuno che si accolli il dolore, che riesca in qualche stupido modo ad essere presente. Non ci si passa sopra da un momento all'altro, non ci si sveglia una mattina che tutto è più fresco, colorato e migliore, semplicemente quando l’amore finisce ci si adatta e più si va avanti e più ci si convive e poi diventa abitudine, routine e si ricomincia ma l’amore, oh l’amore quello vero, quello che ti segna, non passerà mai, certo si tramuterà in altre forme, in bene, in tenerezza ma resterà lì e uscirà fuori ogni volta che ce ne sarà bisogno. Non rinnegatelo, piuttosto custoditelo. Non permettete a nessuno di parlar male di esso e non permettete a nessuno di ostacolarlo, di ostacolare i vostri ricordi perché principalmente ci siete voi e poi gli altri e la vostra vita, il vostro amore, i vostri ricordi devono conservare il loro valore. Abbiate sempre il coraggio di conviverci perché solo allora potrete vivere dignitosamente la vostra vita.
—  Cristiana Tognazzi

anonymous asked:

Come stai? Quanto ti manca? Cosa diresti se potesse sentirti? E lo sai meglio di me che non sei obbligato a rispondere⛄...

Non so neanche perché, ma sto piangendo.
Sto di merda, uno schifo. Non ho più paura di dirlo, sono giorni che va avanti così, sarò sincero.
Mi sento un nodo allo stomaco, ho la nausea e ascolto la stessa canzone in loop da qualche ora, é orribile. Mi sento come se tutti i fiori che stavano sbocciando tra i miei organi fino a ieri ora stiano appassendo, morendo annegati dalla troppa pioggia.
Anche le mie guance dovrebbero annegare, piove spesso lì. per ora nulla.
Mi manca, mi manca come potrebbe mancarmi una parte del corpo, come potrebbe mancarmi solo lei. Mi sento come se mi avesse investito un camion, perché sono ancora in piedi? Non so come faccio ad andare avanti. Ma sto andando avanti? Mi sembra di stare al punto di partenza, con lei, con mio padre, con tutto. Ho quella pura voglia di buttarmi davvero sotto a un camion, di sparire dalla circolazione, di non sentire più la mia circolazione. Vorrei dirle che non ce la faccio, vorrei chiederle perché è stata così egoista, perché mi ha lasciato da solo. Vorrei solo dirle che qualunque cosa succeda, lei resterà sempre in quel pezzo di cuore riservato, nessuno può prenderselo. Vorrei dirle che mi sto distruggendo più di quanto già non facessi prima. Vorrei dirle che mi manca passarle le mani fra i capelli, che mi manca sentire il suo calore sul mio petto. Mi manca da morire. Intendo dire che mi ammazzerei per rivederla, intendo dire che per lei avrei dato la vita, e lei me l'ha bruciata così. Mi sento corroso, come le conchiglie sul lungo mare, con tutte le onde ed i problemi che si infrangono sulla mia pelle. Mi sento il cuore battere, ma non sono vivo.

Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di si. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa, il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo. E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono
—  Charles Bukowski, “Musica per organi caldi
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…
—  Charles Bukowski
flickr

Organ Concert - Ludmiła Gołub 5 - DSCF3920 by Chris Wright

Guardando queste immagini a cosa pensate? Sicuramente vedendo la poltroncina, in basso al centro, la prima malattia che vi verrà in mente è ‘tumore’. Ci ho azzeccato vero? Beh, è normale vista la quantità immane di film come ‘Colpa delle stelle’ e ‘I passi dell’amore’. Scommetto anche che questo tipo di film alla maggior parte di voi piacciono molto. E sapete perché? Perché hanno un inizio e una fine. Certo, non vi è sempre un lieto fine ma, ad ogni modo, vi è una conclusione. E se invece vi dicessi che non vi è una fine quando si parla della malattia che è illustrata nelle foto? Ci sono solo alti e bassi.

Mai sentito parlare delle malattie autoimmuni? Ne dubito poichè raramente ne parlano in tv o sono oggetto di film/documentari. Come capirete dal nome, sono malattie del sistema immunitario. Il sistema immunitario quando nasciamo fa l’inventario di tutti gli organi/tessuti che ci compongono, in modo che in presenza di un batterio/virus sanno chi è il ‘nemico’ e chi no. In queste malattie invece, per qualche assurdo motivo, il sistema immunitario non riconosce più uno o più organi/tessuti che fanno parte di noi da sempre e li attacca come se fossero ‘corpi estranei’.

Nel mio caso, si chiama Morbo di Crohn e ciò che il sistema immunitario non riconosce è l’apparato digerente. In tutta Italia siamo in 200.000 ad avere questa malattia autoimmune. Siamo molti vero? Eppure siamo invisibili. Già, perché come c’è la Serie A e B nel calcio, vi sono anche delle malattie di serie A e B. Come avrete capito, la mia è di serie B. Ovviamente vivendo in un mondo pieno di discriminazioni, non potevano non esistere discriminazioni anche nell’ambito delle malattie. Uno dei motivi per cui è di serie B, è perché per fortuna in rari casi è mortale. Solo che dovrò combatterci per tutta la vita. Per il resto della mia vita farò continui ricoveri, day hospital, analisi del sangue, punture, mi imbottirò di antinfiammatori, cortisone, immunosoppressori, farmaci biologici, antibiotici, trasfusioni di sangue, TAC, risonanze magnetiche, esami endoscopici, interventi chirurgici e tanto altro. Non c’è una luce alla fine del tunnel, non c’è nessun lieto fine, c’è solo un semplice andare avanti.

Ora vi starete chiedendo qual è il punto della questione, il motivo per il quale ve ne sto parlando. Mi sono stancata di essere invisibile, di non essere riconosciuta in quanto malata. A parer mio la parola chiave è CONSAPEVOLEZZA. La consapevolezza che ogni persona con una qualunque malattia, soffre a modo suo, né di più né di meno. La consapevolezza che lo stare male non è dato da un aspetto esterno in particolare come l’assenza di una gamba, braccio o qualunque altro tipo di ‘malformazione‘. Se mi vedeste per strada, non vi verrebbe mai in mente di pensare che io sia malata poiché ho l’aspetto di una ragazza sana qualunque. Per questo vi dico che prima di parlare, giudicare o fare un commento, pensateci. Non saprete mai chi avete davanti e cosa sta passando.

Non voglio la vostra compassione, voglio il vostro rispetto.

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