orfanelle

“Riferendosi a Dunja, Angelo M. Ripellino rilevava con sottigliezza- all’ interno del “dosato rapporto di agganci, di incastri, di corrispondenze simmetriche” messo in campo da Pushkin- il bel “parallelismo inverso” fra la storia del figliol prodigo sui quadretti che ingentiliscono l’ umile ma accogliente dimora del mastro di posta e la “fuga senza ritorno” di sua figlia. Tornando ad accostare Dunja e Liza, si potrebbe anche notare che esse sono entrambe orfane di madre, e questa posizione sembra renderle- un po’ paradossalmente?- più sicure del fatto proprio. Per giunta sul loro malizioso fascino e la loro grazia veglia una razionalità delicata ma inflessibile”

Remo Faccani, L’ autore e l’ amanuense