orecchio

Voglio te e nessun altro. Voglio la tua barbetta che mi piace tanto. Voglio il tuo viso, che sembra essere perfetto fra le mie mani.Voglio il tuo neo sul lato destro della guancia e baciarlo ogni volta che mi va. Voglio le tue mani fra i miei capelli, le tue labbra che mi sfiorano l’orecchio e che poi si spostano sul mio collo. Voglio i tuoi occhi che mi guardano come se fossi la cosa più bella a questo mondo. E in fine voglio che mi stringi forte, come quando sto per prendere il treno. Voglio questo, solo questo, però lo voglio adesso.
Ho voglia di vederti. Ho voglia di poterti guardare negli occhi senza parlare. Ho voglia di sfiorarti dolcemente il viso. Ho voglia di sentire le tue braccia intrecciarsi attorno alla mia schiena. Ho voglia di stringermi a te. Ho voglia di poter almeno una volta guardare i tuoi occhi per poi sussurrare al tuo orecchio"Hei scemo,ti amo". Ho voglia di te.
La lingua sta bene. Stanno male quelli che la usano. Mi spiego. Siamo riusciti a conquistare la capacità di parlare italiano per il 95 per cento. Non siamo riusciti invece a conquistare la capacità di leggere. Leggiamo poco. Pochi giornali e pochissimi libri. I lettori sono circa un terzo della popolazione. I restanti due terzi non hanno quel retroterra di letture e formazione scolastica che garantiscono un possesso saldo della lingua. Parliamo molto e leggiamo poco. Questo incide sul modo di usare l’italiano. Si va troppo a orecchio. Però la lingua, per conto suo, sta bene.
—  Tullio De Mauro intervistato da Matteo Nucci, Il Messaggero, 31 marzo 2012

Ciglia truccate con un mascara fosforescente?
Non proprio.
Quelle che vedete in effetti sono “ciglia”, ma con gli occhi c’entrano poco.
Sotto al microscopio a scansione elettronica ci è finita questa volta una cellula ciliata.
E’ una delle oltre 18 mila cellule del cosiddetto “organo di Corti” - dal nome del chirurgo italiano che lo scoprì - o orecchio interno, fondamentale per il nostro udito.
Un particolare fluido, chiamato endolinfa, raccoglie le vibrazioni percepite dall’orecchio esterno e le trasmette a queste cellule, che iniziano a ondeggiare. Il movimento viene poi convertito in impulso elettrico e trasmesso al cervello, che interpreta il segnale e lo riconosce come suono.
Nelle orecchie delle persone con problemi d’udito spesso le cellule ciliate sono danneggiate e incapaci piegarsi in risposta alle vibrazioni.


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