operaia

Per Natale mi hanno regalato in cofanetto di vinili degli anni 70, con alcune canzoni delle colonne sonore di quel periodo. Sentire la Vitti che canta con Mastroianni è di una bellezza incredibile (dramma della gelosia - tutti i particolari in cronaca).
Però mi chiedevo, ma quella passione lì, oggi, esiste ancora??

Originally posted by thrashsadmetal2001

“L'immigrazione è un fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l'immigrazione, di cui la classe operaia è la prima vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l'immigrazione restando muto sul capitalismo dovrebbe fare altrettanto”.
—  Alain de Benoist

“Ho amato ogni cosa. La ragazza arrivò, io trovai il suo viso, il suo inconscio, le sue mani da operaia; ho amato tutto di lei. Dovevo raffigurarla, perché lei ha quello sguardo e mi era così vicina. - Adesso se n’è andata. Adesso ottengo il suo corpo.”
- Egon Schiele.

Queste centinaia di migliaia di persone, di tutte le classi e di tutti i ceti, che s'incrociano nella ressa, non sono forse tutti uomini, con le stesse qualità e capacità, e con lo stesso interesse a diventare felici? […] Eppure si sorpassano in fretta, come se non avessero nulla in comune, nulla a che fare fra loro; eppure la sola intesa che li unisce è quella, tacita, che ciascuno si tenga sul lato del marciapiede alla propria destra, perché le due correnti della folla che procedono in direzioni opposte non si intralcino a vicenda; eppure non viene in mente a nessuno di degnare gli altri sia pur solo di uno sguardo. L'indifferenza brutale, la chiusura insensibile di ciascuno nei propri interessi privati, appare tanto più ripugnante e offensiva quanto più alto è il numero degli individui addensati in breve spazio.
—  Friedrich Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra in Walter Benjamin, Su alcuni motivi in Baudelaire

Protocollo 929

La ragazza sale nel tram,
un giovane dagli occhi chiari la guarda facendola arrossire,
un’operaia anziana le racconta che assomiglia a sua figlia e le accarezza il viso,
un bambino con la tutina azzurra le fa ciao con la mano e lei ricambia,
la ragazza è felice,
dopo due fermate scende e quando sparisce in un portone,
l’autista del tram parla al microfono.
“Va bene, siete stati tutti bravi, ma il professore non doveva entrare in azione?”
“Scusate, ho dimenticato la parte”, dice un uomo con gli occhiali.
“Ma dico io, lo facciamo tutti i giorni, come fa a dimenticare la parte, mica vogliamo che prenda il tram di un’altra compagnia?”, dice l'autista.
“Lei è un deficiente”, dice l’operaia anziana all’uomo.
“Ho chiesto scusa”, ripete l’uomo.
“Va bene, lasciamo stare, tra due fermate sale il ragioniere Marelli, mi raccomando tutti in posizione. Tettona, suora e cieco ci siete?”, dice l'autista.
“Ci siamo!”
“Allora andiamo in scena.”

Prospettiva di oggi, #28

Da qualche giorno mi porto appresso una strana sensazione di sottofondo, come una coltre sottile che mi annebbia la testa e mi fa da elmetto di sicurezza. Mi sento un'operaia della mia vita, più che una autrice creativa.
Che ne sarà di me, che vivo da sempre di piccola innovazione, che attribuisco valore al mondo secondo il canone della genialità? Ho l'impressione che il prezzo per l'affidarsi alla ambigua comodità del pilota automatico sia tutto da pagare, e la valuta corrente sia rappresentata dalla semplice ed assurda difficoltà del disinnescarlo.
È come essere rinchiusi in una gabbia con le sbarre foderate di peluche: attutisce tutti i colpi, ma se non ti trasportano non vai proprio da nessuna parte.