oltre il muro

Ho bisogno di qualcuno.                                                                                      Ho bisogno di qualcuno con cui ridere, con cui essere felice. Di qualcuno con cui fare le cazzate più impossibili ed immaginabili. Di qualcuno con cui guardare film, sotto le coperte, abbracciati.                                                          Ho bisogno di qualcuno che mi tenga stretta a sé e che non mi lasci più andare con cui posso sentirmi protetta, al sicuro.                                                  Ho bisogno di qualcuno forte, che possa aiutarmi a rimettermi in piedi quando cado a pezzi.                                                                                                         Ho bisogno di qualcuno che accetti tutti i miei difetti e amare i miei pregi, che vada oltre il mio muro, che lo distrugga e che mi raggiunga.

Ho bisogno di qualcuno, di trovare la mia metà. E quando succederà, lo sentirò, sentirò che sarà quello giusto perchè proverò talmente tanta felicità che dimenticherò tutto il tempo passato ad aspettarlo.                                        E in quel momento lo guarderò negli occhi e gli dirò: “Sei arrivato e ora non andartene mai più, perchè io ho bisogno di te.”

Ho bisogno di qualcuno.
Ho bisogno di qualcuno con cui ridere.
Ho bisogno di qualcuno con cui essere felice.
Di qualcuno con cui fare tutte le cazzate possibili e immaginabili.
Di qualcuno con cui guardare un film, sotto le coperte, abbracciati.
Ho bisogno di qualcuno che mi tenga stretta a sé e che non mi lasci più andare.
Ho bisogno di qualcuno con cui posso sentirmi protetta, al sicuro.
Ho bisogno di qualcuno forte, che possa aiutarmi a rimettermi in piedi quando cado a pezzi.
Ho bisogno di qualcuno che possa accettare tutti i miei difetti e amare i miei pregi.
Ho bisogno di qualcuno che vada oltre il mio muro, che lo distrugga e che mi raggiunga.
Ho bisogno di qualcuno.
Ho bisogno di trovare l'altra metà.
E quando succederà, lo sentirò, sentirò che sarà quello giusto perché proverò talmente tanta felicità che dimenticherò tutto il tempo passato ad aspettarlo.
E in quel momento, lo guarderò negli occhi e gli dirò “Sei arrivato e ora non andartene mai più, perché io ho bisogno di te.”

 “All’ora di andare a letto, ho paura di spegnere la luce. Non sono un pauroso, ma mi preoccupo che la lampadina che pende dal soffitto, sia l’ultima luce che resta a illuminare la mia vita.”

Subito dopo aver scritto queste parole, Moath Alhaj, un giovane artista di un campo di rifugiati a Gaza, è morto nel sonno.
Dopo che era sparito per due giorni, gli amici hanno buttato giù la porta della sua casa e lo hanno trovato raggomitolato nella sua coperta in quel letto dove aveva …vissuto da solo per 11 anni.
Moath viveva nel Campo di rifugiati di Nuseirat, uno de campi più affollati di Gaza, il cui nome è associato alla guerra a una leggendaria resistenza.
Fin da quando era piccolo, Moath aveva imparato a vivere in un mondo tutto suo. Il mondo esterno glie sembrava imprevedibile, incomprensibile e crudele.
Quando sua madre morì, Moath aveva soltanto 1 anno. Suo padre morì dopo pochi mesi di cancro, visse sempre da solo.
A tenergli compagnia c’erano i suoi amici del quartiere, ma principalmente erano le sue espressioni artistiche modeste e tuttavia profonde.
“Sorridi, possa la guerra provare vergogna”
era una delle sue vignette dove una ragazzina con un vestito a fiori volta le spalle ad un soldato che le punta un fucile alla schiena.
I personaggi dell’arte di Moath avevano sempre gli occhi chiusi, come se si rifiutassero di vedere il mondo intorno a loro e insistessero a immaginare un mondo migliore dentro i loro stessi pensieri.
In quella stessa settimana, noi Palestinesi abbiamo commemorato il terzo anniversario della fine della devastante guerra israeliana contro la Striscia. La guerra ha ucciso oltre 2.200 palestinesi, la guerra ha lasciato Gaza in rovine, dato che oltre 1.700 case sono state completamente distrutte e altre strutture, compresi ospedali, scuole e fabbriche son state bombardate e gravemente danneggiate.
La guerra ha distrutto completamente qualsiasi parvenza di economia che la Striscia aveva avuto. Oggi, l’80% di tutti i Palestinesi di Gaza vive al di sotto della linea di povertà, e la maggioranza di questi dipendono dagli aiuti umanitari.
Esiste un’intera generazione di Palestinesi a Gaza che sono cresciuti senza sapere niente altro se non guerra e assedio e che non hanno mai visto il mondo che c’è oltre i confini infausti di Gaza.
Molti di loro, come Moath, moriranno senza Libertà, senza vedere oltre il muro di cemento e odio che gli israeliani hanno costruito.
Andrò oggi, sulla tomba di Moath a piangere un amico.
Uno dei tanti che ho perso…ed ho solo vent’anni.

Tarek SERVENTI BEN AYED
GAZA E L’ULTIMA LUCE CHE RESTA

movimentoesseresinistra.it/blog-movimento/autori/2017/09/25/gaza-lultima-luce-resta/

“Dove sei stato, in questi anni
quando tutto crollava intorno
ai nostri sogni e ai nostri affanni
hai mai pensato a quanti inganni
alle ferite in superfice
e a tutte quelle notti insonni
quando i silenzi si mettevano tra noi
e ognuno andava per i fatti suoi
come perfetti sconosciuti.
Doveva andare tutto così
anche se adesso ci troviamo qui
sulla stessa strada, dopo una vita già spesa
io sono stata sempre qui
a innamorami ogni giorno di più
di questa nostra vita
che ci ricorda ancora
che quando si ama non si perde mai

Dove sei stato, in questi giorni
oltre il muro dei segreti
vissuti come tradimenti
hai mai pensato a quanti sbagli
alle parole buttate al vento
e a tutte quelle ancora dentro
in questo quadro dipinto a fatica
dopo un’attesa che dura una vita
ma cosa vuoi farmi credere

Doveva andare tutto così
anche se adesso ci troviamo qui
sulla stessa strada, dopo una vita sospesa
io sono stata sempre qui
a innamorami ogni giorno di più
di questa nostra vita
che ci ricorda ancora
che quando si ama non si perde mai
no, non si perde mai

Quando i silenzi si mettevano tra noi
e ognuno andava per i fatti suoi
come perfetti sconosciuti

Doveva andare tutto così
anche se adesso ci troviamo qui
sulla stessa strada, dopo una vita già spesa
io sono stata sempre qui
a innamorami ogni giorno di più
di questa vita vera
che ci ricorda ancora
che quando si ama non si perde mai
no, non si perde mai.”

Made with Spotify
Io sognavo il futuro. Tu ripensavi al passato. Io guardavo avanti. Tu continuavi a voltarti indietro. È stato in quel momento che i nostri sguardi si sono incontrati e il cielo ha preso tutto un altro colore. Un attimo e abbiamo pensato entrambi che forse quello che stavamo cercando fosse lì davanti ai nostri occhi.
Ci siamo dimenticati che c’era un limite e lo abbiamo superato.
Adesso tu mi guardi e mi chiedi come si fa a tornare indietro. Ci siamo distratti un attimo, quasi per gioco, e ci siamo lanciati giù dal burrone. Adesso come faremo a risalire? Come fai ad arrampicarti di nuovo sulla rupe delle bugie che ti sei raccontato per anni, quando hai vissuto il brivido del sogno? Non si può tornare indietro, non è vero? Restiamo qui, vediamo cosa c'è. Cosa c'è oltre il limite, cosa c'è oltre il fossato delle paure. Se lo chiederanno tutti quelli che si sono arresi, cosa c'è oltre il muro degli “è giusto così”? Ci siamo io e te che ci amiamo. Io e te che non abbiamo creduto alle loro regole, ma solo al nostro amore.
Aveva creato un muro tra il suo cuore e gli altri.
Nessuno era capace di abbatterlo.
Ma poi arrivó lui e quel muro diventó di polistirolo.
Oltre a distruggere il muro distrusse anche lei.
Ora quel muro è impenetrabile e indistruttibile.
Mentre lei è piú distrutta e fragile di prima.
—  ilmaredentrodime