Stallo

Mi trovo un limbo infernale tra le lacrime e lo spargimento di sangue, tutti i miei sentimenti si riducono ad un buco nero all'altezza di quel che credo essere lo stomaco, tento di riempirlo con un po di cibo, non si colma ed eccedo. Divoro qualsiasi cosa fino a scoprire che la voragine non è connessa alla fame. s
Sentendo l'esofago traboccare e il vuoto espandersi incessantemente mi disprezzo, mangio per star meglio ma ottengo solo conseguenze orripilanti: odio gli altri per giudicarmi immeritevole d'amore e odio maggiormente me stessa per accettare passivamente la sentenza e per confermarla attivamente con l'impossibilità di scindere le sensazioni.
Dimenticando l'esistenza d'ottimismo mi abbandono alle braccia di Morfeo evadendo dai dolori terreni.
La quiete sembra lontana: giungono i conati, espello tutto e mondando decido che l'indomani sarò migliore.
Sorge un nuovo sole e mi faccio ancor più ribrezzo.