oddio

Ucciderò i ragni. Condividerò le mie patatine con te quando tu hai finito le tue e sei ancora affamata. Non alzerò mai la cresta. Non sarò mai crudele con la tua pancia quando la sento brontolare e gorgogliare. Prometto di chinarmi e rispondere con rispetto. Mangerò i funghi quando ordiniamo la pizza gigante. Bacerò i tagli con la carta. E le dita pinzate dalla porta, e le anche che hai sbattuto sugli spigoli del bancone. Farò del mio meglio per non innervosirmi quando sussurri domande e commenti durante i film. Sarò il cucchiaio grande. Ti farò vincere a wrestling, qualche volta. Altre volte no. Andrò più veloce. Più forte. Ti prenderò in giro quando vorrai. E ti stuzzicherò quando non vorrai. Ti manderò messaggi a caso e ti lascerò regali stupidi. Non sempre. Non con una scadenza. Solo ogni volta che vorrò. Ogni volta che penserò tu ne abbia bisogno di uno. O di sette. Controllerò la pressione delle gomme. E ti ricorderò di mettere la macchina dentro. Stringerò la tua mano. Ti amerò. Ti amerò. Ti amerò.
—  La sua promessa verso di lei per il matrimonio
Il periodo che va tra Ferragosto/metà Settembre è forse uno tra i miei preferiti.
Quella sensazione che va tra la disperazione post estate e l'agitazione “oh mio dio prepariamoci all'inizio della fine”.
Io personalmente adoro questi giorni, diciamo che me li passo in trecento cartolibrerie a osservare, ammirare, desiderare tutto ciò che mi passa davanti, per poi ridurmi agli ultimi giorni senza aver acquistato neanche lo zaino, soprattutto lo zaino. Per me sono cose essenziali, che vanno scelte con cura: ogni singola penna, i portachiavi e gli adesivi da appiccicare allo zaino con tanto di 8374829 quarderni colorati all'interno per renderlo ancora più pesante di quello che sarà, il diario… Cazzarola, il diario, quale diamine compro ‘sta volta? L'anno scorso andai in panico e ne comprai uno di pochi euro LEOPARDATO. Non ci credevo neanche io, avevo oltraggiato il mio stile, che ribrezzo.
Ok, poi tipo già so che i miei inutili sforzi saranno ridotti in cenere quando, dopo il primo giorno di scuola, lo zaino verrà scaraventato a terra e i quaderni svolazzeranno per tutta la mia camera.
È così, nel periodo scolastico ti ammazzi di fatica aspettando un'estate piena di novità, che poi queste novità vengono sempre rimandate all'anno successivo, e a quello successivo ancora… È per questo che preferisco questo periodo quì, la fine e l'inizio che si incontrano, come nell'ultimo giorno di scuola, quando sai di concludere un percorso e iniziarne un altro, l'estate, poi ancora più noiosa.
Sì, sono gli ‘arrivederci’ che io amo, detti con tanta felicità e con un po’ di malinconia.
Quindi cara estate, arrivederci.

anonymous asked:

Caro fidanzato...

Caro fidanzato,

Ormai è un anno che ti sopporto amore. È stato l'anno più bello della mia vita che vorrei vivere e rivivere con te. Quasi un anno dalla prima volta in cui ci siamo visti. Te lo ricordi?

 Il conto alla rovescia, la paura di non piacersi ma la voglia di vedersi, la paura di non saper cosa dire ma la voglia di raccontarsi tutto, la voglia di baciarsi ma la paura di sbagliare momento. La paura di essere scoperti perché tutto ciò lo avevamo organizzato alle spalle dei tuoi genitori. Non ci avrebbero mai fatto vedere e io avevo bisogno di vederti. E tu mi volevi, mi volevi tua a tutti i costi. Volevi far vedere a tutti che ero tua. 

E così è iniziato tutto: quel giorno, Bologna stiamo arrivando. Io sul treno per raggiungere te, tu sul pullman per raggiungere me. 

 Tutto è cominciato alle 3:43 di mattina:

“buongiorno amore, io sono davvero agitatissimo e non vedo l'ora di vederti” 

alle 5:59 ti ho risposto:

“buongiorno amore, finalmente ce l'abbiamo fatta” 

 E la mattina è trascorsa: tu in pullman e io a scuola, tu a guardare fuori dal finestrino e io a farmi richiamare dai professori perché non riuscivo a stare calma, ero distratta. Ero felice.

12:10 ti ho scritto un messaggio: “amore sono sul treno, sto arrivando da te” 

tutto il pomeriggio in viaggio e poi finalmente saresti stato nelle mie braccia. Io e te, senza nessuna distanza a separarci. Io nelle tue braccia e tu nelle mie.

Guardavo fuori dal finestrino e penso a te, guardavo il cellulare e ho visto dei messaggi, i tuoi, sorrido. Sorrido perchè sei tu, non importa quello che mi hai scritto. 

I tuoi messaggi che dicevano:

 “-40 minuti”

 “-39”

 “-38”

 “i minuti passano e io non vedo l'ora di vederti”

L'ansia cominciò a farsi forte. 

Il cuore sembrava uscirmi dal petto.

Sorridevo, tremavo ma ero felice.

Io ero arrivata in stazione. Ancora pochi minuti e ti avrei visto. 

“amore sono arrivata in stazione” ti ho scritto 

e tu mi hai risposto: “10 minuti e arrivo amore”

 -10

 -9

 -8 

 -7

 -6

 -5

 -4 

“Amore stiamo entrando in stazione, è un pullman verde e arancio” 

“amore dove sei?” ti ho chiesto

 “eccoti, ti vedo” mi hai risposto

Il cuore ha cominciato ad impazzire, batteva più che mai e sorridevo, sorridevo senza motivo. Ho cominciato ad agitarmi e cercarti ovunque. Guardavo i pullman arrivare ma non vedevo te. Guardavo ogni persona scendere dal pullman e speravo davvero che tu fossi uno di quelli. 

Credo siano passati altri 30 secondi e poi.. 

Eccoti, ti ho visto da lontano, non ci credevo. Eri tu, eri davvero tu. Io e te, insieme. Finalmente insieme. Ce l'abbiamo fatta. Niente distanza. Oddio il nostro primo abbraccio. Non ci credevo.

 noi, tu ed io e nessun altro. 

Mi ricordo ancora la scena: Io che sono corsa verso di te, tu che hai lasciato la valigia e sei corso verso di me, io che ti sono saltata in braccio e tu che mi stringevi fortissimo come per dire “piccola adesso ti proteggo io”. 

Attimi indimenticabili, sorrido ancora se ci penso.

Abbracci e carezze. Io non volevo staccarmi da te. 

Avrei voluto che il tempo si fermasse.

ti amo” mi hai sussurrato all'orecchio

 Io ho sorriso e ti ho risposto “ti amo” 

E poi il bacio. Quel bacio breve ma intenso.

E la mia mano nella tua, la tua mano nella mia. Sono perfette insieme. La tua grande e la mia un po’ più piccola. Mano nella mano, sorridevo.

Io e te insieme, per la prima volta. 

Te lo ricordi amore mio?

Abbiamo trascorso dei giorni bellissimi ma come tutte le cose belle, prima o poi finiscono

 Io odio le partenze. Odio vederti andare via da me

 E poi quando te ne sei andato..le lacrime. Non mi dimenticherò mai quel momento. Io e te in stazione. A coccolarci e farci promesse.

“Ci rivedremo presto, te lo prometto”. 

“tu sei solo mia, hai capito? sei solo mia”

Io in lacrime. Tu con la voce spezzata che cerchi di non piangere. Gli abbracci. I baci. Le carezze. 

Ed ecco il pullman, è arrivato. Quel maledetto pullman a due piani che ti ha portato via da me. Le porte si sono aperte e io non ti volevo far andare. 

Piangevo. 

Tu mi asciugavi le lacrime. Ti sei avvicinato alla porta, hai messo il primo piede sullo scalino e ti sei girato come per dire: “no io voglio stare ancora con te amore”  ma poi sei salito. Le nostre mani sembravano non volersi lasciare, ti ho seguito fino all’ultimo momento. Io ti guardavo dal basso e piangevo. 

Ti ho seguito con lo sguardo fino a quando non ti ho visto più. 

In quel momento mi è mancato il respiro, credo che il cuore abbia smesso di battere per un secondo. 

L'autista mi ha guardata e mi ha detto “è salito di sopra, guardalo dal finestrino” e ha sorriso. Io ho sorriso. Ti ho rivisto. Eri là. 

Io piangevo e tu facevi le smorfie per farmi ridere

Mi dicevi “ti amo” con le labbra e io sorridevo. Poi l'autista ha chiuso le porte e il pullman stava per partire. 

Non riuscivo a vederti andare via. Faceva troppo male.

Io e te di nuovo separati. 

Io senza te e tu senza me.

Guardavo le mie mani e dicevo “dove sono le sue? Dovrebbero essere intrecciate alle mie..ma non c'erano”

Passavano i minuti e ti allontanavi sempre più. Guardavo il cellulare, i tuoi messaggi.

“Amore sei bellissima anche quando piangi ma non piangere, ci rivedremo te lo prometto” 

“ti amo”

 “ti amo tanto” 

“ti amo ti amo ti amo”

 “Già mi manchi”

 “sei fottutamente bella lo sai?”

 “amore mi viene da piangere, ho ritrovato un tuo capello sullo zaino, mi manchi”

“sento il tuo profumo addosso, è buonissimo”

“questi giorni con te mi hanno fatto capire quanto cazzo mi ami, mi hanno fatto capire quanto cazzo io ti amo. Si, sono proprio innamorato. Sono fottuto come dici tu”

 te lo ricordi amore mio?

 e poi la sera, la chiamata.

amore mi manchi”

“anche tu mi manchi amore” 

“adesso chiudo gli occhi e tu sei di nuovo qui con me vero?” 

 E da quel giorno è passato quasi un anno. 

Un anno indimenticabile con te. Un anno in cui ci siamo visti quasi tutti i mesi e abbiamo passato insieme un'estate stupenda. L'estate 2017 sarà la nostra estate. Volevo dirti grazie anche se un grazie non basta. Grazie per essere sempre al mio fianco anche quando tutto va male, grazie di sostenermi sempre e appoggiarmi in ogni mia scelta, grazie per avermi stravolto la vita e averla resa bella da morire, grazie per ogni gesto inaspettato che mi ha fatto sorridere, grazie, semplicemente grazie. Grazie amore, sei la mia vita. Sei la “cosa” più preziosa che io abbia e sono fortunata ad averti. Io e te, per sempre. Io e te nella nostra casetta. Che ne dici?

Non vedo l'ora di poter dire: “amore abbiamo sconfitto definitivamente la distanza” e potermi svegliare ogni giorno accanto a te.

 ti amo da vivere. 

La persona “giusta” è quella che quando sta con te non guarda il telefono ogni mezzo minuto e fa scordare a te di averlo. Quella che ti fa venire voglia di parlare, ascoltare, di non sprecare del tempo, nemmeno un secondo, fino a quando guardando fuori si è fatto buio. Quella con cui condividere un sorriso complice di meraviglia:“Oddio quant'è tardi, non ce ne siamo accorti.”. Perché le più grandi tecnologie resteranno sempre e comunque la voce e gli occhi.
—  Il quadro mai dipinto, Massimo Biscotti.

Mi ricordo ancora il nostro primo incontro come se fosse ieri. Il giorno prima avevamo litigato e alla sera mi scrivi “domani ci vediamo”,ho sorriso talmente tanto che le guance mi facevano male. La mia testa dopo quel messaggio ha iniziato a farsi pensieri strani tipo “chissà se mi troverà bella”, “oddio, tra poche ore lo abbraccerò per la prima volta”. Andai a letto con il sorriso e con i brividi. Ecco che è arrivato il grande giorno: impanicata, felice, mille emozioni e non capivo più nulla. Andai a scuola con l'ansia e con il tuo pensiero fisso, non ci credevo che dopo scuola ti avrei visto. Immaginavo come sarebbe stato e intanto pensavo dove potevo portarti. Ed ecco che suonó la campanella delle ore: 13:10 era ora di uscire, correre per prendere il primo autobus per arrivare in stazione e intanto tu mi hai scritto “sono in stazione, ti aspetto”. L'ansia e i sorrisi che mi hai fatto provare in quel giorno li sento tutt'ora mentre scrivo queste righe di noi. Arrivata in stazione non ti vedevo, ho iniziato a cercarti.. iniziavano i dubbi: “forse era uno scherzo e non è qui”.. poi mi arrivó un tuo messaggio “Dove sei?” E io “vicino alla biglietteria”.. mi sono girata e vedo te che ti avvicini con un sorriso che mi ha lasciato senza parole, la tua bellezza poi, uguale. Ho iniziato a correre, in quel momento nella stazione c'era tantissima gente, ma io vedevo solo te. Sono arrivata da te correndo e ci siamo stretti fortissimo, tu mi stavi soffocando con quell'abbraccio che tutt'ora lo sento. È stato uno dei giorni più belli della mia vita perché tu ti sei fatto due ore e mezza di viaggio con l'ansia e poi ti ho fatto visitare una città nuova che non hai mai visto. Questa città che ora sa di te, di noi.