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Skylla

Non sempre viaggiare significa affrontare lunghi viaggi, chilometri, soggiorni, organizzarsi mentalmente e materialmente (e a questo proposito, vi rimando alla guida pratica di Stefania, per riuscire ad organizzarvi al meglio e lasciare nulla dimenticato). A volte basterebbe prendere un treno o salire sulla macchina, magari in compagnia, magari in solitudine e una macchina fotografica al collo, e scoprire meraviglie a pochi chilometri di distanza dalla propria città.

Un paesino che mi piace visitare di tanto in tanto, soprattutto in estate, è quello di Scilla. Un antico posticino sul mare, con strette stradine in pietra tutte in salita ed in discesa e le casupole di contorno, l’aria che sa di salsedine, i pescatori bruciati dal sole che tirano le reti, il castello Ruffo…

Il nome di Scilla risale alla mitologia greca, è quello di una ninfa che, per la sua bellezza, fece innamorare Glauco, figlio di Poseidone, ed ingelosire Circe. 

“Glauco arriva ai colli erbosi e al palazzo di Circe, la figlia del Sole, gremito di bestie d'ogni specie. Appena la vede, rivolte e ricevute parole di saluto, le dice: “O dea, abbi pietà di un dio, ti prego: tu sei l'unica, se ti sembro degno, che possa alleviare l'amore mio. Quale potere abbiano le erbe, o figlia del Titano, nessuno lo sa meglio di me, che da un'erba fui mutato. Ma perché tu conosca la ragione della mia passione: sulla sponda d'Italia, di fronte alle mura di Messina, mi è apparsa Scilla. Mi vergogno troppo a riferirti le promesse, le suppliche, le lusinghe e le parole mie: tutto ha disprezzato. E tu, se qualche efficacia hanno gli incantesimi, pronuncia un incantesimo magico; o se per vincerla è più adatta un'erba, serviti di un'erba che abbia poteri di provato effetto.Non ti chiedo di curare e sanare la ferita mia: non voglio che tu me ne liberi, ma che Scilla bruci dello stesso fuoco”
(Metamorfosi, Ovidio)

Così Glauco versò il filtro di Circe, creduto un filtro d’amore, nelle acque nelle quali Scilla era solita fare il bagno, quelle di Zancle, e, piuttosto che innamorarsi seduta stante di Glauco, mutò in un orribile ed enorme mostro: gambe serpentine, sei teste di cane ed il suo busto si allargò smisuratamente. 

Un mito che,  ogni qual volta ricordo, mi lascia un che di malinconico addosso.

In ogni caso, Scilla merita d’essere visitata, a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma personalmente amo gustarmi il suo tramonto sul mare.

Serena.

flickr

Soverato, estate da Maria Luisa
Tramite Flickr:
Questo frammento di spiaggia in versione estiva è dedicato a dariohead83 e a tutti i ragazzi che sognano l'estate soveratese. Spero di non aver acuito troppo la vostra nostalgia. Non peroccupatevi…non manca poi molto.

TROPEA

Calabria
La leggenda racconta che a fondare questa minuscola località calabra (tra i comuni più piccoli d’Italia) sia stato Ercole dopo aver vinto la battaglia contro i Giganti. Ma sono tante le storie nate intorno al borgo e ai suoi scogli, come quello chiamato “a Pizzuta” dove si dice fosse legato il Ciclope d’Ulisse. Tropea ha spiagge e mare da sogno, chiese e suggestivi palazzi normanni. Si possono fare escursioni in mare tra calette e grotte oppure immersioni secondo l’itinerario subacqueo che va dal relitto di una nave della II Guerra Mondiale alla Secca del Monaco dove le acque sono profonde 80 metri.
© Corbis

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Arcomagno bay - San Nicola Arcella da Stefano Contin
Tramite Flickr:
foto: Stefano Contin www.youtube.com/watch?v=OWfJTX7SHmk

E poi ti ritrovi su passi di tempi lontani, rovine, storie mai scritte, persone mai incontrate.. Con lo sguardo riesci a palpare il come ogni pietra sia stata messa al suo posto, di come un carro abbia attraversato quei viali, di quante risate bambini a piedi nudi e con le pance vuote.. Storie reali, storie vissute, piccole esistenze che intrecciandosi tra loro crearono quel miracolo di intuizioni e ingegno che oggi chiamiamo Storia!