o cerco

Non preoccupatevi quando me la prendo per ogni minima frivolezza, quando ci resto male per ogni dettaglio o, ancora, quando cerco di farvi restare con i miei discorsi intricati. Preoccupatevi, piuttosto, quando comincio a lasciar correre, quando non mi urta più nulla di ciò che fate, quando non sentirete più i miei rimproveri e le mie lamentele. Preoccupatevi quando mi succede qualcosa di bello o brutto e non lo sapete per bocca mia, ma dagli altri, quando smetto di chiamarvi e scrivervi a tutte le ore del giorno.
Perché, a quel punto, avrete la certezza di avermi persa.
Io cerco la persona che sia capace di amare l’altro senza per questo punirlo, senza renderlo prigioniero o dissuaderlo; cerco questa persona del futuro che sappia realizzare un amore indipendente dai vantaggi o svantaggi sociali, affinché l’amore sia sempre fine a se stesso e non solo il mezzo in vista di uno scopo.
—  Carl Gustav Jung a Sabina Spielrein
Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei solo sprofondare. Mi chiedo che senso abbia vivere se neanche la persona che dovrebbe essere, soprattutto in questi anni, un sostegno, un'amica, qualcuno su cui contare, ti abbia mai detto un misero “ti voglio bene” o ti abbia mai mostrato affetto. Cara mamma, spesso mi chiedo come sarebbe bello ricevere un tuo abbraccio, come sarebbe bello non essere ignorata ogni volta che ti racconto la mia giornata o ogni volta che cerco di dirti qualcosa. Cara mamma, a volte anch'io vorrei sentirmi tua figlia, vorrei essere al posto di mio fratello, lui sì che riceve mille attenzioni. Beh, io per te sono sempre stata inutile, come mi ripeti ogni giorno, sono una “stronza di merda”, sono brutta, faccio schifo, non servo a nulla. A volte quando mi auguri la morte vorrei che ciò accadesse veramente, di sicuro tu e anche papà sareste più sereni senza la mia presenza. Non fai altro che buttarmi a terra giorno dopo giorno, con te la mia autostima è scesa a zero, mi critichi e mi insulti sempre. Perché mi odi? A volte penso che in fondo tu mi voglia bene, ma se me ne vorresti me lo dimostreresti almeno un pochino, non dico dicendomi parole dolci, ma magari prestandomi ascolto quando cerco di parlarti. Di me non so cosa pensi, fai di tutto per mettermi contro papà e contro mio fratello, che forse è l'unico che nonostante tu lo preferisca e lo difenda sempre, ha capito che con me continui a sbagliare giorno dopo giorno. Dici che mi comporto male e che non ti rispetto, ma appena ti chiedo cosa faccio di male non sai che dirmi, perché in realtà io ogni santo giorno cerco di stabilire con te un normale rapporto madre-figlia, anche se mi risulta impossibile, visto che l'unica cosa che ti riesce bene è urlarmi contro anche e solo perché ti respiro accanto e ricattarmi sulle cose a cui tengo di più. Non dico di essere una santa, ma tu mi provochi sempre con i tuoi insulti e io ovviamente rispondo e mi arrabbio, ma non è che ti dica cose offensive.. quello che ti insulta sempre è tuo figlio, sì, il tuo figlio preferito, con il quale diventi improvvisamente sorda quando ti tratta male, e lui sì che lo fa. Vorrei solo che tu fossi orgogliosa di me come lo sei di mio fratello, vorrei potermi alzare la mattina sapendo di avere almeno una persona che mi ami incodizionatamente e che faccia di tutto per farmi stare bene. Forse sogno troppo.. chi lo sa però, forse un giorno cambierai e ti renderai conto che io ti voglio bene nonostante tutto. Ho scritto queste righe con le lacrime agli occhi, sapendo che il nostro rapporto non cambierà, nonostante i miei continui tentativi di parlare in cui tu hai fatto l'indifferente e come al solito mi hai urlato in faccia dicendo che faccio schifo.
Grazie per la bella adolescenza che mi stai facendo passare, tra grida e pianti chiusa in stanza.
-Tua figlia.
—  (Via @youcanshineinthedark)
La mia mente ha raggiunto il fondo. Io, che ho dovuto rappresentare una salda torre per molte persone deboli, sono il più debole di tutti. Lei mi perdonerà se sono come sono? Mi perdonerà se La offendo nell'essere così e nel dimenticare i miei doveri di medico nei Suoi confronti? […] Sono alla ricerca di qualcuno che capisca come amare, senza penalizzare l’ altro, renderlo prigioniero o dissanguarlo completamente; cerco questa persona non ancora realizzata che renda possibile un amore indipendente da vantaggi o svantaggi sociali. Per mia sfortuna io non posso vivere senza che nella mia vita vi sia la gioia dell'amore, dell'amore impetuoso e sempre in trasformazione.
—  Lettera di Carl Gustav Jung, a Sabina Spielrein
Io cerco la persona che sia capace di amare l’altro senza per questo punirlo, senza renderlo prigioniero o dissuaderlo; cerco questa persona del futuro che sappia realizzare un amore indipendente dai vantaggi o svantaggi sociali, affinché l’amore sia sempre fine a se stesso e non solo il mezzo in vista di uno scopo.
—  Carl Gustav Jung a Sabina Spielrein

Oggi mi ero convinta che non evrei fatto l'esame, sono troppo indietro e non recupererò. Ma parlandone mi sono resa conto che devo provarci, che non mi posso sempre sottrarre dalle cose, che devo affrontarle, comunque vada. Proseguirò fino al giorno dell'esame a studiare e spero di fare bene quello che riesco, nonostante la lentezza. Lo farò da sola, senza la mia amica perchè mi mette solo più agitazione e mi fa sentire peggio.
Stasera va male, sono triste, di solito andrei a letto a dormire o a piangere, ma cerco di restare sui libri perché voglio farcela, provarci almeno.

Figurati se mentre cucino mi vengono in mente i tuoi piatti preferiti o le canzoni che ascoltavi perché non amavi il silenzio. Non ci sono più foto tue nascoste in qualche cassetto o in qualche tasca del mio portafogli. Ho eliminato le playlist che avevano il tuo nome e non guardo più i film che guardavamo assieme. Evito di frequentare amici che erano soltanto tuoi, o se lo faccio cerco di renderli soltanto miei. Quando passo per il centro di Berlino non mi vieni neanche in mente, e continuo a mangiarmi le unghie fregandomene perché non posso più graffiarti. A lei non dà fastidio, eh no. Che mi importa di quello che fai, adesso ho un’altra metà. Altri progetti, altri sogni. Si va avanti, proprio come dicevi tu. Lo spazio cerebrale con la tua etichetta è stato rimosso, tutto resettato. Non parlo di te, non scrivo di te. Non sei la prima cosa a cui penso. Non sei nemmeno l’ultima prima di addormentarmi. Anzi, ora spengo la luce e buonanotte.
—  dodicirighe; E. Curatola

Algumas das batalhas que se deram durante o período reinante de Dom Sebastião. Isto sem contar com as inúmeras escaramuças navais e pequenos confrontos nas praças portuguesas africanas e asiáticas ao longo de todo o seu reinado contra os turcos e mouros.

- 1559: “Uma armada portugueza de 6 vellas, guarnecida de 200 soldados, derrota outra do Çamorim composta de 13 vellas, guarnecida por 2.000 homens de peleja.”

- 1559: “Os Reis do Malabar, ligados contra nós, accommettem com um poderoso exército a fortaleza de Cananor. Os sitiados com o soccorro de mais 400 portuguezes de uma armada que alli chegará, repellem o inimigo, que perdeu no ataque perto de 15.000 homens: o combate durou desde as 3 horas da manhã até às 4 da tarde.”

- 1562: “O Grande Cerco de Mazagão, 800 portugueses vencem 105.000 muçulmanos.”

- 1569: “Mem Lopes Carrasco, capitão de uma náu portuguesa, dando de súbito no meio de uma armada do Achém defende-se por três dias, com 40 homens, daquella multidão de inimigos, até que soccorrido de um galeão portuguez, pôde salvar-se, deixando arrombadas quarenta embarcações inimigas.”

- 1570: “Cerco de Goa, Dezembro de 1570 a Agosto de 1571, o Idalcão é derrotado pelos portugueses.”

- 1571: “Levanta o Niza Maluco o famoso cerco de Chaul, que durou mais de sete mezes, e que não foi menos espantoso do que os de Diu. O exército dos sitiadores constava de 150.000 combatentes muçulmanos, com a mais numerosa e mais grossa artilharia que nunca se vira na Índia. Os defensores de Chaul eram 1.200 portuguezes.”

- 1571: “Batalha naval de Lepanto.”

- 1574: “Dá-se a primeira campanha militar de Dom Sebastião a África.”

- 1575: “Em Agosto de 1575, sendo capitão-mor da Esquadra do estreito Diogo Lopes de Sequeira, foram tomadas três fustas mouriscas que se arriscaram a fazer algumas razias na costa do Algarve.”

- 1578: “Segunda campanha militar de Dom Sebastião a África.”

Ma tu ci sei o ci fai?

Amica fidanzata: Siamo stati al giardino dei tarocchi!
Io: Uh bello! Ma non dovevamo andarci insieme?
Amica fidanzata: Eh si ma sai, eravamo tutte coppie e mi dispiaceva dirtelo…
Io: Perché ti dispiaceva?
Amica fidanzata: Beh perché sei da sola.
Io: Amica, non ho problemi con le coppie.
Amica fidanzata: Certo lo so, però sai…cioè mi piacerebbe uscire anche con te ma a volte sai…
Io: Mh mh capito.

Conversazione tipo che accade di frequente da un annetto a questa parte.
Le mie amiche ormai sono tutte fidanzate e sono molto felice per loro. È bello vederle rilassate, innamorate e proiettate verso un futuro di coppia. Il problema però è che il sentimento non è reciproco.
Mi guardano come fossi una bestia rara, con lo sguardo della pena, pensano “chissà quale indicibile segreto nasconde per non avere una relazione da anni”.
Le più audaci azzardano anche alcune domande, tra cui una paventata omosessualità e/o turbe psicologiche.
Cerco di non provocare loro questi pensieri, rispondo sorridendo e me ne sto sempre più per i fatti miei.
Certo, mi mancano le lagne da mestruate e i periodi ipotetici dell'irrealtà ma credo facciano parte di un periodo passato.
Mia madre ormai è disperata, mia nonna mi ricatta con l'anzianità e la voglia di diventare bisnonna, mia zia mi propone incontri al buio con uomini con la sclerosi multipla che conosce su Facebook e io ho solo voglia di andarmene da un'altra parte e ricominciare da capo perché, sinceramente, mi sarei pure rotta le palle di giustificare qualcosa di cui non dovrebbe essere neanche necessario parlare

Nemmeno un mese fa non avrei mai potuto immaginare di potermi trovare in una situazione così. Strana, complicata, bella. Nemmeno un mese fa non avrei mai potuto immaginarmi così presa da una persona, dai suoi difetti ancor più che dai suoi pregi, da tutto di lui. Nemmeno un mese fa credevo che una cosa del genere non l'avrei mai permessa, ma si sa come vanno certe cose. Cerchi di mettere dei freni, ma poi succede ugualmente. Cerchi di tirarti indietro quando ancora sei in tempo, ma c'è qualcosa che non ti permette di andare fino in fondo, qualcosa che ti attira in una maniera incredibile, come una calamita ecco. Ogni volta che cerchi di allontanarti hai paura di riuscirci davvero, e so che sembra una frase fatta ad effetto, ma è ciò che succede davvero. Ogni volta che ti dico che non ce la faccio più, ogni volta che ti dico di andartene o in cui cerco di andarmene io, ogni singola volta temo che possa succedere davvero. E allora perché lo faccio? Stupidità, il mio voler mettere costantemente alla prova le persone, sinceramente non lo so. So solo che ti vorrei accanto sempre.

All'inizio eri solo uno dei tanti volti che incontravo per strada, a scuola o che, in questo caso, non incontravo ma vedevo comunque. Poi sei diventato quel volto che vorresti portarti accanto per sempre.

Ero vuota, non di sentimenti, quelli ce li avevo. Ero vuota perché nessuno li voleva quei sentimenti, perché io non volevo condividerli con nessuno. Poi sei arrivato tu, e hai riempito ogni vuoto. Era questo il tuo intento, ricordo me lo avevi detto, e ci sei riuscito. Hai riempito ogni vuoto, ma quando non ci sei nessuno riempie il vuoto che tu lasci.

Probabilmente hai ragione quando dici che le certezze, seppur minime, che tu cerchi di darmi io non le noto. Probabilmente hai ragione a dire che voglio tanto, ma che in cambio non do niente. Ma credimi se ti dico che ci sto provando, anche se con scarsi risultati. Ci provo ad essere migliore, ma sai quale sarebbe la miglior certezza che potessi desiderare? Stare tra le tue braccia, nient'altro. Ma mi va bene anche così credimi, senza vederci, senza toccarci, senza poter discutere faccia a faccia. Va bene anche così, se solo tu mi sei accanto.

Sei entrato nella mia vita senza permesso, senza un segno, nulla. Un giorno vivo la mia vita e l'altro arrivi tu e scombussoli tutto. Senza nemmeno darmi il tempo di capire, di pensare, sei entrato quasi con prepotenza. Adesso non puoi uscire, non devi.
So che sono un enorme casino, so che sbaglio sempre, so che anche tu hai bisogno di certezze che io puntualmente faccio sparire. Perché penso a me, a quello che provo, a quello che voglio, e mai a te. Su una cosa sono sicura però, non vorrei mai tu stessi male per me, non riuscirei a sopportarlo.
E sai quant'è brutto adesso? Dov'è che sei? Ho bisogno di te, ne ho costantemente bisogno.
Forse ti soffermerai a leggere tutto questo, o forse no. Forse ti passerà indifferente, o forse no.
Non voglio perderti, non voglio lasciarti stare, non voglio farti affrontare tutto da solo. Siamo in due, ricordi? Insieme, e così dobbiamo rimanere.
Perdonami se ogni volta combino solo casini, se sono quella che sono. Tu però resta, dimmi ciò che vuoi, ma non te ne andare. Non me la immagino più una vita senza di te, a dover convivere con la tua assenza. Non posso né voglio immaginarmela.
Voglio te adesso, così come fra anni. Voglio te, e non mi interessa quanto tutto questo possa essere difficile alle volte, quanto la mancanza di un tuo abbraccio riesca a farmi sentire frustrata. Non m'interessa se sarà ancora più complicato, so che voglio te. Un giorno ce la faremo, me l'hai detto tu stesso che non dobbiamo mollare.
Ci arrabbieremo, diremo di essere stanchi, di volerla finire. Ma poi ritorneremo qui, di nuovo, insieme.
Litigheremo, ma poi passerà. E tu tornerai con le tue frasi dolci e io ti dirò di nuovo qualcosa di sbagliato e inizieremo di nuovo a litigare, ma poi tornerà tutto come prima. E poi di nuovo. Ma non ci lasceremo, non ce ne andremo davvero, ci proveremo fino alla fine.
Io voglio te nella mia vita, nonostante tutto. Voglio te e basta, che sei la cosa migliore che mi potesse capitare.
—  ricordipersinelvuoto
Lettera a voi

ehi raga, ciao.

Sono le 9 di mattina e sono sveglio da due ore ormai, sapete perchè? non riuscivo a dormire, ultimamente mi è molto difficile dormire, ho mille cose da fare, mille cose a cui pensare, mille idee per la testa e poi mi siete venuti in mente voi, tutti che mi scrivete ogni giorno.

Ho aperto i messaggi e il numero era spaventoso, ma non lo dico per tirarmela, anzi, io ho l’ansia di non poter rispondere a tutti e quando vedo messaggi datati settimane fa mi prende un groppo alla gola e penso a cosa voi possiate pensare di me, che vi prendete del tempo per scrivermi e io magari visualizzo dopo intere settimane.

Sono qui finalmente che trovo il coraggio di scrivervi questa lettera che sono settimane che non ho il coraggio di fare. Anche perchè ultimamente non riesco a prendermi del tempo per me, per voi.

Sappiate che ci metto il cuore a rispondervi e non ho ne risposte preimpostate ne mi accontento di farvi uno smile o un cuore ma cerco sempre di scrivere a ognuno una cosa diversa. 

Ogni notte penso domani rispondo, domani, domani, domani e i giorni passano e vi giuro che mi sento male a sapere che mi avete scritto e che io non posso rispondere, ma ci provo in ogni modo possibile.

Mi dispiace se avete aspettato tanto, mi dispiace se vi ho deluso quando magari avevate bisogno di me e io non c’ero, mi dispiace se volevate solo darmi la buona notte e io rispondo con un buongiorno 5 giorni dopo, mi dispiace per ogni cosa.

Vi posso solo dire che non scrivo questa lettera su facebook perchè è troppo sotto i riflettori, vorrei che questa fosse una lettera nostra, solo mia e tua, come se fossimo in una stanza uno davanti all’altro, noi due soltanto.

È cosi che ho sempre immaginato le conversazioni private con voi, un momento in cui io mi dedico completamente a voi, come voi fate OGNI GIORNO PER ME.

sentivo solo il bisogno di dirvelo e di sfogarmi un attimo con voi, per farvi capire che non vi ho mai dati per scontati.

Vi voglio bene. Questa avventura la viviamo insieme.

Che duri ancora 1 giorno o 1000 andiamo avanti. INSIEME.


Yuri

Io cerco la persona che sia capace di amare l’altro senza per questo punirlo, senza renderlo prigioniero o dissuaderlo; cerco questa persona del futuro che sappia realizzare un amore indipendente dai vantaggi o svantaggi sociali, affinché l’amore sia sempre fine a se stesso e non solo il mezzo in vista di uno scopo.
—  Carl Gustav Jung a Sabina Spielrein