nuvol

Rimango seduta su questi scogli
immaginandoti girovagare nei dintorni
e mentre guardo le nuvole
aspetto che ritorni
per strapparmi via queste paure di dosso
come se fossero vecchi fogli.

il primo giorno d'estate

la luce che irrompe la domenica mattina.
odore di mare addosso.
l'acqua ancora troppo fredda e il vento che scompiglia le nuvole.
la seconda colazione.
il coraggio dei bambini.
mani nella sabbia e i piedi tra le onde.
ripararsi nel ventre di una casa.
ripararsi nel ventre di una donna.
le passeggiate del meriggio.
il silenzio della città alta.
il gelato sui gradini della cattedrale.
l'odore delle librerie.
il giorno che finisce.
il tabacco e i gerani.
la danza degli oleandri nel buio.

Una volta una bambina al parco del mio paese si sedette sull’altalena affianco alla mia e mi disse con tutta semplicità: “Oggi ho visto un angelo”
“Davvero?” chiesi tornando alla realtà.
“Davvero! Sai, non l’ho detto a nessuno”
“A me si però”
“Tu sei pazza, come me”
Risi: “Pazza?”
“Si”
“Chi ti dice che io sia pazza?”
“Te ne stai qui da sola, a guardare le nuvole. Ogni tanto sorridi, ma poco. Lo so perché lo sono anche io pazza.”
Mi spiazzò.
“Tu sei pazza?”
“Sì, ho sentito parlare le maestre di me l’altro giorno”
“Ah si? E hanno detto questo?”
“Che sono pazza.” disse in un tono di sconforto.
“Perché te ne stai a guardare le nuvole da sola e sorridi, ma poco?”
“Credo di si. Ai miei compagni non piace molto guardare le nuvole, così me ne resto da sola.”
“E perche sorridi, ma poco?”
“Non lo so. Perché tu lo fai?”
“Non lo so.”
“Oggi ho visto un angelo”
“E com’era?”
“Come te.”
“Come me?”
“Sì, se ne stava seduta su un’altalena a guardare le nuvole e sorrideva, ma poco”
Mi sorrise intensamente.
Non ci fu altro da aggiungere.
Seduta su quell’altalena guardai le nuvole per un attimo e sorrisi, ma poco.
Un pensiero mi passò davanti agli occhi.
Mi voltai per dirglielo ma l’altalena volteggiava nel vento.
Avevo visto un angelo.
—  haragionechiefelice