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anonymous asked:

Cosa pensa della Chiesa Cristiana??

La penso con tristezza, Anon.
Ritengo che il Cristianesimo sia stato un movimento di pensiero e di spiritualità straordinaria. La Chiesa Cattolica se ne è appropriata stravolgendone lo spirito e non rispettandone i principi.
Lo ha tradito nel passato promulgando guerre di religione e stragi di innocenti con torture e roghi; in tutti i tempi dei suo dominio, è riuscita a relegare il pensiero della ricerca della verità condizionandola a un credo imposto.
Nonostante gli sforzi (a volte piuttosto ingenui) del nuovo Papa, lo tradisce anche oggi con un'educazione e dei dogmi che creano un clero nevrotico e dei fedeli impauriti in cui la sessualità e il timor di Dio sviliscono ogni spiritualità nascente.
Purtroppo (e mi dispiace) continuo ad osservare una Chiesa decandente, vecchia, inadatta al pensiero moderno; una Chiesa che tenta di imporre ancora il suo potere temporale e non vuole (non può) cambiare i legami con un passato che, a causa della sua inerzia, la sta distruggendo lentamente.

Il problema è che la società ha evoluto i costumi e la morale con l'idea di una spiritualità diversa a cui la Chiesa non sa adeguarsi.
Si cura del vestito e non dell'uomo, dell'apparenza e non della qualità.
Con le regole e i comandamenti pretende di costringere a una dottrina che non è più adatta all'uomo di oggi.

Nonostante tutto e nonostante le critiche, mi dispiace di questo, perché ritengo che i dettati del Cristo rimangano fondamentali per istruire una spiritualità nascente nel cuore degli uomini.
Il nostro sforzo deve essere quello di cogliere lo spirito di quel poco che ci è stato tramandato, e trascurare la lettera, che è stata sicuramente rielaborata nei fatti e selezionata nella dottrina.
La transustanziazione, per esempio, mantiene lo stesso principio dell'insegnamento del Buddha che, se si incontra per strada, bisogna ucciderlo, o quello, raccontato in psicologia, che nell'adolescenza bisogna “divorare” i genitori. Sono tutte metafore che ci vogliono raccomandare l'indipendenza da un Maestro, il quale quando ha compiuto la sua opera, deve essere “mangiato”; cioè deve diventare parte di noi, consumarsi in noi, in modo da poter essere autonomi conservando lo spirito del suo insegnamento e non l'uomo come figura ideale da cui dipendere.

Mah...

Basta eleggere un nuovo papa e tutti scoppiano di gioia, si assiste ad un vero tripudio di fedelissimi, religiosissimi, cattolicissimi. In tv, sui social network, dovunque insomma. Per quanto mi riguarda, per ora la notizia mi lascia del tutto indifferente. E la cosa non è dovuta solamente al fatto che mi reputo “un'agnostica sulla strada buona per diventare atea”, ma perchè credo sinceramente che, per giudicare se una persona è brava o meno, devo prima vederla all'opera. E Francesco I, mi spiace per lui, non fa eccezione.

Sembra che ami andare in giro in autobus, come un comune mortale, il che mi fa piacere; d'altro canto pare sia anche un conservatore, e quindi è contrario al divorzio, alle unioni tra omosessuali e cose simili, il che mi fa molto meno piacere. A quanto pare certe cose non cambiano mai–o perlomeno non così in fretta.

Per il momento però voglio essere comunque ottimista, e quindi mi limito ad augurargli… uhm… chissà cosa si dice a uno che è stato appena eletto papa? Buon lavoro? Congratulazioni? Che Dio ti benedica e ti accompagni sempre?