nucleos

anonymous asked:

Che consigli daresti per leccarla bene?

ah eh dedizione, passione, pazienza, nessuna fretta, tenacia e ascolto, non è facile dare consigli e non so, sinceramente, se siamo fatte tutte uguali e con lo stesso meccanismo per raggiungere l’orgasmo, quindi quello che puoi fare è prepararti a dedicarti anima e corpo a lei e ascoltarla, lasciati guidare da lei e lasciati dire dove, come, quanto

serve delicatezza e davvero, calma, nessuna fretta, come se il tempo non dovesse finire mai e in quel momento esiste solo lei e la sua fica, come se non esistessi nemmeno tu, come se in quel momento tutto quello che conta sono la sua fica e la tua lingua, il centro dell’universo, il nucleo della vita, la vita stessa, non devi leccargliela per farla venire, devi leccargliela come se tu non potessi farne a meno, come se fosse l’unico modo per respirare, come se fossi innamorato del suo sesso, devi leccargliela per ucciderla, ma con calma, piano, puoi usare tutta la superficie della lingua o anche solo la punta, puoi far vibrare il clitoride velocemente con la punta soltanto o leccarla in tutta la larghezza piano, e non tralasciare le pareti intorno al clitoride, piano, sempre con calma, come un’esplorazione poi vedrai che capirai 

vedrai che capirai

La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossale, ma non lo è. È una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell'altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall'altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti.
—  Osho
L'amore che nessuno ricorda

Sto guardando Sanremo. Ho visto il ragazzo Sammy Basso. Chi sta guardando il festival l’ha visto sicuramente. Ha quasi l’aspetto di un alieno, di quell’alieno che abbiamo conosciuto attraverso film e cartoni. Questo ragazzo ha una malattia rara, la progeria. Stavo leggendo che causa l’invecchiamento precoce e quindi in un bambino comporta l’insorgere di malattie tipiche degli anziani. Questa malattia altera il nucleo cellulare. Chi ne è affetto ha un’aspettativa di vita pari a vent’anni. Sammy è nato nel ‘95 e quindi molto probabilmente gli restano pochi mesi di vita, o comunque, questo potrebbe essere l’ultimo anno di vita. Sta studiando fisica, ha detto. È seduto in prima fila con la madre e il padre, padre che con la mano si è asciugato una lacrima, mentre il figlio era lì seduto sui gradini del palco. La sua attenzione è stata richiamata per l’associazione che ha fondato. Eppure io ho pensato che gli hanno voluto fare un regalo, proprio perché i vent’anni di vita li ha raggiunti. Ho pianto, non ho potuto farne a meno. Ho pensato alla grande forza che hanno avuto i genitori, mi sono chiesta tante volte se io l’avessi come genitore. Così come lui, che ha una mente normale che gli permette di essere pienamente consapevole di ciò che ha, di sapere che prima o poi tutto finirà (e lo sapeva dai primi anni di vita), che si confronta ogni giorno con un mondo in cui la maggior parte delle persone non ha alcun problema, se non di quelli futili, di quelli che fanno parte della quotidianità, di quelli più o meno importanti, di quelli in cui spesso emerge solo l’ingordigia, di quelli in cui spesso si dimostra di non apprezzare nulla. Si è confrontato per vent’anni con un mondo che gli avrà puntato tante volte gli occhi addosso per una evidente malformazione, per un aspetto non comune, con una curiosità non gradita. La stessa curiosità che ha portato me a googlare il suo nome. Penso che siamo nelle mani della vita, non esiste uomo al mondo che può fregarci più di quanto non possa fare lei. Penso che lei a volte sia ingiusta. Penso che Sammy abbia meritato questo regalo, o forse hanno fatto a noi un regalo. Penso che domani io non cambierò come non cambierà nessuno, e probabilmente farò qualche capriccio, sarò forse triste perché nessuno mi bacerà e sarò triste perché nessuno si preoccuperà di darmi amore, sarò come chiunque, tornerò alla mia vita. Non hanno alcun scopo queste mie parole, ma negli occhi di quel ragazzo c’era l’amore per la vita e anche questo amore ha una scadenza ma noi ce ne dimentichiamo buttandolo alle ortiche, usandolo male rifiutandolo e sprecandolo. Se dovessi fare un augurio di San Valentino, avendo l’amore tante forme, allora io mi auguro e vi auguro di amare un po’ di più la vita e di darle un senso, senza invecchiare precocemente rinunciando a quello che si può e si vuole fare, perché al mondo qualcuno invecchia davvero precocemente e non può evitarlo in alcun modo.

Quello che ho dentro
è un enorme vuoto
che non mi tormenta più,
ho imparato a farlo tacere
o forse sono io
che ho imparato a non sentirlo.
Ho solo un gran casino,
un casino che solo tu
riuscivi a decifrare
e a farmi capire.
Riuscivi in quelle imprese dove io
fallivo ogniqualvolta,
ad amarmi anche quando
ero il nucleo della tristezza.
Sapevi farmi volare
per poi riportarmi alla realtà.
Sapevi amarmi in punta di piedi
per raggiungere un cielo pregno di stelle
e porgermene una nel cuore.
E io non mi spegnevo,
alimentavi continuamente le mie energie,
l'amore che nutrivo per quegli occhi profondi
e quelle mani buone.
Quello che ho dentro,
da quando non ci sei,
è un bianco e grigio misto a un nero opaco:
riportami i colori.
—  Viviana V.

Si ripete, ogni anno, lo stesso miracolo di Natale. Tua madre riceve una qualsiasi visita. Tua madre porta la persona in visita in cucina e si trattengono per un po’ di tempo. Arrivato il momento dei saluti, tutti si dirigono verso la porta d'ingresso e lì ricominciano a parlare. E il tempo, materia duttile, si piega e si trasforma diventando un nonluogo dove i parenti si prendono gioco delle regole della fisica. L'ingresso diviene nucleo e centro dell'universo e tua madre, ormai sola custode della materia e dell'antimateria, parla per sempre, negli infiniti ingressi che popolano le galassie.

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I saw a local celebrity today….his name is Canuck and he’s a crow that’s been notorious as of late for stealing a knife from a crime scene (they got it back tho. http://www.cbc.ca/beta/news/canada/british-columbia/crow-knife-crime-scene-1.3600299 ). He’s done other things too like ridden the SkyTrain (our subway system)

Although you can’t really see it in the picture, he has a tag on his leg; he was cared for by a man as a hatchling because he fell out of his nest! I’d link more about him, but I’m on mobile. U can learn more about this Great Bird by looking up “Canuck the crow”