novembre-2013

Io lo conoscevo. Lo conoscevo, ma non avrei mai pensato che sarebbe successo tutto questo.
L'estate 2013, finiti gli esami di terza media, lo incontrai nelle scale di casa sua mentre salivo dalla mia migliore amica. Ci salutammo velocemente, non avevo mai fatto caso a quanto fosse cresciuto e quanto fosse diventato carino. Volevo farci amicizia, era il cugino della mia migliore amica. Un'amicizia senza secondi fini, non avrei pensato mai di perdere la testa. Ma l'ho persa.
Una sera mi cercò su whatsapp, da lì iniziammo a parlare ogni sera per ore ed ore. Lo stavo conoscendo e lui stava conoscendo me. Una persona fantastica. Piano piano iniziò ad aprirsi, a raccontarmi le sue cose ed io leggevo attenta. Era fidanzato, il 27 ottobre 2013 avrebbero compiuto un anno insieme. Lì per lì non ci restai male, non mi fece nè caldo nè freddo. Poi però iniziarono i problemi: “Miriam sei una ragazza intelligente, bellissima e studiosa… ma ho paura, non voglio rovinare la mia storia con lei, non possiamo più parlare”. Smisimo di parlare per un po’ ed iniziai a sentire la sua mancanza. Dopo circa dieci giorni mi cercò:
“come stai?”
“bene, mi manchi”
“anche tu”.
Iniziammo a parlare, di nuovo, ogni sera fino a tarda notte. Parlavamo e parlavamo, ci raccontavamo di noi senza accorgerci del sole che sorgeva.
Poi di nuovo: “la vita è fatta di attimi. Attimi in cui mi accorgo che lei ha tutti i difetti che io odio, ma attimi che la amo. Attimi che voglio lasciarla ma attimi che mi manca. Ho paura, non voglio più parlare con te”.
Questa volta piansi tanto, e non mi ero resa conto del motivo. Perchè piangevo?
Non ho mollato, dopo qualche giorno gli scrissi dei messaggi anonimi su ask… non mi sono mai permessa di scrivergli sms, la sua ragazza psicopatica soffriva di gelosia oppressiva cronica.
Lo fece lui: “smettila di scrivermi su ask”. Non ricordo come successe, ma iniziammo di nuovo a parlare con lo stesso ritmo di prima, agli stessi orari. E stavo di nuovo bene.
Ma prima o poi i giorni di sole vengono interrotti dalla pioggia. La psicopatica s'è messa a controllargli il telefono, vide conversazioni con un numero non salvato e iniziò a fargli domande. Lui provò a trovare una scusa, ma lei capì che stava mentendo in quanto, da psicopatica qual'era, conosceva bene l'unica amica del suo ragazzo. Ovvio, la sua mente malata doveva approvare tutti i suoi amici, ma soltanto se lei fosse stata sempre al primo posto.
Era come se lui vivesse di lei e lei di lui.
La psicopatica mi chiamò, voleva parlarmi. Ero nel panico, non sapevo che fare e che dire. Accettai con piacere, avevo paura ma la prensenza di lui mi avrebbe dato sicurezza. Ne avremmo parlato tutti e tre, avremmo chiarito tutto e non sarebbe cambiato nulla.
Lui non si presentò, mi lasciò ascoltare le parole della psicopatica dalla cui bocca uscivano tante di quelle cazzate da star male.
“…Io sono gelosa delle mie cose…”, “…parlavate di nascosto, mi sono sentita tradita…”, “anche io ho un migliore amico, guai chi me lo tocca”.
Ho provato a spiegarle che tra me e lui non c'è mai stato nulla, soltanto una bella amicizia e tanta fiducia, che entrambi ci raccontavamo tante cose.
“Non credo che in così poco tempo si sia instaurata una così grande amicizia. Non sono nessuno per giudicare però è stato lui a dirmi che di te non gli importa niente”
Prima coltellata. Sentivo lei squittire altre cose del genere, ma io pensavo.
Cosa faccio? Le devo credere? Mi devo arrabbiare con lui? Le devo far leggere i messaggi per vendicarmi perché ha mentito?
La sua vocetta fastidiosa continuava a ripetere “è per principio”, nel frattempo ho ordinato i miei pensieri.
Non le ho creduto. Ho creduto in lui e nel bene che ci siamo voluti.
“Mi farebbe piacere continuare a parlare con lui senza nasconderci, soltanto amici”
“Adesso io l'ho lasciato, perdono tutto ma il tradimento no. È a casa poverino, dispiaciuto per quello che ha fatto. Non vuole sentirti più”.
Ma che problemi ha? Lo aveva addirittura lasciato! Per non scoppiare a ridere ho iniziato subito a parlare cercando di sistemare la situazione.
“Non puoi lasciarlo così, è stata tutta colpa mia”,“non voleva parlarmi ma io insistevo tanto, lui non mi ha mai cercata”, “non puoi lasciarlo così, ci tiene tantissimo a questa storia”
Sì, mi stavo prendendo la colpa di tutto per lui. Non avrei mai voluto rovinare niente. Non ho mai pensato di volerli dividere.
La sera stessa gli scrissi un messaggio, piangevo tanto. Avevo paura che lui fosse arrabbiato con me, non lo so. Gli scrissi di non odiarmi, che gli auguravo il meglio. “Buona continuazione” al posto di “addio” perché io non dico mai addio.
Non ho mai ricevuto una risposta.
Piuttosto su facebook mi scrisse la psicopatica del principio di sto cazzo: “forse non hai capito che devi sparire”. Abbiamo discusso, le spiegai che avrebbe potuto comandare lui e che le sue cazzate non mi avrebbero mai toccata. “Non cercare più lui e io non cercherò più te” come minaccia. Non risposi nemmeno, era tempo perso con una ragazza così demente.
Novembre 2013, non stavo bene. Avevo iniziato il primo liceo da mezzo mese ormai: nuovo ambiente, nuovi compagni, tutto nuovo. Lo vedevo dall'autobus stringersi sotto il braccio la psicopatica tanto felice.
Mi mancava qualcosa.
Cercai di colmare il vuoto con un mio nuovo compagno di classe che mi dava tante attenzioni, gli piacevo tanto. Mi ci sono affezionata subito, forse mi ci sono proprio aggrappata. Ne avevo bisogno. Andare a scuola iniziava ad essere una cosa bella pensando che poi lui sarebbe stato con me ad abbracciarmi e a darmi tanti baci. A dicembre ci siamo messi insieme, e così è finito il 2013 ed è iniziato un nuovo anno.
“Anno nuovo, vita nuova”. È stato uno degli anni più brutti di sempre. La storia con questo ragazzo andava male. Mi faceva star male. Per piacergli ho iniziato a dimagrire, ho perso dieci chili non mangiando, svenivo più volte a scuola, non avevo forze. Un anno di lacrime, psicologa, lui che alternava baci e botte, baci e insulti, baci e non mi ascoltava, baci e non mi conosceva. Stavo male, ho perso tutti per lui, ero sola. I miei amici si sono allontanati, volevano che io lo lasciassi ma non ci riuscivo.
Maggio 2014, cinque mesi con la merda e mi arriva un messaggio su facebook.
Era lui, dopo tutto questo tempo. Un freddo “ciao” e io ho un po’ visto il sole. Era entrato di nuovo nella mia vita, forse non se n'era mai andato. Saltavo di gioia, ero troppo felice, ho risposto subito.
“Come stai?”
“Bene, tu?
“Bene”
“A scuola come va?”
“Mi hai davvero cercata per sapere come vado a scuola?”
“Volevo sapere come stavi”
È finita lì, una conversazione fredda e breve. Ma ero lo stesso un minimo contenta. Però torno alla mia realtà: il mio ragazzo geloso, manesco, chiuso di mente ed infantile, i miei amici che non mi parlavano, la lotta contro il cibo.
Finisce il primo anno di liceo, inizia l'estate 2014. Sono andata pochissime volte al mare, non mi piaceva farmi vedere in costume, mi facevo schifo. Andavo spesso a casa del mio ragazzo che ormai dopo mesi aveva conosciuto ogni parte del mio corpo. E ancora oggi mi pento amaramente di aver condiviso con la merda la mia pelle. Non so bene perché l'ho permesso, ma una parte di me ha continuato per un anno a trovare motivi validi per non mettere un punto a questa storia che bene non mi ha mai fatto. Pensavo “mi sono messa con questo ragazzo? Un motivo deve pur esserci” e continuavo a scavare nella mia mente. Non ho mai trovato nulla.
Finisce l'estate, 2 Ottobre 2014, mi sveglio e trovo un messaggio. Un altro “ciao”, un altro vero sorriso. Mi disse che aveva bisogno di parlarmi, accettai e non vedevo l'ora. Non raccontai nulla al mio ragazzo, troppo geloso e sapeva qualcosa di questa storia.
8 ottobre, mi scrisse gli auguri di compleanno e ringraziai. I miei amici mi hanno organizzato una festa a sorpresa, io e la merda litigammo quella sera e mi chiamò più volte “troia”. Ho pianto tanto.
22 ottobre 2014, io e lui finalmente ci vediamo. Dopo quasi un anno ci incontriamo, ci salutiamo, ci parliamo. Un anno trascorso a scontrarci raramente nelle scale di casa sua o in qualche via del paese con le mie gambe che tremavano, il cuore che impazziva e i nostri occhi che guardavano dritto senza mai incontrarsi.
Si scusò con me, “mi sono comportato malissimo e non lo meritavi, ho bisogno di una persona con cui parlare e a cui possa raccontare le mie cose”.
Uno schifo di confusione nella mia testa e io non sapevo cosa fare. Gli volevo così bene. Risposi che ci avrei pensato, in quel momento non capivo molto. Chiesi anche della sua ragazza: si erano lasciati da due mesi. Mi arrabbiai, non volevo essere la seconda scelta di qualcuno. “Se non vuoi più parlarmi lo capisco” ma lui non capiva un cazzo.
Arrivata a casa iniziai a pensare, non potevo fare questo al mio ragazzo. Mi cercò, abbiamo un po’ parlato ma poi ho voluto spiegargli la situazione: io ero ancora fidanzata, il mio ragazzo geloso, non potevo. Non glielo dissi, ma sapevo che se avessimo ripreso a parlare io avrei riprovato qualcosa per lui. Avevo paura, non gli volli parlare più.
Dicembre 2014, io e la merda facciamo un anno di schifo insieme. E così è finito il 2014 ed è iniziato un nuovo anno.
“Anno nuovo, vita nuova”. È stato un anno di cambiamenti. Sono cambiata. Iniziai a pensare di voler lasciare il mio ragazzo, non provavo più niente. In stanza con lui, le sue mani addosso ed io non sentivo più nulla. Non mi sentivo, ero passiva.
11 febbraio 2015: il mio ragazzo se la pensa e mi lascia a terra col sangue al naso. Non sono più riuscita a trovare scuse per perdonarlo, finalmente avevo la forza per lasciarlo.
Ero sola, iniziai ad avvicinarmi ai miei amici e ci riuscì in fretta. Raccontai ogni cosa, tutti dovevano sapere quanto schifo poteva fare una persona.
Per tutto il resto del mese ho sopportato chiamate notturne della merda che piangeva e chiedeva scusa, “mi manchi, non lo faccio più, sono cambiato”.
A marzo decido di dargli l'ultima occasione, mi sentivo un peso addosso. Non sopporto che qualcuno stia male a causa mia. Solo che dopo neanche un mese se la pensa e mi baratta per un amico più cretino di lui che conosceva da tipo 10 giorni. Ormai lo odiavo, l'ho mandato a fanculo ed ero pure felice. Mi serviva il pretesto per lasciarlo, ormai da tempo non provavo nessuna sensazione.
Aprile 2015, un mese proprio strano. Avevo i miei amici, la mia tranquillità mentale, ormai andavo d'accordo col cibo e mettendomi un costume avanti allo specchio mi sono piaciuta e pure tanto.
A maggio ricevo un messaggio, era lui che voleva sapere come stavo. Gli ho raccontato la fine della storia col mio ragazzo, non so bene cosa ne pensava davvero.
Abbiamo iniziato a parlare, tanto. Finalmente nessuno dei due aveva qualcuno che ci metteva muri avanti, parlavamo e basta.
Finisce il secondo anno di liceo, inizia l'estate 2015. Bellissima estate. Quasi ogni giorno al mare, pantaloncini e pancia scoperta ogni giorno. Stavo bene con me stessa, ero felice. Uscivo con gli amici, mi hanno vista in molti in costume. Anche lui, non mi vergognavo più di nessuno. Parlavamo anche tutta la notte, fino alle sei del mattino. Ogni tanto abbiamo visto qualche film insieme commentandolo su whatsapp, ogni tanto si trovava fuori con amici e veniva sotto casa mia. Una sera gli dissi “ho voglia di un cuore di cane” (granita al limone e acqua frizzante) e lui dopo un po’ “scendi che si scioglie”. Tante piccole cose che mi facevano così felice. Più passavano i giorni e più mi faceva impazzire. Non so se lui ricambiava, mi ha sempre lasciata in bilico.
Cosa eravamo? Amici? Qualcosa di più?
Per tutta l'estate non l'ho saputo. Veniva da me a guardare un film da soli a letto abbracciati e magari la sera stessa sarebbe andato in qualche lido ad ubriacarsi con gli amici. Non aveva intenzione di stare con nessuna, non le piaceva nessuna, me lo ha ripetuto più volte. Io continuavo a non capire, non ho mai saputo come comportarmi. Al gioco delle domande cercavo di tirargli le parole di bocca ma lui si rifiutava di rispondere, forse è per questo che credevo in qualcosa.
Si è divertito tantissimo questa estate, io ho conosciuto pure altri ragazzi e ci ho scambiato qualche pomiciata così tanto per passarmi il tempo.
Finisce l'estate 2015, inizia il terzo anno di liceo ed io sono sempre felice. Noi continuiamo a parlare e parlare, ci avviciniamo sempre di più.
E così è finito il 2015 ed è iniziato un nuovo anno.
“Anno nuovo vita nuova”, siamo ancora al terzo mese di felicità.
Ogni tanto mi passa a prendere in macchina, usciamo e andiamo da qualche parte a parlare. Un giorno mi disse che per me prova un bene diverso rispetto alle altre sue amiche, volevo spiegazioni.
“Perché per te c'è attrazione”. Okay, finalmente ho la certezza. Ricambia, gli piaccio, mi piace, ricambia, gli piaccio.
A san valentino, da ragazza single, pensavo “che tristezza, un altro deprimente 14 febbraio”. Invece mi arriva una rosa a casa ed io piango perché sono felice e non ci credevo. Quella sera ci vediamo, mi porta a mangiare fuori e anche io ho il mio san valentino felice. Stiamo in macchina abbracciati, mi racconta tante cose, spariamo tante cazzate e ascoltiamo musica. A mezzanotte mi accompagna a casa e lo stavo salutando col solito bacio sulla guancia ma lui tra un bacio e l'altro gira il suo viso e le nostre labbra si toccano per qualche istante. Dopo circa nove mesi. È una cosa bellissima, è una cosa vera. Ci abbracciamo e io salgo a casa col cuore che scoppia e i polmoni andati a puttane.
Ci vediamo dopo quattro giorni, ci siamo baciati di nuovo. Abbassa il sedile e io salgo su di lui e ci baciamo tanto. Le sue mani che mi accarezzano la schiena, i brividi e il solletico, i grattini, io che rido improvvisamente e lui mi dice che sono strana. Mi stringe le cosce, il sedere, i fianchi. Ogni centimetro di pelle mi va a fuoco. Sono viva.
Ho lottato per ottenere tutto questo, sono passati anni ma ho vinto. Ho vinto perché ci ho creduto davvero. Credete e lottate davvero per quello che amate e quello che vi fa star bene. Litigate con tutti pur di ascoltare solo e solamente la vostra testa e il vostro cuore. Abbiate la forza di cadere e camminare anche da soli. “Il sole esiste per tutti”, bisogna soltanto volerlo.
Marzo 2016, lui non lo sa ancora ma io lo amo.

29 Gennaio 2013.
Ti ho visto in assemblea d'istituto. Beh, non proprio visto, era tutto buio. Stavamo vedendo un film ma nessuno dei due era particolarmente interessato. Perché nessuno dei due sapeva che in realtà il film eravamo noi.

11 Maggio 2013.
Tu sei andato a cinema con un'amica e l'hai pregata di invitarmi. Voi vedevate un horror e io non ne andavo proprio pazza. Ci incontrammo lì, tu mi guardasti, io ti guardai.
Vedevamo i nostri film, in sale separate, ancora ignari che il film saremmo stati noi.

6 Giugno 2013.
Mi chiedi di fidanzarci e io sono la ragazza più felice del mondo.
Il nostro primo bacio, i tuoi occhi he si illuminano, il tuo sorriso appena mi vedi arrivare.
E i nostri abbracci, i nostri baci.
Ma non voglio dirti ti amo.

2 Luglio 2013.
Ci siamo lasciati.
Ho lasciato che i miei problemi mi invadessero. Tu eri lontano e io ti dicevo “sto bene”. Tu non ci credevi.
Non mi amavo abbastanza per lasciare che tu mi amassi.

31 Agosto 2013.
Ti scrivo che mi dispiace, che non avrei mai voluto farti soffrire.
Tu ti sei fatto una vita, ti sei rifidanzato e io ti amavo, e stavolta avrei voluto dirtelo ma non potevo, come potevo?
Ti ho perso.

5 Ottobre 2013.
Mi scrivi tu. Mi dici che se voglio possiamo essere amici.
Accetto.
Poi non ce la faccio più. Te lo dico che ti amo. E tu mi rispondi che ormai è tardi.
E poi mi chiedi perché ti ho lasciato, insisti sul “se me l'avessi detto prima staremmo ancora insieme”.
E io non posso tornare indietro.
Hai cominciato ad ignorarmi, poi, col tempo. Mi guardavi ma non fiatavi.
Cominciai a scrivere di te, per non scrivere a te.

9 Novembre 2013.
Ennesima lettera che non ti scriverò mai, l’ennesima che conserverò e che non leggerai mai. È solo che certe cose le devi pur dire a qualcuno, no? O qualcosa. Perché ormai persino i muri sanno che ti amo.
Parlo troppo di te. Non parlo d’altro, ormai. Voglio dire…dovrei essere davvero una persona noiosa. Cosa sarò, io, dopo averti amato così a lungo? Cosa ne resterà di me?
Il punto è che non ho altri interessi, non penso ad altro. Sei il mio pensiero fisso e mi butti giù facilmente. Con te sono così vulnerabile…Ho passato la mia intera vita a lottare, a cercare di essere forte, senza mai piangere, senza mostrarmi debole agli occhi altrui. Ma tu mi butti giù con una sola parola, un solo gesto. Ad esempio, quando mi ignori così palesemente, io non faccio altro che rimanere lì con gli occhi lucidi che vorrebbero tanto piangere e invece no, io non piango mai.
Sai quando crollo? Quando mi guardo allo specchio e vedo solo una massa informe che non ti piacerà mai.
E mi odio, mi odio tantissimo.
Ricordo ancora quando eravamo su quella panchina e mi dicesti che sono bellissima e io non ho fatto altro che pensare a quel momento per il resto dei giorni. E sai cosa? Mi ci vedevo anch’io, bellissima, assieme a te.

3 Febbraio 2014.
È passato ormai un anno dalla volta in cui ci siamo visti e ci siamo piaciuti fin da subito.
Non scorderò mai tutto ciò che abbiamo passato assieme e che stiamo passando ancora, anche se non assieme.
Tu per la tua strada e io per la mia, giusto? Dio, non puoi nemmeno immaginare quando sia difficile.
Ormai sento di averti perso completamente e questo mi distrugge, sai? Non potrò mai dimenticarti, ecco perché mi ripeto che non voglio nessun'altro, se non ho te.
Ogni giorno è apatico, ormai. Sento solo ansia e nervosismo e quando ti vedo tremo perché ormai è un mix tra odio e amore, il mio.
Hai passato le notti dormendo, quelle stesse notti in cui io piangevo.
Sono stanca, adesso.
Voglio andare avanti ma giuro di non farcela.
Tutto ha un peso maggiore adesso senza di te.


8 Aprile 2014.
Basta cambiare una cifra e tutto torna come prima, come quando sorridevo perché ero felice e non per nascondere il dolore.
Quante cose cambiano in un anno, eh?
Pure noi siamo cambiati: io che ho imparato ad amare e tu che devi ancora imparare a rischiare.
Mi guardi come se volessi prendermi lì e baciarmi… ma perché non lo fai? Passano i giorni, i mesi.. e tu non passi mai.
Non so se voglio realmente dimenticarti, certi amori sono belli perché li abbiamo appunto vissuti.
Io avrei voluto viverti un po’ di più. “Va bene così”, dico agli altri, e non va mai bene niente.
Non riesco più a guardarti, almeno non negli occhi. Diventi sempre più bello e io sempre più debole.
Vorrei poterti dire quanto mi manchi, ma ho smesso di rendermi ridicola.
Se mi vuoi, vienimi a prendere.

30 Aprile 2014.
Mi dici che non mi hai mai dimenticata, che i tuoi sentimenti non sono cambiati, che magari in futuro “potremmo riprovarci”.
Mi chiedi se ti odio e io ti rispondo che no, non ti odio, ma ti amo.

25 Maggio 2014, 4:00 A.M.
Ti scrivo un messaggio chilometrico e tu mi dici che lei non la lasci.
Ma mi dici “restiamo amici”. E io no, non ce la faccio ad esserti amica.

8 Luglio 2014, 2:30 A.M.
Oggi è bastata una tua piccola attenzione per farmi stare così, in un modo che non so spiegare, perché anche se piango non sto male e anche se sto male non piango.
Sai cosa? Mi manchi da morire. Voglio fare l'amore solo con te, lo giuro. Voglio conoscere il ritmo del tuo respiro che si confonde col mio, voglio sentirti dentro in una maniera più completa, voglio saziarmi di te senza mai saziarmi davvero.
Ti amo e non te lo so dire, perché mi hanno insegnato che troppo amore manda via le persone.

—  Seccasetedite.

dicembre 2012
Anna ha 15 anni. Pesa 76 kg. Ma a lei va bene. Non si vede brutta. Anche se vorrebbe pesare di meno. Ha una cotta per Marco e per i suoi occhi azzurri. Ma lui neanche la guarda. Anzi, a volte la prende in giro. Le dice che è grassa.

Gennaio 2013

Anna è innamorata di Marco. Lui continua a insultarla. Ma Anna ha le sue amiche. Loro sono uniche per lei. Soprattutto la Rachele e la Marissa.

Febbraio 2013

Anna è dimagrita. Pesa 72 kg. Ma non sono abbastanza. Marco la odia. Ma lei lo ama ancora di più.

Marzo 2013

Anna pesa 68 kg. È felice ma vuole dimagrire ancora di più. Ha iniziato ad andare in palestra. Ma ha litigato con Rachele. Non si parlano più.

Aprile 2013

Anna è in gita con la scuola. In crociera. É invidiosa delle altre ragazze e dei loro corpi magri. Ora pesa 61 kg. Ma si vede comunque grassa. Marco ha smesso di prenderla in giro.

Maggio 2013

Anna pesa 56 kg. Ma i suoi occhi continuano a mentirle. Rachele la tratta male. Anna ha detto che sarebbe stato solo un taglietto. Ma ora non riesce a smettere. Ha iniziato a fumare.

Giugno 2013

Marco è amico di Anna ora. Lei pesa 51 kg. Ma non bastano. Vuole essere magra da scomparire. L’ultimo giorno di scuola tutta la sua classe è andata al mare. Ma lei non voleva spogliarsi perchè aveva freddo. Nessuno sa che ha il corpo pieno di cicatrici e tagli.

Settembre 2013

Anna pesa 43 kg. Marco ora è il suo ragazzo. Ma lui non si accorge del malessere della sua ragazza. Anna ha litigato con Marissa. Ora Anna ha nuovi amici.

Novembre 2013

39 kg. Marco l’ha lasciata perchè ha visto il suo corpo pieni di cicatrici. Dice che è una malata mentale. Ora va dicendo a tutti quello che ha visto. Tutti prendono in giro Anna.

Gennaio 2014

Anna è morta il 15 gennaio. Pesava 36 kg.

anonymous asked:

Mi racconti di Davide? Amo te e il tuo blog e vorrei ascoltarti. ♡

Davide.

Davide l'ho conosciuto l'anno scorso, esattamente il 27 Agosto. Io mi interessai subito a lui. E il giorno dopo mi scrisse in chat privata (immagina gli scleri).

Passavano i giorni e io e lui continuavamo a parlare e a legarci.

Inizialmente erano “Ti voglio bene”
Poi sono diventati “Ti adoro”
O anche “Sei il mio mondo” “Il mio tutto”
E infine quel nomignolo che amo “Sei il mio panda”.

Passavano i mesi e capii che io senza lui non riuscivo a stare più di 10 minuti.

Parlavamo di tutte le cazzate che ci venivano in mente.

Ma un giorno capii che in me stava succedendo qualcosa.

Ero fuori dalla mia scuola e le mie compagne mi fecero due domande:
“Che cos'è per te la perfezione?”
“Che cos'è per te la felicità?”
Alla prima domanda, risposi mostrando loro una sua foto. Alla seconda, facendo leggere loro, il poema che mi aveva scritto quella stessa notte alle 3 e mezza.

Lui era diventato tutto per me.

“Probabilmente vengo a milano il 22 e 23 Novembre” mi disse un giorno.
“Il 23 Novembre prendo il treno e vengo a Torino da te.” Divenne dopo qualche settimana.

Arrivò quel giorno. 23 Novembre 2013. Lo andai a prendere alla stazione e quando lo vidi gli saltai addosso. Girammo Torino mano nella mano o abbracciati. Passammo per il centro, e sinceramente non sapevo se eravamo più belli noi o tutto quel cioccolato che c'era lì nelle bancarelle.

Prima di pranzo, quando i nostri genitori erano già entrati al ristorante, mi guardó.
Ero appoggiata ad un pilastro e lo guardavo. Fece qualche passo indietro e io pensai “se mi guarda negl'occhi gli salto addosso e lo bacio.” Lui si avvicinó a me, sempre di più, poi mi disse “lo so, ci uccideranno.” Mi guardò negl'occhi, ma fece prima di me e mi baciò.

Era il mio primo bacio.

Ma non ce ne fu uno solo. Diventarono tanti. Erano i miei primi baci. E li diedi al ragazzo di cui ero uscita pazza in modo folle.

E ricordo di essere stata talmente felice da non riuscire a parlare per tutto il resto del pranzo.

La storia è davvero lunga quindi ora riassumo.

Ci furono tanti baci nascosti dai nostri genitori, ma poi mia mamma ci vide e a noi poco importò. Quando dovette riprendere il treno mi baciò anche davanti a loro, della serie “fanculo, lei è mia.”

Mi fece promettere di non piangere, ma non riuscii a resistere.

Ci rivedemmo il 3 e il 4 Gennaio, a Palermo (feci lì le vacanze di Capodanno).

Altri giorni spettacolari. Ma la cosa più importante da dire di questi due giorni sono i regali.

Lui mi regalò una collanina con un cuoricino rosa e tre bracciali con la mia iniziale.
Ma poi, avemmo la stessa idea.
Bracciali.
Io presi due bracciali, uno per lui con inciso il mio nome, e uno per me con inciso il suo.
Lui prese due bracciali identici, in cuoio, con incisa la scritta “Ale♡Panda”.

E l'altra cosa importante è un messaggio che ricevetti da una mia amica:
“Ma quindi state insieme?”
Glielo feci leggere. Lui rimase un po’ scosso, e io mi spensi. Pensai che mi avesse solo usata, pensai che mi ero solo illusa. E invece lui mi prese il telefono e rispose con un semplice “yess”
La mia amica uscì pazza dalla felicità, e se è uscita pazza lei, immagina io in che condizioni ero.

Ecco cosa mi piace di noi. Non ce lo siamo mai chiesti. Abbiamo dovuto aspettare che ce lo chiedesse qualcuno per confermarlo.
Siamo sempre stati complicati.

Ci credi che io ancora oggi li indosso? Ma vabe.

Quei due giorni te li risparmio perchè sono successe davvero troppe cose e diventerebbe più lungo di quanto già è.

Stettimo insieme fino al 19 Aprile.
La data più brutta della mia vita.
Quel giorno feci una cazzata. Anzi, la cazzata.
Lo lasciai. Credevo che non mi amasse più.
Sono stata malissimo in quella settimana.

Fino a quando mi dissero che per ricominciare dovevo mettermi con un altro. Ma io in quei giorni stavo talmente male che non ragionavo. Se mi avessero detto che l'unica soluzione per smettere do stare male era buttarsi dalla finestra, probabilmente ci avrei anche pensato.

Mi misi con il primo ragazzo che mi veniva dietro.

Dopo tre giorni capii che non c'era motivo di portare avanti una cazzata del genere.

“Senti.. io amo ancora Davide. Stare con te è stato tutta una cazzata. Odiami. Ti prego fallo. Ti ho usato per dimenticarlo ma non ce la faccio.”

Lui quello stesso giorno scrisse a Davide (non so come abbia avuto il suo numero) e gli disse che se io e questo non stavamo insieme era solo colpa di Davide perchè io non riesco a dimenticarlo ecc ecc..

Era il 29 Aprile.

Da quel giorno, fino all'inizio di luglio, litigammo tutti i fottutissimi giorni.

Ma poi arriva un altro “”“”“bel”“”“” giorno.

19 Luglio.

Scorro tra le chat. Vedo la sua, e vedo un'immagine scura. La apro.

Non l'avessi mai fatto.

Sono sicura di aver sentito il mio cuore spezzarsi. Mi mancò il fiato. E non riuscii a trattenere le lacrime e le urla di disperazione.

Nell'immagine c'era lui che baciava una ragazza.

Ero appena tornata a casa, ero da una mia amica, mi ero appena tolta le scarpe, e così com'ero, riscesi a casa sua. Me ne fregai di essere senza scarpe e con lo sguardo da ragazza appena scappata dal manicomio. Avevo bisogno di un fottuto abbraccio.
Me lo diede. Ma non mi aiutò dopo.

Passavano i giorni e io vedevo le sue foto del profilo cambiare, da un bacio all'altro. Arrivò il suo 17esimo compleanno.
(Io avevo intenzione ((se solo non si fosse fidanzato)) di presentarmi sotto casa sua) e vidi che ovviamente c'era anche lei. Ennesima foto di un ennesimo bacio.
Stettero insieme un mese.
Dopodichè lei lo lasciò. Non so perché ma lo fece.

Da quel giorno io gli sto vicino. Per qualsiasi cosa io ci sono per lui. Sa che può contare sulla mia presenza. Parliamo tutti i giorni, a vte di più, a volte di meno. Ci è capitato di fare ogni tanto una webcam su skype e lì ho capito che sono fottuta.

Lo guardavo sorridere. E Dio. Ha un sorriso che mi fa venire i brividi.

Lo amo ancora. Ho capito che nessuno è alla sua altezza. E che non riesco a vedei con nessuno, se non con lui.

Mi manca. Mi manca davvero tanto. Ma lui adesso non si fida più della distanza. É questo il grande problema.

È un ragazzo stupendo. E sicuramente a breve troverà una ragazza che saprà renderlo felice, e che non sarà a 1468 km da lui. E io, so già, che starò malissimo. Perché, sinceramente, il pensiero che labbra che non sono le mie, lo stanno baciando.. mi fanno stare niente meno che una merda.

“Il primo amore o te lo sposi o te lo porti dentro per sempre.” Ci eravamo promessi che il 23 Novembre 2023 sarebbe successo. E sai come?
“Piccola, stavo pensando…ma io e te mica possiamo stare per sempre fidanzati”
“Come no?”
“Prima o poi dovremmo sposarci.”

Quanto lo amavo.

Quanto mi manca.

Ah, il 22 Settembre, pochi giorni fa, ebbi finalmente il coraggio di spedirgli una lettera. Scritta il giorno prima.
Non so se gli è arrivata, ma spero gli arrivi al più presto.

Ci siamo conosciuti l'estate scorsa, eravamo quelle persone che s'incontrano per strada e si salutano soltanto.
Senza approfondire.
Era solo un “ciao” se ci scontravamo..
Non ricordavo il suo nome, e chiederglielo mi sembrava da stupidi..
Sono una di quelle persone che dimentica in fretta i nomi, ma non le persone.
Una sera, stavamo tornando a casa.
Capitammo nello stesso treno, e iniziammo a parlare..
Mi chiese di fargli compagnia, e gli dissi di si..
Insomma, fare compagnia ad una persona e non ricordarsi il nome..
Cosi gli dissi “sai che non ricordo il tuo nome?” e lui mi disse “sai, neanche io”
così passammo quella mezz'ora insieme..
Dovevo tornare a casa, ma non so cosa mi spingeva a restare lì..
Parlammo ancora dopo quel giorno, ma niente d'importante.
Fin quando una sera vidi che stava proprio male, e lo contattai..
Sai, a me piaceva un ragazzo e a lui una ragazza.
Quindi ci sfogavamo, parlavamo, insieme sorridevamo.
E insieme siamo andati avanti.
Gli raccontai di lui, di quel ragazzo che stava distruggendo i miei giorni.
E di come non riuscivo più a starci dentro.
Passavo i miei sabato sera ad ubriacarmi.
Perché pensavo che se avevo la mente vuota, ci pensavo di meno.
E l'unica persona che volevo avere accanto era lui.
E si prendeva gioco di me, in senso positivo eh.
Mi guardava e diceva “barcolli ma non molli” cose del genere.
Ed io piangevo.
E lui mi stringeva.
Ed io lo adoravo troppo.
Così diventammo quasi migliori amici, eravamo inseparabili.
Passavamo quasi tutti i nostri giorni insieme.
Era il senso che avevo dato a tutto.
Il ragazzo con cui mi sentivo mi disse che ero troppo attaccata a lui.
Continuavo a ripetere che non era vero, era solo il mio “migliore amico” ma in realtà sapevo benissimo che stava diventando qualcosa in più..
E così un giorno, eravamo soli a casa.
Ma era già successo altre volte..
Successe che quella nostra amicizia andò ben oltre..
E passammo la notte insieme..
Era solo sesso, mi ripetevo.
soltanto sesso.
…Freddo.
Non me ne sono mai pentita di quella notte, mai.
17 novembre 2013, 21:30..
tornai a casa, confusa.
Non sapevo se le cose da quel momento sarebbero cambiate..
Ma eravamo gli stessi di sempre.
Solo che, adesso, portavamo addosso un enorme segreto.
Avevamo fatto l'amore.
Anche se amore non era, per lui..
E continuammo così per un po’..
Diventammo una sorta di “amici di letto” insomma..
ma io ero già legata tantissimo a lui..
Ero gelosa anche del vento che gli sfiorava i capelli..
Un giorno successe una cosa inaspettata tipo..
Dopo essere stati insieme, mi baciò..
Non l'aveva mai fatto prima di quel giorno..
Mi baciava quando facevamo sesso, ma niente di più..
Ma quel bacio era diverso.
Era uno di quei baci che “ti desidero”
gli chiesi il perchè.
Mi rispose che gli andava.
Non è mai stato bravo a parole..
Poi un giorno mi chiese se per me poteva nascere qualcosa di più grande..
Non sapevo cosa dirgli, ero confusa..
Usciti da poco da una storia..
Così gli dissi di no.
Ma in realtà avrei tanto voluto dirgli si..
quindi corsi da lui, con il cuore in gola..
non gli dissi niente, mi limitai a baciarlo..
Era l'amore della mia vita, quel giorno me ne sono resa conto..
Siamo stati insieme dieci mesi, contando il 17 novembre.
il 5 dicembre 2013 è iniziata la nostra storia.
Conclusa ieri sera alle 03.00 del mattino.
Non mi ama più.
Probabilmente non l'ha mai fatto.
Ma quel che abbiamo vissuto insieme lo porterò per sempre dentro.
Tra le costole, i polmoni, la milza.
Ho il suo profumo incastrato dentro.
E lo amo più di qualsiasi altra cosa al mondo.
Ma ci siamo voluti così tanto, e tenuti così male.
Chissà, forse un giorno parlerò di lui come il grande amore della mia vita.
E lo amerò ancora un po’.
In segreto.
Lui vive in ogni parte di me.
Lo terrò rinchiuso in un angolo di cuore.
L'unico uomo che è riuscito a farmi piangere di gioia.
L'unico uomo che è riuscito a farmi sentire importante.
Al centro del mondo.
Resterà quel ragazzo del treno, 14 fermate da casa.
Quel ragazzo di cui non conoscevo il nome, ma che amavo con tutta me stessa.
Vocabulaire français - des adjectifs

éprouvant (adj) - punishing, demanding, gruelling, trying

tapageur (adj) - rowdy, raucous, noisy

apprêté (adj) - mannered, affected

cinglant (adj) - biting, scathing, stinging

reconnaissable (adj) - recognizable

  • followed by à before a noun

cuisant (adj) - stinging

redoutable (adj) - formidable, impressive

enflammé (adj) - burning, blazing, inflamed

neigeux (adj) - snowy

velouté (adj) - velvety, downy, fluffy

rachitique (adj) - scrawny, bony, paltry, meagre

Words taken from: Terre Sauvage, novembre 2013 

Vocabulaire français - des substantifs

cétacé (nm) - cetacean

verger (nm) - orchard

amandier (nm) - almond tree

roseau (nm) - reed

pinède (nf) - pine forest, pine wood

sauterelle (nf) - grasshopper

fauvette (nf) - warbler

maquis (nm) - maquis, scrubland

garrigue (nf) - garigue

sous-bois (nm) - undergrowth

parangon (nm) - paragon

écorce (nf) - bark, peel, exterior, outside

sauge (nf) - sage

mendiant (nm) - beggar, mendicant

oseille (nf) - sorrel

dragée (nf) - sugared almond

croisade (nf) - campaign, mission, crusade

chaux (nf) - whitewash, lime

Words taken from: Terre Sauvage, novembre 2013