not mrs doubtfire

If you were a teenager in the ‘90s, you probably remember Fight Club quite fondly as the counter-cultural classic that caused a generation to rebel against the mainstream by … going to see Fight Club. But watching it now, it’s hard not to see its flaws – like the fact that the bulk of the movie is about the trials and tribulations of being an affluent white guy whose central conflict is “I am dissatisfied with my comfortable lifestyle and well-paying office job during the economic boom years of the late 1990s.” And unusually for an anti-consumerist satire, this movie is filled to its grimy brim with product placement, including everything from Krispy Kreme to Starbucks and Pepsi.

So you’re an asshole for buying IKEA, but it’s cool to attempt to subliminally force your audience into craving brown sugar water? That’s like if An Inconvenient Truth was peppered with references to how super-cool ExxonMobil is.

7 Of Your Favorite Movies (That Aged F**king Horribly)

Concept: phantom of the opera where everything is the same except the phantom wears a ‘mrs doubtfire’ mask and pretends to be a nice old lady called madame giry - which explains why she’s the one to deliver his letters and suggests christine as understudy and generally is anywhere, anytime. Plus, has anyone ever seen the phantom and madame giry in the same place at the same time?

Frazel in 20 Years...
  • Frank: *in the backyard as a donkey, entertaining the kids for a birthday*
  • *a cop can be seen through the fence, Hazel goes over*
  • Cop: Ma'am, are you aware that it's against the law to possess animals of barnyard nature in a residential area?
  • Hazel: *awkwardly glances at Frank and back at the cop*
  • Hazel: Um...what if you're married to one?

Ieri Virginia mi ha chiesto: “Papà,ma se tu e la mamma vi lasciate chi è che tiene due figlie e chi una?”
Ero in cucina che stavo affettando le cipolle,la domanda mi ha colto di sorpresa. “In che senso,Virginia?”,ho detto. “Siamo tre sorelle”,ha detto,“la terza sorella non potete mica dividerla a metà!” Mi è venuto da ridere. Stavo per risponderle:“Non ti preoccupare,amore, la mamma ed io non ci lasceremo mai”, ma non volevo mentirle,perché so che ogni relazione s'inventa ogni giorno,e il torto più grande che puoi fare a te stesso, e agli altri,è proprio quello
di crederti invincibile.“Virginia”,ho detto, “se per caso la mamma ed io un giorno ci separassimo vi vedremmo tutte e tre,un po’ io e un po’ la mamma,non ti preoccupare.”“Ma in Mrs. Doubtfire il papà vedeva i bambini solo il
sabato”, ha detto.“Virginia, certe volte quando due genitori si lasciano possono succedere delle cose”,ho detto. “Magari non si sono lasciati bene,ma litigando. Ma la mamma ed io siamo stati sempre d'accordo che,se anche ci lasciassimo, voi verreste sempre prima di tutto. Hai
capito? Sempre.” Mi ha fissato in silenzio.“Papà”, ha detto d'un tratto.“Ma l'amore può finire?"Ci ho pensato un attimo prima di rispondere."L'amore non finisce”,ho detto,“sono le persone che
cambiano.”“Le persone?”,ha detto.
“Virginia”,ho detto,“anche gli adulti crescono,sai? Tu adesso sei una bambina grande,sette anni fa eri una bambina piccola.Funziona un pochino così anche per le mamme e i papà.Io quando ho conosciuto la mamma ero una persona diversa,lo era anche lei.
L'importante, quando due persone si amano,è riuscire a cambiare insieme o rispettare i cambiamenti dell'altro. I genitori,con i propri figli,fanno proprio
quella cosa lì,invece fra loro certe volte non ci riescono.E’ per quello che l'amore per i figli è l'unico che non finisce mai mai."Ma tu”,ha detto,“quando hai incontrato la mamma,come hai fatto a sapere che era la mamma?"Non ho capito”,ho detto.“Come hai fatto a capire che volevi amarla?”,ha detto.
“Ah,quello”,ho detto.“L'ho capito dopo circa dieci minuti."E da cosa?”,ha detto.
“Quando ci siamo incontrati la prima volta,si è sollevata i capelli dietro la nuca,sopra la testa,e si è fatta uno chignon senza neanche un elastico,solo
annodandoli”, ho detto. “E allora?”,ha detto. “E allora lì ho capito che lei aveva disperatamente bisogno di un elastico”, ho detto.“E io dei suoi capelli.”
“E tu ce l'avevi,l'elastico?”,ha detto. “No”,ho detto,“ma quando la mamma lo ha scoperto ormai mi voleva già bene.”
“Papà!”,ha detto,“ma allora l'hai imbrogliata.” “Forse un pochino”,ho detto,“ma il punto è che la mamma è stata la prima che mi abbia mai fatto venire voglia di cercare un elastico, capisci che intendo?” Mi ha guardato per qualche secondo. “Tieni papà”,mi ha detto, sfilandosi l'elastico che le teneva su i capelli. “Così tu e la mamma non vi
lasciate.” Lei ha riso,io per fortuna stavo affettando le cipolle.


[Matteo Bussola]