non prendere

ho caldo, ho il corpo sudato e non riesco a prendere sonno. vorrei fossi qui, vorrei mi spogliassi lentamente, vorrei sentire le tue mani scivolare dove più ti aggrada (e io chiudo gli occhi), vorrei fare l'amore e sentire la tua bocca sul mio collo e i tuoi sospiri farsi sempre più serrati e rimanere così finché ne abbiamo le forze

È sempre lo stesso problema: rimango delusa dalle persone perché credo che loro siano disposte a fare ciò che io farei per loro.
Abbiamo la mania di scusarci per tutto.
‘Non sto bene, scusa.’
'Non posso uscire, scusa.’
'Ah, non dovevo dirlo, scusa.’
Scusa se non sono d'aiuto, scusa se non posso scappare e prendere il treno per raggiungerti, scusa se non ti ho mandato nessun messaggio, scusa se mi manchi.
Chiediamo sempre scusa a tutti, ma dimentichiamo continuamente di chiedere scusa a noi stessi e ogni tanto dovremmo farlo.
Scusa per tutte le volte che non sei stato te stesso per paura di deludere persone che non ti hanno mai voluto bene davvero;
scusa perchè a volte non ti sei amata affatto, persa nelle paranoie, senza trovare il coraggio di buttarle via.
Sì, dovresti chiederti scusa per non averti dato fiducia, per non averci creduto abbastanza, per non aver creduto in te stessa, per tutte le volte che ti sei data colpe che non avevi, per non esserti sentita abbastanza intelligente, abbastanza speciale, abbastanza importante.
Sì, chiediti scusa per esserti sentita brutta: non lo sei mai stata, mai! Chiediti scusa per esserti detta di non essere in grado di fare qualcosa; per aver dato amore, attenzione, fiducia a chi se n'è fregato;
chiediti scusa per tutte le volte che non riuscivi a dormire perchè avevi paura di svegliarti, paura di iniziare un'altra giornata, un'altra guerra; per tutte le volte che hai nascosto le lacrime dietro i tuoi capelli;
per tutte le volte che ti sei fatta lasciare in disparte;
per tutte le volte che hai dato importanza a chi ti ha criticato senza conoscerti;
per tutte le volte che ti sei fatta rubare la luce, il sorriso;
per tutte le volte che hai messo qualcuno che non se lo meritava davanti al tuo amor proprio.
E mi dispiace per chi ad un bacio dà il valore di una stretta di mano, per chi guarda solo l'involucro e non il contenuto;
mi dispiace per chi dice ad una donna che è bella solo per portarla a letto.
I momenti tristi arrivano per mettere alla prova il nostro cuore, per vedere quanto regge.
Quando più ti arrampichi per non annegare più ti senti fermo nello stesso punto.
Eppure c'è sempre un motivo per andare avanti: sei tu il più valido dei motivi, tu più di chiunque altro!
E chiediti scusa per tutte le volte che hai dimenticato di essere felice.
— 

Francesco Sole

Dite e pensate quello che volete di questo ragazzo, (magari nemmeno lo conoscete), ma con questa poesia mi ha fatta commuovere. Mi ha riportato alla mente un mare di momenti e mi ha colpita moltissimo.                             Sono dell’idea che valga la pena leggerla.

(via firebreather883)

Non mi arrabbio se non mi vuoi, mi arrabbio se mi vuoi e non mi vieni a prendere.
—  Francesca Sinatra - @ucanbemydestiny
Non lascio le situazioni a metà, tanto meno le persone. Non esistono i “forse”, non esistono i “così e così”, non ci sono i “non lo so”, le cose si sentono e basta. Si ha solo paura di darle certe risposte. Non esistono gli inizi incerti, ne i finali con l'amaro in bocca e i dubbi nello stomaco. Si rischia o si lascia perdere, si pretende o si molla tutto. E’ nero o bianco, il grigio è solo un colore, e i rapporti  grigi non dovrebbero esistere.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Sapete, a volte mi chiedo quali siano le mie qualità e vi dico che ho difficoltà a trovare una risposta, infine capisco di non averne nemmeno mezza.
Non so suonare.
Non so ballare.
Non so cantare.
Non so fotografare.
Non so portare a fine un obiettivo, un progetto.
Non so esprimermi.
Non so prendere decisioni.
Non so scrivere poemi da rimanervi senza fiato.
Non sono brava a scuola.
Non sono brava a ricordare.
Non sono brava ad imparare.
Non so giocare a nessun sport.
Non sono brava a giocare alla play.
Non so avere un fisico stupendo.
Non metto determinazione in ciò che faccio.
Non riesco a provare emozioni.
Non riesco nemmeno ad avere capelli decenti.
Non riesco a farmi volere bene.
Non riesco a fare la migliore amica, ma nemmeno l'amica.
Tutti i miei progetti si rivelano sempre fallimenti.
Tutte le mie amicizie futili e prive di senso.
Tutti i miei sacrifici si rivelano inutili e così anche io.
—  la-ragazza-ghiacci0
4

Clark,
quando leggerai questa lettera saranno passate alcune settimane (anche considerando le tue inaspettate capacità organizzative, dubito che tu sia riuscita a raggiungere Parigi prima dell’inizio di settembre). Spero il caffè sia buono e forte e i croissant freschi, e che ci sia ancora un po’ di sole per stare seduta fuori su una di quelle sedie di metallo sempre traballanti sul marciapiede. Non è male, il Marquis. Anche la bistecca è buona, se ti va di tornare per pranzo. E se guardi più avanti lungo la strada, alla tua sinistra, dovresti vedere L’Artisan Parfumeur dove, dopo aver letto questa lettera, ti consiglio di andare a provare un profumo che mi pare si chiami Papillos Extrême (non ricordo bene). Ho sempre pensato che sarebbe stato delizioso su di te.
Okay, istruzioni terminate. Ci sono alcune cose che ti volevo dire e che ti avrei detto di persona, ma a) ti saresti messa a piangere e b) non mi avresti lasciato finire. Hai sempre chiacchierato troppo.
Dunque: l’assegno che hai trovato nella prima busta che ti ha consegnato Michael Lawler non era l’intera somma, ma solo un regalino per aiutarti ad affrontare le prime settimane da disoccupata e farti arrivare a Parigi.
Quando tornerai in Inghilterra dovrai portare questa lettera a Michael nel suo ufficio a Londra, e lui ti darà i documenti necessari per avere accesso a un conto che ha intestato a te su mia richiesta.
Sul conto c’è quanto basta per sceglierti un bel posticino dove vivere e pagare l’università e le spese correnti per mantenerti durante il periodo di studi a tempo pieno.
I miei genitori saranno messi al corrente di tutto. Spero che questo, insieme all’apporto legale di Michael Lawler, faccia si che ci sia meno trambusto possibile.
Clark, già ti vedo andare in iperventilazione. Non cominciare a farti prendere dal panico e non tentare di scivolare. Tutto questo non sarà sufficiente per farti restare seduta in panciolle per il resto della tua vita, ma dovrebbe almeno regalarti la libertà, sia da quella claustrofobica cittadina che entrambi chiamiamo casa, sia dal tipo di scelte che finora ti sei sentita in obbligo di fare.
Non ti sto dando questo denaro perché voglio che tu mi pensi con nostalgia o mi sia riconoscente o lo veda come un ingombrante ricordo.
Te lo dono perché non ho più molto motivi per essere felice, ma tu sei uno di questi.
Sono consapevole che conoscermi ti ha causato sofferenza e dolore, e mi auguro che un giorno, quando sarai meno arrabbiata con me e meno sconvolta, capirai non solo che non avrei potuto fare altrimenti, ma anche che questo ti aiuterà a vivere una vita davvero bella, una vita migliore di quella che avresti vissuto se non mi avessi incontrato.
Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo.
Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante. Ma spero che tu sia anche un po’ elettrizzata. Il tuo viso quando sei tornata dall’immersine mi ha detto tutto: c’è fame in te, Clark. C’è audacia. L’hai soltanto sepolta, come fa gran parte della gente.
Non ti sto dicendo di buttarti da un grattacielo o di nuotare con le balene o cose di questo genere (anche se in cuor mio mi piacerebbe che lo facessi), ma di sfidare la vita. Metticela tutta. Non adagiarti. Indossa quelle calze a righe con orgoglio. E se proprio insisti a sistemare con quel tizio strampalato, assicurati di mettere in serbo un po’ di questa vitalità. Sapere che hai ancora delle possibilità è un lusso. Sapere che potrei avertele date io è stato motivo di sollievo per me.
Così stanno le cose. Sei scolpita nel mio cuore, Clark, fin dal primo giorno in cui sei arrivata con i tuoi abiti ridicoli, le tue terribili battute e la tua totale incapacità di nascondere ogni minima sensazione. Tu hai cambiato la mia vita molto più di quanto questo denaro potrà mai cambiare la tua.
Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime. Vivi bene.
Semplicemente, vivi.

Con amore
Will

Nella vita le cose che vuoi te le devi prendere.
E subito.
Prima che te le portino via.
Prima che sia troppo tardi.
—  ucanbemydestiny ; Francesca Sinatra