noi siamo infinito

Scegli me, okay?
Con le insicurezze ed i crolli emozionali.
Scegli me.
Nonostante le mani che tremano, nonostante il mordermi le labbra, nonostante i pianti, nonostante le debolezze.
Scegli me.
Che per te farei di tutto, che verrei sotto casa tua a piedi anche ora, che ti porterei ovunque, che ti dedicherei la vita, che ti sorriderei anche in mezzo ad i pianti.
Scegli me, perché io, t’ho già scelto.
Scegli me, perché anche se te ne vorrai andare, t’insegnerò a restare.
—  Giulia G. - (via @queitaglisuipolsisporchi)

Quei due erano così complicati.
Lui orgoglioso e lei strana, a volte sensibile e a volte mandava tutto a fanculo senza nemmeno pensarci, però dopo se ne pentiva, e faceva di tutto per rimediare. Quei due, sapevano amarsi come nessuno. Quei due erano unici, niente riusciva a separarli, potevano gridarsi contro quanto volevano, e mentre non si sentivano si mancavano, non si cercavano, ma si pensavano, anche se nessuno dei due lo ammetteva mai. Quei due erano l’imperfezione, ma insieme diventavano la perfezione, si completavano a vicenda, si appartenevano prima ancora di conoscersi, si sono sempre appartenuti e si sono sempre cercati, fino a quel giorno che si incontrarono. Erano strani, diversi, ma come si completa un puzzle? Con pezzi diversi, e loro erano fatti per incastrarsi tra altri mille pezzi di puzzle e gli altri pezzi saranno tutta la vita che passeranno insieme, e lo completeranno, anche con mille litigi. Lo completeranno e rivedendo il puzzle completato ripenseranno ai mille momenti passati insieme, a tutti i litigi, a tutto, e capiranno che due come loro non li separerà mai niente e nessuno.


-28/09/2015-
Nicole e Simone.

Spero di rivederti un giorno, ma se non dovesse accadere, sappi che questi ultimi giorni sono stati i più belli della mia vita, amo chi sono quando sono con te.
Tu sei la mia migliore amica, il mio amore più grande, tu sei il meglio di me. Per sempre.
—  Ricordoiricordi - Il meglio di me
Amo il rapporto che ho con la mia migliore amica.
È vero, possiamo non sentirci per settimane ma ho la consapevolezza che sarebbe lì per me in qualunque momento se avessi bisogno di lei o anche solo per dire una cazzata. È questa la vera amicizia, quella che non ha bisogno di essere alimentata da discorsi giornalieri futili o dal vedersi sempre altrimenti il rapporto sfuma.
Non importa quanto siamo lontane, lei sarà sempre la mia ancora.
—  Shorty

Una volta, su un pezzo di carta gialla con le righe verdi,
scrisse una poesia, 
e la intitolò «Chops»
perchè quello era il nome del suo cane.
E i versi parlavano di lui.
Il professore gli diede una A
e una stella dorata;
e sua madre la appese alla porta della cucina
e la lesse a tutte le sue zie.
Era l’anno in cui Padre Tracy
portò tutti i ragazzi allo zoo,
e li lasciò cantare sull’autobus;
l’anno in cui nacque la sua sorellina,
con quelle unghiette minuscole, senza capelli,
Sua madre e suo padre si baciavano sempre,
e la ragazza che abitava dietro l’angolo gli mandò un biglietto di San Valentino con una fila di X,
e lui dovette chiedere a suo padre che cosa significassero.
E suo padre la sera, gli rimboccava sempre le coperte.
Era sempre pronto a farlo.

Una volta, su un pezzo di carta bianca con le righe blu,
scrisse una poesia,
e la intitolò «Autunno»,
perchè quella era la stagione che stava vivendo,
e i versi parlavano di questo.
Il professore gli diede una A
e gli chiese di scrivere in modo più chiaro;
sua madre non la appese alla porta della cucina,
perchè aveva appena imbiancato.
E i ragazzi gli dissero 
che Padre Tracy fumava sigari,
e lasciava i mozziconi sui banchi,
e a volte questi facevano dei buchi.
Era l’anno in cui sua sorella mise gli occhiali
con le lenti spesse, e la montatura nera;
e la ragazza che abitava dietro l’angolo rise,
quando le chiese di andare a vedere Babbo Natale.
E i ragazzi gli spiegarono perchè
i suoi genitori continuavano a baciarsi:
suo padre non gli rimboccava mai le coperte,
e s’infuriava
se glielo chiedeva piangendo.

Una volta, su un pezzo di carta strappato dal suo taccuino,
scrisse una poesia,
e la intitolò «Innocenza: una domanda»,
perchè quello era il quesito che si poneva su di lei,
e i versi parlavano di questo.
Il suo professore gli diede una A,
e gli lanciò uno sguardo strano, serio;
e sua madre non la appese alla porta della cucina,
perchè non gliela fece mai leggere.
Era l’anno in cui Padre Tracy morì,
e lui dimenticò come finiva
il Credo degli Apostoli.
Sorprese sua sorella a fare sesso
in veranda, sul retro;
e sua madre e suo padre non si baciavano mai,
e non si parlavano.
E la ragazza che abitava dietro l’angolo
si truccava troppo,
e lui tossiva quando la baciava,
ma la baciava lo stesso,
perchè era la cosa giusta da fare.
Alle tre del mattino si infilava nel letto,
e suo padre russava rumorosamente.

Ecco perchè, sul retro di un sacchetto di carta marrone,
provò a scrivere un’altra poesia,
e la intitolò «Il nulla assoluto»,
perchè i versi, in realtà, parlavano di questo.
E si diede una A,
e si tagliò i suoi dannatissimi polsi.
E la appese alla porta del bagno,
perchè questa volta, pensò, non sarebbe riuscito
a raggiungere la cucina.

—  Noi Siamo Infinito – Stephen Chbosky
Se mi chiedessero cosa mi piace di te penso che non saprei da dove iniziare per formulare una risposta.
Inizierei a raccontare del potere dei tuoi occhi di farmi tremare il cuore, passerei alla forza del tuo sorriso che magicamente fa passare ogni male, arriverei alla dolcezza del tuo petto su cui mi appoggio per sentire il tuo cuore e alle tue braccia che ogni volta mi prendono e mi stringono a te.
Potrei parlare della delicatezza e allo stesso tempo della forza delle tue mani che curiose vagano sul mio corpo pronte ad allontanare ogni male.
O meglio ancora potrei parlare dei tuoi modi di trattarmi che sono tutto quello che ho sempre desiderato,dei tuoi modi di starmi accanto e capirmi o anche di quelli con cui cerchi di farmi ridere per farmi stare bene.
Potrei parlare per ore con gli occhi persi nel vuoto ma preferirei stare in silensio per ore stretta a te, perché riuscire a stare in silenzio con una persona senza alcuna vergogna e più intimo di fare l'amore.
—  Restaancoraunpò
Hai l'età giusta per fare quel cazzo che ti pare! Che aspetti?
—  (teenager-without-control)