no-respirar

Está na hora de respirar novos ares, conhecer novas pessoas, se apaixonar novamente, já passou da hora de ser feliz.
Noche fugaz, oscuridad total.
Hoy, en este instante y en este lugar,
un solo anhelo, un solo deseo existe en mi vida mortal,
y es poder estar entre tus brazos y sentir respirar.
Pues en esta lejanía y ausencia de tu ser,
mi alma se consume y se marchita mi piel;
y así, sin poder evitar o querer detener,
mi corazón te reclama y mis labios necesitan de tu miel.
—  jorgema (Inmensa necesidad)
Ascoltando la tua musica preferita posso quasi sentirti respirare accanto a me.
Mi manchi così tanto che solo sapere che hai sorriso facendo ciò che sto facendo io mi fa bene.
el respiro de mi abuela

El respiro de mi abuela empezó
con los entierros de sus padres

Solo, el tango sanguinario de ella
comienzo

Despacio, entro el hombre por una
larga etapa,

pero el baile siguió siendo de ella

Dispuesta estaba el ángel
a respirar

~•~

My grandmother’s breath begun
with the burials of her parents.

The bloodthirsty tango began
on its own.

Slowly, in came a man, for an era,

but the dance continued to be hers.

Determined was the angel
to breathe.

você não vai acreditar quando eu desistir,

e vai ser lindo. ver que eu, enfim, consegui respirar sem me afogar em ti.

v.r
Tómame que el mundo se vino a mis pies, llévame que hoy ya no me quiero esconder. Ven, llévame del dolor que está oscuro y no oigo tu voz, sólo quiero respirar que la noche me va a matar.
—  Llevame-Kudai

anonymous asked:

Come mai hai il cuore a pezzettini, che ti è successo?💝

Io non so esattamente cosa mi stia succedendo. So solo che sta crollando tutto su di me, intorno, dentro, ovunque. Non c'è una cosa che tenga, che resti in piedi. Non c'è persona che resti, non c'è persona che non finga. Sto perdendo tutto, ho già perso me stessa e perdere quel poco che avevo mi sta lacerando l'anima. Non riesco più a scrivere, a mangiare, a respirare, a sorridere senza pensare che sia tutto uni schifo. Non riesco a non trattare male le persone nonostante loro non mi abbiano fatto nulla di male, non riesco a parlare a sfogarmi, a rispondere, a guardare, a disegnare, sto calando. Sto cedendo a tutto. “Le persone se ne vanno? Bene, che se ne vadano anche, io sto bene qui da sola.” Ma non è vero, è tutto una maledetta stronzata che ripeto a me stessa per non stare peggio di come sto. La verità è che la sera, quando nessuno può vedermi e sentirmi, ripenso a tutte le persone che dicevano di esserci e che ora non ci sono più, a tutte le persone che mi hanno regalato un fiore mentre mi conficcavano una lama nel petto, a tutte le persone a cui ho regalato un pezzo di me che poi hanno calpestato. Ripenso a tutti i momenti bellissimi che poi si sono trasformati in ricordi che fanno male, fanno dannatamente male. Mi dicono di essere forte, ma forte per cosa? Per chi? E perché? Per vedere che ogni mio sforzo di farcela finisce in un buco nero? Per me che magari non mi importa nemmeno più? Sono stanca di essere forte, sono al limite della sopportazione e non voglio più fingere di essere forte perché non lo sono e non lo sarò mai. Quante volte me lo sono ripetuta? Quante volte ci ho creduto invano?
Troppe, troppe volte. E ne sono uscita con il mio cuore a pezzi ogni volta.
Quindi ora a che serve? A che serve essere forti se poi a nessuno importa?
Cerco di distrarmi, di svagare con la testa, di non pensarci. Ma come faccio a non pensare che sta crollando tutto? Come faccio a non pensare che sto per perdere anche la mia famiglia? Come faccio a non pensare che ogni cosa si sfascerà ed io non potrò fare nulla? Come faccio a non pensare che probabilmente perderò mio padre per una maledetta malattia? Come faccio a non pensare che, anche dopo tutto il male, non potrò più vederlo? Come faccio a non pensare che sta sparendo tutto? Ogni cosa, ogni persona, ogni appiglio ed ogni speranza di farcela sta scomparendo e ditemi, potrebbe andare meglio? Se pensate che potrebbe andare meglio bè, siete solo degli illusi che chiudono gli occhi innanzi alle cose vere. Vorrei poter essere una ragazza normale, che ha una vita normale es una famiglia normale, vorrei essere così dannatamente semplice e leggera. Vorrei solo scompormi qui, sul mio letto, e sparire. Sarebbe tutto più facile perché io non voglio più soffrire, non voglio più stare così male. Non voglio più perdere.
Vorrei poter essere egoista come tutte le altre persone che hanno il coraggio di abbandonare e di scappare, vorrei poter avere il loro menefreghismo e la loro cattiveria perché la mia non basta, il mio odio non basta.
Sono così stanca di queste persone, sono stanca dei loro occhi tutti uguali, delle loro parole così stupide ed insulse. Delle loro logiche così non logiche, delle loro frasi tutte fatte. Sono stanca, veramente stanca delle persone, è per questo che sono diventata irraggiungibile, è per questo che non parlo più con nessuno e non guardo nessuno, non ascolto nessuno, non esco con nessuno, non sento più nessuno, non mi importa nulla di loro, non mi importa nulla di me. Mi chiedono perché me ne sto sempre da sola, io mi stanco di rispondere per questo dico che preferisco essere asociale piuttosto che parlare con gente di merda. Ma la verità è che stare con le persone non fa altro che aumentare la mia rabbia. Non fa altro che farmi venire lo schifo di essere umana. Io mi chiedo spesso se si guardano allo specchio, se si guardano dentro: corrosi dal fumo e dall'alcol, ed ogni sera li puoi vedere in locali diversi ma tutti uguali che cercano un po di sollievo in una bottiglia o in una canna, come se quella roba potesse rimettere in piedi la loro vita. Ragazzini di 10/11 anni che fumano e bevono e non sanno cosa voglia dire vivere davvero, cosa voglia dire avere un'infanzia. Persone che non sanno cosa voglia dire amare o essere amati. Ragazze che perdono la verginità con il primo che passa, niente amore, niente cuore, nessun sentimento, solo una botta e via e poi subito in giro a raccontarlo agli altri, tanto che gli frega della dignità o della verginità, l'hanno fatto con un tipo figo che magari neanche sapeva come si chiamasse lui stesso. La verità è che là fuori siete tutti uguali, mi fate tutti schifo è per questo che preferisco stare sola. Sembro sfigata? Preferisco sembrare sfigata piuttosto che essere presa per una puttana di merda che la da via al primo che passa. Fanculo le vostre logiche! Non hanno un filo, non seguono nessun ragionamento! Voi il cervello ve lo siete fumati per fare i fighi! Ma la verità è che siete tutti un branco di ritardati.
Ebbene, ecco ciò che mi succede quando sto con le persone. Odio tutti. Dal primo all'ultimo. Volete fare i santi e le sante ma fate tutti pena cercando alibi nel nulla, cercando di apparire piuttosto che essere voi stessi. Poi vi lamentate se le persone non vi accettano per come siete ma come possono se non sapete nemmeno voi chi siete?!
Potrete anche essere belli agli occhi degli altri, ma se dentro siete vuoti valete nulla. Potrete avere 3000 amici su Facebook, 400 su twitter e così via, ma sarete sempre soli se nel momento del bisogno quegli amici non ci saranno. I social network hanno preso troppo valore e troppi posto nelle vostre vite.
Mi basta guardarvi in faccia e vedere attraverso i vostri occhi che siete vuoti! Siete maledettamente vuoti. Scrivete frasi poetiche sotto le vostre foto ma voi non siete nulla e quelle cose non le provate di certo. Ricevete milioni di “mi piace” alle foto e ve ne vantate ma non siete nulla se oltre alla bellezza non avete un cuore, un po’ di amore e di cervello. Siete così ridicoli che provo pena per voi. Dite tanto di voler cambiare il mondo ma siete tutti incollati al pc a scriverlo e nessuno in strada ad urlare per qualcosa per la quale vale veramente la pena. E mentre voi fotografate il bel piatto che avete davanti dall'altra parte del mondo c'è gente che nemmeno in foto lo vede il cibo. Tutti con gli stessi generi musicali, tutti con le stesse scarpe e le stesse maglie, con le stesse acconciature e gli stessi cervelli fottuti. Tutti ad insultare tutti e nessuno ad accettare ciò che è l'altro. Sapete cosa siete? Siete solo chiacchiere. Parole al vento. Frasi insensate sfumate nell'aria. Siete una massa di finti alternativi di merda. A spendere i soldi per apparire migliori e alla moda, una moda di merda tra l'altro. Con quei risvoltini che non c'entrano un cazzo e quel fare altezzoso e poi se vi si para davanti qualcuno bravo a parole voi diventate piccoli e ve ne tornate a fanculo sconfitti. Siete tutti bravi, siete tutti fighi e intanto non sapete nemmeno mettere delle parole sensate in una frase sensata. Fate pena! Vi credete chissà chi ma non siete proprio nessuno, non avete nulla da invidiare.
Non mi stancherò mai di ripetervi quanto siete uguali, siete uno la copia dell'altro e sono felice di non essere come voi. Sono felice di essere molto meglio. Perché le persone come voi non sanno cosa vuol dire sentirsi talmente male e persi da non sentire più nulla. Perché le persone come voi sono vuota fin dentro le ossa. E non valete nulla, non valete davvero nulla.
Ecco cosa è successo.

vuelvo a sentir
vuelvo a escribir
vuelvo a odiar por amor
vuelvo a vivir el descontrol
hoy día poco y na me importaría
si se apagase el sol
anoche la luna se devoró
el jardín de girasol
que plantaste
me paso por el pico
si me amaste si me odiaste
la vida está hecha de contrastes
y si quisiste cambiarme
erraste
me desprendo de mis lastres
me voy yo solo hasta el fondo
de noche no puedo respirar
aplastado por los escombros
las cicatrices siempre están por algo
la wea no es na adorno
la pulenta ke no son adorno

muero desangrao cortao con vidrio
y donde está mi equilibrio
y donde está mi equilibrio

Domani tornerò nell'ultimo posto dove siamo stati davvero felici e non l'ho realizzato fino ad ora. Mi è arrivata come un pugno in faccia la consapevolezza che non sono più stata lì dopo esserci stata con te. Dormirò nella stessa stanza dove abbiamo dormito insieme, solo che tu non ci sarai a respirare a dieci centimetri da me. Sarò sola, come lo sono stata per un anno e mezzo dopo che sei andato via. Solo che sarò sola, in una casa che parla di come abbiamo riso forte tra le sue mura.
Sarei una bugiarda a dire che non provo dolore ricordando di quei due giorni di pace, lontani da tutti, lontani anche dal mio male. Mentirei se dicessi che non mi interessa, che non ci penso, che non mi fa effetto: mi fa male come quando piove e senti dolore nelle ossa un tempo rotte, ora perfettamente guarite. Non ho più ferite che sanguinano, non ho nemmeno i lividi. Le mie ossa sono guarite nel modo migliore che potessi sperare, ma quando piove fanno male. È come un'eco, lontano eppure nitido. Mi fa male pensare che ci siamo ancora, in quel posto, e ci saremo sempre, perché così io ci ricordo.
Eppure, eppure, il male è così piccolo in confronto alla gioia che sento, sapendo che riesco a ricordarci in quel posto. Sono gli unici ricordi che non ho buttato via, gli unici a cui non mancano i pezzi, forse proprio perché è stata la nostra ultima felicità. Riesco a ricordarti in quella stanza, mentre mi scattavi le foto, e sul divano, mentre mi dicevi che mi amavi. Riesco a ricordarti in riva a quel lago, con i piedi penzoloni e i capelli sparati, mentre mi stringevi la mano. E riesco a ricordarmi con estrema precisione che io ero proprio lì, anima e corpo. Non pensavo alle cose di te che mi ferivano o al fatto che sapevo bene quanto il nostro tempo un giorno sarebbe scaduto. C'eri tu e c'ero io e avrei voluto tanto non tornare mai indietro. Sono felice perché riesco a ricordarmi che in quel luogo ci siamo amati tanto, per l'ultima volta, prima che iniziasse la fine. So che in quel luogo siamo stati felici da morire e nessuno potrà mai dirmi il contrario. Lo so. Lo tengo dentro di me.
È passato tanto tempo e sono cambiate così tante cose da averne perso il conto. Siamo diventati grandi senza che me ne accorgessi e abbiamo vite diverse, sogni diversi, strade diverse, ma tu continui ad esserci e io credo che sia straordinario. Non provo più rabbia o risentimento o dolore vivo, solo quell'eco soffocato che mi ricorda quanto ha significato per me averti avuto. E credo che sia normale, credo che non se ne andrà mai del tutto via. Ho imparato ad accettarlo.
Ci sei ancora e la cosa più bella è che non ci ameremo mai più. Non c'è proprio il rischio, perché noi nella vita vera non possiamo funzionare. Possiamo solo volerci bene, come facciamo. Ed è per questo, per questo bene, per la consapevolezza che il nostro è stato un amore bello che non tornerà più, che domani tornerò in quel luogo e non sarò triste.
Ho lasciato andare da tanto, eppure solo ora mi rendo conto che è bello, bello davvero.