no per dire

Non so come affronterò un'altra notte insonne ora, sto arrivando ai limiti della sopportazione, ci sto male ancora tantissimo, e non è vero che il tempo risolve le cose, oggi c'è un vento tremendo, pagherei per potertelo dire, e ti prego, uno di questi giorni vieni a trovarmi.

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And that’s how Tracer convinced Winston to let Baby Biscuit of Love join the Overwatch team.

We also have a super HD version of this scene 👍

Lei aveva uno sguardo che sapeva tutto di me e io sapevo tutto del suo, senza esserci potuti dire quasi niente che giustificasse quella strana sintonia. Due persone che si guardano e si spogliano di tutto, hai presente?
—  Massimo Bisotti
Capisce perché la gente si tiene per mano. Aveva sempre pensato che fosse questione di possessività, un modo per dire: “Questa è mia proprietà”. Invece è un modo per mantenere il contatto. Un modo di comunicare senza parole. Un modo per dire “Ti voglio con me” e “Non te ne andare”.
—  Cassandra Clare.
Lo sappiamo entrambi che le notti sono fatte per dire cose che il giorno dopo non diresti.
—  Artic Monkeys
Mi guardavi e mi ripetevi sempre ‘sei molto interessante’ ma, a dire la verità, non ho mai capito fino in fondo questa frase.
Mi hai portata al parco, in montagna, al mare, sugli scogli e sulla sabbia.
Mi hai portata in giro per il mondo senza dirmi mai 'ti amo’.
Non è mai stato un peso per me, questo. Tanto meno lo fu il fatto che mi guardavi e sorridevi, come se me lo stessi per dire, ma non lo dicevi mai.
E andava bene così.
Mi hai portata ovunque, anche senza muoverci minimamente.
Mi hai fatta sognare ad ogni aperti, ad occhi chiusi, sotto le stelle, in spiaggia e davanti a un camino.
Non riuscirei mai a dimenticare tutti quei posti, tutte quelle scene nella mia testa. Non sono sicura neanche che tu fossi a conoscenza di tutto questo.
E continuavi a guardarmi, e a ripetermi quella frase, e io non potevo far altro che sorridere. E andava bene così. Ti andava bene così.
Ti avrei voluto dire 'ti amo’ infinte volte, ma non ne sono mai stata in grado.
Forse ci vuole coraggio a dirlo, e a me, quel tipo di coraggio, mancava.
Te l'avrei voluto dire quando eravamo in mezzo alla neve, sul letto, nella vasca a viziarci. Avrei voluto dirtelo così tante volte.. Che se solo l'avessi fatto, magari, avresti capito quanto davvero ti amassi.
Ma non sono brava a dimostrarlo. Spesso faccio tutto il contrario.
Quando volevo abbracciarti solamente, ti urlavo di andare via.
Quando volevo baciarti e stringerti ti guardavo semplicemente respirare, di nascosto.
Quando avrei voluto dirti 'ti amo’, ecco, in quel momento, ti sorridevo guardandoti dentro negli occhi, sperando tu te ne accorgessi.
E forse, è capitato, che tu te ne sia accorto. Ma non me l'hai mai detto.
'Sei molto interessante’. E io sorridevo.
—  L'ho scritta io, non togliete la fonte.
Ci tengo.

Vorrei raggiungerti
in questo momento
e baciarti
solo per poterti dire
quanto tempo io abbia passato
a immaginare come sarebbe stato.

Non sai mai quando può capitare, cosa ti passa per la testa in quel momento, ma sei certo di una cosa sola: lo vuoi tu.
La prima volta è imbarazzante, soprattutto se davanti a te hai qualcuno con esperienza e l'unico pensiero è: “come sarò?”
A dire la verità era da tempo che provavo a farle perdere la testa per me, non perchè volessi essere la sua prima volta, ma perchè voglio essere l'unica persona nella sua vita.
L'esperienze insegnano, ma ogni persona è diversa e il resto conta poco.
Eravamo lungo il corridoio, la stavo portando in camera mia e lei stava camminando veloce.
Non era la solita camminata per dire: sono di fretta e devo arrivare al mio obiettivo.
Era più un: “sto scappando, perchè ho paura, ma voglio farlo comunque”.
Così la raggiunsi con un passo più lungo e la fermai.
La presi, la girai e ad agio portai il suo corpo al muro schiacciandolo delicatamente col mio, le posi le labbra sul collo e lasciai che tutto ciò che dovesse accadere accadesse, con tutta la calma necessaria.
“Se fossi al posto mio, cosa faresti?” chiesi io.
“Io..” rispose, esitando tra un bacio all'altro “..andrei a letto e..” la interruppi da alcuni baci sulle labbra.
“Non rispondere a caso, altrimenti ci saranno delle punizioni, pensaci. Quindi: cosa faresti?” richiesi, spogliandole una spalla e baciandone le scapole.
“..mi lascerei and..” la interruppi di nuovo con altri baci.
Questa volta non perchè non c'avesse pensato, ma perchè avevo voglia di lei e delle sue labbra.
“Tu, se fossi al posto mio…. Cosa faresti?” chiese lei poi a me.
M'avvicinai all'orecchio con dei baci e le dissi che si sarebbe dovuta fidare.
Mi sorrise sull'orecchio e m'eccitò tantissimo, ma mi ricordai che era pur sempre la sua prima volta e dovevo andare con ordine.
Le diedi un bacio sul sorriso, le allungai la mano e senza una parola la portai in camera mia.
Era in piedi davanti al letto, lo guardò come se fosse stato un vecchio nemico e si girò verso di me; si grattò il gomito, quasi per chiudersi in se stessa e feci una piccola smorfia.
La fermai, aveva bisogno di conferme e l'unico che avrebbe potuto fare qualcosa ero solo ed esclusivamente io.
La feci stendere sul letto e dopo alcuni baci di troppo si lasciò andare.
Io ero eccitato e avevo bisogno della conferma da parte sua, così m'avvicinai con calma con le mie gambe alle sue.
Lei percepì ciò che ero e fece un respiro che non avevo mai sentito ed era così armonioso e vero che mi sorrise di nuovo, ma ancora non potevo fare molto, dovevo tenere la calma.
“Smettila di sorridermi sull'orecchio” le dissi con tono severo, ma dolce.
“Altrimenti?” mi sfidò.
Le morsi il labbro e strinsi le mie gambe alle sue, con movimenti lenti e continui.
La paura stava passando, ma stava salendo a me: “E se sbagliassi qualcosa?” mi chiedevo.
Le sue mani si unirono attorno al mio corpo, come per chiedermi di non smettere e, allo stesso tempo, di dirmi: “Stammi vicino”.
Le presi il seno destro, senza permessi, come se lei fosse di mia proprietà, lo feci perché me lo sentivo e lo strinsi a me.
Le piaceva, lo capii tramite il respiro che usciva dal suo naso e dal suo mordersi le labbra.
La spogliai, prima il maglione e poi la maglia sotto e non obbiettò nemmeno per un secondo; non finchè arrivai al reggiseno.
Glielo concessi, era la prima volta che qualcuno la toccava in quel modo, ma le dimostrai che, le sue forme per me erano bellissime.
Fermai il mio corpo e lei rimase confusa, ma ciò che volevo era dimostrarle che la paura è solo una cosa superficiale dentro la nostra testa e che, fare l'amore è un atto puro e speciale.
Posai nuovamente la mia mano al suo seno, accarezzandoglielo e tenni occupata la sua paura con dei baci.
Passai a poco a poco a baciarle il collo, arrivando alle scapole, al suo seno e poi, lei capì. Era terrorizzata, ma feci ciò che era giusto fare: la guardai negl'occhi, bacio dopo bacio, come per dire: “Non guardo quello che c'è sotto, sto guardando te. Tu sei più importante!” arrivai alla fine al capezzolo.
Si lasciò andare e si tolse il reggiseno, come se io e lei fossimo amici da sempre.
Non avrei azzardato la prima volta a fare altro, così le dissi solo: “Andiamo sotto le coperte?”
Lei sorrise alla domanda e alla fine c'andammo.
Ci spogliammo piano piano, come è giusto che sia e poi ci guardammo a lungo.
Non sarebbe invecchiata, non avrebbe avuto uno stile diverso, ma qualcosa dentro di lei, qualcosa di indescrivibile, sarebbe cambiato e quindi volevo vedermi per l'ultima volta la lei che mi ha fatto innamorare.
“Sei pronta?” le chiesi.
“Ti amo” mi rispose con un sorriso di troppo.
Furono le ultime parole che mi disse e le prime che penso ogni volta che la vedo.
—  ricordounbacio

Ti avrei voluto dire “Ti sto pensando”
e non si può restare fermi ai pregiudizi,
che la vita è troppo breve per non riscoprirsi.
Che possiamo avere un’ultima occasione
per restare insieme senza una ragione,
ma se non rischi vuol dire
che forse in fondo non vuoi.

Stammi vicino da togliermi il fiato stanotte,
stammi vicino quando tutti diranno di stare lontano da me.
Che queste braccia sono così stanche,
stanche di respingerti ora,
che queste braccia ti stanno aspettando ancora.

Ti avrei voluto dire che a volte
mi viene voglia di chiamarti in piena notte.
E scusa se mi freno
ma non ho la forza
ma ho sempre voglia di stravolgerti la vita,
di lottare contro tutti per te.
E mentre ascolti queste mie parole
in fondo lo so
che dentro sorridi.

Ti avrei voluto dire che ne varrà la pena
ma forse adesso è meglio lasciarsi andare ancora.
La mente a volte sbaglia,
il cuore non perdona
E sono qui per questo:
per riprovarci ancora.

Che queste braccia sono così stanche,
stanche di respingerti ora,

che queste braccia ti stanno aspettando ancora.