new york cits

A volte sembra che ci siano troppe cose al mondo che non possiamo controllare: terremoti, alluvioni, guerre, film in 3D, ma è importante ricordare le cose che possiamo controllare come il perdono, seconde occasioni, nuovi inizi perché l'unica cosa che trasforma il mondo da posto solitario a posto bellissimo è l'amore, l'amore in ogni sua forma.
—  Capodanno a New York
Notti stellate, luce che scompare all'orizzonte, stesi sulla sabbia fredda come le brine d'inverno.
Alzavamo le braccia al cielo come per toccare le stelle così lontane, attimi come vecchie pellicole di un film, sguardi distanti e mani che si lasciano. Ma forse non per sempre, chissà se un giorno ti rivedrò, nelle gelide notti di novembre in un grattacielo di New York.
—  Vuotodentrofelicefuori
Invece di iniziare tutti i giorni alle nove in punto, a volte non andavo in studio prima delle undici o delle dodici e mezza. Per di più la presenza di Sophie in casa era una tentazione continua. Ben faceva ancora uno o due sonnellini al giorno, e in quelle ore tranquille, mentre dormiva, era impossibile non pensare al corpo di lei. Di solito finivamo per fare l’amore. Sophie era altrettanto desiderosa e lentamente, col passare delle settimane, la casa si erotizzò tramutandosi in un laboratorio di opportunità sessuali. Gli inferi emersero in superficie. Ogni stanza si tinse di un ricordo speciale, ogni angolo evocava un momento distinto, al punto che, anche nella pace della routine domestica, una particolare zona del tappeto o, il limitare di una determinata porta non erano più solo una cosa, ma una sensazione, un’eco della nostra vita erotica. Ci eravamo inoltrati nel paradosso del desiderio. Nutrivamo un insaziabile bisogno reciproco, e più lo assecondavamo più sembrava aumentare.
—  Paul Auster, Trilogia di New York