nessun eroe

Non avevo interessi. Non riuscivo ad interessarmi a niente. Non avevo idea di come sarei riuscito a cavarmela, nella vita.
Agli altri, almeno, la vita piaceva. Sembravano capire qualcosa che io non capivo. Forse ero un po’ indietro. Era possibile. Mi capitava spesso di sentirmi inferiore. Volevo solo andarmene. Ma non c'era nessun posto dove andare. Avevo voglia di dormire per cinque anni di fila, ma non me lo permettevano.
—  Charles Bukowski. 
Eppure, se avessi potuto ricominciare da capo, ero sicuro che avrei rifatto le stesse identiche cose. Perché quello ero io: quella vita in cui continuavo a perdere tutto. Non avrei potuto fare altro che diventare me stesso, nient’altro che me stesso, con tutte le persone che mi avrebbero lasciato, o che io avrei lasciato, con tutti i bei sentimenti e le magnifiche qualità e i sogni che sarebbero andati distrutti, o perlomeno che avrei dovuto ridimensionare. Un tempo, quando ero più giovane, mi ero illuso di poter diventare qualcos’altro. Però finivo sempre per tornare allo stesso posto, come una barca dal timone bloccato. Quello ero io. Non potevo andare da nessun’altra parte. Ero lì, e aspettavo di tornare.
—  Haruki Murakami, “La fine del mondo e il paese delle meraviglie”.
C'è stato un momento in cui l'ho odiato per davvero, così tanto da non poterlo nemmeno vedere in foto, così tanto che avrei voluto prendere il primo treno, raggiungerlo, e sputargli in faccia tutto ciò che provavo, tutto il mio dolore . E mi chiedevo se ci tenesse davvero a me, lui che non si faceva mai sentire, che non chiedeva mai come stavo, che sembrava non esserci mai. Un'intera estate senza sue notizie, aspettando che mi scrivesse, poi sono scoppiata. Gli augurai buona fortuna, gli dissi di godersi la vita è di divertirsi, senza di me. Per la prima volta non ho avuto nessuna esitazione, nessun ripensamento, ero pronta ad accettare il fatto che fosse finita. Perché stavolta era finita per davvero, lo sapevo.
“Hai ragione, sono un coglione. Mi sei mancata, mi manchi, resta. Ho bisogno di te.”
Dopo non ricordavo nemmeno più il perché prima fossi così arrabbiata.

anonymous asked:

Hei ciao:) volevo chiederti, come hai fatto a capire che sei lesbica? Come hai fatto a riconoscere che quel grande affetto che provavi per una ragazza/un'amica era qualcosa di più? E come avete reagito tu e la ragazza di cui hai capito di essere interessata dopo aver realizzato il tuo orientamento?

Ehi ciaoo:) la tua domanda è cmplessa e cercherò di darti la risposta più completa che io riesca. Mi scuso per gli eventuali errori grammaticali.

Il primo pensiero che mi passa per la testa quando mi chiedono come fai a sapere di essere lesbica è “lo sento e basta”. Lo sento dentro di me, è un istinto naturale, qualcosa al di fuori del mio volere. Ma ovviamente non è così semplice. Percepire qualcosa è diverso da accettare quella cosa. Una “cosa” spesso ancora senza un nome. Perché fin da piccola mi hanno sempre insegnato e mostrato solo modelli d'amore eterosessuale. Io non sapevo che due donne potessero amarsi, ne pensavo fosse possibile. Ma poi mi scontravo con quello che provavo.
Sono cresciuta con i film della Disney e la Barbie con Ken. E ho desiderato così tanto di essere una bella principessa e sposare il mio principe azzurro. Fin da piccola era chiaro il mio futuro: sposare il mio principe, avere tanti bambini e vivere per sempre felici e contenti. Perché questa è l'unica possibilità che ti viene mostrata da piccola. “Quel bambino è il tuo fidanzatino?”, “un giorno sposerai un bell'uomo e sarete felici” mi dicevano sempre. Non è forse quello che dicono tutti ai bambini? È un'idea che porti avanti fin da piccola e forse per questo è così difficile staccarsi da essa. Io voglio ancora il mio matrimonio da favola e l'abito da sposa con lo strascico. Ho soltanto capito che il mio principe azzurro, sarà una principessa.
Partiamo dalle elementari, anche se non do molto peso ai fatti di questo periodo.
La mia prima cotta è stata una bambina, dopo che un giorno mi aveva dato un bacino sulla bocca. Io piccola e felice lo ero andata a dire a tutte le mie amichette. Per me era una cosa bella e non ci vedevo nulla di male. Ero felice di quel bacio, per volendo il principe azzurro. Ma le altre bambine mi dissero che era una cosa schifosa e sbagliata, allora smisi di parlarne.
Penso sia normale tra le bambine confidarsi tra loro e il segreto più grande era per tutte il bambino che ci piaceva. Ma a me non piaceva proprio nessun bambino. “Non è vero, lo sappiamo che ti piace qualcuno” mi dicevano e dopo un po’ io dicevo il nome di quello più simpatico, per non essere da meno rispetto a loro. Ecco un piccolo esempio di come sei spinta ad essere etero.
Passiamo alle medie, il periodo dove non accettavo i segnali e li sviavo all'amicizia. In questo periodo ancora non mi piaceva nessun ragazzo ed ero la confidente e consigliera delle mie più care amiche. Che bello vederle innamorate! Ma anche io volevo trovare il mio principe azzurro. Nel frattempo più volte mi era passato per la mente che mi sarebbe piaciuto baciare l'amica con cui mi sentivo più legata. “ magari voglio baciarla perché succede così quando è vera amicizia, magari sono gelosa dei ragazzi che le piacciono perché ho paura di perderla” mi ripetevo e ne ero davvero convinta. Quindi come fare per sistemare tutti questi dubbi? Innamorarmi di un ragazzo. Ma proprio nessuno mi piaceva e non avevo ancora dato il mio primo bacio a differenza delle mie amiche. Allora mi è venuta l'idea che se avessi baciato un ragazzo poi mi sarei perdutamente innamorata di lui e contemporaneamente avrei eliminato il problema di essere sfigata perché non avevo baciato nessuno davvero. Quindi quando l'occasione si è presentata l'ho afferrata al volo. Tutti i miei sogni, le mie speranze e attese per quel grande gesto infrante con il tocco di due labbra. Dove erano le farfalle nelle stomaco? Proprio non lo sapevo. Non provavo nulla, anzi quasi schifo e non vedevo l'ora che finisse. Non sapevo perché mi sentivo così e alla fine sono giunta alla conclusione che non era quello giusto. Quindi sono partita alla ricerca del mio ragazzo perfetto. E mi sono fidanzata con alcuni ragazzi. Mi piaceva essere desiderata da loro, perché mi sentivo bella. Ma appena mi fidanzavo mi sentivo intrappolata e oppressa dai loro baci e dalle loro braccia prive di significato. Che strazio avere un ragazzo! E ancora di più pensare che non mi piacesse averlo. Mi credevo cattiva e senza cuore. non provavo proprio nulla, ma ogni volta mi ripetevo che non era quello giusto. Ho baciato più ragazzi di quello che adesso vorrei poterti dire,ma l'ho fatto perché volevo provare qualcosa. Disperatamente Volevo sentirmi come tutte le altre. Ma non ero io. Un giorno stavo giocando al gioco della bottiglia con un ragazzo e con la mia amica. Siamo uscite io e lei. Come erano morbide le sue labbra e cos'era quella strana sensazione nello stomaco? “ mi sento così perché questa è vera amicizia” ecco la risposta.
Alle superiori ho perso la testa per una ragazza. In una maniera davvero diversa da tutto quello che mi è successo prima. Pensavo solo a lei, ero gelosissima, volevo stare tra le sue braccia, volevo farla mia, volevo baciarla. Questa è vera amicizia mi continuavo a ripetere. Ma questa definizione incominciava ad andare stretta. Come sostituirla? Non conoscevo nessun vocabolo per il mio sentimento. Lei era l'eccezione alla regola. Non sapevo neanche l'esistenza del termine lesbica. Poi l'ho scoperto, ma era qualcosa si distante e spaventoso. Adesso non ricordo precisamente quando mi è venuto il dubbio di poterlo essere. Ma sta di fatto che ho cominciato a domandarmi se fosse possibile. Era assurdo all'inizio, io volevo il principe azzurro! Allora ho sperimentato con altri ragazzi nella speranza di scoprire che fossi etero e che tutte le mie paure erano sbagliate. Ma sono arrivata al punto di sciacquarmi la bocca dopo un bacio per lo schifo. di certo non potevo negare che quei sentimenti per quella ragazza non fossero nulla. Ho cominciato a riflettere e guardare il mio comportamento. Io i ragazzi non li guardo proprio di strisci, non mi sono mai minimamente sentita vicina emozionalmente, ne mai ho avuto il desiderio di baciarli perché mi piacevano. Le ragazze invece le avevo sempre guardate e avevo desiderato baciarle e quando l'avevo fatto mi era piaciuto ( ma forse perché quella era amicizia?). Ero confusa e spaventata. Io lesbica???? Assurdo e spaventoso. Non ero certa di niente e non potevo parlarne con nessuno. Riguardando indietro adesso ti direi che va bene essere confusi, che va bene non sapere nulla ed essere spaventati. È normale e non c'è nulla di sbagliato. Piano piano ho incominciato ad accettare che mi potessero piacere anche le ragazze e a quel punto è quasi stato un sollievo: non sono senza cuore e strana, mi piacciono le ragazze! Non mi piaceva definirmi ma se proprio avrei dovuto, mi sarei detta bisessuale, così almeno avevo la speranza di poter sposare il principe azzurro. Ma la realtà dei fatti è che i ragazzi non mi piacevano. Nel frattempo ho incominciato a parlare con quella che poi sarebbe stata la mia futura ragazza e lei mi ha aiutata. Ero sicura di amarla. Allora con tantissimo coraggio ho detto alla mia migliore amica che ero confusa e che magari mi piacevano anche le ragazze. Lei l'ha presa molto male. Mi ha detto di smetterla di parlarne, che era solo una fase. Ci sono rimasta davvero malissimo. Non ho più avuto il coraggio di parlarne per mesi, fino al giorno in cui una mia amica mi ha chiesto se fossi lesbica. Mi ha dato tutto il suo appoggio e mi ha fatta sentire normale e giusta. Ho capito che magari le persone mi avrebbero amata lo stesso. E allora ho preso il mio coraggio e ne ho parlato con altre amiche. E poi ero così innamorata! Come potevo nascondere tutto quell'amore? Ora che ci penso sono cambiata così tanto, ho baciato e mi sono innamorata di altre ragazze e sono molto più sicura con me stessa. Ora posso dirti con sicurezza: sono lesbica. Lo sento dentro di me. Sono felice perché finalmente sono sincera con me stessa. E voglio anche essere sincera con gli altri. È un cammino che continua e spero che presto troverò la persona giusta con cui condividere la mia vita. Suppongo che visto che me lo hai chiesto magari tu sei confusa, quindi voglio solo dirti che va bene essere confusi, prenditi il tuo tempo per schiarirti le idee e sii sincera con te stessa. È difficile accettare di non essere etero e a volte è spaventoso. Ma qualunque persona ti piaccia, sei perfetta e giusta così. È una cosa normale come tante altre e l'unica cosa che conta è l'amore! Le persone che ti amano ti ameranno nonostante tutto e chi non lo farà non merita di far parte della tua vita. Spero di esserti stata utile e se hai altre domande chiedimi pure😊 e ti auguro di trovare tutta la felicità e l'amore che la vita può offrirti💕

anonymous asked:

La tua prima volta?

È stato un momento importante con una persona altrettanto importante del quale non mi pento.
Pensavo avrei passato tutta la vita con lui, ma non è stato così, ero ancora piccola e il sentimento che provavo, al contrario, era troppo grande.
Questa persona ha inciso molto su quella che sono adesso, se ci penso nessun rimorso, ero molto innamorata, molto stupida, ma anche molto innamorata. Tutto qui, non c'è molto da dire.

nessun posto

Ero sul treno, seduta da sola.
Il treno da una fantastica giornata sulla costiera amalfitana mi riportava a casa dai miei.
Dalla parte dei finestrini che davano sul mare era seduta una coppia di ragazzi.
Maschio e femmina, una coppia di fidanzati, diciamo così, si notava era chiarissimo che stessero insieme perchè erano teneri, tenerissimi, forse commoventi, ma non ancora perfetti.
Era sera, saranno state le 19.00 e l'ora del tramonto si stava avvicinando, il treno percorreva la piana e al di là si vedeva il mare e la coppia non aveva i telefonini in mano, giocava a carte e chiacchierava.
Giocava, discuteva amabilmente e rideva.
A carte, le napoletane, giocavano a briscola mentre il sole piano scendeva e io e manu chao li guardavamo, volevo fotografarli, ma sarebbe stato davvero troppo volgare farlo in quel momento.
Iniziava a scendere al di sotto del mare il sole e illuminava il cielo di quei colori caldi, i toni del rosso, del giallo e dell'arancione e si vedeva chiaramente al di là della piana e successe che ad un tratto, su bienvenida a tijuana lei si alza, si siede accanto a lui e lui le mette un braccio attorno al collo e così senza dirsi niente se ne stanno a guardare il mare che andava, il treno andava, il sole scendeva e loro due fu quello il momento in cui furono perfetti, stavano amandosi e anche io in quel momento amavo tutto e ho pianto.
Ho pianto come si può piangere quando non si riesce a contenere qualcosa e deve uscire e l'unico modo, l'unica strada son le lacrime.
E quello fu un bel giorno, con un inizio e una fine che forse un giorno vi racconterò
Volevo solo dirmi, imprimermi un pensiero
La vita vale la pena, fosse anche solo per un suo momento
Il paradiso è un momento
Nessun posto

Me lo ero immaginata tante volte questo giorno sai?
Avevo immaginato di incontrarti su per il viale, mi ero immaginata di riprendere da dove eravamo rimasti…a un inizio che non aveva portato a nessun svolgimento…
Mi ero immaginata di trovarti cambiato, magari con un accenno di barba, mi ero immaginata di ritrovare in quegli occhi tutto ciò che mi era mancato in due anni…
È stato diverso, i tuoi occhi hanno sempre lo stesso effetto su di me, ma a quanto pare quell’inizio non era abbastanza convincente…
Quando i nostri sguardi si sono incrociati mi sono voltata, non so se l’ho fatto per tutte quelle fredde conversazioni o per la ferita che credevo di aver suturato…
L’ho fatto e basta e ho innalzato un muro…
Forse hai capito che non ne valgo più la pena…forse non sono mai valsa di quelle tue attenzioni…ricordo di essermi domandata tante volte come avessi fatto a scegliere proprio me tra quella folla di Veneri…
Forse maturando hai capito di aver commesso un grande sbaglio.
So solo che io in quel viso leggermente più maturo e in quella faccia più squadrata…ho ritrovato gli stessi occhi che mi avevano fatta sentire importante.
E poi mi ha preso la mano

e mi ha guardata negli occhi

e ha appoggiato la testa

sulla mia spalla

ed è rimasto in silenzio

e sono rimasta in silenzio

e il tempo
è come se si fosse fermato
ed eravamo noi due
e nessun altro
ed ero felice
lo ero davvero
e ormai avevo capito
che lo amavo
e per un attimo
ho pensato che fosse lo stesso
anche per lui
e invece
tutto è andato in frantumi
quando è arrivata lei
e di scatto
ha sollevato la testa
e si è alzato
e le è corso in contro
con il sorriso
stampato in faccia
e una luce negli occhi
che non avevo mai visto
e l'ha guardata
come mai mi aveva guardato
e l'ha abbracciata
e ha appoggiato la testa
sulla sua spalla
e le ha detto che era bella
e non si è più voltato

non mi ha più guardata

e io invece li ho guardati

come si guarda qualcosa 

che fa male

perché lo faceva

e mi sono alzata

e me ne sono andata

e mi ricordo

di aver pianto

tutte le lacrime che avevo.
—  se-ti-accarezzo-voli-via