nervosa

La mia professoressa mi mette in ridicolo di fronte alla classe intera quando entro in pallone. Quando dall'emozione o dalla fretta sbaglio qualche parola e m'impappino.
Cara professoressa, le volevo dire che lei è una grandissima cafona che con la scusa che è un'insegnante si permette di trattare i suoi alunni come bambini delle materne a cui poter dire qualsiasi cosa le passa su quella grandissima testa di cazzo che si ritrova. Io non sono né una sua amica, né il sacco da boxe che non penso usi quando è nervosa, dato che ci sono io. Io non sono la sua presa in giro. Io ho dei sentimenti, anche se lei non lo ha notato o tralascia questo particolare.
Le vorrei tirare a faccia un libro, ed un altro, e un'altro ancora. Magari così, inizierà a leggere bene.
E per il suo compleanno le potrei regalare una parete della scuola. Solo per lei. Così da sbatterci la testa ogni volta che è girata di palle per cavoli suoi.
Gradirei del rispetto.
E gradirei, che lei, cara professoressa di filosofia, elimini dal suo vocabolario ristretto le parole ‘parassita, ignorante, animaletti, bestie, bambini, ridicoli’ ecc ecc.
E, come ultima cosa, le volevo ricordare che come lei non ha scelto la mia classe, noi, non abbiamo scelto lei come insegnante di una materia così bella che viene rovinata durante la sua ora da imprecazioni del tutto fuori luogo.
Arrivederci.
—  bubbbu