neozelandese

Il concerto di Lorde

Ieri siamo andati a vedere uno di questi concerti. Il luogo del concerto era una sala da musica coi pavimenti appiccicosi. In realtà siamo arrivati lì e c’era una fila lunghissima che arrivava fino a una zona di campagna con divieti di caccia (giuro) e ci siamo messi ad aspettare. Poi ci hanno avvisato che si poteva entrare pure da un’altra fila e allora io mi sono messo a correre come Anna Magnani in Roma città aperta e sono caduto e mi sono rialzato e ho pianto più di una volta e alla fine siamo riusciti ad accedere a questa sala della musica. La sala era piena di ragazzini visibilmente tesi: volevano vedere la nota cantante neozelandese Lorde. Ci siamo messi su una terrazza, su un giardino pensile e da lì si vedeva abbastanza bene, almeno in apparenza: non avevamo considerato RAGAZZO DAVANTI. 

Finalmente la band supporter se ne va e dopo un po’ le luci si spengono e cominciano i gridolini dei ventenni un po’ gabbiani e un po’ foche di San Francisco per il tumulto ormonale. Lei appare sul palcoscenico con una capigliatura un po’ governante abruzzese e un po’ Teen Vogue introducing Mariarita Hadid, la cugina di Civitanova Marche. Bella, brava e con quel piglio da studentessa di scienze politiche che però voleva fare la pittrice. Si muove bene, fa la pazzerella, canta quasi tutte le canzoni del nuovo album e molte del primo. Si porta dietro un corredo di lucine colorate e due ballerine Steve la Chance che in realtà non ho molto amato. Parla di quanto sia difficile la vita, dice come è bella Milano anche se secondo me ha visto solo “sala di musica” e dice di amare la nazione dell’Italia. I ventenni strillano e si spogliano (letteralmente).

Ma la cantante Lorde fa presa soprattutto su RAGAZZO DAVANTI. Il ragazzo davanti è basso e quindi in teoria non rappresenta una minaccia, ma il ragazzo davanti si fa subito possedere dallo spirito dell’amore e della energia e nonostante scarponcini invernale e giacca, balla dall’inizio alla fine e alza le mani come per dire “sento questo groove” e alza le mani, ma per fortuna ha le mani piccole come una bambina di 7 anni coi poster dei cavalli nella cameretta. Io però amo RAGAZZO DAVANTI perché è spinto da un amore sincero e fa sempre le stesse due mosse come nella sigla del programma preserale Passaparola. 

Ma peggio del Ragazzo davanti c’è “Coppia con lui con targhetta della maglia da fuori che fa fare foto alla fidanzata che l’ha solo accompagnato e lei non le fa bene e lui la sgrida e lei ci rimane malissimo perché lui lo sa che è sensibile”.

Lorde comunque è brava e sono contento che sia il riferimento di molti adolescenti. La sua teenage angst e il suo essere pazzerella non sono cose negative, se prese ad esempio. Ho amato Liability che è l’unica ballata pop nel senso classico del termine che abbiamo a disposizione in questi mesi. Me la sono goduta proprio e mi sono venuti anche i lucciconi. Liability è una canzone di tristezza e di “faccio schifo a tutti e forse me ne vado VE LO FACCIO VEDERE”. Ascoltatela. 

Sono forte e molto, molto più ricca della maggior parte delle donne. Sono sicura che la maggior parte delle donne non si strugge per questo sconfinato desiderio di esprimere se stessa. Credo che sia questo… uno sbocciare quasi.
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Katherine Mansfield, “A tarda sera”



[Katherine Mansfield (Wellington,1888-Fointainebleau,1923), è stata una scrittrice di racconti neozelandese, la più  innovativa dell’epoca post-moderna.]

¿Por qué uno, durante la noche, se sentirá tan diferente? ¿Por qué se producirá tal exaltación en nuestra vigilia, mientras todo el mundo duerme? En cada instante, os sentís más y más despiertos, como si, cada vez que respiramos, fuésemos entrando, poco a poco, más adentro, en un mundo nuevo, maravilloso, mucho más conmovedor, mucho más apasionado que el mundo de plena luz…
—  En la bahía y otros relatos, Katherine Mansfield
Royals
Lorde
Royals

But every song’s like gold teeth, grey goose, trippin’ in the bathroom.
Blood stains, ball gowns, trashin’ the hotel room,
We don’t care, we’re driving Cadillacs in our dreams.
But everybody’s like Cristal, Maybach, diamonds on your time piece.
Jet planes, islands, tigers on a gold leash
We don’t care we aren’t caught up in your love affair

And we’ll never be royals (royals).
It don’t run in our blood
That kind of lux just ain’t for us
We crave a different kind of buzz.
Let me be your ruler (ruler),
You can call me queen Bee
And baby I’ll rule, I’ll rule, I’ll rule, I’ll rule.
Let me live that fantasy.