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La signora della scala mobile

Comunque ieri è successa una cosa importantissima.

Siamo arrivati alla stazione della metro di destinazione, abbiamo girato l'angolo per prendere le scale e c'era una figura. Una figura femminile impegnata in un'impresa ardimentosa: salire le scale mobili in senso contrario. Praticamente questa signora, affaticatissima, saliva le scale mobili che inesorabilmente scendevano. Perché? Una volta arrivata a metà o accortasi dello sbaglio non poteva lasciarsi cadere? No. La signora doveva provare, ce la doveva fare. E allora saliva e a un certo punto l'ho vista cadere ed è rimasto solo il braccio sul corrimano che la portava in basso. Ma no, la signora, tenace come un alpino bergamasco doveva andare su, in cima. La scala mobile come il Monte Rosa. Quasi alla fine della sua impresa, ha comunicato agli spettatori presenti: Non ce la faccio più. Ma no, forza, signora della scala mobile! Tu ce la devi fare! Sei il simbolo dell'Italia che si riprende. 

E ce l'ha fatta. Dopo 17 minuti di scalata, la signora della scala mobile è arrivata in cima. Noi l'abbiamo seguita per vedere la sua faccia, la faccia di un'eroina contemporanea. Ma lei è fuggita. Perché la signora della scala mobile non cercava la gloria, ma voleva solo regalarci questo sogno in una serata umidina di Dicembre.

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La leggenda della città di Félik
Gressoney, Valle del Lys


Nella Valle del Lys si arrampicano i ghiacciai del Monte Rosa.Secoli fa quando questi ancora non ricoprivano i fondali delle vallate, qui sorgeva l’antica città di Félik i cui abitanti erano dei grandi lavoratori, che avevano instaurato ottime relazioni commerciali con gli abitanti delle vallate vicine. Con il passare del tempo i cittadini cominciarono a diventare sempre più ricchi ed insieme alla ricchezza crebbe anche la loro superbia e vanità. Cominciarono ad accumulare ricchezze inutili fino a quando una sera, arrivò a Félik un vecchio viandante, sporco e malandato, che solo dopo essere stato insultato dagli abitanti riuscì ad entrare in città. Appena le porte della città si aprirono dal cielo cominciarono a scendere grandi fiocchi di neve. Il vecchio allora avvisò gli abitanti che se avesse continuato a nevicare per sette giorni, e l’ultimo giorno la neve fosse diventata rossa, voleva dir che l’ira di Dio si era scagliata su di loro per punirli.Gli abitanti non credettero alle parole del vecchio ricominciando a sbeffeggiarlo. la neve continuò a scendere per sette giorni finché dopo una settimana iniziò a cambiare colore e divenne di un rosso acceso, simile al sangue.Gli abitanti di Félik spaventati chiesero aiuto al vecchio ma questi rispose loro che ormai era troppo tardi, la superbia e l’avidità li aveva accecati a tal punto che avevano dimenticato le doti dell’accoglienza e della misericordia, ed ora era inutile cercare di rimediare. La bufera sommerse la città di Félik ed i suoi abitanti e ancora oggi nelle notti più scure e fredde, gli spiriti della città si aggirano ancora lungo le nevi dei ghiacciai invocando pietà ed espiando con sofferenze atroci le colpe commesse in vita.

Brucia Rifugio sul Rosa

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Questa mattina, poco dopo le 9, i vigili del fuoco valdostani sono dovuti intervenire a circa 2900 metri di quota, sotto il passo dei Salati, tra la valle di Gressoney e la Valsesia, per un rogo divampato all'interno del rifugio Guglielmina. Nel frattempo, il Soccorso Alpino di Alagna Valsesia ha portato in salvo nove persone, tra i quali i gestori della struttura e alcuni sciatori che si trovavano nell'edificio, con un gatto delle nevi. Le operazioni di spegnimento del rogo sono ancora in corso, ostacolate dal fortissimo vento in quota.