monosillabi

Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia.
Detesto i quasi, i forse, i monosillabi.
Dò peso alle parole.
Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via.Ho l’incazzatura abbastanza facile, ma mi basta un piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo.
Credo sempre che l’ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta.
Sono paranoica, impulsiva, sono tremendamente gelosa e sono lunatica.
Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo.
Non so dire addio.
So solo che resto, resto se credo in qualcosa.
—  Cit. IDK
This is me.
Scusami mamma,scusa se oggi non ho studiato. Se anche oggi ho passato la giornata a stare su internet. Scusa se domani porterò delle insufficienze a casa, perchè questo è un periodo no, e non riesco a concludere niente di positivo. Scusa se ancora una volta non mi confiderò con te. Scusami se ti parlo a monosillabi, perchè non ti voglio spiegare più niente. Scusa se sto riversando la mia sofferenza su di te, scusa se ti farò incontrare decine di delusioni e non ti darò mai nessuna spiegazione. Forse perchè non c’è una spiegazione da darti, perchè per ora va così e basta. Scusa se non avrò il coraggio di dirti che non ho studiato per domani, o se non ti dirò che non sono entrata a scuola perchè non ne avevo voglia. Lo so, non augurerei a nessuno un disastro come figlia. Mi dispiace tanto.
-Ehi.
-Ehi.
-È un po’ che non ci sentiamo, eh?
-Già.
-Come vanno le cose?
-Oh, bene. A te?
-Al solito, lo sai.
-E con lui, come va?
-Bene. Oserei dire molto bene.
-Ti rende felice?
-Oh, sì.
-Più di quanto facessi io?
-Più di quanto facessi tu.
-Quasi mi dispiace sentirtelo dire.
-Quasi mi dispiace dirlo.
-Perché?
-Nulla.
-Quanto tempo è passato ormai?
-Perché lo chiedi a me?
-Perché fra i due sei sempre stata te quella precisa.
-Beh, sono passati quasi due anni.
-Due anni. Sembrava un'eternità.
-Da un certo punto di vista lo è.
-Ma “quasi” tipo?
-Tipo?
-Tipo il numero preciso.
-Oh. È passato un anno, otto mesi e tredici giorni.
-Mi mancava.
-Cosa?
-Questo: la tua attenzione.
-Non ti è mai mancata.
-Non mi ero mai accorto di averne bisogno.
-Già. Mi dispiace che le cose ora siano diverse.
-Non sembra che ti dispiaccia, so quanto volevi vendicarti.
-Non sono vendicativa, lo sai.
-Lo so. Era solo più semplice vederla così.
-“Vederla così”?
-Sì. Più semplice che accettare che non mi ami più.
-Ah, sì, non ti amo più.
-Ma ora almeno sei felice.
-Sì.
-Più di quanto lo saresti stata con me.
-Sì.
-Sì?
-Perché lo chiedi?
-Perché oltre a non essere vendicativa tu non rispondi mai a monosillabi, eccetto se c'è qualcosa che non va.
-Oh. Dunque?
-Dunque, è possibile che mi ami ancora?
-Quale sarebbe l'esito se dicessi di sì?
-Tu dì di sì.
-No.
-È semplice.
-Non esisti solo tu.
-Prima era così. Non lo è più?
-A quanto pare.
-Sceglieresti lui?
-Non credo sia il caso…
-Dimmi, sceglieresti lui? Perché se è così scomparirò all'istante.
-Non voglio che tu scompaia.
-Allora rispondimi.
-Diamine, sceglierei te. Avrei sempre scelto te.
—  mailmiocuoredipietratremaancora.tumblr
Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia.
Detesto i quasi, i forse, i monosillabi.
Do peso alle parole.
Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l'incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo.
Credo sempre che l'ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta.
Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo.
Non so dire addio.
So solo che resto, resto se credo in qualcosa.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

Sai che c'è? C'è che io non ti prometto niente, che sono un disastro e finisco per distruggere sempre tutto. C'è che non ho sempre la parola giusta, ma ho di sicuro sguardi molto attenti. C'è che sono maldestra, incoerente e indomabile. C'è che sono gelosa, paranoica e insicura. C'è che ho un carattere particolare, sarei capace di scappare. E io sono consapevole di avere un carattere strano, che non sono la persona più aperta di questo mondo, che se m'incazzo me la prendo con tutti, che spesso mi isolo, che spesso entro nel mio mondo e non lascio entrare nessuno. So che per qualche strana ragione non riesco a spiegare quello che mi succede e so anche che le persone non capirebbero. Quando le persone mi dicono che sono complicata, esigente, diversa, stronza hanno ragione. E’ così. Ma a me non interessa minimamente. E’ difficile stare con me, è difficile, lo so e va bene, perché invece di rapporti piatti e inutili, io sono per il conflitto, sono per quelle litigate che ti finiscono la voce, sono per mandarti al diavolo anche cento volte e in modi diversi. Non mi sento più in dovere di scusarmi quando non è colpa mia, non mi interessa più piacere per forza a chiunque. Se voglio urlarti in faccia non ci penso su due volte, se voglio dire qualcosa te la dico di persona. Quindi sì, stare con me è difficile. Cioè vedete, io non sono una ragazza molto dolce. Posso farmi odiare in meno di un giorno, sono irritante, lancio continuamente sfide per il semplice gusto di vedere quanto è facilmente corruttibile l'animo umano. Sono fredda, questo sì, ma per farmi sciogliere bastano piccole cose, ad esempio una di quelle frasi sdolcinate che io odio ma dentro mi fanno un grande effetto, non mi interessano le cose in grande, per niente. Sono testarda, antipatica, stronza, orgogliosa. Rido continuamente e rompo i coglioni alla gente col mio sarcasmo improvvisato ed è vero, dico troppe parolacce, bestemmie, sclero. Ho reazioni esagerate, non amo i consigli, vesto come piace a me e preferisco stare da sola che in un immensa folla. E sono anche molto strana. Dentro la mia testa c'è un nuovo mondo, c'è il casino e la confusione più totale. Ma credimi, sono la fredda, acida, stronza che ti da il mondo. Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia. Detesto i quasi, i forse, i monosillabi. Do peso alle parole. Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l’incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo. Credo sempre che l’ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta. Sono paranoica, impulsiva, sono gelosa e lunatica. Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo. Non so dire addio, so solo che resto, resto se credo in qualcosa.

Scusami mamma,
scusa se oggi non ho studiato. Se anche oggi ho passato la giornata a bivaccare e a stare su internet. Scusa se domani porterò della insufficienze a casa, perchè questo è un periodo no, e non riesco a concludere niente di positivo. Scusa se ancora una volta ti nasconderò le mie insicurezze, se costruirò dei muri tra noi, se ancora una volta non mi confiderò con te. Scusami se ti parlo a monosillabi, perchè non ti voglio spiegare più niente. Scusa se sto riversando la mia sofferenza su di te, scusa se ti farò incontrare decine di delusioni e non ti darò mai nessuna spiegazione. Forse perchè non c'è una spiegazione da darti, perchè per ora va così e basta. Scusa se ti nasconderò le sigarette, scusa se non avrò il coraggio di dirti che non ho studiato per domani, o se non ti dirò che non sono entrata a scuola perchè non ne avevo voglia. Lo so, non augurerei a nessuno un disastro come figlia. Mi dispiace tanto.

Adesso capisco le persone che dicono di essere repellenti alla società,
le capisco.
Pensavo fosse un po’ da tutti, odiare la società, no?
Beh no. Non è così. Lo sto capendo solo ora.
Perché si cazzo, a un certo punto vuoi stare solo.
Te ne accorgi quando a Natale vuoi restare a casa e dormire, quando a capodanno vuoi fare gli auguri solo ai tuoi amici veri.
Te ne accorgi quando preferisci ascoltare musica piuttosto che dialogare con la gente, quando al posto di passare una serata con una comitiva preferisci guardare un film.
Te ne accorgi quando rispondi a monosillabi ed eviti conversazioni per tornare a fare quello che stavi facendo.
Te ne accorgi quando ti pesa parlare, quando ti pesa stare a contatto con la gente, quando non hai voglia di stare in mezzo a persone che giudicano e guardano male senza sapere.
E me ne rendo conto ora perché è proprio ora che sto iniziando a capire cosa significa sentirsi invisibili, vuoti.
Ma la gente continua a guardare e a giudicare, e a dire la propria opinione quando ci sarebbe bisogno soltanto di silenzio.
E quindi vaffanculo
avete rotto il cazzo
e preferisco stare sola.

A noi ci ho creduto

Certe volte vorrei solo scriverti un misero “hey”,per farti sentire che ci sono. Anche se forse non mi vuoi più,io ci sono. Anche se forse mi hai rimpiazzato,io ci sono. Sono sempre qui così come ci sono sempre stata. Sono quella che ti ha dato conforto quando ne hai avuto bisogno,quella che ti ha sostenuto nei momenti di ansia,quella che ti ha fatto sorridere come non mai con quelle sue battute strane. Sono quella che hai salutato per prima quando sei arrivato in un nuovo Paese. Sono quella che ci teneva così tanto a te da dedicarti messaggi chilometrici nei quali ti ringraziava d'esistere. Ma sono anche quella che,lo ammetto,si è presa una cotta per te. Tra noi non ci sarebbe comunque stato nulla,quindi non te l'ho mai detto. Mi sono tenuta tutto dentro,non a torto. Non ti ho detto nulla anche quando,non credo ti ricorderai, ho tremato dopo un tuo bacio sulla guancia. Mi piaceva il tuo modo di essere. Mi piacevi tu. E le tue fisse. Ma non era destino,quindi non ci avevo nemmeno provato a dirtelo. Tutto andava bene,anche se io certe volte morivo dentro. Specialmente quando ti ho visto con quella ragazza. Non ce l'ho fatta e me ne sono andata da lì. Ma poi sono tornata in quella stanza. Sorridevo come non mai,ma dentro soffocavo. Ma ce l'ho fatta,ho superato anche quello. Tutto andava bene,tu eri lo stesso. E io ero felice. Poi sei diventato distante,non mi volevi sentire,non mi cercavi. Allora ti cercavo io. Avevo bisogno di sentirti. Ma tu rispondevi a monosillabi,quasi la mia presenza ti stesse dando fastidio. Allora ho smesso di scriverti. Temevo di disturbarti. Non so se ho fatto bene o se ho fatto male,ma l'ho fatto. Non so se leggerai mai questo mio post e non so se ti ci ritroverai,ma sappi che ti ho amato come non ho mai amato nessuno. Ti ho amato come il mare ama le sue creature,come la terra i suoi fiori,come il vento ama la terra. Ti ho amato e,lo ammetto,sono impazzita per te. Ho sofferto per te,ma non ho pianto. Ti ho insultato anche se non lo meritavi,per dimostrarmi agli occhi altrui forte. Ti ho anche ignorato per far vedere che non mi fregava più niente di te. Ma non era e non sarà mai così. Tu ci sei sempre stato e io ci sono sempre stata. Eravamo una squadra. E forse lo siamo ancora. Per te eravamo solo amici,ma io ti ho amato. Non te l'ho mai detto e credo che mai lo saprai. Ma ti ringrazio comunque per esserci stato,per avermi aiutato,per avermi sostenuto,per avermi dedicato quelle frasi. Ti ringrazio per essere entrato nella mia vita così,come un uragano a ciel sereno. Ti ringrazio d'esistere.

Sai che c'è? C'è che io non ti prometto niente, che sono un disastro e finisco per distruggere sempre tutto.  C'è che non ho sempre la parola giusta, ma ho di sicuro sguardi molto attenti. C'è che sono maldestra, incoerente e indomabile. C'è che sono gelosa, paranoica e insicura. C'è che ho un carattere particolare, sarei capace di scappare. E io sono consapevole di avere un carattere strano, che non sono la persona più aperta di questo mondo, che se m'incazzo me la prendo con tutti, che spesso mi isolo, che spesso entro nel mio mondo e non lascio entrare nessuno. So che per qualche strana ragione non riesco a spiegare quello che mi succede e so anche che le persone non capirebbero.  Quando le persone mi dicono che sono complicata, esigente, diversa, stronza hanno ragione. E’ così. Ma a me non interessa minimamente. E’ difficile stare con me, è difficile, lo so e va bene, perché invece di rapporti piatti e inutili, io sono per il conflitto, sono per quelle litigate che ti finiscono la voce, sono per mandarti al diavolo anche cento volte e in modi diversi. Non mi sento più in dovere di scusarmi quando non è colpa mia, non mi interessa più piacere per forza a chiunque. Se voglio urlarti in faccia non ci penso su due volte, se voglio dire qualcosa te la dico di persona. Quindi sì, stare con me è difficile. Cioè vedete, io non sono una ragazza molto dolce. Posso farmi odiare in meno di un giorno, sono irritante, lancio continuamente sfide per il semplice gusto di vedere quanto è facilmente corruttibile l'animo umano. Sono fredda, questo sì, ma per farmi sciogliere bastano piccole cose, ad esempio una di quelle frasi sdolcinate che io odio ma dentro mi fanno un grande effetto, non mi interessano le cose in grande, per niente. Sono testarda, antipatica, stronza, orgogliosa. Rido continuamente e rompo i coglioni alla gente col mio sarcasmo improvvisato ed è vero, dico troppe parolacce, bestemmie, sclero. Ho reazioni esagerate, non amo i consigli, vesto come piace a me e preferisco stare da sola che in un immensa folla. E sono anche molto strana. Dentro la mia testa c'è un nuovo mondo, c'è il casino e la confusione più totale. Ma credimi, sono la fredda, acida, stronza che ti da il mondo. Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia. Detesto i quasi, i forse, i monosillabi. Do peso alle parole. Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l’incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo. Credo sempre che l’ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta. Sono paranoica, impulsiva, sono gelosa e lunatica. Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo. Non so dire addio, so solo che resto, resto se credo in qualcosa.
—  pexssimist
Compresi immediatamente che lei era buona e mite. Le persone buone e miti non resistono a lungo, e pur non aprendosi mai del tutto, è come se non fossero in grado di sottrarsi alla conversazione: rispondono quasi a monosillabi ma più avanti si va più parlano.
—   Fëdor Dostoevskij, La mite

Sai che c'è? C'è che io non ti prometto niente, che sono un disastro e finisco per distruggere sempre tutto. C'è che non ho sempre la parola giusta, ma ho di sicuro sguardi molto attenti. C'è che sono maldestra, incoerente e indomabile. C'è che sono gelosa, paranoica e insicura. C'è che ho un carattere particolare, sarei capace di scappare. E io sono consapevole di avere un carattere strano, che non sono la persona più aperta di questo mondo, che se m'incazzo me la prendo con tutti, che spesso mi isolo, che spesso entro nel mio mondo e non lascio entrare nessuno. So che per qualche strana ragione non riesco a spiegare quello che mi succede e so anche che le persone non capirebbero. Quando le persone mi dicono che sono complicata, esigente, diversa, stronza hanno ragione. E’ così. Ma a me non interessa minimamente. E’ difficile stare con me, è difficile, lo so e va bene, perché invece di rapporti piatti e inutili, io sono per il conflitto, sono per quelle litigate che ti finiscono la voce, sono per mandarti al diavolo anche cento volte e in modi diversi. Non mi sento più in dovere di scusarmi quando non è colpa mia, non mi interessa più piacere per forza a chiunque. Se voglio urlarti in faccia non ci penso su due volte, se voglio dire qualcosa te la dico di persona. Quindi sì, stare con me è difficile. Cioè vedete, io non sono una ragazza molto dolce. Posso farmi odiare in meno di un giorno, sono irritante, lancio continuamente sfide per il semplice gusto di vedere quanto è facilmente corruttibile l'animo umano. Sono fredda, questo sì, ma per farmi sciogliere bastano piccole cose, ad esempio una di quelle frasi sdolcinate che io odio ma dentro mi fanno un grande effetto, non mi interessano le cose in grande, per niente. Sono testarda, antipatica, stronza, orgogliosa. Rido continuamente e rompo i coglioni alla gente col mio sarcasmo improvvisato ed è vero, dico troppe parolacce, bestemmie, sclero. Ho reazioni esagerate, non amo i consigli, vesto come piace a me e preferisco stare da sola che in un immensa folla. E sono anche molto strana. Dentro la mia testa c'è un nuovo mondo, c'è il casino e la confusione più totale. Ma credimi, sono la fredda, acida, stronza che ti da il mondo. Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia. Detesto i quasi, i forse, i monosillabi. Do peso alle parole. Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l’incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo. Credo sempre che l’ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta. Sono paranoica, impulsiva, sono gelosa e lunatica. Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo. Non so dire addio, so solo che resto, resto se credo in qualcosa. “Ho costruito la fortezza del mio carattere con tutti i mattoni che mi hanno tirato addosso.” “Nel cuore un serramanico, nella testa la guerra e il panico.”

-sofficilacrime-dargento
#io

Istruzioni antirapporto.

1) Non affezionarsi a nessuno.
2) Nessun buongiorno o buonanotte che sia.
3) Nessun sorriso spontaneo, al massimo solo di compassione.
4) Nessuna attrazione mentale, fisica nemmeno.
5) Nessuna emotions che potrebbe far pensare troppo.
6) Nessuna frase a doppio senso.
7) Comunicare il meno possibile.
8) Formulare frasi apatiche e noiose.
9) Non far credere di essere diversi.
10) Quando un discorso si fa importante deviarlo sulla stupidità.
11) Essere freddi come un congelatore ad Agosto.
12) Rispondere a cazzo.
13) Comunicare attraverso monosillabi.
14) Non avvicinarsi troppo.
15) Perennemente Stronzi.

l'incontentezza è il male del ventunesimo secolo ((ed il mio)).
piove, troppo, mi dà quasi fastidio. sono via dalle sei di questa mattina ed è l'una del giorno dopo, ma non mi sento nemmeno troppo stanca. ho perso un pacchetto di sigarette appena comprato. non mi sono comportata bene. non riesco a levarmi questi pesi di dosso. le parole mi escono a monosillabi miseri quando tento di spiegare qualcosa che vada oltre alla conversazione sul tempo e su quanto faccia schifo il liceo. provo a parlare per metafore (non funziona), mischio una lingua con l'altra.
penso
ho già scritto abbastanza per oggi
poi mi accorgo
che non mi basta mai.

Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia.
Detesto i quasi, i forse, i monosillabi.
Do peso alle parole.
Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l'incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo.
Credo sempre che l'ultimo tentativo
sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta.
Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo.
Non so dire addio.
So solo che resto, resto se credo in qualcosa.
—  E. J. Shanti (via loceanonegliocchisuoi)
Ti dico le ultime robe, poi sei vuoi puoi pure bloccarmi.
Oggi sarebbero stati 365 giorni di noi.
Se ci penso, mi vengono i brividi.
Ero innamorata di te. Lo sono stata per dei mesi interi e avrei voluto darti l'anima.
Ho provato in tutti i modi a farti ritornare da me. C'ho provato e riprovato per dei mesi e ci sto provando anche ora.
Tutte le persone con cui ne ho parlato mi hanno sempre detto che devo lasciarti perdere, che non ne vale la pena, che evidentemente non ti merito. Tu stesso mi hai detto che è tutto tempo sprecato perché tanto non ritorni.
Perché se tu vai via, non ritorni. Ma non mi capacito di questa cosa. Non voglio ammettere agli altri e a me stessa che ti ho perso, che non ci sei più e che non ci sono piu possibilità tra me e te.
Quante volte ti ho scritto? Quante volte ci siamo visti e io cercavo in tutti i modi di parlarti o di provare a fare un discorso normale? Quante?
Ti scrivo sempre le stesse cose, che mi manchi, che non ce la faccio piu, che sto male e alla fine è vero.
Perché mi manchi, perché non ce la faccio più, perché sto male e perché dopo di te io non ho più provato quello che provavo quando stavo con te.
Mi torni sempre in mente, ogni volta che penso di averti dimenticato in qualche modo torni ed ogni volta mi manchi sempre di più.
Sei l'unico che sa come tenermi testa, sei l'unico che riesco a sopportare, sei l'unico con cui non mi stufo dopo due giorni. E sapere che per te non è la stessa cosa fa male da morire.
So che non sopporti le cose sdolcinate, che scriverti tutto questo non ha senso perché non riceverò mai una risposta seria. So che non riaffronteremo per l'ennesima volta questo discorso e sono consapevole del fatto che io non sono più niente per te. Ma voglio farti sapere che ti penso, che sono cambiata, che non sono più una bambina, che non ho più quei comportamenti di cui ti lamentavi.
Sono migliorata, ho cambiato tutto quello che potevo cambiare e te lo giuro che l'ho fatto solo per te.
Ma ti odio. Ti odio più ti quanto ti possa immaginare, perché non esiste altra persona che mi faccia incazzare come fai tu quando mi rispondi con quei monosillabi, quando fai l'indifferente, quando non affronti i discorsi o quando mi dici che non sono più un cazzo per te. Perché alla fine non mi hai mai dato un vero motivo, oppure sono io che non riesco ad ammetterlo.
Non so più cosa fare per farti tornare, ce l'ho messa tutta ed evidentemente non è bastato.
Tanti auguri e stammi bene.
In quel momento - Lacrime

La prima già scende e non mi lascia il tempo di bloccarla perché scende inaspettata anche se è là pronta già da molto e molto tempo, si è conservata nascosta per scendere nel momento meno opportuno, per non darmi neanche il tempo di accorgermi che arrivava, per essere finalmente libera di scorrere dopo essere stata a lungo celata dietro occhi sognanti.

La seconda è nata nella pancia ed è salita in alto e nella sua corsa ha tolto un battito al cuore e mi ha lasciata senza fiato.

Poi la terza e la quarta e la quinta come sfogo, sfogo di una gioia che ho solo immaginato, di una condivisione per gradi, di una paura …perché era anche paura, paura di trovarmi davanti due occhi che non conoscevo, ma che mi guardavano dentro ed erano in grado di leggere.

E alla sesta il cuore non fa più male ed è diventato leggero.

Tutto ad un tratto ho ripreso l’uso dei monosillabi, riesco a respirare senza singhiozzare e un sorriso prende fiato e si confonde e dalla bocca passa al cuore, poi alla mente e ritorna alla bocca e in essa vi rimane.

Ora non mangio più lacrime, ma parole.

Ora i miei occhi rivedono.

Sai che c'è? C'è che io non ti prometto niente, che sono un disastro e finisco per distruggere sempre tutto. C'è che non ho sempre la parola giusta, ma ho di sicuro sguardi molto attenti. C'è che sono maldestra, incoerente e indomabile. C'è che sono gelosa, paranoica e insicura. C'è che ho un carattere particolare, sarei capace di scappare. E io sono consapevole di avere un carattere strano, che non sono la persona più aperta di questo mondo, che se m'incazzo me la prendo con tutti, che spesso mi isolo, che spesso entro nel mio mondo e non lascio entrare nessuno. So che per qualche strana ragione non riesco a spiegare quello che mi succede e so anche che le persone non capirebbero. Quando le persone mi dicono che sono complicata, esigente, diversa, stronza hanno ragione. E’ così. Ma a me non interessa minimamente. E’ difficile stare con me, è difficile, lo so e va bene, perché invece di rapporti piatti e inutili, io sono per il conflitto, sono per quelle litigate che ti finiscono la voce, sono per mandarti al diavolo anche cento volte e in modi diversi. Non mi sento più in dovere di scusarmi quando non è colpa mia, non mi interessa più piacere per forza a chiunque. Se voglio urlarti in faccia non ci penso su due volte, se voglio dire qualcosa te la dico di persona. Quindi sì, stare con me è difficile. Cioè vedete, io non sono una ragazza molto dolce. Posso farmi odiare in meno di un giorno, sono irritante, lancio continuamente sfide per il semplice gusto di vedere quanto è facilmente corruttibile l'animo umano. Sono fredda, questo sì, ma per farmi sciogliere bastano piccole cose, ad esempio una di quelle frasi sdolcinate che io odio ma dentro mi fanno un grande effetto, non mi interessano le cose in grande, per niente. Sono testarda, antipatica, stronza, orgogliosa. Rido continuamente e rompo i coglioni alla gente col mio sarcasmo improvvisato ed è vero, dico troppe parolacce, bestemmie, sclero. Ho reazioni esagerate, non amo i consigli, vesto come piace a me e preferisco stare da sola che in un immensa folla. E sono anche molto strana. Dentro la mia testa c'è un nuovo mondo, c'è il casino e la confusione più totale. Ma credimi, sono la fredda, acida, stronza che ti da il mondo. Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia. Detesto i quasi, i forse, i monosillabi. Do peso alle parole. Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l’incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo. Credo sempre che l’ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta. Sono paranoica, impulsiva, sono gelosa e lunatica. Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo. Non so dire addio, so solo che resto, resto se credo in qualcosa. “Ho costruito la fortezza del mio carattere con tutti i mattoni che mi hanno tirato addosso.” “Nel cuore un serramanico, nella testa la guerra e il panico.”

Mi hanno detto che con il mio caratteraccio non sarei andata da nessuna parte, che non faccio altro che allontanare tutti. Mi hanno detto di essere più dolce, di non rispondere a monosillabi alle persone che vogliono parlare con me. Mi hanno detto che devo abbracciare di più e di essere meno fredda. Ma sapete che vi dico? Che chi vuole avvicinarsi veramente a me non si ferma all'apparenza e va oltre.