monosillabi

Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia.
Detesto i quasi, i forse, i monosillabi.
Do peso alle parole.
Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l'incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo.
Credo sempre che l'ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta.
Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo.
Non so dire addio.
So solo che resto, resto se credo in qualcosa.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

E’ tutto così strano. Quando a me piace una persona le scrivo tutti i giorni, più volte al giorno. La chiamo per raccontarle la mia giornata, anche più volte al giorno, le invio foto per farle sapere dove sono e cosa sto facendo. Per me il dialogo e il saper ridere insieme sono due cose fondamentali, più del sesso, più delle coccole, perché ho bisogno di una connessione innanzitutto intellettuale che culmina in quella fisica. Con te, all’inizio ti scrivevo poco perché avevo paura di disturbarti. Poi ho iniziato a aumentare il ritmo, anche se sapevo che tu non sei quel tipo di persona, proprio perché avevo bisogno di sentirti. Rispondevi, e ridevamo tantissimo, e mi mandavi i baci random all’improvviso che mi facevano impazzire di gioia. Poi, pian piano, hai iniziato a non scrivere più, o a rispondere a monosillabi. Di conseguenza io capivo che o non potevi, o non volevi rispondere, Mi sono imposta di scriverti di meno, perché chiaramente non volevi parlare, perché eri preso dalle tue cose, e andava bene così. Siamo arrivati al giorno che io avevo la febbre, ero sola a casa, tutto il giorno nel letto, e tu mi hai scritto una sola volta. Poi ti ho cercato io, e di nuovo monosillabi. Pian piano son spariti i vari “buonanotte”, perché non rispondevi. Poi i buongiorno hanno iniziato a sciamare. Poi le foto. Oggi ci siamo sentiti un attimo verso le 10, non mi hai più risposto, non so perché, e io non ti ho più scritto. Son rientrata a casa poco fa, ti ho scritto, ma tu chissà dove sei. E sai la cosa che mi fa più male qual è? Che non ho sentito il bisogno di scriverti, Tutto il giorno. Non ci ho nemmeno pensato. Mi sono imposta così tanto di non darti fastidio visto che non rispondevi, che sono arrivata all’automatismo di non farlo. Per adattarmi a te, a quello che per te è assolutamente normale, mi sono spenta piano piano. Ma se io non parlo, arrivo davvero a non dire più nulla. Se non abbiamo dialogo, se non ci sentiamo, io non riesco a dirti cosa provo, cosa sento. Mi blocco, mi vergogno, mi sento inadatta, a disagio. Sono spaventata. 

Scusami mamma,
scusa se oggi non ho studiato. Se anche oggi ho passato la giornata a bivaccare e a stare su internet. Scusa se domani porterò della insufficienze a casa, perchè questo è un periodo no, e non riesco a concludere niente di positivo. Scusa se ancora una volta ti nasconderò le mie insicurezze, se costruirò dei muri tra noi, se ancora una volta non mi confiderò con te. Scusami se ti parlo a monosillabi, perchè non ti voglio spiegare più niente. Scusa se sto riversando la mia sofferenza su di te, scusa se ti farò incontrare decine di delusioni e non ti darò mai nessuna spiegazione. Forse perchè non c'è una spiegazione da darti, perchè per ora va così e basta. Scusa se ti nasconderò le sigarette, scusa se non avrò il coraggio di dirti che non ho studiato per domani, o se non ti dirò che non sono entrata a scuola perchè non ne avevo voglia. Lo so, non augurerei a nessuno un disastro come figlia. Mi dispiace tanto.

Adesso capisco le persone che dicono di essere repellenti alla società,
le capisco.
Pensavo fosse un po’ da tutti, odiare la società, no?
Beh no. Non è così. Lo sto capendo solo ora.
Perché si cazzo, a un certo punto vuoi stare solo.
Te ne accorgi quando a Natale vuoi restare a casa e dormire, quando a capodanno vuoi fare gli auguri solo ai tuoi amici veri.
Te ne accorgi quando preferisci ascoltare musica piuttosto che dialogare con la gente, quando al posto di passare una serata con una comitiva preferisci guardare un film.
Te ne accorgi quando rispondi a monosillabi ed eviti conversazioni per tornare a fare quello che stavi facendo.
Te ne accorgi quando ti pesa parlare, quando ti pesa stare a contatto con la gente, quando non hai voglia di stare in mezzo a persone che giudicano e guardano male senza sapere.
E me ne rendo conto ora perché è proprio ora che sto iniziando a capire cosa significa sentirsi invisibili, vuoti.
Ma la gente continua a guardare e a giudicare, e a dire la propria opinione quando ci sarebbe bisogno soltanto di silenzio.
E quindi vaffanculo
avete rotto il cazzo
e preferisco stare sola.

Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia.
Detesto i quasi, i forse, i monosillabi.
Do peso alle parole.
Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l'incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo.
Credo sempre che l'ultimo tentativo
sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta.
Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo.
Non so dire addio.
So solo che resto, resto se credo in qualcosa.
—  E. J. Shanti (via loceanonegliocchisuoi)
Lui sapeva che esistevo. Era deciso a tirarmi fuori dall'ombra, e io non potevo scappare. Non era scoraggiato dalle mie risposte monosillabi e dalle mie reazioni improvvise. Non aveva motivo per notarmi, e io stavo provando, senza successo, a ignorarlo. Ma lui mi stava coinvolgendo, e penso che lo sapesse - e la cosa sembrava divertirlo.
—  Rebecca Donovan
Istruzioni antirapporto.

1) Non affezionarsi a nessuno.
2) Nessun buongiorno o buonanotte che sia.
3) Nessun sorriso spontaneo, al massimo solo di compassione.
4) Nessuna attrazione mentale, fisica nemmeno.
5) Nessuna emotions che potrebbe far pensare troppo.
6) Nessuna frase a doppio senso.
7) Comunicare il meno possibile.
8) Formulare frasi apatiche e noiose.
9) Non far credere di essere diversi.
10) Quando un discorso si fa importante deviarlo sulla stupidità.
11) Essere freddi come un congelatore ad Agosto.
12) Rispondere a cazzo.
13) Comunicare attraverso monosillabi.
14) Non avvicinarsi troppo.
15) Perennemente Stronzi.

anonymous asked:

Vorrei tanto parlare con lui ma ho sempre paura di disturbarlo. Ti capita mai? Come fai in queste situazioni ?

Certo, mi capita ogni qualvolta io scriva a qualcuno per prima.
Di solito chiedo se disturbo, quando ho il sospetto che lo faccia, anche perché sono una gran rompiscatole. Che poi forse è anche una domanda stupida perchè chi vuoi che ti risponda “si, disturbi” ma nemmeno il più grande stronzo di questa terra, al massimo inventa una scusa o non risponde più. Anzi, forse va a finire che disturbo solo per quante volte lo chiedo.
Vabbè lasciando stare i miei flussi di coscienza e le mie paranoie…
Se hai piacere a sentire una persona e non si fa viva, forse l'unico modo per avere un contatto è cercarla. Quindi scrivile e se impiega sempre molto tempo a rispondere o lo fa a monosillabi oppure è particolarmente fredda, chiedi se disturbi, altrimenti indaga sul perché di questo atteggiamenti, magari non sei tu la causa.

Compresi immediatamente che lei era buona e mite. Le persone buone e miti non resistono a lungo, e pur non aprendosi mai del tutto, è come se non fossero in grado di sottrarsi alla conversazione: rispondono quasi a monosillabi ma più avanti si va più parlano.
—  Fëdor Dostoevskij, La mite
Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia. Detesto i quasi, i forse, i monosillabi.
Do peso alle parole.
Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via.
Ho l'incazzatura abbastanza facile, ma mi basta un piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo.
Credo sempre che l'ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta.
Sono paranoica, impulsiva, sono tremendamente gelosa e sono lunatica.
Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo.
Non so dire addio.
Non sono un granché: ne fisicamente ne caratterialmente.
Ci sono molte persone migliori di me.
So solo che resto, resto se credo in qualcosa.
—  E. J. Shanti

L'amico di un mio amico, L., non so perché ha sviluppato una certa curiosità nei miei confronti, tant'è che oggi mi ha addirittura inviato un messaggio.
Abbiamo parlucchiato un po’ però ho la sensazione che mi trovi banale, la conversazione è arrivata poi a un punto morto e mentre io mi arrampicavo sugli specchi per farla proseguire, lui ha iniziato a rispondere a monosillabi.
So di essere precipitosa, però L. si comporta esattamente come il suo amico (che è anche il mio), oltre a condividere gli stessi interessi. Proprio quest'ultimo ha detto che sono banale come persona.
Per questo mi chiedo il perché di questo suo interesse nei miei confronti.

Che urto quando non hai voglia di parlare e per farlo capire rispondi a monosillabi ma loro continuano imperterriti a fare domande stupide

No. Ti ho chiesto se sei felice. È una domanda che prevede solo due risposte. Due monosillabi. O è ‘sì’ o è 'no’. Non esistono i 'forse’ o i 'ma’. Esisti tu, che metti sui piatti della bilancia tutti i tuoi pro e contro e vedi da che parte pende l'ago.
La felicità è marcata da una linea. Starne al di sotto non vuol dire essere tristi o stare male. Stare al di sopra non vuol dire essere senza preoccupazioni e timori.
Amo il mare, il rumore delle onde.
Detesto i quasi, i forse, i monosillabi.
Do peso alle parole.
Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via.
Ho l’ incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo.
Credo sempre che l’ ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta.
Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo.
Non so dire addio.
So solo che resto, resto se credo in qualcosa.
—  ※snapchat: lorenzalucani※
Scusami mamma,
scusa se oggi non ho studiato. Se anche oggi ho passato la giornata a bivaccare e a stare su internet. Scusa se domani porterò delle insufficienze a casa, perchè questo è un periodo no, e non riesco a concludere niente di positivo. Scusa se ancora una volta ti nasconderò le mie insicurezze, se costruirò dei muri tra di noi, se ancora una volta non mi confiderò con te. Scusami se ti parlo a monosillabi, perchè non ti voglio spiegare più niente. Scusa se sto riversando la mia sofferenza su di te, scusa se ti farò incontrare decine di delusioni e non ti darò mai nessuna spiegazione. Forse perchè non c’è una spiegazione da darti, perchè per ora va così e basta. Scusa se non avrò il coraggio di dirti che non ho studiato per domani, o se non ti dirò che non sono entrata a scuola perchè non ne avevo voglia. Lo so, non augurerei a nessuno un disastro come figlia. Mi dispiace tanto.
—  fanculoquestomondo

I ragazzi d'oggi sono diventati incredibilmente freddi. Sono trattenuti da quest'orgoglio inutile, si perché fa di moda lo stronzo arrogante che risponde a monosillabi. È misterioso! Certo. Sembra che il mondo debba girare intorno a loro. Non si sprecano a far niente, e non è pigrizia. È che la maggior parte deve mantenere un'immagine errata che si è creata, non so come, in questi ultimi tempi. Ora il carisma di un ragazzo sta nel trattar male le persone, nel far finta di non provare nulla per nessuno, nell'odiare tutto e tutti. E quando arrivi al punto di parlarci di persona, alcuni di loro non sanno nemmeno formularti una frase che per farla completa c'inseriscono una bestemmia. Certo è vero, sono troppo occupati a drogarsi. Ah e ci sono quelli che se non partecipi a eventi mondani e non risulti nella lista popolare dei loro amici di Facebook.. chi ti conosce?

Questo è lo stereotipo del boh 90% dei ragazzi di oggi? Cazzo provate a dirmi che non è vero e ritiro tutto! Sarò io all'antica che so.. ma quello che ho visto io fin ora della mia generazione, per non parlare di certe ragazze, è umiliante rispetto alle generazioni passate. Nessuno ha più rispetto per nessuno.

—  pensiero personale