moment

E si rimane attaccati ad ogni cosa. Tutto ritorna in momenti diversi. Si rimane attaccati ai ricordi, agli atteggiamenti, alle abitudini, ed essi ti ritornano in mente quando non esistono più, quando qualcosa è cambiato, quando li vorresti nuovamente presenti pur essendo consapevole che ciò non avverrà. Allora sei costretto a guardarti indietro, a pensare:“una volta era così.” Non è semplice nostalgia, è qualcosa di più! È qualcosa che, per quanto sia stato bello, adesso ti logora dentro con la sua assenza. Come intendere allora il cambiamento? Positivo? Negativo? Dannoso? Possiamo paragonarlo ad una tortura. Si, perché ad esso corrisponde il dolore del ricordo di ciò che prima era stato e che non sarà più… Non ci si abitua. Non puoi abituarti al cambiamento, non è mai uguale, sempre diverso, sempre più o meno doloroso e perennemente malinconico. Chi stabilisce che qualcosa deve cambiare? Il tempo? Il tempo è maestro. Capisci molte cose col tempo, cose che all'inizio appaiono tutt'altro che chiare. Il tempo è un ausilio al cambiamento, qualsiasi cosa muta in esso. Chi dirige il cambiamento? Forse la mano misteriosa del destino. E se il destino non esistesse? Allora la malvagità dell'uomo innesca tale processo al fine di provocare dolore, sofferenza, nostalgia, malinconia… Perché? Il perché rimane un mistero.
—  nessuno-000
I was in L.A. He was in Miami. I was at the Pacific. He was at the Atlantic. And yet he still only felt a moment away.
—  Wren