missione spaziale

Nikon Live Roma, un evento che ti fa passare la voglia di fotografare.

Premessa – Il mondo della fotografia si divide in due tipi di persone: chi fotografa e chi non fotografa.

Chi non fotografa in genere porta la macchina fotografica ovunque, conosce tutti i modelli dal 1950 ad oggi e a casa ha un hard disk dedicato con una capacità di memoria superiore a quanta ne basterebbe a Samantha Cristoforetti per raccogliere dati in otto anni di missione spaziale.

Chi fotografa, e intendo chi bene o male con la fotografia ci campa, di solito la macchina fotografica la lascia tranquilla nella custodia appena può. Ed è giusto così. Avete mai visto una sarta prendere le misure di un abito in spiaggia? O un chirurgo al ristorante tagliare la fiorentina con il bisturi? Ecco, vi siete dati la risposta.

Quindi, il motivo per cui ad un evento dove si parla di fotografia, vengono mostrate fotografie e presentato tutto quello che di più all’avanguardia il mondo della fotografia possa offrire, ci si debba andare con la propria macchina fotografica al collo, per me rimane un mistero. È come andare al ristorante di Gualtiero Marchesi e portarsi la pizzetta da casa.

E ancora peggio, andare al Nikon Live con al collo una Canon è un oltraggio, un’ offesa, una cafonata che solo perché mi rimangono pochi mesi di condizionale non ho lavato col sangue. Vai, vai con la sciarpa della Lazio ad una partita della Roma, se hai coraggio. Viene qui con la sua Canon al collo a toccare le Nikon. Ma come si permette? Non lo sa che poi vanno disinfettate?

Come dite? Ci sono i photoboots con le modelle ed avete le sezioni di shooting?

E poi che ci fate con tutte quelle foto di fregne in posa? No, ok, non lo voglio sapere.

Vedere tutti questi professionisti, o aspiranti tali, diligentemente in fila per poter mettere l’occhio dietro un obiettivo 800mm f/5.6 (per i non addetti quello lungo 50cm) che raramente potranno permettersi, mi fa venire in mente le immagini tristissime della gente che va ai festival dell’erotismo accalcati sotto il palco per tentare di toccare una tetta della pornostar di turno.

Ora, per chi ancora non le conoscesse, le 4 regole auree del mondo della fotografia:

1)   L’abilità di un fotografo è inversamente proporzionale alla lunghezza del suo zoom.

2)   Al contrario della scrittura, dove si viene esortati a scrivere ogni giorno, in fotografia è consigliato fotografare meno, ma meglio. Il fatto che la vostra scheda SD abbia 32GB di memoria, non significa che dovete riempirla tutta tutti i santi giorni.

3)   Se avete fatto vostro il motto di Cartier-Bresson sulla fotografia che “È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore” – ricordate che era vecchio e si dimenticò di aggiungere “Il Culo”.

4)   Se su una foto passate più tempo a post produrla che a scattarla fatevi un favore: vendete la macchina e comprate un Dolce Forno. Il cake design può dare molte soddisfazioni.

Finita la premessa, finisco anche io. Ho amici e conoscenti alla Nikon e vorrei continuare a ricevere l’invito, se non altro per la busta Nikon con cui farò la spesa ammirato da tutte le MILF del discount. Perché sì, mi occupo di fotografia, i supermercati seri non me li posso permettere e la busta mi serve.