misantropia

Sono una persona estremamente insicura, non mi piace mai quello che faccio, ma credo sempre che sia troppo poco, perché mi sento troppo poco. Questo mi porta ad essere fredda e a restare sola. Mi chiudo in me stessa e penso, penso fino a farmi male. Per quanto cerchi di non interessarmi del giudizio altrui, questo mi influenza fin troppo e mi sento giudicata anche solo quando chiedo un cappuccino al bar, nonostante mi ripeta che non vale niente. Sono molto timida, alcuni lo scambiano per mancanza di interesse o freddezza, ma non é cosí. Ho un problema ad esprimermi, non riesco a dire quello che penso o provo a voce alta e anche questo mi distrugge. Quante volte avrei voluto correre tra le braccia di qualcuno e dire tutto quello che mi passava per la testa. Non mi lascio andare, penso troppo e prendo troppo poche iniziative. Mi sento come se il mondo si aspettasse qualcosa da me, ma non ne fossi all'altezza. Ho paura del futuro. Ho paura di fare scelte sbagliate, tanto che a volte ci metto una vita a scegliere, anche solo il gusto del gelato. Passo da momenti di eccessiva riflessione ad altri di folle, definitiva impulsività. Anche quando le persone dicono di tenere a me, per me é impensabile, non riesco a crederci fino in fondo, come se fosse impossibile pensare ad una come me. Non credo che un mio messaggio cambierebbe l'umore a qualcuno, mai. Ho sempre paura di disturbare, di sbagliare. Mi blocco anche quando vorrei fare nuove amicizie, esperienze. Penso troppo alle conseguenze e rimango ferma dove sono, senza rischiare, anche se a volte lo vorrei tanto. Rileggo mille volte quello che scrivo prima di inviarlo (come adesso). Mi sento fuori posto, inadeguata, non mi vado mai bene. A volte mi sento misantropa ai massimi livelli, non sopporto nessuno, ma avrei tremendamente bisogno di sentirmi meno sola. Quante cose sarebbero diverse se non fossi cosí paralizzata, ma lo sono spesso. Non so mai cosa rispondere quando mi chiedono se ho un libro, una canzone, un film preferito. Penso sempre che ci sia qualcosa di sbagliato in me, dentro e fuori. Dicono: “É l'adolescenza”, ma quanto dura questa adolescenza? Ho bisogno di novità, di qualcosa che renda le mie giornate diverse, meno monotone, ma mi sveglio la mattina e non ho niente da aspettare, che mi dia un motivo per alzarmi dal letto. Ed é colpa mia. Io, che non ho niente di speciale, se non il superpotere di fare confusione. Vorrei fregarmene di tutto e a volte ci riesco. Altre volte meno. Vorrei sciogliermi, uscire dalle regole che mi autoimpongo anche senza criterio e liberarmi da me stessa.
—  quattro-ottobre
Società di merda

Ti accorgi sempre più che il mondo va a rotoli quando vedi una 2007 con la sigaretta in mano, che non sa nemmeno tenere ed aspirare, che urla contro la madre perché non ha tempo per accompagnarla dall'estetista. Quando tutti danno peso solo al giudizio altrui e indossano maschere su maschere. Quando basta ridacchiare come oche per un paio d'ore per reputarsi migliori amiche, per poi buttarsi merda addosso alle proprie spalle. Quando se dici di essere gay alla gente quasi viene un infarto e cerca di convincerti che sia solo una fase o, peggio, che tu sia malato. Quando al TG ha più importanza parlare del nuovo trend piuttosto che di un duplice omicidio. Quando vieni etichettato come “diverso” e lasciato in disparte se non condividi la stessa mentalità stupida degli altri. Quando se sei donna e rimorchi sei troia, ma se sei uomo e fai la stessa cosa sei un grande. Quando ai genitori non interessa un cazzo del benessere dei propri figli che tanto basta dargli un bene materiale per dimostrargli il proprio affetto, anche se tutte le sere torni a casa sbronzo e fatto e rompi i coglioni finché non collassi sul divano. Quando se non fai parte del gregge vieni deriso, se non trattato male. Quando per avere voti alti devi essere la cocca del prof, se no puoi anche studiare 6 ore al giorno ma avrai sempre voti bassi. Quando c'è gente che ancora uccide per il proprio dio. Quando gli animali vengono maltrattati ed uccisi senza motivo perché tanto non hanno sentimenti. Quando non puoi neanche respirare che tutti si fanno i cazzi tuoi. Quando ci sono ancora persone che dormono per strada, mentre altre si puliscono il culo con l'oro e se ne fregano. Quando essere rimpiazzati è talmente semplice da sembrare irreale. Quando vieni giudicato e deriso in base al colore della tua pelle. Quando ci sono animali che vengono chiusi in gabbie per intrattenimento. VOGLIO VEDERE QUANTO CAZZO È DIVERTENTE SE ORA TI PORTO IN UN LUOGO COMPLETAMENTE DIVERSO DA QUELLO IN CUI ABITI, TI METTO IN UNA GABBIA E TI OSSERVO. Quando la gente crede di offenderti definendoti “frocio”, “trans” o “lesbica”. Quando se fumi, bevi ed assumi certi atteggiamenti nocivi e immaturi vieni reputato coatto. Quando c'è gente che si taglia o finge di essere depressa perché “ihihi va di moda xd”. Vaffanculo. Il genere umano ha fallito.

Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…
—  Charles Bukowski
La gente non è cattiva, mia cara. È idiota, il che è ben diverso. La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L’idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione. Si sente orgoglioso in quanto può rompere le palle, con licenza parlando, a tutti coloro che considera diversi, per il colore della pelle, perché hanno altre opinioni, perché parlano un’altra lingua, perché non sono nati nel suo paese o perché non approva il loro modo di divertirsi. Nel mondo c’è bisogno di più gente cattiva e di meno rimbambiti.
—  Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento.
Si algo se debe cuestionar sin deber, aún sin conocer conociendo, la mayor proximidad y cercanía recae sobre la especie humana quienes de sus acciones se aborrecen cuando la ignorancia incrementa.
—  Firthunands
El hombre rico de espíritu aspirará sobre todo a la ausencia de dolor y de preocupaciones, a la serenidad y al ocio, y, en consecuencia, buscará una vida tranquila, modesta, pero lo más independiente posible, y, en consecuencia, tras haber conocido durante cierto tiempo al denominado hombre, optará por mantenerlo a distancia, o incluso, si es un genio excepcional, escogerá la soledad. Pues cuanto más sea lo que tiene alguien en su interior, tanto menos requerirá de fuera y, por consiguiente, tanto menos significarán los otros para él. De ahí que la eminencia del espíritu conduzca a la misantropía.
—  Aforismos sobre el arte de vivir ~ Arthur Schopenhauer