milanosonoio

Non so voi: ma io quando incrocio qualcuno con un longboard in via dei Missaglia al tramonto mi fermo a parlargli.

E così conosco Domenico, venticinquenne nuovo milanese dalla Puglia che lavora in uno dei maggiori portali di couponing - che non diciamo via, ma avete capito - e abita proprio là, non nelle torri bianche ma poco dietro. Un tipo molto simpatico: con cui discorriamo brevemente sugli amici infami che entrambi abbiamo, i quali vivono in località marittime e in pausa pranzo vanno a fare il bagno.

Ah, Domenico al solito finisce anche in quella mia piccola pazzia che è MilanoSonoIo. [mille facce per mille giorni senza barare, per farla breve: dovrei finire a primavera 2015, al momento sono circa 200]

Milano - piazza gambara
Aiuole (quanto è difficile questa parola) che ti fanno sentire in Provenza… Non che si possa sostituire l’itinerario della lavanda eh! Ma quando esci dalla metropolitana e vieni avvolto dal profumo di tutte queste piante… Beh, e’ bello! Sarà che la lavanda ha proprietà rilassanti…

Quando faccio queste foto qui la conversazione dura poco: un centinaio di secondi in cui spiego il perché e il percome e via.

Porto a casa un nome di battesimo e una professione o un corso di studi. Niente cognomi, niente zone, niente telefoni, a volte una mail, più spesso niente. Per me è sano così.  

Ad avere tempo però poi sarebbe bello andarli a cercare: o ricordarsi che quella della foto si chiama Francesca ed è un mix di studentessa e gelataia. Indizi per la gelateria: via Vigevano. 

Tutti loro hanno sempre la paura di rivedersi e di non piacersi, di vedersi chissà come, forse scollati da come si immaginano o come si vedono allo specchio: anche lei ce l'aveva questa paura. Per me sbagliano tutti perché sono bellissimi, tutti, pure quando le foto che gli faccio fanno schifo, evento tutt'altro che raro! 

Qui quelli finiti su Tumblr

Qui quelli finiti su Facebook

Questo ormai è il terzo 23 dicembre consecutivo che vado avanti a fare questa cosa: parlare con una persona che non conosco per strada, farci due parole, farle una foto, e salutarla. Non lo faccio solo il 23 dicembre: lo faccio ogni giorno, all'alba o più spesso al tramonto o al buio. 

Mi son detto che arrivo a mille e mi fermo: vado avanti da tre anni, per cui questo è l'ultimo 23 dicembre.

Gli altri lui su Tumblr sono qui

Cristian o Christian? Non so.

Però: operaio, si alza tutti i giorni intorno alle 5, arriva a questa stazione che ho vicino casa, prende il treno va a Brescia e molla il motorino, va a fare l'operaio a Brescia, anzi. Neanche a Brescia: un po’ dopo.

Torna alla stazione intorno alle 20.30. Slega il motorino col numero 34, come Kevin Schwantz, vero eroe di epoche lontane a quelle dei Valentinii Rossii e degli Jorges Lorenzos e dei CIAO SIC ♥ prende e va a casa dalla persona che ama e da suo figlio.

Lui è del 1986, anno di cui ho già qualche sfocatissimo ricordo.  

“Tu sì che ti fai il culo Cristian, bravo cazzo, forza”.

Grandissimo e gentilissimo, un grande grazie ancora.

Eccolo qui Nicolò - o Niccolò? - anima del Vinario di via Confalonieri all'Isola insieme a Valeria. Bravi loro. Ah e Nicolò - o Niccolò - ovviamente è anche su MilanoSonoIo, ci mancherebbe! 

Ps: ma il meetup di Tumblr? Non è che la cosa sia finita nel nulla. È che qui si attende ancora che Tumblr calendarizzi ufficialmente la cosa.