Stamattina, camminando per le vie del centro, ho pensato ad alcuni momenti della mia infanzia. Ho ricordato come passassi il tempo a fare sudoku, come mi ingegnassi a crearne di nuovi; ho ricordato cosa risposi a uno dei primi questionari della mia vita, il quale m’interrogava su cosa avessi voluto fare da grande: inventore, cestista, avvocato. Un sorriso m’ha percorso il viso. Ho ricordato come, alle medie, dei tre libri di matematica consumai fino allo sfinimento soltanto la sezione relativa alle olimpiadi della matematica. Ho rivisto il volto della mia professoressa, ho ripercorso la sua severità, il panico sui volti dei miei compagni di classe, come io mi prendessi gioco di lei. Erano ancora gli anni dell’ottimo, distinto, sufficiente, insufficiente; e per quanto risultassi insopportabile con la mia condotta, non riusciva (non poteva) darmi meno di ottimo. Ripensandoci, è una delle migliori professoresse che abbia mai avuto; ma chi l’avrebbe mai detto?
Entrando in Meravigli, sono andato oltre. Ho pensato a ciò che mi disse un mio amico qualche tempo fa: chiedere aiuto non è una debolezza, ma è una grande presa di coscienza. Questa è una delle frasi che credo porterò con me per il resto della mia vita. L’ho ributtata allora e la rifiuto anche oggi, ma la trovo bellissima; soprattutto perché detta con il cuore. In mattinata ho avuto anche un botta e risposta con una persona. “Giovanni, tu ti fai abbracciare?” “Mh, boh; ogni tanto abbraccio qualcuno, sì. Però è molto raro.” “Abbracci o ti fai abbracciare?” “Abbraccio.” “Ecco, lo vedi? So perché non ti fai abbracciare, ma tu hai bisogno di abbracci. Non senti di aver bisogno, non pensi mai al fatto che tu possa averne bisogno?” “No, mai.” “Ecco, la metti di nuovo sul piano intellettuale; gli abbracci e l’intelletto non c’entrano nulla.” “E tu nel momento in cui analizzi gli abbracci, lo fai con la testa o con il cuore?”
Ora ho appena finito di studiare e mi sono nuovamente rimesso a pensare. Soltanto che sono così tanto stanco che vorrei pensare a come dimenticarmi di questo vuoto e vivere un’esistenza paga. Poi realizzo che l’esistenza è paga proprio per questo vuoto. Non so quanto ci sia di razionale, forse fin troppo; ed ecco, allora, il perché sia così interessante.
Ho voglia di birra. Stasera uscirò e andrò al birrificio, dimenticandomi per qualche ora di pensare.

FOTOGRAFIA FUTURISTA

Galleria Carla Sozzani, Milano
11.06.2015 - 01.11.2015

© Maggiorino Gramaglia, Spettralizzazione dell'Io, 1931, Museo Nazionale del Cinema, Torino, courtesy Galleria Carla Sozzani, Milano

On the occasion of its twenty-fifth anniversary, the Carla Sozzani Gallery presents “Fotografia Futurista” curated by Giovanni Lista. The exhibition explores, through the arc of half a century, the way in which the futurists took possession of the photographic language as a medium to capture the pulse of life in this new century, and to transmute “natural” reality into a process of active creation and evolution.

Over one hundred original photographs from both private collections and National Trusts: Archivio Francesco Trombadori, Rome; Collezione Giorgio Grillo, Florence; Fondazione 3M, Milan; Fondazione Torino Musei, Turin; Fondo Francesco Negri, Casale Monferrato; Fondo Italo Bertoglio, Turin; Foto Studio Pedrotti, Bolzano; Gabinetto Fotografico Nazionale, Rome (ICCD-MiBACT); Galleria Civica di Modena, MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; Museo Nazionale del Cinema di Torino; Raccolte Museali Fratelli Alinari (RMFA), Florence; Touring Club Italiano, Milan.

Divided into four sections, from the destruction of the mimicry of nature, to the innovative research of the Twenties and Thirties, the exhibition "Futurist Photography” includes the formalized photodynamism of the Bragaglia’ brothers, many portraits of Depero, photomontages by Tato, and even photo-performance. In tune with the best European avant-garde revolutions, futurist works explored  liberal and eccentric tastes, the hyperbole of grand visions and ideas well outside of the canons of bourgeois society.

© Fortunato Depero, (on the left) ‘Autoritratto con sigaretta’, 1915, photo performance, graphic intervention; (on the right) Autoritratto con pugno, Roma 1915, foto performance Mart, Archivio del 900, Fondo Fortunato Depero, courtesy Galleria Carla Sozzani, Milano

The first section documents the early years. The Twentieth century exposed the illusion of the “natural” images, presenting them as the artifical creations they were. Images no longer reflected nature, but were built in the studio: even the so-called “spiritualist photos” were very often deliberately ironic and openly displayed for amusement. Futurists doubled or split images to capture a sequence, to freeze movement.  This formal scanning highlighted the functional reality and placed the  focus on the abstract rhythm of light or lines. Multiple portraits were done within a mirrored room or as photomontage with a fantastical or humorous view; a view that Umberto Boccioni immediately saw as an image of the ontological multiplicity of the being which will be reflected in Luigi Pirandello’ s complex novels some time later.

The second section is devoted to the most significant contribution of futurism to the history of photography: the invention of the “Fotodinamismo”, or the photograph of movement as energy in place. The brothers Anton Giulio and Arturo Bragaglia explored the capacity to fix a sudden gesture in terms of pure energy that transcended the body.  The Bragaglia brothers sensed the opportunity to capture the light trail drawn by a moving body as a deep verification of a spiritual reality and as the manifestation of the life force that inhabits matter.

© Fratelli Bragaglia, Giovane che si dondola, photodynamic portrait, 1912, Fondazione Primo Conti, Fiesole, Fondo Sanminiatelli, Corrispondenza Bragaglia Sanminiatelli, courtesy Galleria Carla Sozzani, Milano

© Gustavo Bonaventura, Photodynamic portrait of Anton Giulio Bragaglia, 1913, private collection, courtesy Galleria Carla Sozzani, Milano

The photographic portrait is represented in the third section as a vehicle for futurist communication but also as a chance to re-invent the emblematic image of themselves as avant-garde artists. Compensating for the passive recording of reality by the mechanical process of the camera, some futurists invented the photo-performance in which they delivered histrionic or clownlike self-mocking images of themselves.

The fourth section is devoted to the research of the Twenties and Thirties.  At this time the Futurists completely agreed with the best European avant-garde ideas and acted as a visual and intellectual irritant to the growing “fascist culture”. The photomontage, the photo-collage, the composition of objects, the play of light and the use of mirrors, the theater of shadows, the esoteric symbologies, all the mysterious and allusive images and paradoxical ideas were clearly outside of the Fascist regime’s iconography.

© (from the left): Italo Bertoglio, Gasometro, 1932, Fondo Italo Bertoglio, Torino; Elio Luxardo, Scarpa,1940, Archivio Fotografico Fondazione 3M, Milano; Piero Boccardi, Dalla luce alle tenebre, 1931, fotomontaggio, Coll Giorgio Grillo, Firenze, courtesy Galleria Carla Sozzani, Milano

© Italo Bertoglio, Velocita, 1930, Fondo Italo Bertoglio, Torino, courtesy Galleria Carla Sozzani, Milano

On show the selected photos from thirty-one authors from the early Twentieth century until the end of the Forties: Vittorio Alinari (Florence, 1859/Livorno, 1932); Mario Bellusi (Ferrara, 1893/Rome,1955); Francesco Benvenuti (Florence, 1863/Viareggio, 1919); Italo Bertoglio (Turin, 1871/1963), Piero Luigi Boccardi (Intra, 1890/Turin, 1971); Umberto Boccioni (Reggio di Calabria,1882/Verona, 1916); Gustavo Ettore Bonaventura (Verona, 1882/Rome, 1966); Anton Giulio Bragaglia (Frosinone, 1890/Rome, 1962) e Arturo Bragaglia (Frosinone, 1893/Rome, 1962); Mario Castagneri (Alexandria, 1892/ Milan, 1940); Gianni Croce (Lodi, 1896/Piacenza, 1981); Tito D’Alessandri (Rome, 1864/1942); Ferruccio Antonio Demanins (Trieste, 1903/1944); Fortunato Depero (Fondo, 1892/Rovereto, 1960); Mario Gabinio (Turin, 1871/1938); Maggiorino Gramaglia (Turin, 1895/1971); Giovanni Giuseppe Guarnieri (Locorotondo, 1892/Mendoza, 1976); Emanuele Lomiry (Ancona, 1902/Rome, 1988); Elio Luxardo (Sorocaba, 1908/Milan,1969); Carlo Maiorana; Filippo Masoero (Milan, 1894/Rome, 1969); Bruno Munari (Badia, 1907/ Milan, 1998); Francesco Negri (Tromello in Lomellina, 1841/Casale Monferrato, 1924); Mario Nunes Vais (Florence 1856/1932); Ivo Pacetti (Figline 1901/Albissola, 1970); Giulio Parisio (Naples, 1891/1967); Enrico Pedrotti (Trento, 1905/Bolzano, 1965); Guido Pellegrini (Milan, 1886/1955); Tato alias Guglielmo Sansoni (Bologna, 1896/Rome, 1974); Thayaht alias Ernesto Michahelles (Florence, 1893/Marina di Pietrasanta, 1959; Enrico Unterveger (Trento, 1876/1959); Wanda Wulz (Trieste, 1903/1984).

The exhibition catalogue, “Fotografia Futurista” curated by Giovanni Lista and published by Carla Sozzani Editore, will brought together the photographic research and the new visual codes enabling to better understand the Futurists and their enduring influence.

© Galleria Carla Sozzani | urbanautica Italy

Perché? Te non balli in mezzo alla fontana di #piazza #castello con tanto di orchestrina? #leisuonailpianoluilatromba #clarinetto #marcellocomehere #AnitaLèvate #AnitaWho #cenaconme #cenainbianco #cap10 #lacamerachiara #castello #castellosforzesco #chateu #instamilano #igersmilano #milan #milano #totalwhite (presso Fontana Piazza Castello)

Una piccola anteprima del servizio fotografico realizzato a #milano con @jessicadevirgilis 🔝 è stato entusiasmante lavorare con lei, dolcissima e altrettanto professionale! ❤️❤️❤️
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Directly from camera 😻 great shooting by @rachelepettarelliph outfits by @robertasbob so #fashion so #beautiful #shooting #editorial #igersitalia #igersmilano #moda #model #modelagency #modelmilano (presso www.rachelepettarelli.com)