mica bella

mi sono appena svegliata e finalmente ho dormito bene, ma ho realizzato che oggi è il primo agosto e mi sento male perché il tempo passa e mi sembra di non darci mai un senso, di buttarlo via, di buttarmi via.
mamma dice che con la treccia sto bene e che sono bella, ma mica vale come complimento perché per lei sono sempre bella. a volte penso che abbia una percezione sbagliata del vero e vorrei chiederle come fa a pensare ciò, ma poi ricordo che è pur sempre mia madre e allora si spiega tutto.

Ma alla fine ai ragazzi cosa importa di te?
Tu mica sei bella come le altre.
Tu non sei quella simpatica.
Quella che fa il primo colpo il sabato sera,
vestita tanto bene,con un sorriso meraviglioso.
Non sei quella con cui i ragazzi iniziano a parlare,
o magari quella con cui scherzano subito.
Tu sei quella asociale,solo perchè ti piace ascoltare la musica
con le cuffie.
Quella con atteggiamenti un po strani,
magari prima dolce e poi acida..
Tu sei quella semplice,che nasconde una grande tristezza
in un minimo sorriso.
Un sorriso che fa credere,quanto io ‘stia bene’.
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Certi sguardi come ninnananne alle incertezze,
alle insicurezze,
alle paure.
Mi guarda coi suoi occhi,
che effettivamente potrebbero essere solo suoi,
e riesce ad addormentarmi le cose brutte e le brutte cose,
mi guarda come se fossi bella,
ma dico così solo perché non mi sta guardando ora,
sennò direi che mi guarda perché sono bella.
È amore quando lui ti guarda e tu sei bella?
(Da notare che non ho mica scritto ‘ti senti bella’ ma 'sei bella’.)
Credo di sì, dovrebbe essere amore.
Ti amo e ti bacio, fino alla fine del mondo,
ma anche dopo,
perché in effetti la fine del mondo è quando sorridi.
—  Elinor Scoltock
Il senso della vita

Erano i primi anni di liceo e mi piaceva questa ragazza che vedevo di tanto in tanto in estate. Si chiamava Jessenia ed era bellissima. Non solo nell'aspetto, ma anche nei modi dolci, nei movimenti aggraziati e nelle sue parole sempre solari e gentili. Aveva i capelli lunghissimi e biondi e ballava il latino americano. Ogni volta mi invitava e ogni volta io dicevo di no. Lasciavo che altri, tutti più grandi di me, che invece avevo la sua stessa età, la circondassero ballandole attorno. Li lasciavo fare perché ero sicuro che lei non avrebbe dato corda a nessuno, perché una così bella mica si prende il disturbo di notare quei quattro scemi che le ballano attorno? Poi venne un'altra ragazza che si chiamava Valentina. Aveva i capelli neri a caschetto ed era pure lei bellissima, ma più nell'aspetto e meno per il resto. Mi presentò una sua amica brutta. Ricordo che ai tempi le ragazze ci provavano spesso presentandomi le loro amiche brutte, per stare tranquille. Infatti presto Valentina mi chiese se la sua amica brutta (che si chiamava Aida) mi piacesse, e io risposi che no, che ovviamente no (non sono mai stata una persona molto profonda, temo), e allora mi disse che era contenta, perché piacevo anche a lei, e siccome mi parve troppo scortese precisare che però mi piacesse questa Jessenia feci finta di niente e soprassedei. Anche Jessenia quindi soprassedette con uno di nome Filippo. Allora io soprassedei con Sefora, la cugina di Jessenia. E lei con un certo Vincenzo, pensando che lo conoscessi, perché lui le disse di essere mio amico. Così iniziò un giro di relazioni che prosegue ancora oggi, tant'è vero che spesso mi chiedo quante ragazze ancora mi manchino prima che riesca ad arrivare a Jessenia, che con ogni probabilità adesso è un cesso.