mi fa ridere

Lui è diverso, migliore, lui non è come gli altri. Lui ha uno strano accento che rende ogni parola migliore di quella che è, ride, sa ascoltare, è dolce, romantico, fa di tutto per far star bene me e non pensa mai a come dovrebbe stare lui. Lui non è una di quelle persone, lui è speciale te ne innamori e non puoi farci niente perché con lui è così, sorridi e ami sempre. Lui sa farti fare scelte giuste, ti fa sognare, sa motivarti, ti fa credere nel genere umano, ti da certezze pur non possedendole, sa abbracciarti l’anima, fa salti mortali per starti dietro e capisce tutto ancor prima che tu lo dica. Lui ha il tipico lato da maschio e poi davanti ad uno sguardo dolce si scioglie, per me diventa tutto: un amico, un fratello, genitore, il mio ragazzo… Lui è la cura migliore ad ogni ‘ho paura, crollo.’, lui non ti lascia sola anche se lo mandi via. Lui c’è e nessuno credetemi sa esserci come lui. Lui è mio, il mio “l’aspettavo da una vita!”

Mia madre delle volte mi fa ridere. Non so perché se ne è uscita con questa domanda: “ci pensi mai a tuo padre?”.
Ma che razza di domanda è? Perché lui ci pensa mai a me? Dato che non mi ha fatto nemmeno gli auguri di compleanno, direi di no.
Mi dice di fargli una sorpresa il giorno della festa del papà. Eh certo e cosa dovrei dirgli a mio padre? 
Grazie papà di non esserci mai stato, grazie di non avermi dato mai un abbraccio o qualsiasi gesto d'affetto. Grazie per non essermi stato affianco in tutti questi anni di merda che ho passato. Lui non sa niente di me, niente. E nemmeno gli interessa dato che non mi ha mai chiesto un cazzo. 
Eppure a quella domanda io avrei risposto: “sì, ci penso, tutti i giorni”.
Ci penso dalla mattina alla sera. Ci penso a scuola quando qualche compagna parla del suo meraviglioso padre, che la tratta come una principessa. Ci penso quando vedo quelle classiche famiglie che sembrano perfette, quando vedo quei padri così affettuosi con le loro figlie. E non potrete mai capire l'invidia che provo in quei momenti.
Quindi sì mamma, ci penso ogni tanto a mio padre; quasi sempre.
—  memoriesstillhere

Una lettera per la mia migliore amica.

Volevo iniziare con “Buon compleanno e tanti auguri” ma poi o pensato che fosse troppo banale. Non è adatto a una persona speciale come te. Tu meriti di più di una frase ripetuta già 7 miliardi di volte a 7 miliardi di persone. Perché tu sei tu. Non puoi far parte di un insieme generico. Tu sei di più di tutte loro. Tu sei forte, molto forte, perché sopporti le mie preoccupazioni e le rendi tue. E non ti arrendi finché non trovi una soluzione, anche se non è direttamente un problema tuo. Tu sei fantastica. Sei l'unica che mi fa ridere quando non ho voglia nemmeno di sorridere. E non potrei mai ringraziarti abbastanza per questo. Tu sei la mia roccia su cui posso sfogarmi, su cui posso piangere, ma le mie lacrime non ti corrodono. Al contrario, tu le raccogli e ne fai sorgente. Quando sono triste e scoraggiata, mi fai specchiare nel lago creatosi sottostante, ricordandomi quante volte sono venuta qui, convinta di non farcela, volendomi arrendere, e invece ogni volta ce l'ho fatta, le ho superate tutte, per ogni goccia presente. Ma la cosa migliore di te, è che non mi hai mai lasciato sola davanti alla vita. Eri e sei sempre rannicchiata nel mio cuore, per suggerirmi e consigliarmi. Come può un “auguri di buon compleanno” racchiudere tutto questo ? Non può riassumere l'importanza che hai per me. In realtà nulla la può riassumere. Ma è giusto che ti auguri comunque qualcosa, questa è la mia frase per te “Sii felice,non temere nulla, perché se anche stai attraversando un periodo buio, io sarò sempre accanto a te, con una torcia un mano e l'altra sulla tua spalla per rassicurarti che troveremo la via d'uscita, insieme”.

— 

Volevoimparareavolare (scritta da me)

La dedico, oltre che all'Anon per la sua migliore amica, anche alle mie bellissime migliori amiche, vi ringrazio di tutto ragazze.

Sono diventata un'ottima attrice, quindi rido nei momenti giusti e alzo gli occhi al cielo quando necessario. Dentro mi fa male il cuore, ma piango soltanto quando sono per conto mio, in macchina, mentre faccio un giro in campagna dopo aver lasciato il Centro. Non c'è nessuno ad asciugarmi le lacrime e a ripetermi che andrà tutto bene.
—  Suzanne Young
Donarsi vuol dire rispettare sé stessi, anzitutto, cioè passare la giornata a crescere le proprie forze, il proprio valore, la propria anima e cultura per farle servire a qualcosa. Donarsi vuol dire non aver tempo di guardare al passato e quindi non compiangersi. Mi fa ridere coi Suoi 26 anni. Si può cominciare a 40.
—  Cesare Pavese a Fernanda Pivano, Roma, venerdì 4 giugno 1943 (dalle Lettere 1924-1944)

Ho una persona che sta sempre accanto a me, è sempre disponibile e mi fa sempre ridere, si beh a volte si arrabbia per le cazzate che combino, ma dovete vedere le cazzate che invece facciamo insieme. Passerei ore a ridere da sola con lei, a volte dimentico anche il tempo che scorre. Lei è capitata nella mia vita così per caso, ma adesso è la cosa più importante per me…sapete di chi sto parlando? Lei è la mia migliore amica, mia sorella, è l’altra metà della mia anima, con il sole o con la pioggia lei c’è sempre… è la cosa migliore che mi potesse capitare in questo mondo spento e sbagliato… ti voglio bene ti prego non mi abbondare Mai, perché io non lo farò….

Com affetto: me.

Aspettarti sai mi fa ridere,
a vent'anni aveva un senso
adesso è inutile
e poi il fegato non mi regge più
e la faccia mia non la reggo io
E se fossi in te non ci proverei,
non ritornerei.
Ma tu tornerai senza dirmelo,
e ad un tratto avrai quel gesto
che non scordo più,
e risentirò quella forza mia
di spaccare il mondo insieme a te
Ma non basterà
per sentire che sono ancora io.
Figurarsi se, uno come me,
fa il pupazzo per le cosce tue,
e poi gli anni e poi
non ne ho voglia sai non ti aspetto più.

(Roberto Vecchioni)

Quando mi vieni a prendere e al tuo “sono qua sotto”, rispondo con “scendo!”, e invece scendo dopo un quarto d'ora perché sto ancora asciugando i capelli

quando salgo in macchina e prima di dire qualsiasi cosa ti stampo un bacio sulle labbra
quando mi racconti cos'hai fatto la mattina e mi chiedi della mia giornata, e ti rispondo che mi sono svegliata alle due del pomeriggio, ho preso il caffè due minuti prima della pasta con le zucchine fritte e mi sono piazzata sul divano

quando mentre guidi devi cercare qualcosa in tasca e mi lasci prendere il manubrio solo per farmi sentire realizzata, e poi ti ripeto sempre che “papà dice che ho un'ottima tenuta di strada!”

quando metti sulla chiavetta una nuova canzone e accendo Shazam per aggiungerla alla mia playlist ma non farti capire che non la conoscevo

quando ti telefona Flavio per sapere dove sei e gli dici che sei con me, e che da lui ci andiamo dopo

quando ti dico che a casa non ho più la mia scatola preferita di Twinings e mi accompagni al supermercato, anche se è una cosa che fa un po’ impressione fare la fila alla cassa come una coppietta di vecchia data

quando mi telefona tua sorella, oppure tua cugina, e mi chiede se sei con me, perché non rispondi alle chiamate

quando in garage da Tanio giochiamo a bowling con la Wii, tu ti metti in squadra con me anche se sai che sono una frana, e mi dici di impostare la traiettoria più a sinistra perché sai che nei tiri tendo verso destra

quando mi chiami Purpiè, che vuol dire Polpetta, e mi trattengo, ma mi viene da ridere lo stesso, perché mi hanno definita “felina, pantera, leonessa, dolcezza, bellezza”, ma “polpetta” mai

quando siamo in campagna da te, cominci a cambiare canale in TV e alla fine metti i Griffin, che non mi fanno ridere per niente, ma mi fa ridere vedere la tua faccia divertita mentre li guardi

quando siamo con i nostri amici e dobbiamo scegliere un film da vedere, e stiamo ore prima di decidere, così alla fine ne prendiamo uno a caso, prendiamo un cuscino ciascuno, mi appoggio a te e mi tocchi i capelli

quando sei arrabbiato con me e non mi parli per mezz'ora, io faccio una muraglia di cuscini e faccio a mia volta l'offesa, sperando che tu ti accorga della mia trincea e ti avvicini per fare pace, e invece dopo un po’ ti guardo con la coda dell'occhio e mi accorgo che stai facendo la stessa cosa anche tu

quando mi chiedi cosa voglio fare la sera e io ti dico che tanto per me è uguale, basta che stiamo insieme, e mi dici che non vale, devo scegliere se preferisco una festa o stare sul divano, e io sceglierei sempre il divano, ma a volte dico “festa” perché se no non vedremmo mai la luce del sole

quando vai a fare la doccia prima di uscire e il tuo chihuahua comincia a guardarmi con sospetto, anche se le ultime volte che ho dormito da te mi sono svegliata con lei che mi dormiva a fianco

quando arriviamo nel nostro pub preferito e vuoi la birra, invece io voglio i cicchetti, e alla fine ci concediamo sempre un giro di tequila liscia, sorridendo a chi si chiede come facciamo a berla senza sale e limone

quando mi chiedi di tenerti il telefono e i soldi, ma non ho quasi mai la borsa, e metto tutto in tasca sembrando una sorta di muratore

quando facciamo e rifacciamo l'amore perché non siamo mai sazi, ed è una cosa speciale perché sei stato il primo e l'unico con cui sia mai andata a letto

quando parliamo di quando eravamo più piccoli e ridiamo del fatto che entrambi ci detestassimo a vicenda, e che è assurdo che adesso stiamo insieme da tutto questo tempo

quando tu sei ad Urbino e io a Torino, e la gelosia e la paura di allontanarci ci opprimono, ma alla fine ci rassicuriamo a vicenda, perché siamo più forti di tutto il resto

quando mi telefoni agitato perché da una foto hai notato che ho messo un vestitino troppo corto, e cominci a stressarmi dicendomi che non puoi sopportare che gli altri possano anche solo guardarmi

quando cerco di spiegarti che vedo solo te, che degli altri non mi importa niente

quando ci vediamo dopo settimane e sfruttiamo ogni secondo per stare insieme

quando mi riaccompagni a casa alle cinque di mattina e cerco di non far rumore per non svegliare i miei

quando andiamo in spiaggia di notte e mettendo il pigiama scrollo via la sabbia persino dalla biancheria intima

quando al mare ti lamenti per la scollatura del mio bikini, proponendomi invece una vasta gamma di tende/lenzuola/sacchi di patate molto alla moda

quando tuo padre ci fa un video dal balcone di casa mentre io e te ci teniamo per mano

quando tua madre mi chiede se voglio restare a pranzo e io dico che abbiamo già da fare, e tu tiri un respiro di sollievo, perché siamo riusciti a scansarcela

quando siamo in vacanza a Giardini e passiamo le giornate a viziarci, con i nostri amici che bussano alla porta di casa nostra e noi che fingiamo di non sentirli

quando ogni due ore mi viene fame e sei costretto a prendermi la pizza con le patatine, il kebab, un calzone fritto e la coca cola, e mi guardi mentre mangio sporcando tutto e riempiendomi la bocca di cibo come fossi un criceto

quando passeggiamo e mi tieni per mano, mi presenti a tutti dicendo fiero “la conosci? E’ la mia ragazza”

quando ci chiediamo quanto può durare, e mi dici che ora come ora con me ci staresti per tutta la vita, e lo so quanta paura fanno queste promesse per due come noi.

Quando mi chiedo se si può amare troppo.
E mi rispondo 
che non si può.
Si DEVE.

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