merda mentre

Avete presente quando provate a fidarvi di qualcuno ancora una volta, peró poi fa gli stessi errori di prima e tu ci rimani di merda?
Ecco, non riesco più a fidarmi di nessuno, nè tantomeno di te.
—  lamiafottutavitadelcazzo. @wordsofablackshadow

è solo un momento
di crisi di passaggio
che io e il mondo
stiamo superando

Due donne (non voglio entrare nel merito della questione, mi interessa la risonanza sociale del fatto) ieri sono state sequestrate e derise da alcuni dipendenti della lidl di Follonica mentre rovistavano tra la merce difettata che non poteva essere venduta (tra la spazzatura in pratica). Di solito non mi esprimo perché non penso di poter aggiungere qualcosa di significativo a questi dibattiti, ma oggi è diverso. Mi è sembrato di impazzire leggendo centinaia di commenti aberranti, mi sono sentita sola e un sacco di volte mi sono chiesta “ma davvero sono una buonista/moralista/perbenista/incapace di farsi una risata”?
Alla fine sono riuscita a salvaguardare la mia sanità mentale grazie ad uno schema molto semplice che vi potrebbe essere d'aiuto:

1) sei un dipendente pagato col minimo salariale e sottoposto ad orari massacranti e decidi di ingabbiare chi sta peggio di te, sbeffeggiandolo, facendoti filmare e diffondendo il video? Allora ti informo che:
a- non sei il re degli scherzi
b- non sei molto intelligente dato che così facendo ti sei autodenunciato
c- non sei il super impiegato del mese dato che rimani l'ultima ruota del carro
d- resti un povero cristo, solo che adesso sappiamo tutti che sei anche una persona di merda mentre prima solo tua madre ne era a conoscenza

2) sei una persona che per caso si è imbattuta nel video in questione e hai pensato che alla fine non è poi così grave perché (scegli l'opzione che preferisci)? :
a- gli zingari sono brutti e rubano i bambini e poi magari se li mangiano pure
b- quelle donne stavano rubando
c- una volta ad un amico dell'amico di tuo cugino sono entrati i ladri in casa e sei sicuro che fossero zingari
d- quella volta in stazione non ti sei fermato a darle dei soldi e allora quella zingara ti ha lanciato una maledizione
Allora ti informo che:
- non hai un forte senso civico, non sei un giustiziere degno della medaglia al valor civile, non sei un valoroso patriota
- sei solo una persona di merda nonché razzista (pure se dici di non esserlo, lo sei, fidati)

3) sei un frequentatore di pagine goliardiche dove imperversa il cattivo gusto e grazie a questo episodio hai dato sfogo a tutta la tua creatività?
Allora ti informo che:
- non sei un super genio della satira
- non sei il re del ‘blec iùmor’
- probabilmente, anzi certamente, non sai nemmeno cosa siano la satira ed il black humor
- se le persone non ridono il problema non è il loro perbenismo/moralismo, il problema è che sei solo un coglione e circondarti di coglioni che ti danno corda non ti farà sembrare meno coglione

4) sei una persona che è rimasta disgustata leggendo la notizia ma ancora di più scorrendo i commenti vari di gente comune, di giornalisti e di esponenti del mondo politico?
Allora ti informo che
- il problema non è il tuo se non riesci a capire come si possano giustificare episodi del genere
- non sei un moralista e il tuo senso dell'umorismo non c'entra nulla
- si, è razzismo misto ad ignoranza, hai ragione a chiamare le cose col proprio nome, pure se fa paura
- non penso tu sia in minoranza, è solo che le persone stupide fanno più rumore, questo paese non è tutto marcio, anche se lo sembra e ce lo dobbiamo ricordare

Io e Lei funzioniamo come il gioco “Un, due, tre stella!”
Avete presente? Una persona con il corpo rivolto verso un muro o un albero che sia, conta ad alta voce fino al numero tre, poi si gira e urla “stella”.
Dalla parte opposta troviamo l'altra persona che deve cercare di arrivare a toccare l'avversario; ma, perchè in ogni gioco, come in amore, c'è sempre un “ma”, nel momento in cui l'altro si gira, noi, non ci dobbiamo muovere.
Semplice, almeno, il gioco.
Io e Lei siamo più complessi.
Chiunque dei due conti, nel momento in cui bisogna girarsi, l'altro sbaglia e se non sbaglia, riusciamo a trovare un errore.
Così iniziamo: “un, due, tre.. Stella!” dice Lei, nella relazione.
Siamo ancora agli inizi, quindi sono ancora distante enon ha visto che ho mosso le dita delle mani.
Sono stato fortunato, lei si rigira e mi riprometto di non fare più quell'errore.
“Un, due, tre.. Stella!” ripete nella relazione e io sono immobile, questa volta non muovo affatto le dita della mano.
Lei mi guarda attentamente, mettendoci un secondo in più di prima, giusto perchè ora può vederci un tantino meglio.
Salvo.
Comincio a correre verso di Lei, corro forte, la voglio mia.
“Un, due, tre, stella!” riprende lei nella relazione.
“Merda!” pensai mentre cercavo di fermarmi da quella corsa.
Capitemi, io la volevo, ma lei preferisce andare con calma, nella relazione intendo.
“Fai tre passi indietro” dice lei. Regole sono regole e indietreggia di tre passi.
Capii che non voleva correre, che rischiare di lasciarsi andare, arrivando da Lei, poteva significare stare male dopo.
“Un, due, tre..Stella” disse nella relazione, con quella paura che io potessi essere dietro di lei, che avessi corso di nuovo.
Si sbagliava, avevo avanzato di forse un passo e mezzo ed ero fermo.
“Calma e pazienza” mi ripetevo.
Mi guardava sempre con quel secondo in più e ogni volta che si girava, aumentavano, ma non m'interessava.
Sarei potuto rimanere fermo anche un minuto, magari anche senza respirare, pur di averla.
“Calma e pazienza” mi ripetevo, passo dopo passo.
“Un, due, tre.. Stella” disse e si spaventò.
Ero dietro di Lei, molto vicino.
Ci guardammo. Era bellissima, occhi castani.
Sbattei le palpebre e lei sospirò.
“Due passi indietro” mi sgridò.
“Ma.. Cosa ho fatto?” chiesi io.
“Hai sbattuto le palpebre” borbottò Lei.
Aveva solo paura, ma la capivo e indietreggiai.
“Un.. Due.. Tre.. Stella” ripetè un'ultima volta nella relazione.
Si girò.
Non avevo corso, le dita delle mani non si muovevano affatto, gli occhi fissavano dritto a me, ma ignorando il suo sguardo.
Ero fermo, sembravo una statua.
Lei indietreggiò. Fece un respiro prolungato, come di paura e si rese conto che ero lì.
Ero arrivato al mio traguardo e non mi sarei fatto sfuggire questa opportunità.
La volevo. Mi voleva, ma aveva paura.
S'avvicinò e i secondi che prima usava per cercare gli errori, questa volta li usò per studiarmi.
Dopotutto le ero così vicino che avrei potuto abbracciarla e scaldarla col mio stesso petto, ma non lo feci.
Non dopo tutta la fatica che avevo fatto, ancora una volta mi dissi: “Calma e pazienza”
Poi si avvicinò con le sue, alle mie labbra; le sfiorò e dovevo godermi quel momento.
Respirai.
I suoi capelli sapevano di tutto ciò che avevo sempre sognato, le guance erano rosse e calde, i suoi occhi in contatto con i miei.
Respirai ciò che c'era di più bello in Lei e lo notò.
Quel respiro, forse pieno d'amore, da cui lei è terrorizzata, lo notò e le uniche cose che ricordo sono: “Non mi fido di te, hai fatto troppi errori” disse al termine della nostra relazione.
M'allontanai, regole sono regole, ma il bacio, quello che era a davanti alle mie labbra, me lo presi.
M'allontanai lasciandole un pezzo di me e io portandomene via uno suo.
L'amore è come un gioco, un errore e devi pagarne le conseguenze.
—  ricordounbacio
Ho visto gente andare.. perdersi.. e tornare.. e perdersi ancora.. e tendere la mano a mani vuote.. e con le stesse scarpe camminare per diverse strade, o con diverse scarpe su una strada sola.. Tu non credere se qualcuno ti dirà che non sono più lo stesso ormai.. Il vero amore può nascondersi.. confondersi.. ma non può perdersi mai.. Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai…
—  Francesco De Gregori. @wordsofablackshadow

Purtroppo le cose tra noi non vanno quasi mai benee, dobbiamo trovare sempre un particolare per discutere, non riusciamo a metterci d'accordo,a cercare di non sbagliare, di commettere errori su errori.
Ci odiamo, ma ci amiamo.
Sembra un controsenso ma e’ cosi..
Io sono n'orgogliosa di merda,mentre tu sei quello testardo.
Insieme siamo gli opposti.
Troppo diversi, eppure guardaci… Dopo tante difficoltà e tanti litigi siamo ancora qui.
Non importa chi dei due sia sempre tornato indietro.
Chi dei due voleva essere il più forte.
Conta ben altro.
Conta l'amore.
Quello che proviamo l'uno per l'altra.
Contano i baci, le carezze,gli sguardi, i sorrisi,le certezze,le dimostrazioni.
Contano i litigi e poi far l'amore per far la pace.
Contiamo noi.
Noi insieme.
Non importa quante volte ci manderemo a fanculo, o ci insulteremo…perche si, lo faremo.
Importa quante volte torniamo indietro per riprenderci e continuare a lottare.
Perche l'amore è questo,l'amore e’ così.
E noi siamo tutto questo.
Ed io senza te, non sono un bel niente.

Neanche se continuassi a scrivere, poesie,lettere o canzoni riuscissi a descriverti l'amore che provo per te.
Perche l'amore non si descrive,non si spiega.
L'amore lo si sente,lo si vive.

Fa così male non poterti avere qui ogni giorno…
Non poter sentire la tua voce, non poter vedere il tuo sorriso, non poter essere sempre tra le tue braccia.
È brutto non poterti vedere quando la mattina ti stiracchi, sbadigli e cerchi di sorridermi anche se la mattina nessuno vuole sorridere.
È brutto non potermi svegliare tra le tue braccia. Osservarti mentre ancora stai dormendo.
Sarebbe bello se fossi qui, vero?
Certi giorni sembra che il mondo ti cade addosso, non hai la forza di fare nulla perché mi manchi troppo. A volte mi chiedo perché il mondo è così ingiusto. Perché due persone che si vogliono così tanto bene non possono essere semplicemente felici, insieme?

E così mi state dicendo che siete stati tutti dei grandissimi fan di George Michael, il Justin Bieber degli anni ‘80. Vi aspetto la prossima volta che mi venite con i post su quanto i giovani d'oggi ascoltino musica di merda mentre noi, quando avevamo la loro età, solo roba raffinata e di gran classe.
Oltre l'amore, oltre la birra. Ma non più di tanto prego.

Sperduto tra le montagne si trova il birrificio “Moerbräu”, il simbolo è un leone dorato su sfondo amaranto che gorgheggia fiamme rosso accese dalle fauci ma i più le scambiano per rutti folgoranti, spesso sono ubriachi quando cominciano queste allucinazioni. Il responsabile del magazzino è il giovane Helmut. Ventotto anni, una vita passata nelle vicinanze della fabbrica locale. Colazioni a base di birra inzuppandoci i cereali.
L'amore è una scintilla che può essere trasmessa in molti modi, anche senza il contatto diretto. Questo è quello che ha imparato Helmut leggendo libri di merda mentre si annoiava a sistemare casse su casse nello smisurato magazzino. Così ogni sera, dopo l'orario di chiusura, aspettava l'uscita dei colleghi per restare solo e aprire le casse ed estrarre le lattine una ad una. Non ha mai avuto nessuno, il povero Helmut. Prende le lattine e le bacia con passione, la passione di chi ha dato il primo bacio ad una festa delle medie e da allora mai più contatto con anima viva. Il piano è semplice. Bacerò tutte le lattine finché un giorno qualcuno sentirà la scintilla e capirà di aver trovato la persona giusta e verrà a cercarmi in questo magazzino e mi porterà via dalla solitudine. Nessuno pulisce veramente le lattine prima di appoggiarci sopra le labbra, quindi potrebbe anche riuscirci.
Passano anni di baci a metallo freddo senza risultati. Ma una sera l'aria diventa frizzante. Helmut è sempre solo nel magazzino a svolgere la sua routine romantica. Si apre la porta. Entra una donna vestita bene, con i capelli freschi di parrucchiere e un tacco basso sinonimo di poca fiducia nelle sue gambe. Probabile alcolista? Lo guarda negli occhi. Lui capisce subito. È lei quella giusta, lei ha risposto al suo richiamo.
“È lei il signor Helmut, responsabile magazziniere addetto al reparto smistamento lattine?”
“Sì, sono io. Erano anni che ti aspettavo, che aspettavo di vedere che faccia aveva il mio destino.”
“L'attesa è finita. Sono qui per lei. Ufficio igiene, mi segua.”
Helmut fu poco dopo licenziato ed è tutt'ora sotto processo per aver baciato miliardi di lattine non consenzienti.

Dov'eri mentre io per la miliardesima volta sono crollato.
Dov'eri mentre la merda ce l'avevo fin sopra la testa.
Dov'eri mentre io ci stavo di nuovo di merda.
Dov'eri mentre io ce l'avevo di nuovo con me stesso,con gli altri,con il mondo intero.
Dov'eri? Io non lo so,ma so solo che tu qui con me non c'eri.

Essere donne fa schifo.
Hai il ciclo.
Dai 40-50 anni in poi non puoi più avere figli, mentre gli uomini anche nella tomba possono.
Tuo figlio non porterà il tuo cognome.
Tieni un bambino in pancia per 9 mesi, vomiti e stai di merda mentre tuo marito sta tutto tranquillo e rilassato, tanto il bambino si è fatto in due, ma la donna fa il canguro con il marsupio.
Se un uomo ti tocca, molte volte non hai le armi per difenderti.
Vivi in una società maschilista.
Gli uomini trovano lavoro con più facilità.
Devi essere sempre attenta a come ti presenti agli altri, mentre gli uomini escono di casa come dormono.
Ti devi fare la ceretta.
Non puoi andare in giro con solo il pezzo di sotto del costume.
Sempre e comunque, per te, non sarai mai abbastanza.

Essere donne è stupendo.
Da te si forma una nuova vita, che tieni dentro di te per 9 mesi e la prima parola del tuo bambino è quasi sempre mamma, non papà, non zio, non nonno.
Puoi menare quando vuoi un amico, tanto non ti tocca.
Quando tuo figlio avrà dei problemi, saprà dove trovarti per ricevere parole di conforto.

Cazzo, sono molto di più le cose negative..

—  lovealwayssurvives
Io sono stronzo perché mio padre era stronzo prima di me.

Penso sia una questione genetica. Ereditaria. Ma non stronzo inteso come viene inteso dai più. Non uno stronzo dannoso. Cioè da un lato dannoso ma solo verso se stesso. Non uno stronzo che fa del male ma che si crea del male. Per questo alla fine sono stronzo. Perché non voglio essere cattivo, ma non faccio di tutto per essere buono, allora resto stronzo. Non posso scappare da questo destino. Ci nasci così.

Ero sul bus, il posto vicino al mio era libero. Sale un bambino alto quanto un quotidiano aperto più una scarpa. Non sono capace di definire l’età di un bambino, aveva lo zaino, deduco andasse a scuola. Mi guarda, guarda il posto libero, mi chiede molto sfacciatamente “Lei è un signore cattivo?”. Gli rispondo che non è una grande domanda da fare, perché se fossi realmente cattivo e volessi fargli del male, probabilmente cercherei di convincerlo dell’esatto contrario, dicendo che sono buono e invintandolo a sedere vicino a me.  Il bambino non capisce nulla della mia risposta. Lui voleva solo sedersi, così mi guarda impaziente e ripete “Lei è cattivo?”. Ho fallito nel cercare di farlo ragionare. “No, non sono cattivo. Sono solo stronzo, siediti pure”. Così si siede e per tutto il tragitto ha ripetuto a memoria le fermate del bus, simulando il viaggio con una piccola macchinina che aveva in mano.

Credo di essere stronzo anche perché non riesco a lasciare andare le cose, ancor meno le persone, specialmente quelle che mi fanno sentire meno stronzo.

Avevo voglia di patatine fritte perché penso che una persona si debba fare un regalo ogni tanto comprando qualcosa di orribile per il proprio organismo. Ho scelto con cura il locale peggiore vicino casa, uno dove fanno le pizze americane e gli hamburger. È sempre vuoto, dietro al bancone non c’è nulla per sedersi così hanno accatastato tre casse di birra per dare una specie di trono ad una signora fin troppo bassa (alta un foglio di giornale e due scarpe) e fin troppo bionda. Sarà perché Vienna è grande, ma se il locale fa schifo mi piace nascondermi e diventare tutt’uno con lo schifo. Le chiedo delle patatine fritte e poi mi metto in un angolo a confondermi con l’ambiente. Funziona, perché alla radio danno la notizia di una ragazza che in Inghilterra è stata per 9 giorni senza cambiare il tampone. Dice che aveva da fare e si è dimenticata. Ok, allora io capisco che possa succedere, magari avevi proprio un sacco da fare, ma perché poi porca puttana devi andare a raccontarlo alla stampa? Ma tientelo per te cazzo. Non andare in giro a sbandierarlo che siamo nell’epoca in cui siamo e ogni cosa diventa importante da condividere e un povero stronzo (io) deve sentire sta notizia di merda mentre aspetta le tanto anelate patatine. La signora non batte ciglio, la notizia evidentemente non la colpisce o tantomeno disgusta. Sta cucinando. Non appena finisce le ripone in una scodella di alluminio, le sala in abbondanza, chiude il tappo in cartoncino, mette il tutto in un sacchetto di plastica sottile, si volta, scrive qualcosa su un pezzo di carta, mi porge il foglietto. C’è scritto 2,50€. Non sa parlare una parola di tedesco. O di inglese. O di qualunque cosa. Mi commuovo leggermente perché penso a quante volte al giorno faccia il gesto di scrivere a mano il prezzo e aspettare. Le do i soldi e non dice nulla. La ringrazio e dice parole in una lingua indefinibile. La saluto e mi porto via il foglietto scritto a mano, non vale come scontrino ma è dannatamente umano, nobilita quello schifo di patatine. Dovevo lasciarle la mancia, mi sento stronzo a non averlo fatto. O dovrei andare ogni giorno a mangiare patatine e insegnarle il tedesco.

In metropolitana, erano le 15, un signore cade faccia a terra in seguito alla frenata. Era visibilmente ubriaco. Non si dovrebbe dire visibilmente perché d’aspetto era piuttosto normale, diciamo quindi olfattivamente. Era olfattivamente ubriaco alle 15. Ordinaria amministrazione a Vienna. L’impatto è stato notevole, mi giro ma sono stronzo, temevo avrebbe iniziato a vomitare da un momento all’altro così gli sono stato vicino ma non troppo. Una ragazza gli si fionda sopra e lui forse per la vergogna o per il male o per la luce, si copre il volto con una mano. Aveva solo tre dita. Non so se avete mai visto una persona con solo tre dita cercare di coprirsi il volto con la mano. Non l’avete mai vista? Ecco diciamo che non è che ci riesca proprio bene. Così è stato un po’ steso, ha dormicchiato, si è preso qualche carezza, un paio di sberle per farlo riprendere e in men che non si dica era di nuovo ubriaco barcollante in piedi. Lui e le sue tre dita. Sono stronzo perché ogni volta che qualcuno gli dirà batti cinque lui sarà sempre in ritardo di due.

Nei miei anni di vita ho imparato solo che se sei ad una festa e non conosci nessuno l’unica cosa sensata da fare è approcciare la ragazza più figa che c’è. Anche se non hai speranze. Soprattutto se non hai speranze. Devi andare da lei e dirle “Ciao io in genere alle feste vado a parlare alla ragazza più bella che c’è” e il risultato è assicurato. Perché metti che funziona, hai fatto colpo sulla ragazza più figa di tutta la festa. Metti che non funziona, resti sempre il solito stronzo. Ma gli altri hanno visto che hai parlato solo alla più figa e sarà come in carcere, quando ti dicono che per guadagnare il rispetto devi fare a botte con il più grosso di tutti. Quando sei ad una festa, se vuoi che nessuno venga a romperti vai dalla più figa. Pensaranno tutti che sei troppo cool per loro e ti lasceranno in pace. Potrai stare poi tranquillo a sorseggiare la tua bevanda aspettando che si faccia un’ora decente per tornare a casa e avere qualcosa da raccontare l’indomani ai nonni. “Ciao nonna, scusa se ti chiamo a quest’ora, ieri ho fatto tardi, ero ad una festa. Eh sì, sono tornato a casa che erano le 23:30! Eh lo sai che sono stronzo, che ci vuoi fare nonna. Penso sia genetica. Ma non da parte tua, da parte di papà.”

Basta, ragà però. Basta fare le vittime, basta buttare merda inesistente sulla propria vita. Nessuno è solo, nessuno, è ovvio che però se non chiedete compagnia di certo rimarrete sempre appese ad un filo. Se in metro continuate a guardate le punte delle vostre Vans invece di sorridere il ragazzo difronte a voi non succederà mai niente. Se camminate con le cuffie nelle orecchie senza mai guardare in quale verso va la vostra vita vi ritroverete sempre in bilico sul precipizio. Perchè qua nessuno li nota i vostri occhi tristi, nessuno ne è affascinato.
Ma occhi tristi poi per cosa? “Perchè mi taglio!” e perchè ti tagli eh? “Perchè nessuno mi caga e va tutto di merda!” ma nessuno ti ci si alza perchè ti tagli, perchè mi fai la vittima del cazzo, a nessuno piace la vittima, sorridete e daje. Ma pure perchè la vita è bella, e lo capirete quando le persone a voi care staranno sul precipizio tra vita e morte: la vita è bella proprio. È divertente e la state facendo sembrare tutta una merda mentre si dovrebbe solo iniziare a sorridere alla gente per strada, ad andare alle feste e in discoteca e sulla spiaggia e poi fare il bagno nudi e poi fare l'amore e ballare scalzi sull'erba. Si dovrebbe mangiare più gelato e leccare meno i piedi, si dovrebbe correre di più e tagliarsi di meno, si dovrebbe andare in giro in vespa a Roma e andare in bici sulla costiera amalfitana, si dovrebbe viaggiare e cantare e andare ai concerti e fare shopping e essere felici perchè non voglio fare la moralista del cazzo ma ho visto troppe persone andare via e la vita è bella e voi, ragà, la state gettando via per niente.

anonymous asked:

Ciao volevo sapere il tuo parere su Zayn e su quello che ha detto nell'intervista di oggi ( sperando tu l'abbia letta) un abbraccio

Zayn ha detto che se pensava di avere quattro amici per la vita e che sarebbe sempre stato così, alcune cose sono cambiate.
Ha detto di aver provato a restare in contatto con alcuni di loro ma che non ha ricevuto risposta e che quello dipende dall'orgoglio e molto probabilmente si riferiva a Louis, o forse ad Harry. Ha detto anche di non aver comprato MITAM perché se DMD gli era piaciuta, Perfect gli ha fatto cagare. Non l'ha detto così ma quello era il senso, alla fine. Ha fatto una faccia disgustata, o almeno così diceva la descrizione nell'intervista. Ha parlato delle fan, e ha detto che ora si ferma ‘più volentieri’ perché sono lì per lui e basta. Sinceramente noi ci siamo sempre state per lui, ma forse era troppo occupato a credere il contrario e a chiudersi nella sua bolla. Mi fa male tutto al momento, non puoi capire che nervoso di merda avevo mentre leggevo. Questa intervista mi ha fatto male, non voglio essere fraintesa, sono felice per lui ma sentire che non si rendeva conto di quanto gli volessimo bene e che ora provi più gratitudine verso le fan, cioè che cavolo Zayn io ci sono sempre stata per te e sono sempre io anche adesso e sono qui per te come ho sempre fatto.
Dice che non è una gara tra lui e i ragazzi, e che non dobbiamo prendere ‘posizione’ ma io mi sento tirata a destra e sinistra, perché non posso avercela con lui e non posso mollare loro, perché li sosterrò fino alla fine.
Ora come ora vorrei che Louis la smettesse di fare l'orgoglioso di merda e risolvesse con Zayn e che cristo vi ho dato i migliori anni della mia vita. La mia più grande paura è che finisca tutto così e che quando si scioglieranno, non rimanga più niente della loro amicizia e di noi, solo di questo ho paura davvero.
Dall'altro lato, alcune cose mi hanno un po’ lasciata così, ecco. Capisco che non fosse il suo tipo di musica, capisco tutto e sono felice per Zayn. Ma ora non scherziamo, non è andato in guerra okay? Ha passato quattro anni e più a girare il mondo e io capisco tutto quello che volete, ma adesso farlo passare come un cazzo di martire no, e alcune si comportano come se lo fosse.
Ripeto, sono felice per lui e lo sostengo, e lo sosterrò sempre, come sosterrò i ragazzi, qualunque cosa accada.
Però poi mi ritrovo gente che 'Zayn ha avuto le palle di andare via e lasciare la modest, i ragazzi sono dei burattini’
ma magari loro volevano restarci a parte tutto? Capisco che sono controllati e queste cose le sappiamo ormai da sempre, non serve che venga Zayn a dircelo e la cosa non mi sconvolge. Ma non pensate, a parte tutto, che i ragazzi se fossero stati così male,avrebbero mollato quando lo ha fatto Zayn?Come poteva lui, potevano farlo anche loro, perché non credo che li abbiano legati alla sedia, e Zayn l'abbiano cacciato a calci. Se sono rimasti voleva dire che a loro andava bene così, perché avrebbero potuto benissimo mollare con Zayn, ma non l'hanno fatto.

Per concludere, non mi ha ferita il fatto che abbia detto che l'album non gli piace, perché già era normale, se n'è andato per quello.
Però non so se nel suo caso l'avrei detto in quel modo, come se davvero per lui questi anni fossero stati un sacrificio enorme e non un piacere.
E io non ci credo, non credo che sia stato un sacrificio per lui, non da sempre.
Perciò, magari un po’ più di ritegno, di umiltà, quello io se fossi in Zayn lo mostrerei.
Ma non fa niente, come ho detto, io non abbandono nessuno, non ne sono capace.

Chiudo con un mio pensiero che continua a ronzarmi in testa da pomeriggio.
Se foste tutti capaci di supportare Zayn e i ragazzi senza insultare l'uno o gli altri, sarebbe tutto a posto e invece no.

Siete tutti delle emerite capre del cazzo :)

anonymous asked:

Assy, quando qualcuno chiede su tumblr al mio ragazzo come sta e lui risponde "una merda" mentre a me non dice niente mi sento così inutile..

Ma non è colpa tua, io lo comprendo.

Faccio anch’io così, ma è semplicemente perché non riesco a dire all’improvviso “sto male” alle persone a cui tengo, e quindi lo scrivo su Tumblr. Perché quando io sto male non sono alla ricerca di messaggi dolci o complimenti. Quando sto male non voglio sentire ragioni, sto male e basta. Poi passa e torna tutto come prima.