mercaty

Napoli, criticata da tutta Italia.
Io non ci riesco proprio a farlo.
Napoli è …
I panni stesi sul balcone.
La gente che urla nei mercati.
I bambini che giocano a pallone per strada.
Napoli è il cornetto caldo alle due del mattino.
Napoli sono i bei ragazzi a Dante.
Napoli sono ritrovarsi a piazza del Gesù.
Napoli è passeggiare a Mergellina e vedere le luci piu belle.
Napoli è il Vesuvio in tutto il suo splendore.
Napoli sono i ragazzi in motorino senza casco, le bancarelle lungo i viali.
Napoli è l'odore di caffè di prima mattina ovviamente già zuccherato.
Napoli sono i ‘concerti’ in piazza.
Napoli è Clementino, Rocco Hunt e gli ormai separati Co sang.
Napoli sono i neomelodici o i bambini che fanno canzoni sulla nutella.
Napoli è un mondo a parte.
Potrei parlarne per ore, potrei dirvi anche tanti lati negativi, potrei dire tutte le sofferenze che mi ha portato questa regione e questa città, ma ha così tante cose belle da farmi dimenticare quelle brutte.
Napoli, la Campania, non è solo rapine, camorra e pattumiera.
Napoli è gente sempre cordiale e sorridente.
Napoli è magia e per me rimarrà sempre un posto chiamato CASA.
—  Martina Piccu
Europa: l’Inghilterra è il paziente zero.

Le analisi economiche e le speculazioni anche molto pesanti che stanno avvenendo nei mercati mondiali in questi giorni a corollario dell’imminente referendum inglese sulla permanenza o meno all’interno dell’Unione Europea sorvolano allegramente un altro aspetto di questa consultazione:

La creazione di un precedente.

Paradossalmente ormai non ha più molta importanza se gli inglesi sceglieranno di restare o invece opteranno per la Brexit.

Appena sarà certificata la vittoria di una parte o dell’altra, sarà creato il grimaldello per scardinare l’intera Unione Europea in quanto ogni Paese membro potrà in ogni momento indire un referendum per uscirne e utilizzare tale minaccia per rinegoziare i termini di appartenenza.

Hanno iniziato a distruggerla.

Capisco chi di questi tempi dinanzi a tanta cecità ed opportunismo riservati per le tragedie umane e disumane che avvengono lungo le frontiere, auspichi che l’Unione Europea svanisca. Forse perchè i vantaggi che si sono avuti a livello economico e lavorativo appaiono meno palesi dopo anni e anni di appartenenza, vuoi anche perchè gli aspetti negativi sono sempre più impressionanti.

Lo scrivente è un europeista convinto e sarebbe per l’implementazione di standard sociali e umanitari che possano renderci fieri di definirci europei (con tutti i limiti che una definizione del genere comporta naturalmente).

Il mio punto comunque è un altro: questo referendum è la potenziale prima nota di un requiem e come la maggior parte dei requiem, non porta nulla di buono.

Napoli, criticata da tutta Italia.
Io non ci riesco proprio a farlo.
Napoli è …
I panni stesi sul balcone.
La gente che urla nei mercati.
I bambini che giocano a pallone per strada.
Napoli è il cornetto caldo alle due del mattino.
Napoli sono i bei ragazzi a Dante.
Napoli sono ritrovarsi a piazza del Gesù.
Napoli è passeggiare a Mergellina e vedere le luci più belle.
Napoli è il Vesuvio in tutto il suo splendore.
Napoli sono i ragazzi in motorino senza casco, le bancarelle lungo i viali.
Napoli è l'odore di caffè di prima mattina ovviamente già zuccherato.
Napoli sono i ‘concerti’ in piazza.
Napoli è Clementino Rocco Hunt e gli ormai separati Co sang.
Napoli sono i neomelodici o i bambini che fanno canzoni sulla nutella.
Napoli è un mondo a parte.
Potrei parlarne per ore, potrei dirvi anche tanti lati negativi, potrei dire tutte le sofferenze che mi ha portato questa regione e questa città, ma ha così tante cose belle da farmi dimenticare quelle brutte.
Napoli, la Campania, non è solo rapine, camorra e pattumiera.
Napoli è gente sempre cordiale e sorridente.
Napoli è magia e per me rimarrà sempre un posto chiamato CASA.
—  Martina Piccu 

Giovanni Battista Mercati, designer
Italian, 1600-after 1637
The Executioner Presenting the Head of St. John the Baptist to Salome, 1626
Etching/RISD Museum

Primo, non ricordare,
perché i ricordi sono falsati,
i metri e i cambi sono mutati
per la spietata legge dei mercati.
È come equilibrarsi sugli specchi,
ad ogni occhiata un po’ più vecchi,
opachi, muti e deformanti.
Frugare dentro ai soliti cassetti
dove non c'è quel che ci metti
e mai le cose più importanti.
—  Francesco Guccini, Non bisognerebbe (“Parnassius”, 1994)
1°Maggio+1

Negli scorsi giorni ho visto rebloggata più e più volte (in realtà a opera dei soliti poveretti dalle difficili interazioni sociali) una frase che più o meno recitava ‘Io il 1° Maggio lavoro' e dal primo momento in cui l'ho vista ho cominciato a farmi qualche domanda.

Lavori perché sei un pompiere o un poliziotto? Lavori perché hai rubato le chiavi dell'ufficio e ci vai lo stesso? Lavori e non avresti voluto lavorare o lavori inorgoglito guardando sprezzante i giovinastri dei centri sociali? T'hanno incastrato con un turno perché il collega napoletano s'è dato malato per andare al concerto del primo maggio o telelavori da casa perché i mercati coreani non chiudono? Lavori perché i tuoi figli hanno fame (e tu, pure ma è brutto mangiarseli), per togliere il pane dalla bocca dei figli degli altri o perché se non ci pensassi tu, gli altri non avrebbero pane da dare ai loro figli?
Lavori non pagato per principio o pagato il doppio perché è un giorno di festa? Ti puoi permettere di non essere pagato o rinunci a quei soldi con un volontario sacrificio, novello Stakanov al contrario?

Vuoi sapere una cosa? Non mi interessa.

Voglio pensare che con la tua frase tu abbia voluto dare voce ai tanti inascoltati che popolano corsie, uffici, aule, vicoli e che grazie a te possono ancora una volta arieggiare la scatola cranica senza che vi soggiorni nulla.

Però voglio dirti cosa ho fatto io il 1° Maggio.

Potevo andare a lavorare e non ci sono andato.
Potevo guadagnare 207 euro e non ci sono andato.
Non ci sono andato e non ho guadagnato 207 euro.
Io posso andare a lavorare sabato e domenica ma non ci vado.
Io posso lavorare 15 ore al giorno, tutti i giorni, ma non lo faccio.
Se rimango a casa non guadagno.
Se mi ammalo non guadagno.
Se mi amputo una gamba, vado a lavorare saltellando.
O non ci vado e non guadagno.

Ieri sono stato con la mia famiglia e sono contento.
Vorrei starci di più ma mi accontento.
Potrei guadagnare molto di più ma penso che questo mi possa bastare per essere felice. Con la mia famiglia. Con me stesso.

Credo che un buona percentuale di persone che ieri ballavano e cantavano non avessero la minima idea di cosa sia stato e cosa abbia rappresentato il 1° maggio.
'Sia stato’, perché adesso non è più.

Non con le persone che ci sono oggi, non con i lavoratori, con gli studenti, con i manager, con i dipendenti pubblici, con i politici, con i manifestanti che ci sono oggi.

Quindi ieri sono stato con la mia famiglia, l'unico mio bene prezioso e di cui mi importi qualcosa, fuori dalle polemiche di un paese di persone con un senso della misura così esile da gettarmi nello sconforto ogni volta che metto il naso fuori dalla porta di casa.

Buoni 364 primi maggio a tutti.

Sacrifice to Diana
The Emperor Hadrian Sacrificing to the Goddess Diana after a Boar Hunt

Giovanni Battista Mercati, Italian, c. 1600 - after 1641. After Antique Sculpture.

Geography:
Made in Rome, Italy, Europe

Date:
1613? Medium:
Etching, with plate tone Philadelphia Museum of Art
Diario di viaggio: primo giorno a Palermo.

- Mercati di ballaró (pensando a te)
- Teatro massimo (pensando a te)
- Teatro politeama (pensando a te)
- Giardino inglese (pensando a te)
- Piazza della vergogna (pensando a me che penso a te)

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Il Ritorno dalla Pesca

Luciano Emmolo ci racconta con le sue foto, il ritorno di una barca di pescatori al porto. Subito , la barca viene circondata da acquirenti, gente del porto, pensionati, conoscenti che comprano il frutto della pesca: gamberi, pesce azzurro, calamari,  seppie. Il resto del pescato partirà in grandi camion verso le città lontane e in meno di un giorno sarà nei grandi mercati del nord Italia. Eppure, il gusto di quel pesce trasportato su ruote  non sarà mai lo stesso di quello comprato all'arrivo della barca e già cucinato nelle case del porto.

Luciano Emmolo tells us with his photos, the return of a fishing boat at the harbor. Immediately, the boat is surrounded by buyers, people in the harbor, retirees, friends who buy the fruit of fishing: shrimp, blue fish, squid, cuttlefish. The rest of the fish will start in large trucks to the distant cities and in less than one day will be in the major markets of northern Italy. Yet, the taste of the fish transported on wheels will never be the same as the arrival of the boat and bought already cooked in the port houses.