mercaty

Che poi raga Londra é una città viva, trasmette armonia, te fa sentì felice, spensierato, te da una sensazione de libertà e de allegria che a me personalmente nessun’altra città m’é mai riuscita a dare.
Girare pe’ quei mercati, sentire quegli odori, vedere cose bellissime, assaggiare, assaggiare e ancora assaggiare tantissime cose particolari, schifose, ma particolari.
Incontrà personaggi strani pe’ é strade, visitare locali underground con musica rock e country, setacciare da cima a fondo Camden, di cui io oramai so’ follemente innamorato, girare pe’ Londra in taxi alle tre di notte, bere della birra buonissima che in confronto quella italiana fa veramente schifo, girare pe’ quelle strade fantastiche dove sembra de trovasse in un altra epoca, comprare dai negozi che, fino a quel momento avevo visto solo su internet…
E niente raga, Londra é magia, fa sentire vivi.
Napoli, criticata da tutta Italia.
Io non ci riesco proprio a farlo.
Napoli è …
I panni stesi sul balcone.
La gente che urla nei mercati.
I bambini che giocano a pallone per strada.
Napoli è il cornetto caldo alle due del mattino.
Napoli sono i bei ragazzi a Dante.
Napoli sono ritrovarsi a piazza del Gesù.
Napoli è passeggiare a Mergellina e vedere le luci piu belle.
Napoli è il Vesuvio in tutto il suo splendore.
Napoli sono i ragazzi in motorino senza casco, le bancarelle lungo i viali.
Napoli è l'odore di caffè di prima mattina ovviamente già zuccherato.
Napoli sono i ‘concerti’ in piazza.
Napoli è Clementino, Rocco Hunt e gli ormai separati Co sang.
Napoli sono i neomelodici o i bambini che fanno canzoni sulla nutella.
Napoli è un mondo a parte.
Potrei parlarne per ore, potrei dirvi anche tanti lati negativi, potrei dire tutte le sofferenze che mi ha portato questa regione e questa città, ma ha così tante cose belle da farmi dimenticare quelle brutte.
Napoli, la Campania, non è solo rapine, camorra e pattumiera.
Napoli è gente sempre cordiale e sorridente.
Napoli è magia e per me rimarrà sempre un posto chiamato CASA.
—  Martina Piccu
Napoli, criticata da tutta Italia.
Io non ci riesco proprio a farlo.
Napoli è …
I panni stesi sul balcone.
La gente che urla nei mercati.
I bambini che giocano a pallone per strada.
Napoli è il cornetto caldo alle due del mattino.
Napoli sono i bei ragazzi a Dante.
Napoli sono ritrovarsi a piazza del Gesù.
Napoli è passeggiare a Mergellina e vedere le luci più belle.
Napoli è il Vesuvio in tutto il suo splendore.
Napoli sono i ragazzi in motorino senza casco, le bancarelle lungo i viali.
Napoli è l'odore di caffè di prima mattina ovviamente già zuccherato.
Napoli sono i ‘concerti’ in piazza.
Napoli è Clementino Rocco Hunt e gli ormai separati Co sang.
Napoli sono i neomelodici o i bambini che fanno canzoni sulla nutella.
Napoli è un mondo a parte.
Potrei parlarne per ore, potrei dirvi anche tanti lati negativi, potrei dire tutte le sofferenze che mi ha portato questa regione e questa città, ma ha così tante cose belle da farmi dimenticare quelle brutte.
Napoli, la Campania, non è solo rapine, camorra e pattumiera.
Napoli è gente sempre cordiale e sorridente.
Napoli è magia e per me rimarrà sempre un posto chiamato CASA.
—  Martina Piccu 

Giovanni Battista Mercati, designer
Italian, 1600-after 1637
The Executioner Presenting the Head of St. John the Baptist to Salome, 1626
Etching/RISD Museum

Primo, non ricordare,
perché i ricordi sono falsati,
i metri e i cambi sono mutati
per la spietata legge dei mercati.
È come equilibrarsi sugli specchi,
ad ogni occhiata un po’ più vecchi,
opachi, muti e deformanti.
Frugare dentro ai soliti cassetti
dove non c'è quel che ci metti
e mai le cose più importanti.
—  Francesco Guccini, Non bisognerebbe (“Parnassius”, 1994)
1°Maggio+1

Negli scorsi giorni ho visto rebloggata più e più volte (in realtà a opera dei soliti poveretti dalle difficili interazioni sociali) una frase che più o meno recitava ‘Io il 1° Maggio lavoro' e dal primo momento in cui l'ho vista ho cominciato a farmi qualche domanda.

Lavori perché sei un pompiere o un poliziotto? Lavori perché hai rubato le chiavi dell'ufficio e ci vai lo stesso? Lavori e non avresti voluto lavorare o lavori inorgoglito guardando sprezzante i giovinastri dei centri sociali? T'hanno incastrato con un turno perché il collega napoletano s'è dato malato per andare al concerto del primo maggio o telelavori da casa perché i mercati coreani non chiudono? Lavori perché i tuoi figli hanno fame (e tu, pure ma è brutto mangiarseli), per togliere il pane dalla bocca dei figli degli altri o perché se non ci pensassi tu, gli altri non avrebbero pane da dare ai loro figli?
Lavori non pagato per principio o pagato il doppio perché è un giorno di festa? Ti puoi permettere di non essere pagato o rinunci a quei soldi con un volontario sacrificio, novello Stakanov al contrario?

Vuoi sapere una cosa? Non mi interessa.

Voglio pensare che con la tua frase tu abbia voluto dare voce ai tanti inascoltati che popolano corsie, uffici, aule, vicoli e che grazie a te possono ancora una volta arieggiare la scatola cranica senza che vi soggiorni nulla.

Però voglio dirti cosa ho fatto io il 1° Maggio.

Potevo andare a lavorare e non ci sono andato.
Potevo guadagnare 207 euro e non ci sono andato.
Non ci sono andato e non ho guadagnato 207 euro.
Io posso andare a lavorare sabato e domenica ma non ci vado.
Io posso lavorare 15 ore al giorno, tutti i giorni, ma non lo faccio.
Se rimango a casa non guadagno.
Se mi ammalo non guadagno.
Se mi amputo una gamba, vado a lavorare saltellando.
O non ci vado e non guadagno.

Ieri sono stato con la mia famiglia e sono contento.
Vorrei starci di più ma mi accontento.
Potrei guadagnare molto di più ma penso che questo mi possa bastare per essere felice. Con la mia famiglia. Con me stesso.

Credo che un buona percentuale di persone che ieri ballavano e cantavano non avessero la minima idea di cosa sia stato e cosa abbia rappresentato il 1° maggio.
'Sia stato’, perché adesso non è più.

Non con le persone che ci sono oggi, non con i lavoratori, con gli studenti, con i manager, con i dipendenti pubblici, con i politici, con i manifestanti che ci sono oggi.

Quindi ieri sono stato con la mia famiglia, l'unico mio bene prezioso e di cui mi importi qualcosa, fuori dalle polemiche di un paese di persone con un senso della misura così esile da gettarmi nello sconforto ogni volta che metto il naso fuori dalla porta di casa.

Buoni 364 primi maggio a tutti.

Sacrifice to Diana
The Emperor Hadrian Sacrificing to the Goddess Diana after a Boar Hunt

Giovanni Battista Mercati, Italian, c. 1600 - after 1641. After Antique Sculpture.

Geography:
Made in Rome, Italy, Europe

Date:
1613? Medium:
Etching, with plate tone Philadelphia Museum of Art
Diario di viaggio: primo giorno a Palermo.

- Mercati di ballaró (pensando a te)
- Teatro massimo (pensando a te)
- Teatro politeama (pensando a te)
- Giardino inglese (pensando a te)
- Piazza della vergogna (pensando a me che penso a te)

Animali Fantastici e Dove Trovarli: Box-Office, weekend da sogno in Italia e nel mondo

Animali fantastici e dove trovarli, il film con protagonista Eddie Redmaine targato Warner Bros. Pictures, ritrova la magia sbancando i botteghini di tutto il mondo, debuttanndo in 63 mercati internazionali e risultando leader del box office in ben 11 nazioni, tra cui l’Italia, la Corea, la Russia e il Brasile.

Uno dei più attesi film della stagione cinematografica lancia un incantesimo al box office italiano, arrivando ad incassare oltre 6 milioni di euro nel suo primo weekend di programmazione nelle sale cinematografiche.

Catapultando il pubblico in una nuova era del Magico Mondo di J.K. Rowling, questa nuovissima avventura sul grande schermo ha esordito in circa 800 sale cinematografiche giovedì 17 novembre, con proiezioni sold-out, e fan in fila per ore per riuscire ad essere tra i primi a poter vedere il film. Questo risultato è la migliore apertura di un film straniero del 2016.

Questo esordio al box office non è stato nulla di meno di quanto si aspettasse il pubblico in Italia. Sia i fan di lunga data di Harry Potter che gli ultimi arrivati in questo nuovo Magico Mondo di J.K. Rowling, sono entusiasti di essere stati trasportati in questo universo, e proprio all’inizio di una nuova era. Questi strabilianti risultati sono la testimonianza del lavoro e della dedizione dei filmmaker e di tutto il talentuoso cast, e ci aspettiamo che il passaparola faccia ancora meglio alla vita del film, e che lo traghetti nel periodo delle vacanze”. (Barbara Salabè, Presidente della Warner Bros. Entertainment Italia)

Animali Fantastici e Dove Trovarli ci porta in una nuova era del Mondo Magico di J.K. Rowling, ambientato decenni prima di Harry Potter, e dall’altra parte del globo.

L’attore Premio Oscar, Eddie Redmayne (La teoria del tutto, The Danish Girl) interpreta il ruolo centrale, il Magizoologo Newt Scamander, sotto la direzione di David Yates, che ha anche diretto gli ultimi quattro film di successo della saga di Harry Potter.

Animali Fantastici e Dove Trovarli si apre nel 1926 quando Newt Scamander ha appena concluso un viaggio in tutto il mondo per trovare e documentare una straordinaria varietà di creature magiche. Arrivato a New York per una breve sosta, sarebbe dovuto ripartire senza nessun imprevisto o incidente… Se non avesse incontrato un Babbano di nome Jacob, se non avesse lasciato una valigia magica nel posto sbagliato, e se non fossero fuggiti alcuni degli Animali Fantastici di Newt, che rischiano di causare guai seri, sia per il mondo magico che per quello Babbano.

Nel film recitano anche Katherine Waterston (Steve Jobs, Vizio di Forma) nel ruolo di Tina, l’attore premiato con il Tony Award, Dan Fogler (The 25th Annual Putnam County Spelling Bee) nel ruolo di Jacob, Alison Sudol (Transparent) nel ruolo della sorella di Tina, Queenie, Ezra Miller (Un Disastro di Ragazza, e l’imminente Justice League) nel ruolo di Credence, l’attrice due volte candidata all’Oscar Samantha Morton (In America, Accordi e Disaccordi) nel ruolo di Mary Lou Barebone, l’attore premio Oscar Jon Voight (Tornando a Casa, la serie televisiva Ray Donovan) nel ruolo di Henry Shaw, Sr., Carmen Ejogo (Selma- la Strada per la Libertà) nel ruolo di Seraphina Picquery, mentre Colin Farrell (Saving Mr. Banks, la serie televisiva True Detective) interpreta Percival Graves.

Questo film segna il debutto alla sceneggiatura di J.K. Rowling, i cui sette amatissimi libri su Harry Potter sono stati adattati nel franchise cinematografico di maggior successo nella storia del cinema. La sceneggiatura alla base di questo film è stata ispirata dal libro di testo in uso nella scuola di magia di Hogwarts, Animali Fantastici e Dove Trovarli, scritto dal suo personaggio, Newt Scamander.

Oltre a David Yates, il film ha riunito nuovamente diversi cineasti che avevano già collaborato nei film di Harry Potter: tra questi i produttori David Heyman, J.K. Rowling, Steve Kloves e Lionel Wigram. E i produttori esecutivi Tim Lewis, Neil Blair e Rick Senat.

Il team creativo che ha lavorato dietro le quinte, include il direttore della fotografia premio Oscar, Philippe Rousselot (In Mezzo Scorre il Fiume, i film su Sherlock Holmes), lo scenografo, tre volte premiato con l’Oscar, Stuart Craig (Il Paziente Inglese, Le Relazioni Pericolose, Gandhi, i film su Harry Potter), la costumista tre volte premio Oscar, Colleen Atwood (Chicago, Memorie di una Geisha, Alice in Wonderland), il supervisore agli effetti visivi, premio Oscar, Tim Burke (Il Gladiatore, i film su Harry Potter), il supervisore agli effetti visivi, nominato all’Oscar, Christian Manz (Harry Potter e i Doni della Morte – Part 1), e il montatore, collaboratore di lunga data di Yates, Mark Day (gli ultimi quattro film su Harry Potter). Le musiche sono state composte dall’otto volte candidato all’Oscar, James Newton Howard (Defiance- I Giorni del Coraggio, Michael Clayton, i film di Hunger Games).

http://talkymovie.it/post/7952/animali-fantastici-e-dove-trovarli-box-office-weekend-da-sogno-in-italia-e-nel-mondo/

osservatoriorepressione.info
Torino, bombe carta contro i profughi - Osservatorio Repressione

Biciclette, carrelli, ferraglia, materassi, suppellettili, termosifoni: tutto ammassato in un piccolo magazzino. E’ il tesoro dei profughi che rovistano nei bidoni dell’immondizia torinesi, raccolgono e ridanno vita a tutto ciò che può essere rivendibile. Una piccola bomba, o un grande petardo, è stato gettata dentro questo magazzino della disperazione, marchiando il muro con l’impronta di una fiammata.

Da oltre tre anni quattro palazzine che furono parte del villaggio olimpico di Torino 2006 sono occupate da più di mille tra profughi, migranti, disperati di ogni nazionalità, clochard che cercano un posto. Lontano dal centro sfavillante, dove un tempo pulsava un cuore de duro lavoro notturno torinese, per decenni qui sono stati operativi i mercati generali ortofrutticoli, oggi sopravvivono in un ordine caotico i rifiutati della società. Un mondo che regge nonostante tutto, perché l’assenza delle istituzioni è compensata dalla buona volontà dei centri sociali che spaccarono i lucchetti dei palazzi abbandonati, e dall’innegabile tolleranza di un quartiere popolare che, però, comincia a manifestare profonda frustrazione.

Se non fosse per la grave intimidazione dell’altra sera, probabilmente successiva ad un scontro verbale tra italiani e migranti degenerato in rissa qualche ora prima, l’ex villaggio olimpico ed ex mercato generale potrebbe essere considerato un caso unico di convivenza. Certo non mancavano le tensioni, nonché gli atti di criminalità. Ma nessuno si aspettava una bomba carta lanciata verso chi dormiva, alla cieca.

Una detonazione violentissima, sentita in tutta la città. Dopo l’esplosione centinaia di uomini e donne sono scesi in strada: urlavano “italiani razzisti”, e molti imprecavano. Un muro umano è giunto a un passo dallo scontro con le forze dell’ordine giunte sul posto a placare gli animi. La fiammata di violenza giunge dopo che la sindaca Chiara Appendino aveva anticipato che si stava andando verso uno sgombero delle palazzine, da organizzare con la collaborazione della fondazione bancaria “Compagnia di San Paolo”, primo azionista di Intesa Sanpaolo.

Il piano organizzato dal comune e dalla fondazione bancaria prevede due momenti: il censimento su base volontaria iniziale, dopo di che si dovrebbe passare al ricollocamento degli occupanti. Progetto ambizioso anche se privo al momento di una reale progettualità per la fase più complessa dell’operazione, il ricollocamento.

In questo contesto giunge l’attacco di ieri sera.

“Alcuni fascisti vogliono mandarci via. Nel quartiere cerchiamo di non dare fastidio, ma siamo tanti e non possiamo essere invisibili. Ci dispiace e capiamo la difficoltà di chi vive qua vicino, ma noi cosa possiamo fare?”. Queste le parole di Mohamed, arrivato in Italia dal Sudan su un barcone. La sua storia è uguale a quella degli altri mille che qui vivono, e che non hanno più paura di nulla né nulla da perdere.

Urlano sotto la pioggia battente le loro storie di schiavitù e guerra, mentre gli italiani guardano dalle finestre e aspettano che ritorni la calma. La destra cittadina urla sguaiatamente, gli altri cercano fondi per uno sgombero. Poco distante, vicino al bar dove vi sarebbe stata la rissa poi degenerata, alcuni ragazzi confabulano sui “negri che devono andarsene”.

Maurizio Pagliassotti da il manifesto

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Dopo la notte di tensione all’ex Moi a Torino, dove vivono oltre 1200 migranti, la redazione Contropiano di Torino ha sentito Patrick Kondé dell’Usb Migranti per avere una ricostruzione dell’accaduto e un punto della situazione in generale dei migranti e dell’occupazione abitativa.

Ciao Patrick, che cosa è successo al Moi?

Alcuni giorni fa, alcuni ragazzi del Moi sono stati minacciati da un gruppo di individui che ancora non siamo riusciti a identificare, ma è successo davanti al bar all’angolo tra via Filadelfia e via Giordano Bruno, frequentato da tifosi del Toro ma soprattutto da estremisti di destra e fascisti. L’altroieri sera, intorno alle 22, alcuni migranti sono stati aggrediti in piazza Galimberti, c’è stato un leggero tafferuglio ma è finita lì. Poi, verso l’una di notte c’è stato un attacco pianificato da parte di quattro individui incappucciati che hanno lanciato bombe carta contro il Moi e poi sono scappati. I ragazzi, sentendo il rumore e vedendo il fumo, si sono spaventati; alcuni sono scesi in strada cercando di capire cosa fosse successo, alcuni temevano uno sgombero. C’è stato un vai e vieni dei ragazzi, hanno capito che erano stati attaccati. Alcuni hanno preso questo fatto come una provocazione, si sono arrabbiati, sono usciti nella strada, come azione di difesa. Poi la gente del quartiere ha chiamato la polizia vedendo che i ragazzi in strada erano tanti (più o meno 7-800 persone, su un totale di circa 1200 abitanti del Moi), è arrivata tantissima polizia e la cosa non poteva più essere sotto controllo. Poi, la situazione verso le tre-quattro è tornata tranquilla.

Ieri mattina, la polizia ha iniziato a fare controlli ai ragazzi che uscivano dal Moi, e questo ha innervosito gli occupanti. Noi siamo arrivati e li abbiamo calmati, dicendogli di non cogliere la provocazione: siamo stati noi a subire il danno, non dobbiamo passare dalla parte del torto. Queste cose le abbiamo già viste, siamo stati provocati varie volte, dobbiamo sempre cercare di non perdere il controllo e non cadere nella trappola. Il capo della polizia mi ha detto che i controlli saranno raddoppiati per prevenire questi attacchi ai danni dei migranti. Io sono stato al Moi fino alle 4 del pomeriggio e la situazione era tranquilla, ma ora vedremo se ci saranno altri attacchi di questo tipo. In zona ci sono fascisti, gente che non scherza, gente pronta a tutto, pericolosa. I ragazzi raccontano che tutte le volte che passano davanti a quel bar vengono puntualmente minacciati e insultati. Abbiamo suggerito ai ragazzi di evitare di girare e di passare davanti a quel bar. I movimenti di destra aspettano solo questa situazione per strumentalizzare.

Quali risposte state avendo dalla amministrazione Appendino?

Noi abbiamo fatto vari incontri con la sindaca, ma finora non ci è stata proposta una soluzione alternativa. La sindaca aveva proposto di svuotare palazzo per palazzo anche con l’aiuto della compagnia San Paolo, ma noi non sappiamo come la compagnia intenda procedere. Ci devono spiegare che idea hanno, cosa vogliono fare. Se vogliono mettere i soldi per trovare altre sistemazioni ai ragazzi, la cosa va anche bene; il problema non è lo sgombero in sé, ma la soluzione alternativa che si prospetta. Devono fare delle proposte concrete e i ragazzi le valuteranno e sono disposti ad accettarle se dignitose. Negli ultimi incontri, la sindaca ha parlato di un censimento; ma il problema è capire a cosa servono questi dati. Se servono solo a schedare le persone, senza che ci sia una soluzione concreta, allora non va bene. Noi siamo stati chiari con la sindaca: quest’operazione di raccolta dei dati ha senso solo se sappiamo che fine faranno. Se la proposta alternativa c’è, le persone saranno felici di spostarsi in case dignitose, dove poter vivere una vita normale. Fateci le proposte, e loro le accetteranno. Finora queste proposte non ci sono. Ricordiamo che si parla di persone, che hanno dei diritti. Si parlava di uno sgombero a dicembre, ma buttare 1200 persone in mezzo alla strada a dicembre sarebbe una soluzione estrema.

Come stanno vivendo questa situazione i migranti?

Lo stato d’animo dei ragazzi è quello di tutti questi anni, la disperazione. Non sanno domani dove saranno, sono senza prospettive, senza lavoro. Sono proprio disperati. Noi cerchiamo di calmarli e tranquillizzarli, ma non so quanto può durare. Ci vogliono urgentemente soluzioni. Sicuramente noi non cadremo nelle provocazioni, questo è il messaggio che dobbiamo dare a chi ci attacca.

In una occupazione di queste dimensioni ovviamente ci sono dei problemi, 1200 persone insieme senza un lavoro, senza niente, è chiaro che emergono dei problemi. Il pericolo è che questa situazione di tensione sfugga di mano e diventi ingestibile. Si può trovare una soluzione, ma ci vuole uno sforzo politico. Si potrebbe anche dare in gestione l’ex Moi alle associazioni o responsabilisare gli stessi occupanti a un gestione interna. La cosa che ci importa ora di più è la sopravvivenza delle persone, la loro incolumità, la loro sicurezza. Se succede qualcosa in quei palazzi siamo tutti responsabili in qualche modo anche le persone che ci attaccano . E’ veramente il momento di cercare una soluzione dignitosa per queste persone.

Come valuti la questione migranti a livello europeo?

In generale, la questione migranti in Europa è sempre più grave, vediamo quello che è successo a Calais, in Ungheria, in Grecia. Ogni giorno arrivano 200-300 persone. Nel 2016 siamo a 175.000 arrivi, l’anno scorso eravamo a 155.000 arrivi. Ricordiamoci che stiamo parlando di esseri umani, costretti a fuggire da situazioni disperate; non ci dimentichiamo che l’immigrazione è frutto di certe politiche che fino ad ora sono state portate avanti in Africa. Di queste noi stiamo pagando le conseguenze. La situazione in Africa è davvero disastrosa, da anni. Ci sono tantissime guerre in corso nel continente africano: Ciad, Sudan, Congo, Uganda, Mali, Nigeria con bokoharam, dappertutto. I ragazzi vengono da lì, arrivano da Etiopia, Eritrea, Gambia, Mali, Senegal, Costa d’Avorio. Sono tutti paesi con una grande instabilità. In Congo ci sono guerre in corso per il coltan, il materiale che si usa per i computer, ci sono tante multinazionali francesi, britanniche in quella zona. Abbiamo anche una situazione terribile in Eritrea e in Etiopia. In Gambia c’è una dittatura militare. Guerre economiche e militari, sfruttamento, fame: servirebbero soluzioni strutturali per risolvere alla radice il problema delle migrazioni forzate, ma manca la volontà politica a livello mondiale.

Redazione Contropiano Torino