melodrammatici

anonymous asked:

Lombardia a scuola come sarebbe?💚

//Scusatemi, per ora vi rifilo un'headcanon veloce:
Secchione, frequenta di sicuro ragioneria perché lui è quello con le idee chiare che vuole fare Economia Aziendale fino alla morte.
Ciò non significa, però, che abbia una condotta ineccepibile:
- fa di tutto, letteralmente, pur di mantenere alte le medie, quindi ciò include il copiare durante le verifiche, principalmente delle materie che considera “marginali”, ovviamente.
- sicuramente si fa i calcoli per massimizzare il numero di crediti ottenibili
- normalmente sta zitto, ma solo perché sta giudicando silenziosamente chi gli sta intorno e reputa le discussioni uno spreco di tempo ed energie
- quando viene chiamato in causa, o comunque si sente toccato, interviene e fa discorsoni melodrammatici per i quali si becca l'odio dei prof oppure si blocca perché gli viene l'ansia, ciò dipende dai giorni.
- pur di evitare il test di Cooper o la resistenza finge svenimenti e cali di pressione.
- passa suggerimenti durante le verifiche, ma solo a chi gli sta simpatico.
- una volta ha combinato un disastro nel laboratorio di chimica (e ha dato la colpa ad un compagno) e un'altra ha usato un computer della scuola per hackerare il profilo di uno che non si era presentato per l'interrogazione facendogli saltare i piani (ha preso il suo primo 6 dell'anno.. è stato un brutto colpo).
Per l'alternanza scuola-lavoro aveva già pronto il nome del cugino di secondo grado, così da non avere sorprese (e godersi un mese di vacanza valutato come ore di lezione).
Fuma, ma solo in compagnia, qualsiasi sia la sostanza.
Se avesse il mio prof di diritto, che è anche avvocato, sarebbero botte tutti i giorni.
È il cocco della prof di Economia, questa però non sa che lui per aumentare il voto della verifica copia peggio di quelli che non hanno aperto libro.

Su “Dr. Jekyll e Mr. Hyde” e altre cose sparse

Io penso che ciascuno di noi abbia due modalità di esistere.

La prima è quella che chiameremo Felice tranquillità.
Si tratta della fase in cui nella propria vita tutto va bene, non abbiamo particolari pensieri o comunque riusciamo a gestirli. Ci godiamo l’esistenza, liberiamo i nostri impulsi, diamo libero sfogo alla fantasia e alla voglia di fare e di essere. Siamo prevalentemente felici e prendiamo la vita come viene, senza essere melodrammatici, accettando il buono e il brutto da ogni situazione perché questo è ciò di cui si compone la vita e bene o male ce lo facciamo piacere. Le inibizioni tendono ad essere abbandonate e superate, ci muoviamo in modo diverso, parliamo in modo diverso, appariamo in modo diverso. 

La seconda è la Tragica Esistenza nel Caos.
Quella che nel mio caso si attiva quando qualcosa va storto e ho il presentimento che finirà per tirarsi dietro tutto quanto, come quando tenti di togliere la tovaglia lasciando tutto sul tavolo e poi ti ritrovi con mille cocci in terra e il sale pure nei capelli e tra le ciglia e ovunque.
Odio questa fase, ci fa realizzare come non abbiamo il controllo su nulla nella nostra vita. Rende chiunque intrattabile, suscettibile, sempre pronto ai drammi, alla negatività. Cambia il nostro modo di muoverci, di parlare, di apparire. In peggio.

Il mio problema è che non so, a volte, chi siamo veramente e chi è solo una realtà passeggera.