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“Il dolore ha una tale fame, brutale, bestiale, perennemente inappagata, da nutrirsi con soddisfazione anche degli avanzi; anche di quelli gettati per sbaglio, e destinati all'inferno concluso della spazzatura. Il dolore è come un cerchio cui manchi un punto per saldarsi in sé stesso, e che ha scoperto che può vivere spezzato e però saltare, per raggiungersi, ogni volta trascinando con sé i punti che si porta dietro. Finché non resta più niente, solo una traccia geometrica senza dimensioni di quella che è stata la nostra vita.”

Giordano Meacci, Il cinghiale che uccise Liberty Valance

È tutto un abisso di dèmoni privati, la scoperta degli altri
—  Giordano Meacci - Il cinghiale che uccise Liberty Valance (minimum fax, 2016)
Il dolore ha una tale fame, brutale, bestiale, perennemente inappagata, da nutrirsi con soddisfazione anche degli avanzi; anche di quelli gettati per sbaglio, e destinati all'inferno concluso della spazzatura. Il dolore è come un cerchio cui manchi un punto per saldarsi in sé stesso, e che ha scoperto che può vivere spezzato e però saltare, per raggiungersi, ogni volta trascinando con sé i punti che si porta dietro. Finché non resta più niente, solo una traccia geometrica senza dimensioni di quella che è stata la nostra vita.
—  Giordano Meacci, Il cinghiale che uccise Liberty Valance