Forse semplicemente non sono fatta per stare con la gente.
Mi irrito facilmente, mi offendo per niente, ho bisogno di continue rassicurazioni, sono fottutamente insicura e paranoica. Mi spavento se qualcuno che mi piace si avvicina troppo a me, cerco di scappare dai sentimenti, perché provare emozioni forti mi fa sentire debole.
Sono fragile, emotiva e troppo sensibile. Mi accorgo di tutto, di ogni minuscolo gesto o sguardo o tocco. Mi accorgo se una persona  cambia o se i suoi sentimenti verso di me si affievoliscono.
Penso tanto, troppo.
Bel casino.
Lei adorava essere desiderata, ma non riusciva ad averla nessuno, era indomabile, testarda, amava così tanto la sua libertà che sembrava strano che non gli fossero spuntate un paio di ali, una come lei o la amavi alla follia o la odiavi da morire e spesso le due cose coincidevano, lei non poteva essere una via di mezzo, con lei o gelavi o bruciavi
—  Queenofmyself
E mentre le altre ragazze combattevano per piacere al ragazzo più carino della scuola, io combattevo per piacere a me stessa.
—  Web.
Io sono quella ragazza dannatamente complicata e difficile, gravemente complessata e problematica,che non ne vale la pena.
Io sono quella ragazza a cui passano mille pensieri per la testa, che la distruggono dentro, ma che tiene per sé.
Sono quella ragazza che si affeziona subito, che si fa film in testa e si illude sempre e troppo spesso.
Io sono quella ragazza che se le chiedono come sta risponde sempre “sto bene”, ma non era vero nemmeno una volta.
Sono una di quelle ragazze che se per fiducia dice “sto male ma non preoccuparti”, vuole che si insista nel chiedere il motivo, per confermare la vera amicizia,ma finisce sempre con avere una risposta “ok, va bene”.
Sono una di quelle ragazze che con lo specchio ci litiga, e non lo fa vedere.
Se lo dovesse dire, vorrebbe che le si dicesse un milione di volte “non sei brutta”, e continuare a sentirselo dire anche se neghi all'infinito. Sono una ragazza rimasta invisibile per troppo tempo, che dà attenzione invece di riceverle, e vorrebbe averle almeno una volta, per sentirsi apprezzata, dopo che il mondo l'ha derisa e fatta sentire un mostro,ma allo stesso tempo si sente imbarazza con una sottile presa in giro.
Sono una di quelle ragazze sognatrici e malinconiche, con lo sguardo sempre basso per l'inferiorità smisurata, con la testa troppo piena del suo niente, che si perde dietro i libri e nelle note che escono dalle cuffie.
Io sono quella ragazza fragile ed emotiva, e senza autostima. Sono una di quelle ragazze che se vede una ragazza bella per strada si sente una merda, ma non lo fa vedere. E se dovesse dirlo, vorrebbe che gli altri la facessero sentire bella, perché è troppo fragile e insicura per crederlo da sola, ha bisogno di un aiuto, ma non lo vuole.
Sono una di quelle ragazze che ha sognato troppo, e si è rovinata tanto da non saper affrontare la realtà.
Sono una ragazza che ha corso dietro a sogni impossibili a cui non era all'altezza, e magari li ha visti realizzarsi nelle vite degli altri, e di nuovo si è sentita una merda.
Sono una di quelle ragazze cadute e mai rialzate, con ancora i frantumi di sé in torno, che non ha fatto rumore nel crollo e nessuno se ne accorto, ma se qualcuno magari se ne fosse accorto, non si sarebbe fatta aiutare, perché sono una di quelle ragazze che vuole salvarsi da sola, per non dire grazie a nessuno, per non dire più grazie a nessuno. Perché ha detto troppi grazie, anche alle persone sbagliate, e adesso non vuole più dirli, nemmeno alle persone giuste. Sono una di quelle ragazze che si illude ancora di potersi salvare da sola, di poter essere capace come le altre ragazze, ma non è così. E continua a sognare all'infinito, a illudersi all'infinito, a farsi male all'infinito. A morire all'infinito.
—  mi-hai-cambiata
Cambia.
Decidi chi deve entrare nella tua vita e chi merita di restarci.
Combatti, sii cattiva, sii stronza, sii fredda con chi dice di amarti e poi ti abbandona.
Tira fuori le unghie, sii forte e mai debole davanti a chi ha il potere di ferirti.
Lascia da parte la sensibilità e non farti usare.
Non dare agli altri la possibilità di farti del male.
La gente pensa che la cosa peggiore sia perdere una persona a cui si vuole bene. Si sbaglia.
La cosa peggiore è perdere se stessi mentre si vuole troppo bene a qualcuno, dimenticarsi che anche noi siamo importanti.
—  Fabio Volo, dal libro Un posto nel mondo
Sono una persona estremamente insicura, non mi piace mai quello che faccio, ma credo sempre che sia troppo poco, perché mi sento troppo poco. Questo mi porta ad essere fredda e a restare sola. Mi chiudo in me stessa e penso, penso fino a farmi male. Per quanto cerchi di non interessarmi del giudizio altrui, questo mi influenza fin troppo e mi sento giudicata anche solo quando chiedo un cappuccino al bar, nonostante mi ripeta che non vale niente. Sono molto timida, alcuni lo scambiano per mancanza di interesse o freddezza, ma non é cosí. Ho un problema ad esprimermi, non riesco a dire quello che penso o provo a voce alta e anche questo mi distrugge. Quante volte avrei voluto correre tra le braccia di qualcuno e dire tutto quello che mi passava per la testa. Non mi lascio andare, penso troppo e prendo troppo poche iniziative. Mi sento come se il mondo si aspettasse qualcosa da me, ma non ne fossi all'altezza. Ho paura del futuro. Ho paura di fare scelte sbagliate, tanto che a volte ci metto una vita a scegliere, anche solo il gusto del gelato. Passo da momenti di eccessiva riflessione ad altri di folle, definitiva impulsività. Anche quando le persone dicono di tenere a me, per me é impensabile, non riesco a crederci fino in fondo, come se fosse impossibile pensare ad una come me. Non credo che un mio messaggio cambierebbe l'umore a qualcuno, mai. Ho sempre paura di disturbare, di sbagliare. Mi blocco anche quando vorrei fare nuove amicizie, esperienze. Penso troppo alle conseguenze e rimango ferma dove sono, senza rischiare, anche se a volte lo vorrei tanto. Rileggo mille volte quello che scrivo prima di inviarlo (come adesso). Mi sento fuori posto, inadeguata, non mi vado mai bene. A volte mi sento misantropa ai massimi livelli, non sopporto nessuno, ma avrei tremendamente bisogno di sentirmi meno sola. Quante cose sarebbero diverse se non fossi cosí paralizzata, ma lo sono spesso. Non so mai cosa rispondere quando mi chiedono se ho un libro, una canzone, un film preferito. Penso sempre che ci sia qualcosa di sbagliato in me, dentro e fuori. Dicono: “É l'adolescenza”, ma quanto dura questa adolescenza? Ho bisogno di novità, di qualcosa che renda le mie giornate diverse, meno monotone, ma mi sveglio la mattina e non ho niente da aspettare, che mi dia un motivo per alzarmi dal letto. Ed é colpa mia. Io, che non ho niente di speciale, se non il superpotere di fare confusione. Vorrei fregarmene di tutto e a volte ci riesco. Altre volte meno. Vorrei sciogliermi, uscire dalle regole che mi autoimpongo anche senza criterio e liberarmi da me stessa.
—  quattro-ottobre