me disperata

E sono andata via, ho abbandonato tutti,
con gli occhi rossi e gonfi. Nessuno si è accorto della mia anima squartata, del mio cuore nero e del volto deteriorato.
E sono andata via, allontanandomi da tutto, gettando lontano da me quello specchio che rifletteva una me disperata e divorata dal dolore, sono scappata sperando di riuscire a guarire da sola, adesso che questa caduta non è una caduta qualunque. Non ho solo le ginocchia sbucciate, ma le ferite riportate sono molte di più.
Ti chiedo scusa se non ti ho dato un addio dignitoso e sono fuggita come una codarda, rifiutando di afferrare la tua mano. Ma sto imparando ad asciugarmi da sola le lacrime e magari, a piangere un po’ di meno.

E sai cos'ho fatto ieri notte?
Ho raccolto tutte le tue cose in uno scatolone.
Tutti i regali, la tua maglietta presa in prestito e mai restituita, i tuoi libri con le dediche, il cd che ascoltavamo sempre, il peluche, le lettere, le nostre foto, i progetti, i sogni. La nostra vita insieme.
E poi gli ho dato fuoco.
Non è rimasto niente, solo ricordi sotto forma di cenere.
E dio, mentirei se ti dicessi che è stato facile. Avrei voluto urlare e buttarmi tra le fiamme per sparire con tutti quegli oggetti. Perché è così che mi sento: distrutta.
Ora non ho più niente di te. Ma dimmi come? Come cazzo faccio a farti uscire dalla mia testa?
Nei miei pensieri tu esisti ancora, vivi, e sento la tua mancanza in continuazione. Quando mi sveglio al mattino, quando mi addormento, subito dopo il caffè, mentre sono seduta sul pullman e guardo il cielo fuori dal finestrino e giuro, giuro che ti vedo.
Ti sento vicina anche se ormai non fai più parte della mia vita. E mi vieni in mente ricollegandoti a un profumo, a un colore, a un posto… ed è strano come quella canzone, se chiudo gli occhi, si trasforma in te.
Ogni mio pensiero parte dal cuore e arriva alla mia testa passando dai tuoi occhi.
Ma quello che più mi fa rabbia è che, molto probabilmente, tu mi hai già dimenticata. Non conto più niente per te, tu hai voltato pagina senza renderti conto di quanto mi stai facendo soffrire.
E voltando quella pagina hai portato via un pezzo del mio cuore. E adesso come faccio ad andare avanti? Il mio cuore è incompleto, ma quel buco ha la tua forma e nessun altro potrà colmarlo.
La verità è che, con tutte le lacrime che ho versato, avrei potuto spegnerlo quel falò.

Mi piaci quando taci perché sei come assente. Distante e dolorosa come se fossi morta.
Poi basta una parola, un sorriso.
E sono felice, felice che non sia vero.
— 

Pablo Neruda, dalla poesia “XV”, Venti poesie d’amore e una canzone disperata (1924)

Me gustas cuando callas porque estás como ausente.
Distante y dolorosa como si hubieras muerto.
Una palabra entonces, una sonrisa bastan.
Y estoy alegre, alegre de que no sea cierto.

Ma chi me l’ha fatto fare?!
Potevo scegliere di fare la FescionBloggher Magari a quest’ora me ne stavo comoda comoda nel letto , aspettando che qualche azienda di cosmetici mi inviasse i nuovi rossetti per decidere se fosse più di tendenza il rosso menarca o il viola pezza di morto. E invece ho scelto Giurisprudenza. E niente , devo solo decidere se è meglio il cappio al collo o il lento ma credo imminente infarto da caffeina .

Masterchef

Masterchef ieri ci ha regalato una vagonata di tensione drammatica e ho adorato per sempre nel cielo e nella terra.

L'affaire Pan di Spagna

In breve: Eleonora (l'archenemy di Beatrice) vince la prova cucinando una quaglia siberiana. Che facciamo oggi? Cuciniamo una quaglia siberiana. Va nella dispensa e trova un pasticciere famosissimo: Oh mio Dio, tu sei il mio mito! Ti posso stringere la mano? E stringimi la mano, Eleonora. La nostra cuoca deve scegliere uno dei tre dolci e sceglie il Pan di Spagna.

Quando il dolce viene annunciato tutti fanno la faccia da Guarda, preferivo un gatto appeso con le unghie sulla fronte, ma si danno da fare. E cucina questo e mescola quell'altro, ma a un certo punto, verso la fine della prova

IL DRAMMA.

Beatrice comincia a piangere come una fidanzata di un militare alla stazione dei treni. Che hai combinato, Beatrice? Praticamente si scopre che Beatrice ha sbagliato la cottura e ha rovinato tutto quanto. TUTTO. E allora Beatrice ha la brillante idea di mettere il Pan di Spagna nell'abbattitore, così, per fare qualcosa. Nel frattempo va dai compagni a chiedere fette di Pan di Spagna a piacere. Hai un po’ di dolce che ti avanza? Ti prego, dammi il tuo dolce, è Natale anche per me.

Beatrice è disperata. 

Eleonora, spinta da una misericordia che in confronto Madre Teresa di Calcutta era Alexis di Dynasty, le regala una fetta di Pan di Spagna, ma i giudici si avvicinano a Beatrice, richiamati dal piagnisteo infinito. 

Che stai facendo, Beatrice? - Ho preso del Pan di Spagna a piacere in giro, perché il mio è crudo come un mercoledì mattina - Beatrice, tu ti devi solo che da vergognare. Lo sai cos'è quella? - È una porta 

E finisce così il percorso della nostra adoratissima Bea. 

Eleonora, senza pietà. commenta subito dopo: È questa la fine che fai se non rispetti le regole. SUPER SNAP AL SAPORE DI QUAGLIA SIBERIANA.

In tutto questo, Rachida al pressure test ha preparato un piatto di melone e prosciutto. Cioè, chiariamoci, ha preso del melone e del prosciutto e li ha messi su di un piatto. Così. Ed è per questo, amici miei del social network Tumblr, che io adoro la nostra Ra-Ra.

La Madonna la deve sempre benedire nel cielo e nella terra.